sabato 1 ottobre 2016

Gothenburg City Card: la chiave per visitare Goteborg

Ho parlato più e più volte di Goteborg. Chi mi segue da parecchio tempo sa che ho anche vissuto in questa città svedese per alcuni mesi un paio di anni fa e ai più è noto quanto mi senta a casa qui.
Spesso, durante la mia permanenza [che è spesso dovuta a viaggi di lavoro], cerco di ritagliarmi qualche ora per girare la città e scoprirla come turista ed alcune settimane fa, grazie all'ufficio del Turismo di Goteborg, ho potuto realmente fare un'esperienza da turista per un intero weekend con la 48h Goteborg City Card.



La city card è un ottimo modo per scoprire Goteborg ed approfittare di ingressi ai musei, trasporti in città con ogni mezzo (bus, tram, traghetti), escursioni nei dintorni, parcheggi gratuiti per l'automobile - e in città questa è davvero una gran cosa dato che il prezzo per ora è quasi proibitivo.



Durante il mio weekend di permanenza, ho approfittato per fare un tour sul bus hop on hop off, ho finalmente visitato l'Universeum [il museo che rappresenta la maggior parte delle zone climatiche del mondo e che al suo interno ha un bellissimo acquario], sono andata a Majorna, uno dei quartieri bohemien della città che non avevo mai frequentato molto, ma da cui ero particolarmente attratta e ho visitato la galleria d'arte contemporanea Röda Sten e sono tornata per l'ennesima volta al Liseberg, il parco dei divertimenti più grande della Scandinavia che ho già visto più e più volte, ma che non mi annoia mai. E questa volta sono persino riuscita a salire sulla nuova ruota panoramica!


La Goteborg City Card è disponibile in tre versioni: 24 ore, 48 ore o 72 ore. E' chiaro che il prezzo può sembrare importante [ad esempio la 48h costa 335 Corone svedesi - circa 35€ - in bassa stagione], ma permette di sfruttare tutti i mezzi pubblici che già di per sé sono piuttosto cari (un biglietto del tram dura 90 minuti e costa 280 corone svedesi - circa 3€) e soprattutto permette l'ingresso gratuito a molti siti culturali ed attrazioni turistiche.

Potrà sembrare piuttosto eccessivo che il prezzo del biglietto dei trasporti pubblici sia circa 3€ per 90 minuti, ma bisogna dire che i trasporti a Goteborg sono davvero super efficienti e usandoli si possono raggiungere facilmente tutte le zone della città. Per una come me, abituata ad avere l'auto sempre a portata di mano per tutti gli spostamenti, è stato un piacere scoprire che ci si può liberamente muovere anche senza un mezzo proprio; quando ho vissuto a Goteborg, infatti, ho appreso come spostarmi tra un tram, un bus e un traghetto in facilità e nel più breve tempo possibile grazie anche all'app della Vastraffik che ti permette di impostare un tragitto nel migliore dei modi e nel più beve tempo possibile.

Se invece non si vogliono utilizzare i mezzi pubblici o se si è particolarmente sportivi, nella carta è incluso anche l'abbonamento al servizio di noleggio pubblico di biciclette




Ma cos'altro si può fare con la Goteborg City Card? 

Moltissimi dei musei cittadini sono inclusi nel circuito della card e quindi presentandola alla biglietteria si ha diritto all'ingresso gratuito; ce n'è per tutti i gusti: il museo d'arte, con una notevole collezione di quadri, molti dei quali di pittori fiamminghi famosi; il museo del design, in cui scoprire i primi prototipi di lavastoviglie o l'arredamento degli anni '50 e '60 del secolo scorso; la galleria d'arte contemporanea, in cui si susseguono variate mostre temporanee che si affaccia sul Göta älv, il fiume che dal centro città porta al mare; il museo marittimo, con un'imponente nave militare, un sottomarino e alcuni pescherecci e barche utilizzate per il commercio; il museo di storia della città, in cui si scoprono le avvincenti avventure dei commercianti che da qui partivano alla volta dell'estremo oriente per acquistare le spezie, tanto per citarne alcuni.




Una delle cose più entusiasmanti incluse nella City Card è un ingresso al giorno (con la 24h un ingresso solo) al parco dei divertimenti Liseberg che di norma prevede un biglietto di entrata di 95 corone - circa 10€. Le attrazioni sono ovviamente da pagarsi a parte, ma in inverno, ad esempio, è bellissimo visitare il parco anche solo per i Mercatini di Natale che si tengono qui e per ammirare la casa di Babbo Natale e gli alberi dei viali rivestiti da migliaia di lucine che rendono l'atmosfera davvero magica.

Appena fuori dal parco dei divertimenti, poi, c'è un altro museo che vale la pena di visitare soprattutto con i bambini: l'Universeum, dove sono ricostruiti ambienti che rappresentano le varie zone climatiche del mondo e che custodisce un bellissimo acquario con centinaia di varietà di pesci.




Per chi non è mai stato in città, l'ideale è partecipare ad un tour guidato: con un bus hop on hop off come ho fatto io durante il mio weekend da turista, con il trenino che fa sicuramente felici i bambini oppure con i paddan, ossia le barchette larghe e piatte che percorrono i canali interni e si spingono fino al Göta älv

Per chi invece è già stato in città o semplicemente non ha voglia di trascorrere il tempo nei musei, l'ideale è imbarcarsi per una crociera nell'arcipelago, visitare l'isola e la fortezza di  Älvsborgs fästning oppure spingersi appena fuori città per visitare il Volvo Museum o ancora il museo dell'aeronautica in cui vedere gli aerei militari e civili esposti e i rifugi utilizzati durante la seconda guerra mondiale.

Considerando quello che ho potuto fare in un weekend e tenendo a mente i prezzi per i trasporti e per gli ingressi, ho realizzato che utilizzando la carta ho risparmiato più del 30% di quello che avrei effettivamente speso se avessi pagato ogni cosa separatamente. In più ho avuto la possibilità di scoprire attrazioni che non conoscevo affatto. Una volta in più, proprio come avevo sperimentato per Helsinki, la City Card è un'ottima scelta e una chiave preziosa per visitare la città.

mercoledì 21 settembre 2016

Il Trentino e il vino: la Festa dell'Uva a Verla di Giovo, Val di Cembra

L’autunno è la stagione in cui la natura si veste dei suoi colori più belli e in Val di Cembra il susseguirsi di pendii coltivati a vite che caratterizzano il paesaggio, prima verdissimi, diventano man mano colorati di foglie rossastre, gialle, scarlatte.  



Credits: Cembrani DOC


Siamo a pochi chilometri a nord di Trento, vicino alle più affermate mete turistiche della Val di Fiemme e di Fassa: una valle bellissima, denominata "paesaggio storico d'Italia", la cui vocazione vitivinicola deriva dalla particolarità del terreno, di tipo porfirico, unita alle forti escursioni termiche: qui si producono vini eccezionali come i bianchi Chardonnay e Muller Thurgau ed i rossi Schiava e Pinot Nero.


La terza domenica di settembre (quest'anno il 23, 24 e 25 settembre), alla fine della vendemmia, in Val di Cembra è tempo di festeggiare:  a Verla di Giovo si organizza la Festa dell'Uva, tre giorni di eventi, spettacoli culturali enogastronomici e non solo...

Gli angoli e le piazze del paese si trasformano e accolgono 11 punti di ristoro, visitabili dal venerdì sera. Tra questi lo spazio Alla corte di Bacco, dedicato alla degustazione dei vini della Val di Cembra o #Tasto Dentro, uno stand dove la degustazione dei vini è accompagnata da ottimi menù e da musica blues e roccabilly. Se vi piace il vino, da non perdere il giro nelle "caneve fonde", scavate nella roccia, accompagnati da  guide locali (qui vi faranno assaggiare anche ottimi salumi).
Credits: Festa dell'Uva 

Il tema dell'enologia è proposto con eventi per ogni tipo di pubblico. Ecco alcuni degli appuntamenti (per il programma completo consultate www.festadelluva.tn.it)
  • concorso letterario "Dalla terra al vino": i testi dei primi tre racconti classificati verranno letti all'interno dello spazio #tastodentro
  • angolo dei bambini: spazi dedicati ai giochi e ai laboratori 
  • mostre ed esposizioni d'arte
  • il Palio dei Congiai, una corsa per le vie del paese con la tipica gerla per il trasporto dell'uva (per l'occasione l'uva è sostituita dall'acqua)
  • la Gibo Storica, una ciclostorica dedicata al campione locale Gilberto Simoni: due i tracciati, con 22 km di sterrato di cui 16 in salita sul tratto di una vecchia ferrovia dismessa 
  • la Marcia dell'Uva, manifestazione podistica non competitiva: 3 percorsi di 5/10/16 km tra i vigneti (anche qui camminando, si degusta...)
Ma l'evento principale della festa è sicuramente la sfilata dei carri allegorici, che si svolge la domenica pomeriggio.
Credits: Festa dell'Uva
Credits: Festa dell'Uva
Decine di carri addobbati a tema, che percorrono le vie del piccolo borgo, tra i quali i giurati sceglieranno il carro che meglio avrà saputo reinterpretare l'acino d'uva. Quest'anno, per la prima volta, una sfilata anche in notturna: un carro allegorico, scenograficamente illuminato e animato da bambini percorrerà le vie del paese rallegrandole di luci e colori.

Folclore, scoperta del territorio, arte, sport, enogastronomia: non vi resta che partire per la Val di Cembra! 

sabato 17 settembre 2016

Viaggio sul Treno Storico dell'Alta Val Tanaro

Partecipiamo alla prima delle cinque corse, previste tra settembre e dicembre 2016, del treno storico della Ferrovia del Tanaro , in partenza da Torino "Porta Nuova " e arrivo ad Ormea (CN). Il ripristino della tratta Ceva - Ormea, dismessa già dal 2012, per questa occasione è voluto dall'Unione Alta Val Tanaro per incrementare il turismo nella Valle e valorizzare il territorio ed i suoi prodotti.

Il treno arriva puntuale in stazione, a Torino Lingotto, ma non è uno dei treni che ormai siamo abituati a vedere: è un treno di "una volta". Ora come un tempo, il tempo della mia adolescenza e della mia gioventù, mi prende una certa frenesia, un'emozione, mentre sto per salire e partire alla volta di Ormea.



Le carrozze sono tre e sono le cosiddette Centoporte; il treno parte ed al caratteristico "tu-tum tu-tum"  si aggiunge lo scricchiolio delle parti in legno: infatti gli interni sono completamente in legno dai sedili ai portapacchi.



Il convoglio sferragliando percorre la pianura piemontese, attraversa il fiume Tanaro ben nove volte e incontra le stazioni di Carmagnola, Savigliano, Fossano, Mondovì prima di arrivare a Ceva, primo tra i Comuni dell'Alta Val Tanaro e della tratta in questione, in perfetto orario.
A Ceva c'è un gran via vai di gente che è venuta in stazione per vedere il treno storico, per fotografarlo, per salutare i passeggeri e tra tutta la calca tre signore abbigliate con vestiti d'epoca offrono ai passeggeri degli ottimi dolci: i cevesi al rhum ed i cevesi al Grand Marnier della pasticceria Bono.



Proseguendo il viaggio, troviamo la stessa strepitosa partecipazione anche nelle altre stazioni. 
A Nucetto, paese che ospita il Museo ferroviario della Ceva- Ormea ed il Museo storico dell'Alta Val Tanaro, troviamo ad attenderci alcuni figuranti; a Pievetta, dove tra coloro che son venuti perché interessati al treno, sbuca un finto prelato, un finto macchinista, tutti per rallegrare il nostro passaggio e creare una divertente atmosfera; a Garessio, uno dei borghi più belli d'Italia, alcuni bambini per mano ai genitori o sulle spalle dei papà guardano entusiasti questo strano convoglio; a Ormea, dove arriviamo alle h.12,09, sono in tanti ad attendere una volta tanto il treno che da troppo tempo non arriva più!



Oltre ad un gruppo di volontari, anche il Sindaco è pronto per accompagnarci a pranzo e poi a visitare la cittadina. Per raggiungere il ristorante percorriamo i famosi trevi ovvero i vicoli caratteristici di Ormea, del suo centro storico; transitiamo nella strada centrale, via Roma, dove si svolgono abitualmente le principali manifestazioni: oggi ad esempio vi sono numerose bancarelle del desbarattu ed il Sindaco ci racconta che durante l'anno gli eventi che si susseguono sono una ventina per cui a ragion veduta, ogni settimana durante l'estate, ad Ormea qualcosa si muove.
Durante le feste religiose, in occasione delle processioni, la strada centrale viene addobbata con ghirlande di fiori, molto spesso maggiociondoli, appese a formare una volta fiorita.



Pranziamo al Ristorante Il Borgo in via Roma, uno dei ristoranti storici di Ormea, locale che con altri tre o quattro esercizi come il Bar della Stazione, accoglieva i turisti che arrivavano ad Ormea con il treno; la cucina è tipica della Valle, sulla carta  troviamo cucinati i prodotti locali quali le patate, il grano saraceno, i formaggi, la selvaggina, tutti trasformati in maniera eccellente in prelibati piatti.



Dopo il pranzo, con il poco tempo che ci rimane, il Sindaco, sig. Giorgio Ferraris, ci accompagna a visitare la Chiesa di San Martino, il cui Campanile romanico risale al X sec.  e sotto questo è visibile una antica porta di accesso alla città. Dalla piazzetta adiacente la Chiesa, alzando lo sguardo, si possono vedere le rovine del Castello distrutto nel 1794 dalle truppe francesi. 
Visitiamo in seguito il Museo Etnografico, dove sono raccolti oggetti e spazi della vita di un tempo, gli attrezzi del falegname, del contadino, del calzolaio,  la ricostruzione di una unità abitativa e di un'aula scolastica, una raccolta di divise militari e di paramenti sacri.



Procedendo nel nostro itinerario ci viene raccontato come si provvede alla pulizia di tutte le strade interne tramite il biale ossia settimanalmente (ma in questo periodo è particolarmente difficile per scarsità d'acqua) tramite una rete sotterranea di tubature e chiusini, l'acqua del rio Armella viene fatta passare nelle vie per lavarle e anche per ripulirle dalla neve in inverno.

Ci fermiamo ad ammirare la bellissima facciata della Casa del Marchese datata fine 400, con dipinta una tarda "Leggenda di San Martino".
Ancora tante altre bellezze ci rimangono da vedere ma è ora di ripartire e il treno non aspetta: vorrà dire che ad Ormea bisognerà ritornare! 



Alle 15,55 tutti in carrozza, si riparte. Siamo tutti più stanchi ma il treno ci culla, fuori dal finestrino alcune gocce di pioggia danzano per salutare il nostro passaggio.
Nelle stazioni c'è ancora gente che è venuta proprio per vedere il treno storico e ci saluta e sorride.



A Pievetta siamo attesi alla grande per una  merenda in carrozza e anche se il programma prevedeva che la merenda fosse consumata a terra, il tempo si beffa di noi e piove; quindi non ci resta davvero che goderci la merenda in carrozza con prodotti tipici: il panfritto e i salumi, la torta verde di Pievetta, le caldarroste cotte sul momento e  le bevande. 
Peccato per la pioggia perchè gli amici di Pievetta sono ben organizzati per intrattenerci con dimostrazioni dei mestieri di un tempo.



Ripartiamo per rientrare; dal finestrino godiamo ancora di un bel verde e rilassante panorama.
Arriviamo a Torino alle 20, ricchi per aver trascorso una giornata particolare, intensa ed emozionante!


Sicuramente la possiamo consigliare a tutti, ai grandi perché le bellezze da vedere sono tante, ai piccoli perché è un'esperienza utile e intelligente per conoscere il tempo dei loro nonni.
Le prossime corse si effettueranno il 18 /9, il 16 e 23/10 e l'8/12: il programma di ogni giornata si trova sul sito VIC, le prenotazioni ed ogni info al numero 0173 223250 e buon viaggio!

giovedì 15 settembre 2016

How to Connect with the Locals while Traveling

What makes a destination special? Is the natural attractions or the historical monuments or the wide range of delicious foods? During the course of my journey, I have come to realize that it is the people that define a country or a region. The local population is and will be the core of any place you will visit, even if it is a hugely popular tourist destination. We talk about experiencing and learning about different cultures across the world, but where would be the existence of cultures without the local people? What significance would those cuisines have of not for those people? The world has evolved from the times when countries and people would be isolated from each other. Cross-cultural interactions and exchanges are at an all-time peak right now. Gone are the days when we would just rely on news channels to get a hold of how the world is shaping up. If you are able to understand these factors, then you yourself can find a whole lot of reasons to mingle with the local communities.


How you can connect with the Local people?

There are a lot of ways you can connect with the local people when you are traveling to and across a country. Most of the time you don't even have to make a big gesture or invest a lot of time doing this. Sometimes, the most simplest of things you do are good enough for those people to appreciate you. Here are a few ways how you can connect with the local people:

       Speak their language - No, you don’t have to be an expert at a new language to do that. Just learn some of the simple greetings like “Hello”, “Good Morning”, “How are you”, “Thank You” in the local language. You get these pocket-sized language guides everywhere and those are come in quite handy to get yourself acquainted with the foreign languages. Trust me, it is quite fun when you greet someone in their language, for example “Ni Hao”, “Goedemorgen”, “Apa Kabar?” - which stand for Hello, Good Morning and How are you in Chinese, Dutch and Indonesian respectively. This way even the locals would feel quite warmed up to you.

       Make small talk -  When you are at a restaurant, bar, shop or even your hotel/hostel, make small talk with the local folks there be it the waiter who served you food or the people at the reception desk or even the vendor from the street-food cart. You do not have to ask them about their family history but just a simple “Hi”, “Hello”, “How are you”, “What’s your name”, “Nice to meet you” is a good enough conversation. You never know what these interactions can lead to. My friendly chat with a waiter at a restaurant in Siem Reap,Cambodia led me to the best travel memory I have had when he took me to meet his uncle who was a survivor from the Cambodian civil war.



       Learn about culture and food - When you have longer conversations with the local people of the place you are visiting , more often than not you will end up discussing about their food and culture. If you are of the inquisitive kind or an adventurous foodie, then trying to know more about their food and culture will come naturally to you. Showing interest in their way of life, their religion, their rituals, festivals and foods is a great way of bonding with the local people.


       Volunteer - Whether you want to blend in or you want to give back something to the local communities, volunteering is a wonderful opportunity to do both. Many travelers take part in various volunteering projects across the countries they visit. I too have been involved with a couple of volunteering stints when I was traveling in Indonesia and Thailand. Most of these volunteering projects are setup by a group of local men and women with the intention of helping sections of the local communities. As you travel, you will find a lot of these environmental conservation, English teaching, community development and similar socially relevant projects where foreign volunteers are welcome. When you become a part of any such activities, you not only are doing something good towards the society but you gradually become a part of the team of local people. You live, eat, work with them for days and ultimately they become some of your best friends for life. Even though now I am at my home in India writing this book, I constantly crave for the company of those lovely people back in Indonesia with whom I lived for three months.






I am going to share with you some snippets from my stories and experiences of living with the local communities in Indonesia for three months. 

Facebook: Tamshuk Saha / Tamz Explores Twitter: Tamzexplores     Pinterest:   Tamzexplores


mercoledì 14 settembre 2016

Ospite del mese: settembre 2016

This month we are hosting an international "guest of the month" and we are very happy to welcome him on our pages,
Let's  discover who he is and where he comes from... and tomorrow we will read his post.


Questo mese ospitiamo un "Ospite del Mese" internazionale e siamo felici di dargli il benvenuto sulle nostre pagine.
Scopriamo chi è e da dove viene... e domani leggeremo il suo racconto in inglese, che presto verrà tradotto anche in italiano.



Traveler, Blogger and Social Volunteer - the three things that describes me best. I am Tamshuk from India. I fear heights so you will never see me bungee jumping or skydiving but you can find me hiking and climbing mountains somewhere in the world. When I am not trekking across the jungles, getting bitten by snakes or exploring the underwater world, I volunteer in community service programmes and as an English teacher. I travel for the stories that are behind every destinations, cuisines and communities.

I am going to share with you some snippets from my stories and experiences of living with the local communities in Indonesia for three months. 





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martedì 13 settembre 2016

Spring break: a trip to Turku, Finland

The son of our friends was spending a year in  Turku, Finland,  for the Erasmus project and then, taking advantage of a few days of school break, we decide to go visiting him and to spend Easter holidays there.



Turku was the former capital of Finland until 1812, and it is a nice city located on the southwest coast of Finland at the mouth of the Aurajoki river.
Today the city is rejuvenated by the hundreds of students who flock to its university, the oldest in the country (it was founded in 1640!).
The walk along the banks of the river is one of the highlights of the city and leads to the Castle (one of the largest in Scandinavia) that was built in 1280. 
Here are the main restaurants and bars, but they are  mainly open in the summer only.



In March the river is still frozen and also the pikkufori, the small ferry that for more than 100 years passes from one bank of the river to the other, stops, waiting for warmer weather.



The other attraction not to be missed in Turku is the medieval gothic Cathedral, certainly the most important in Finland for the Lutheran religion.



The Turku Market Hall is also very pretty; here you can find local products such as fish, reindeer meat, cheeses and an endless variety of breads.
Here you can also eat at one of the characteristic food places within the market.

In the finnish sea there are about 80,000 islands and many of these are part of the archipelago that protects the city of Turku.
Ruissalo is one of the most beautiful islands, famous for its oak forests, the villas of the nineteenth century. the wellness center, the botanical garden, several beaches and paths for cycling.
Our bus trip to Ruissalo [half hour from Turku] allows us to fully appreciate the beautiful snowy  and nestled landscape in the forest.
Arriving at the most popular beach on the island we are pleasantly surprised: the beach itself cannot be seen and is all in one with the sea, which is completely frozen. A sunset stroll on the frozen sea is a beautiful and very special experience.



We walk insecure, as we are afraid to break the ice ... and the fear increases when a ferry from Vicking Line, which cracks the icy bay passes not very far from us.



Another very pretty island is Hirvensalo, famous for St.Henry's Ecumenical Art Chapel, completed in 2005, with a architecture very special, all in wood.
A long walk through the trees leads us to the sea; well, actually we see to be the sea only by the sign with lifesaver that suggests not to get wet.



To conclude the afternoon with our friend, we wanted to try the famous Finnish sauna.
For the Finns the sauna is something almost "divine", and it's part of their lives since more than 2000 years. The first saunas were smoke saunas, without the chimney and with blackened walls.
Today saunas are heated with wood or electricity instead. The heat comes from a large stove, placed in the center of the room, on which you throw water. You enter and exit the sauna room several times.
During breaks you can relax outdoors, you can jump in the snow or swim in the sea or in an iced lake.



Of course, we got here and we can not help but feel a dip in the icy sea. The Finnish lady who is sitting next to me in the sauna tells me that I must go down into the sea from the right side of the dock ladder and go around it and then climb the ladder on the left side. 
The Finns swim a few minutes, we are able to stay submerged just a few seconds ... time to feel paralyzed by the cold water and run to warmig up again inside.
It's a big shock, but then you feel really refreshed and hungry! Just outside the sauna room we can not avoid to taste the delicious grilled sausages with sauces.

We end the day at one of the typical Viking restaurants: one from Harald group.
The place is perhaps a bit too touristy, but it's cute and you can taste some local specialties such as reindeer meat, smoked Sami specialties,  roasted or stewed filet  and the bear salami. Even the beer is very good here.
The price is not the cheapest (e.g. dessert is around € 9.80) but reflects the average cost of Finnish restaurants.
If you want to save some money, you can eat a burger from Hesburger, the Finnish fast food chain (and the burgers here are very good!).

An hour by bus from Turku,  there's Helsinki, a pleasant town, clean and quiet, where the size of a capital actually appear to be that of a big city.
Walking a bit, you can easily visit it on foot, but if you stay for one or few days, take the opportunity to visit it with the Helsinki Visit Card to save some money and get some interesting tips. Only pay close attention to the ice during winter time; this season, ice is covering all the sidewalks of Finnish cities.

Helsinki is a predominantly modern city, although there are glimpses with buildings tied to the past.
The Rautatientori is the square of the station, built in art-nouveau style and it is one of the most animated area of the city.



From here you can walk through the Mannerheimintie, which heads to the north-west of the city and is the place where you can find some interesting buildings such as the Houses of Parliament, 1931, with a wide staircase, the National Museum, surrounded by greenery along the lake Toolo, white Finlandia-Talo building, the palace for concerts and congresses, one of the most prestigious works of Alvar Aalto, built in the years between 1967 and 71. At the entrance of the palace you can find the long inscription  "FINLAND" where you can stop to do some souvenir photograph.



Helsinki was also Olympic City in 1952 and the Great Park Tolo still hosts the ice stadiums, swimming and soccer. The Olympic stadium is flanked by a high tower, which offers a striking view of the iced lake and the city.
Do not miss a walk in Sibelius Park, where there is the characteristic pipes monument  dedicated to the musician.



The most photographed monument of the city is perhaps the Tuomiokirkko, the Lutheran Cathedral of St. Nicholas, which stands high above the white square where the Palace of the Government Presidency and the Ministry of Foreign Affairs.



A walk along the Esplanade, the most beautiful and famous street in Helsinki, brings us to the point of departure for ferries to Suomenlinna, the fortress built on an archipelago of six islands located just across the city.
From the ship we can enjoy the show of the ice that breaks at the ferry passage and glance over the city, seen from the sea, it is really very beautiful, dominated by white Tuomiokirkko.
We also try to do some photos, but the temperature is far from the spring one we are used to (we're still at -6 °) and the cold air coming from the sea forces us inside the ferry.



Suomenlinna is a fortress built beginning in 1748 by Admiral Swedish Ehrensvard, for the defense of three distinct realms: Sweden, Finland and Russia and was included in 1991 in UNESCO site as a unique example of military architecture in Europe.

Another tour that you can organize, starting from Turku [one hour by train] is the one to Tampere, the third largest city in Finland and the largest inland city in the Nordic countries.
Well known for high technology and research center also hosts many cultural events such as the Tampere Film Festival (in early March) or Tammerfest, music festival, making it a vibrant and fashionable city.
The first call from the GSM network in the world was carried out at Tampere; the research center of Nokia, in fact, is only 10 km from the city center.

Tampere is located on an isthmus between lakes Näsijärvi and Pyhäjärvi.
Keskustori, is the most important square, the true heart of the city, which attracts people all year roud.
In the square there is the Raatihuone (City Hall 1890), the theater (1912) and the old wooden church built in 1824 (Vahna Kirkko), with the isolated bell tower and the library.


In the northern districts there are two beautiful parks.
The Sarkanniemi, which includes a viewing tower, a children's zoo, an aquarium and a planetarium, and the Pyynikki. The latter is located on a nice hill and features an observation tower on which you can go up for free to enjoy the typical Finnish landscape of green forests and frozen lakes.



Arriving at the tower do not be put off by the long queue: it is not for the tower, it is for the delicious donuts they sell at the little bar under the tower [in their opinion the best of Finland].

And if you are a "nostalgic" of Soviet regimes, pay a visit to the Lenin Museum: with the fall of the regime, it remained the only permanent museum of Lenin in the world.