lunedì 20 febbraio 2017

Magiare a... Costa Adeje Tenerife

Costa Adeje, nella parte più a sud di Tenerife, è sicuramente una delle zone più turistiche dell'isola e proprio per questo si possono trovare tantissimi ristoranti di tutti i tipi e per tutti i gusti. Dalla cucina spagnola a quella giapponese, dal pub in stile British al ristorante italiano, da una non meglio precisata "cucina mediteranea" a locali arredati in stile orientale.

Siamo rimasti un po' spiazzati da questo primo impatto e ci siamo chiesti se in un posto così tanto turistico saremmo riusciti ad assaggiare qualcosa di veramente tipico del luogo.
Le prime tre sere della nostra vacanza siamo stati a mangiare in locali sul mare, sicuramente molto belli (davvero scenografici e curati) ma che servivano piatti "standard". Non voglio assolutamente dire che il cibo non fosse buono, anzi... e direi proprio valga la pena provarli almeno una volta (il panorama è senza dubbio invidiabile) ma cercavamo qualcosa di diverso, qualcosa di più autentico.

Abbiamo quindi deciso di provare a spostarci nell'entroterra dove i resort e i grandi hotel lasciano il posto ai piccoli paesini arroccati sulle colline. Strade un po' più buie senza insegne o luci scintillanti che ci hanno fatto arrivare a LA ALACENA, una piccola trattoria a conduzione familiare (una decina di tavoli in tutto) dove abbiamo assaggiato piatti talmente buoni da farci ritornare per ben tre volte!



Non è nostra abitudine in una vacanza così breve mangiare più volte nello stesso locale perchè di solito ci piace sperimentare vari ristoranti ma in questo caso non abbiamo potuto fare diversamente, c'erano troppi piatti invitanti e siamo dovuti tornare per assaggiarli tutti (o quasi).

La prima sera ci siamo lasciati tentare da un saporitissimo e tenerissimo tonno e dalla carne di maiale iberico alla griglia. Il tutto accompagnato da pane e grissini tiepidi serviti insieme a burro aromatizzato, una squisitezza!



La seconda sera invece abbiamo preso baccalà e polpette di carne fatte in casa.



Infine la terza sera (ultima della nostra vacanza) abbiamo scelto la coda di toro (non potevamo partire senza assaggiarla) e la cernia.
Ci siamo anche concessi un dolce: mousse al cioccolato, una delle migliori mai mangiate.




Se ci fosse stata anche una quarta sera avremmo voluto provare il filetto di maiale in salsa di Coca Cola, sembra davvero un abbinamento curioso e magari torneremo per sperimentare questo e altri piatti proposti da Antonio e da sua moglie, persone eccezionali che ti accolgono nel loro locale e ti fanno sentire a casa.


giovedì 16 febbraio 2017

Annecy la capitale dell'Alta Savoia e dei Mercatini di Natale

Dopo aver trascorso faticosamente i primi tre mesi di vita di #polpettina a casa tra coliche e pianti interminabili, abbiamo deciso di affrontare il nostro primo piccolo viaggio in tre + uno, CAT infatti il nostro Bovaro del Bernese sarebbe venuto con noi non essendo proprio in forma e un po' ingelosito dalla nascita di Arianna.
Il periodo pre-natalizio, la distanza non eccessiva e la necessità di una meta dog-friendly ci hanno fatto scegliere la città di Annecy, capitale del Dipartiento Francese dell'Alta Savoia (Haute-Savoie). Si tratta di una piccola cittadina davvero caratteristica, attraversata da un canale che le fa talvolta guadagnare l'appellativo di Venezia di Francia. Affacciata sull'omonimo lago e circondata dalle Alpi è una meta assai gettonata per il turismo outdoor durante l'estate ma grazie ai suoi Mercatini di Natale sta diventando piuttosto frequentata anche durante l'inverno, soprattutto dagli italiani residenti al Nord e dai francesi. 
Raggiungerla dall'Italia significa dirigersi verso la Valle di Susa tramite l'autostrada Torino-Bardonecchia A32 e percorrere il Traforo del Frejus, purtroppo due tratte abbastanza costose. Il solo passaggio andata e ritorno del traforo costa infatti 55,2€ se si rientra entro una settimana dall'andata. Al di là del tunnel poi ci sono circa 150Km di autostrada.

Sulle sponde del lago ci sono diversi appartamenti che si possono affittare per una vacanza, soprattutto d'estate. Volendo però rimanere nel centro e muovere il meno possibile l'auto abbiamo optato per un hotel. Molti di quelli disponibili sui più famosi motori di ricerca avevano però camere molto piccole e letti alla francese, inadatte per noi che viaggiamo con un cane di grossa taglia ed una bimba che per ora non vuole saperne di dormire nella culla! Ci siamo spinti un pochino più in periferia quindi per trovare una camera che facesse al caso nostro e abbiamo prenotato al Best Western International in Avenue du Rhone. Anche se solitamente non amo scegliere hotel appartenenti a famose catene con camere simili in tutto il mondo, stavolta sono stata completamente soddisfatta dalla scelta sia per la posizione che per il confort della camera (in cui riuscivamo ad entrare tutti, passeggino e cane compreso) e della colazione.


Camera Best Western Annecy
La nostra camera del Best Western

Annecy è una città a misura d'uomo assolutamente perfetta da girare a piedi. In essa convivono un lato romantico, fatto di vicoletti, scorci caratteristici e canali ed un lato sportivo nei pressi del lago. In Francia, diversamente che in Italia, i pedoni ed i passeggini vengono rispettati sempre, non appena metterete giù il naso da un marciapiede per attraversare una strada vedrete macchine inchiodare per farvi passare.

L'Ufficio del Turismo è una fucina di idee per trascorrere qualche giorno nei dintorni immersi nelle natura e negli sport acquatici. Considerando la stagione però abbiamo deciso di dedicarci principalmente alla cittadina di Annecy ed a scoprirne i vari aspetti. Quello dei suoi canali ad esempio, alimentati dal fiume Thiou, che circondano il Palais de l'Ile, lo scorcio sicuramente più caratteristico e famoso della città. 


Palais de l'Ile di annecy

Il Palais de l'Ile, oggi adibito a spazio museale, è una costruzione fortificata a forma di imbarcazione utilizzata nel corso degli anni come prigione.

Durante le festività natalizie i canali illuminati creano una atmosfera romantica ma vale la pena girovagare lungo di essi anche in una bella giornata di sole.


Canali di Annecy in una splendida giornata di sole
Canali di Annecy in una splendida giornata di sole
Ex cotonificio e lavatoio pubblico
Ex cotonificio e lavatoio pubblico
Un'altra passeggiata interessante, sebbene un po' faticosa, soprattutto col passeggino, è quella che conduce a Place du Chateau. Il castello, un tempo residenza dei Conti di Ginevra e anch'esso adibito a museo, come spesso accade, visto da così vicino non dà il meglio di sé rispetto alla visuale dalle rive del lago.


Lungolago di Annecy e Castello
Lungolago di Annecy e Castello


Selfie lungo il lago di annecy
E' stato però lungo il lago che abbiamo speso la maggior parte delle ore trascorse ad Annecy. Anche in pieno inverno passeggiare al sole era davvero piacevole ed inaspettato considerando che il lago è circondato da alte montagne. Dopo tanto camminare ci siamo concessi qualche sosta a riposare e a rifocillare polpettina nei Jardins de l'Europe oppure nel Parc Charles Bosson, vicino al Centro Congressi e al lussuosissimo Imperial Palace.


Imperial Palace Hotel, Centro congressi e Casinò
Imperial Palace Hotel, Centro congressi e Casinò

Il lago di Annecy circondato dalle montagne
Il lago di Annecy circondato dalle montagne
Con una bimba piccola ed un cane (gigante) non è stato sempre facile riuscire a cenare nei posti tipici che avremmo scelto viaggiando in coppia, però ci abbiamo provato... I piatti della tradizione savoiarda più diffusi in città sono la Fondue Savoyarde, una fonduta fatta con quattro formaggio locali nella quale si intinge pane secco accompagnato da insalata condita con senape, la Tartiflette un piatto unico composto da patate lesse e cipolle inondate da formaggio Reblochon e la più famosa Raclette, dove l'omonimo formaggio viene fuso e accompagnato da patate lesse ed insalata. 
Nel periodo dei mercatini di Natale siamo stati fortunati a poter assaggiare alcune di queste prelibatezze sotto forma di street-food accompagnati all'immancabile Vin Chaud, simile al nostro vin brulè o ad una birra aromatizzata al Genepì.
Abbiamo portato poi a casa diversi cadeaux, cibi artigianali prodotti nelle montagne circostanti: formaggio Beaufort, mostarda (senape) in grani, salamini di asino e cinghiale e patè di foie gras.


Fondue Savoyarde, Tartiflette e Raclette
Fondue Savoyarde, Tartiflette servita con Dijon e Raclette
Anche la panetteria e la pasticceria di Annecy meritano un encomio un po' come accade in tutta la Francia. Il secondo giorno abbiamo abbandonato la colazione internazionale dell'Hotel per assaggiare i classici Croissant, Pain au chocolat, Pain au Raisins appena sfornati dalle boulangerie del centro e sperimentato le più locali Croix de Savoie con crema pasticcera o al cioccolato. 


Dolci per la colazione in una panetteria di Annecy

Non mi sono poi fatta mancare una merenda golosa da uno dei migliori pasticceri di Francia, protagonista dell'omonimo reality show di SKY. Il negozio di Philippe Rigollot mi ha un po' delusa perché un po' nascosto e moderno, senza quel fascino delle vecchie pasticcerie francesi. I dolci però sono veramente strepitosi, soprattutto quelli al cioccolato e i macarons.


Dolci di Philippe Rigollot



venerdì 10 febbraio 2017

Food Tour a Lima: con Alternative Perù è più originale

Lima è, a buon titolo, la capitale gastronomica del Sud America.
Questo senza togliere nulla a Buenos Aires, Santiago, Montevideo, o altre città latinoamericane in cui si mangia bene. 
Lima, però ha questa nomea in quanto nella sua cucina non mancano mai tutti gli elementi della gastronomia nazionale ed internazionale; la sua cucina non è incentrata solamente sulla carne, a differenza di altre cucine dell'America Latina, così come non mancano fusioni con altre gastronomie asiatiche o europee.

Come dice il famoso chef peruviano Gaston Acurio "La cocina peruana es fruto de un largo abrazo entre todas las sangres del mundo. El abrazo debe continuar."

Proprio per questo motivo, oltre a esplorare alcuni ristoranti particolari, era mia intenzione partecipare ad un Food Tour, perchè come abbiamo già più volte detto è proprio lì che trovi le curiosità più originali ed entri in contatto con realtà che altrimenti non avresti occasione di scoprire diversamente.



Alternative Perù è stata una bellissima scoperta: questo tour operator, che offre non solo Food Tour [anzi, il Food Tour è uno dei tour più "nuovi"], si impegna verso un turismo responsabile, considerando le persone e le realtà locali con le quali lavora come partner e non come semplici fornitori di servizi. Io aggiungerei anche che si adopera affinché si conoscano tutte le realtà di un luogo e non solo quelle classiche da turisti.

Questo è il mio primo Food Tour "personale". Ho la guida solo per me, niente gruppo, quindi posso sbizzarrirmi e chiedergli tutte le cose che mi vengono in mente.
Devo dire che il tour in gruppo è bello per poter condividere l'esperienza con altre persone e conoscer altri appassionati di cibo provenienti [spesso] da di versi paesi, ma il tour ad hoc è più scorrevole, personalizzabile e sicuramente più ricco di dettagli.

La meta, per me e Alfredo [così si chiama la mia guida, nonché co-fondatore dell'associazione], è il quartiere di Surquillo, appena alcuni isolati dal mio hotel ma decisamente diverso dal quartiere di Miraflores in cui alloggio: se a Miraflores si vedono molti turisti a Surquillo incontro solamente le persone del luogo; se a Miraflores ci sono grandi ristoranti e centri commerciali, a Surquillo è pieno di banchetti che vendono street food e piccoli negozietti a gestione familiare specializzati ognuno in una categoria di prodotti [dal meccanico al panettiere, dal farmacista al negozio che vende prodotti in vimini]. Un tuffo nella Lima reale, insomma, che forse non avrei mai avuto occasione di percorrere girando per conto mio. Con questo non voglio dire che non mi sarei sentita al sicuro, anzi: qui le persone sono sorridenti e gentilissime e scambiano volentieri due parole, ma piuttosto non mi sarei avventurata in quella direzione.


Prima tappa, un bar tipico: la Picanteria. Si trova in una di quelle allegre case colorate; le porte sono ancora chiuse [è un bar ristorante e non apre fino alle 11,30], ma Alfredo bussa e ci lasciano entrare. Mi ritrovo catapultata in uno di quei classici locali da film, decine di bottiglie e bottiglioni, colori sgargianti, Santana che fa un assolo di chitarra in radio e il barista che mi sorride mentre mi versa un bicchiere di Chicha de Jora.


E' un distillato, simile al pisco, con l'aggiunta di diversi tipi di succo di frutta: io assaggio quello al melocoton. Buono buono, ma per fortuna non ce n' è troppo perchè altrimenti con lo stomaco quasi vuoto (come buona abitudine prima del food tour non mangio mai molto) e di buona mattina, avrei qualche difficoltà a rimanere sobria.



Riesco anche a visitare l'annesso ristorante: è uno di quelli con i tavoli lunghi e le panche, dove gli avventori dividono il posto a sedere con commensali che non conoscono e il cibo si compra a peso. Stanno iniziando a sistemare il pesce al fresco nel ghiaccio ed è un piacere vedere la qualità del cibo.

Pochi metri più avanti, attraversato l'incrocio, entriamo in un locale che tutto sembra fuorché peruviano; anzi no, sembra decisamente molto francese: è una panetteria che si chiama La P'tite France. Il proprietario, che ha tre negozi in città, ha vissuto per parecchi anni in Francia ed è tornato per aprire questi locali dall'aspetto e che vendono prodotti in tutto e per tutto in stile francese, ma con materiali e materie prime assolutamente peruviane.



Guardando i croissant e i pain-au-chocolat in vetrina ci si immaginerebbe in una stradina di un quartiere parigino, ma assaggiando il pane alla frina di coca ci si rende immediatamente conto di trovarsi in Perù.
Questo connubio franco-peruviano è decisamente molto ben riuscito: tante sono le persone che si avvicendano ai tavolini del dehor o che acquistano il pane per il pranzo.



Proseguiamo ancora tra botteghe e bancarelle di cibo in strada; alcune signore mostrano con orgoglio i loro tamales esposti e pronti da acquistare e mangiare; una ragazza, con la divisa di KFC, fa colazione con un ceviche de conchas negras, un mollusco che pare essere un ottimo afrodisiaco e poco più avanti un altro signore si gusta il suo ceviche classico con leche de tigre abbarbicato su uno sgabello accanto al chiosco di un venditore di strada.
Questa è la parte più caratteristica e più vera, quella che racconta la vita di tutti i giorni e che più mi affascina vedere.





Dopo questa passeggiata entriamo nel mercato: un tripudio di colori [soprattutto sulle bancarelle dei venditori di articoli per la casa], di profumi di frutta e di odori di carne. Ci accomodiamo ai tavolini di un piccolo bar e ci gustiamo un succo di maracuja. Bello fresco e gustosissimo ci dà l'energia per proseguire verso i numerosi banchetti di frutta e verdura.



Sono impressionata da quanti tipi di patate vengono esposti e lo sono ancora di più quando Alfredo mi dice che in Perù ci sono circa 2000 specie di patate.
Anche il mais attira la mia attenzione: oltre a quello giallo che rispetto al nostro ha però dei chicchi molto più grandi e carnosi, qui è famoso il mais nero, con il quale si prepara una delle bevande popolari da queste parti: la chicha morada.



Ad ogni banco assaggiamo un frutto diverso: una Tuna (simile ad un fico d'India), un pelino (rotondo, simile ad un melone, ma con un gusto più fresco, una grenadilla (quella che noi chiamiamo passiflora e che mai avrei pensato di mangiare) e al banco della frutta della selva, quella che arriva dalle Ande, provo un aguaje, un frutto molto pastoso che viene consumato quasi esclusivamente dalle donne perchè contiene sostanze che interagiscono beneficamente con gli ormoni femminili.
Scopro qui che da pochi anni si coltivano i mirtilli: un frutto che è stato ovviamente importato ma che pare ben attecchire ed essere piuttosto apprezzato.



Ci spostiamo poi verso i formaggi: il Perù non è famosissimo per i formaggi, ma i tre che assaggio non sono così male. Sono tutti piuttosto freschi, ma quello che mi piace particolarmente è quello di media stagionatura, delicato e non troppo gommoso.

La tappa finale al mercato non può che essere ad una Cebicheria. La signora Rosa, proprietaria di questo banco che cucina pesce freschissimo e che ha come punto di forza il ceviche e la frittura di pesce, lavora in questo mercato da 50 anni. Ha iniziato qui da bambina e ogni giorno prepara decine di porzioni di ceviche per chi viene al mercato a fare la spesa e vuole pranzare al volo o per chi al mercato ci lavora



Il tour si conclude in un negozio di prodotti naturali e erboristici: un negozio in cui, mi rivela Alfredo, vengono a rifornirsi gli sciamani.
Ebbene sì, il Perù è uno stato molto religioso, ma gli spiriti, le anime e gli sciamani sono radicati nella cultura popolare e convivono con la religione.
Qui l'erborista ci prepara una "pozione" energizzante e digestiva a base di miele e di una sostanza alcolica a base di erbe. Una vera botta che però mi aiuta davvero a digerire tutto ciò che ho assaggiato durante questo super tour.


Se siete interessati ai tour di Alternative Peru, consultate l loro pagina e capire il perchè ho scelto questo gruppo di giovani che con passione fanno conoscere il loro paese, portando aiuto alle comunità che visitano.

domenica 5 febbraio 2017

Buon Nutella Day con i triangolini di brisee ripieni

Stamattina mi sono svegliata con la pioggia. Una di quelle domeniche in cui il primo pensiero è "oggi voglio stare sotto il piumone per tutta la giornata".
Ho iniziato a scorrere la timeline di instagram e mi sono ricordata che oggi  il Nutella Day!
Tre anni fa, celebrando questa giornata vi avevamo dato una ricetta veloce per preparare dei finti baci di dama con gli amaretti.



Oggi, dopo aver ricordato la ricorrenza, mi è presa un'improvvisa voglia di cucinare qualcosa con la Nutella e quindi ho aperto il frigorifero e la dispensa e ho preparato dei piccoli dolci che ricordano il carnevale e che ben si accompagnano con il caffè: dei Triangolino di pasta brisée ripieni di nutella e di crema di marroni.



Ingredienti


  • 1 rotolo di pasta brisée
  • nutella
  • crema di marroni
  • olio di semi per friggere (io uso l'olio di arachidi)
  • zucchero a velo


Preparazione


Tagliare la pasta brisée in trangolini. Posizionare un cucchiaino di nutella o di crema di marroni in mezzo al triangolo, chiudere e con i rebbi di una forchetta sigillare i lati della pasta.
Friggere i triangolini in abbondante olio e scolarli su carta assorbente.
Alla fine spolverizzarli con abbondante zucchero a velo.



Una ricetta semplice ma golosa, che si prepara facilmente e che ci permette di festeggiare il World Nutella Day!

mercoledì 25 gennaio 2017

Mirtillo Rosso Family Hotel: qui dove è sempre Natale

C'è un posto in Valsesia dove è sempre Natale: luci, colori, addobbi e suoni fanno immergere grandi e piccini nell'atmosfera della festa più magica che ci sia.


  


Ho scoperto il Mirtillo Rosso, il primo Christmas Hotel in Italia, un po' per caso quando un'amica mi ha suggerito di mettere mi piace alla pagina Facebook della struttura. E da lì è stato amore! Che idea semplice ma originale realizzare un hotel a tema Natalizio specializzato nell'accoglienza delle famiglie con bimbi (ma non solo, infatti, con le opportune accortezze e restrizioni, sono disponibili stanze dove sono ammessi anche gli amici a quattro zampe).



Appena arrivati ci si accorge subito di quanto sia magico questo luogo, si viene accolti da un grande albero di Natale e un tappeto rosso tra alberi bianchi conduce all'ingresso dell'hotel dove, tra le note di musiche natalizie, ad ogni bimbo viene regalata una borsina con dentro tante piccole sorprese.




Ogni angolo di questa struttura è stato pensato a misura di bambino e curato nei minimi dettagli per rendere il tutto assolutamente magico. Ogni camera, oltre al numero, ha una frase che ricorda il Natale e il classico cartello "non disturbare" da appendere fuori dalla porta è stato rivisto in una chiave dolce e fiabesca. Girando per l'hotel si trovano simpatiche impronte di renne che conducono gli ospiti attraverso i corridoi e non mancano ovviamente alberi di Natale e addobbi di ogni tipo.





Dagli spazi comuni alla cucina, dalle camere alla piscina, tutto è incentrato sulle necessità dei più piccoli e l'eccezionale staff del Mirtillo Rosso fa sì che la vacanza sia indimenticabile per tutta la famiglia. Sono dei veri aiutanti di Babbo Natale che con pazienza e professionalità sanno sempre come strappare un sorriso alle piccole "pesti" che si aggirano per l'hotel. 







Passare alcuni giorni al Mirtillo Rosso durante l'inverno è senza dubbio affascinante ma sono davvero curiosa di assistere al Natale in piena estate, chissà come sarà... Magari avremo occasione di tornarci e passare insieme a Stefano e ai suoi ragazzi un caldo Natale estivo

A presto, Mirtillo Rosso!