giovedì 11 gennaio 2018

I nostri consigli di viaggio per il 2018

Buon anno carissime lettrici e carissimi lettori!!!
Lo sappiamo, vi abbiamo già dato il primo suggerimento dell'anno e vi abbiamo portato in Piemonte, poco distante da dove vivono alcune di noi, in Val Susa.

Lo abbiamo fatto però mentre preparavamo un post che vuole essere da suggerimento e vuole darvi dei consigli, mese per mese. 


Così facendo vi portiamo alla scoperta di alcuni posti che abbiamo visitato cercando di suggerirvi il periodo migliore in cui andare e dandovi alcuni spunti su cosa vedere, mangiare e bere.






Iniziamo con il primo mese dell'anno e  tra i consigli per GENNAIO vi suggeriamo una fuga al sole e al caldo e quindi un viaggio negli Emirati Arabi.
In poco più di 6 ore di aereo si arriva ad Abu Dhabi o Dubai e si è catapultati in una realtà totalmente diversa e dove le tradizioni si sposano con la modernità e l'innovazione.
Gennaio è davvero il mese ideale, caldo a sufficienza per scappare dal nostro inverno, ma non particolarmente umido e afoso come invece rischiereste di trovare gli Emirati in estate.
Paola ha già raccontato della sua vacanza inaspettata ad Abu Dhabi, ma se seguite la nostra Pagina Facebook in questi giorni trovate delle informazioni fresche fresche!






Cambiamo mese e cambiamo anche continente, a FEBBRAIO i nostri consigli vi portano in un viaggio in Sud America: Brasile, Uruguay, Argntina, Cile, Perù. Posti stupendi in tutti i periodi dell'anno ma ancora più magici e festosi nelle settimane del Carnevale.
Se optate per il Brasile, sul blog trovate il nostro racconto del Carnevale di San Paolo e anche dei consigli su dove mangiare a San Paolo.



Non tutti però hanno la fortuna di poter partire per un viaggio o andare così lontano; ma nessun problema, abbiamo tantissime proposte, consigli e idee per trascorrere i weekend del Carnevale: Venezia, Viareggio, Saluzzo, Ivrea, Cento.






A MARZO invece abbiamo un'altra proposta per un viaggio in un luogo caldo e vi suggeriamo le spiagge bianche e le acque cristalline delle Maldive.
Elisa, con il suo racconto ed i suoi consigli ci porta a Dhiggiri nell'atollo di Felidhuuna piccola isoletta circondata dal mare e dove le giornate trascorrono lente e rilassate tra snorkeling e buon cibo.






APRILE è uno dei mesi migliori per visitare il Messico, il clima è secco e le tariffe di molti hotel ancora da bassa stagione. Inoltra da paese fortemente cattolico tutti i messicani festeggiano la Semana Santa con processioni e celebrazioni in tutti gli stati. Noi abbiamo visitato il Messico con un itinerario fai da te di 20 giorni che dalla Capitale Città del Messico, ci ha condotti attraverso lo stato del Oaxacà, del Chiapas, dello Yucatàn e infine sulla Riviera Maya. Ecco i nostri consigli se vi interessa un esperienza simile alla scoperta delle antiche civiltà messicane o del bellissimo mare caraibico, tutto ovviamente senza resort e con un viaggio a prezzi molto abbordabili! 






A nostro parere MAGGIO è uno dei mesi ideali per spostarsi in sud Italia e quindi i nostri consigli sono quelli di un viaggio in Sicilia. Siamo appassionate di questa bella isola, abbiamo un sacco di amici che vivono là e spesso ne approfittiamo per andarli a trovare. Da Palermo a Catania, da Sciacca a Taormina, la Sicilia è tutta affascinante e ricca di storia. Non c'è solo la parte culturale e turistica, però, ma anche quella gastronomica e, soprattutto, enologica!








Che ne dite di spostarvi ad est per GIUGNO?
Simonetta ha trascorso già più di una vacanza estiva nei paesi dell'est e ne è sempre tornata entusiasta e con una valigia piena di consigli.
La Bulgaria può essere un'ottima meta per un viaggio dopo la fine delle scuole e prima di andare al mare. A Sofia ci sono parecchie cose da vedere, musei e monumenti da visitare, ma anche il cibo tipico da scoprire, magari partecipando ad un Food Tour.








Iniziare LUGLIO nel migliore dei modi? Allora non potete perdervi in viaggio in Provenza per vedere la fioritura della lavanda.
La fioritura della lavanda, soprattutto il Plateau de Valensole, sono quelle cose che devono essere viste almeno una volta nella vita.







AGOSTO, invece, è senza dubbio il mese perfetto per visitare la Namibia. E' vero per loro si tratta di pieno inverno ma noi durante il nostro viaggio che prevedeva un itinerario di 18 giorni fai-da-te non abbiamo avuto altro inconveniente che qualche parabrezza da sbrinare il mattino presto. 
Si partiva con un giubbottino e poi neanche il tempo di avvicinarsi al parco del giorno o di mettersi in marcia per un trasferimento ed il sole era già alto nel cielo. 
Durante la stagione secca poi gli animali vengono ad abbeverarsi nelle poche pozze di acqua e il loro avvistamento è quindi quasi una garanzia, anche dalle pozze dei campeggi. 









Dove andiamo a SETTEMBRE? Certo le giornate iniziano ad accorciarsi, ma spesso il mese è ancora caldo e la voglia di viaggio e di mare continua a farsi sentire.
Ecco allora che noi tiriamo fuori uno dei nostri consigli preferiti dal cappello a cilindro: Malta
Ci siamo state più volte sia in autunno che in primavera e possiamo confermare che fino ad inizio novembre ci si può ancora godere la spiaggia ed i bagni in mare.
Noi vi abbiamo citato 10 buoni motivi per andare a Malta, vediamo se voi riuscite a trovarne altri!







OTTOBRE si è rivelato il mese perfetto per un viaggio in California; avevamo un po' di paura di trovare un clima più freddino invece abbiamo trovato ancora bellissime giornate sia nei Parchi Nazionali sulle montagne che sull'Oceano dove ci siamo concessi qualche mezza giornata di riposo nei dintorni di Los Angeles e a San Diego. 
Un viaggio in perfetto stile on the road, il primo fatto da Federica e Alex con la loro polpettina e con gli amici Gianni e Cinzia con un VAN a noleggio. Talmente bello e soddisfacente che siamo già al lavoro per il bis... quindi aspettatevi altri consigli prestissimo!







Non possiamo non darvi consigli senza parlare una volta ancora del Medio Oriente.
NOVEMBRE è, a nostro parere, il mese ideale per andare in Giordania: clima caldo, voli e hotel non troppo cari dato che non è alta stagione e invidia di chi vi sta intorno assicurata!
Paola ha coronato il suo sogno di vedere Petra e nuotare ...pardon, galleggiare nel Mar Morto durante un viaggio un paio di anni fa e da come ne parla ancora entusiasta sarebbe sicuramente pronta a ripartire.








E a DICEMBRE la meta che vi consigliamo per un viaggio invernale è all'insegna di artigianato e vin brulè ai mercatini di Natale
Dove? Potete scegliere tra i tantissimi mercatini che abbiamo visitato e del quale vi abbiamo dato alcuni consigli nel corso degli anni noi di Viaggi & Delizie molti dei quali sono già aperti da metà-fine novembre per consentirvi un week end senza troppe resse e tornare a casa con qualche regalo di Natale già fatto! 



lunedì 8 gennaio 2018

Val Susa : Sacra di San Michele e Abbazia di Novalesa

All'imbocco della val Susa, arrivando da Torino, non si può non vedere uno dei monumenti più caratteristici e conosciuti del Piemonte: la Sacra di San Michele.
Questa chiesa, costruita su uno sperone di roccia all'inizio della valle, è così nota da essere diventata simbolo della Regione Piemonte e comparire in numerosi gadget e brochure.




Proprio perchè arroccata in un punto piuttosto alto, gode di una magnifica vista verso le montagne e la pianura, ma è anche un po' ardua da raggiungere. Non spaventatevi, però, chiunque può arrivarci con un po' di buona volontà e salendo qualche scalino.




La tipicità di questa chiesa è il fatto di essere costruita su più livelli, ma soprattutto il fatto di essere visitabile "dal basso verso l'alto".
Se facciamo mente locale, moltissime chiese hanno cripte meravigliose, ma normalmente si entra nella parte superiore per poi scendere nella cripta. Qui invece si percorre la storia vera e propria della Sacra; mano a mano che si sale, ci visitano le parti più antiche fino a giungere a quella che è stata l'ultima costruzione e che sovrasta quelle originarie.

Pare che la Sacra di San Michele, o abbazia di San Michele della Chiusa come venne inizialmente chiamata, abbia ispirato Umberto Eco nella stesura del romanzo "Il nome della rosa". E' facilmente comprensibile, se ancora non lo avete letto oppure se lo avete fatto tanto tempo fa, vi consiglio una rispolverata prima di andare a visitare la Sacra di San Michele. Vi troverete parecchi rimandi.

La Sacra di San Michele, fondata il 983 ed il 987, fu per tutto il medioevo un centro tra i più importanti in Europa, dedicato alla cultura e alla spiritualità monastica e, soprattutto, ubicato lungo la Via Francigena.
L'attuale edificio, rimaneggiato, risale all'XI-XIV secolo ed ha al suo interno degli elementi architettonici alquanto caratteristici: lo scalone dei morti ed il  sepolcro dei monaci, per citarne alcuni. Particolarmente interessante è anche il portale dello zodiaco.




La visita inizia proprio dallo scalone dei morti, una ripida salita che ci permette di arrivare al portale dello zodiaco, impreziosito da incisioni che rimandano alla cosmologia ed ai bestiari tipici del periodo medievale. Da lì si accede alla chiesa, un misto di architettura gotica e romanica con preziose opere d'arte. La parte più spettacolare è, però, il terrazzo esterno alla chiesa da dove si gode una vista impareggiabile verso la pianura, la Val Susa e le Alpi.




Risalendo la Valle, si attravers la cittadina di Susa, interessante sito di origine romana. Vale la pena di fare una passeggiata tra le vie del centro storico, nel quale si possono ammirare monumenti risalenti all'epoca dei romani e il patrimonio culturale della città tra le strade e le piazze, le botteghe e i portici. Susa fu chiamata "porta d'Italia" per la sua importanza quale transito internazionale e primo centro abitato più grande sulla via francigena dopo il confine francese.




Passeggiando nel centro di Susa, tra le varie botteghe, non dimenticate di fare tappa in qualche panetteria o pasticceria che produce la famosa Focaccia Segusina: un dolce semplice e gustoso tipico di Susa, morbida e ricoperta di zucchero caramellato; il modo migliore è quello di gustarla appena sfornata, ancora tiepida e soffice.

Proseguendo a ritroso sulla ia francigena si arriva ad imboccare la Val Cenischia.

Poco distante dall'abitato di Novalesa troviamo un'altra abbazia altrettanto famosa e antecedente alla Sacra di San Michele: l'abbazia benedettina dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa, fondata nel 726.
E' questa una delle abbazie più antiche dell'arco alpino e più volte ospitò Carlo Magno che donò numerose ricchezze. La Parrocchiale di Novalesa, infatti, ospita tele preziose del Caravaggio, di Rubens e di altri famosi pittori. Non solo Carlo Magno, ma anche Napoleone Bonaparte fece preziosi doni all'Ospizio del Moncenisio, luogo di accoglienza dei viandanti e importante monastero benedettino.




Ancora oggi, all'Abbazia di Novalesa, vivono i monaci benedettini e sono proprio loro che solitamente guidano i visitatori all'interno degli edifici sacri. Una delle perle è la Cappella di S. Eldrado, con affreschi del XI secolo, posta su un piccolo poggio nella quiete del bosco circostante con il sagrato che si affaccia sulla valle.




Non soltanto l'abbazia merita la visita, ma anche il piccolo borgo di Novalesa: un piccolo villaggio alpino che testimonia il passaggio dei pellegrini grazie anche ai numerosi alberghi.

sabato 30 dicembre 2017

Alla scoperta della Costa Azzurra: Saint-Paul-de-Vence

La Costa Azzurra, per me, ha un fascino senza tempo e senza stagione ed è proprio per questo che mi piace visitare i suoi paesi lungo il mare o quelli arroccati nell'entroterra non solo in estate [anzi in estate cerco di rifuggirli per evitare il traffico e la calca] ma anche nelle altre stagioni.




Proprio alcuni mesi fa siamo state a Saint-Paul-de-Vence, nell'entroterra di Cagnes sur Mer e abbiamo passeggiato tra le strette viuzze di questo borgo suggestivo che pullula di turisti in ogni momento dell'anno.

Innanzi tutto, come la più parte di questi borghi pittoreschi, è interamente pedonale e pertanto ci sono alcuni parcheggi a pagamento all'ingresso del paese. Vi consigliamo di non lasciare l'auto lungo le strade perchè rischiereste di pagare una multa ben più salata di quanto paghereste al parcheggio sotterraneo.
Dal parcheggio, poi, vi è un accesso diretto alla parte pedonale, ben segnalato e corredato di negozi di souvenir che vi permettono di non dimenticare, prima di tornare all'auto, di acquistare anche solo il classico magnete da frigorifero di cui io sono sempre alla ricerca.




La storia di Saint-Paul-de Vence racconta che questo insediamento sullo sperone di roccia ha da sempre permesso di controllare il territorio circostante, fino al mare, e proteggersi sia dalle invasioni barbare e moresche che dalle epidemie di peste che flagellarono la zona da V a X secolo.

La strategicità del luogo permane durante tutta la storia; alla fine del XIV secolo, infatti, il confine tra il Ducato di Savoia e la Provenza passa poco distante dal borgo di Saint-Paul-de-Vence che viene addirittura dotato di mura e torri fortificate.


Sebbene sia un paese di contenute dimensioni, è un luogo storico famoso non solo per le vicende belliche, ma soprattutto per alcuni dei personaggi famosi che lo hanno scelto come dimora temporanea o anche come luogo di vacanza poco lontano dalle più mondane cittadine della costa azzurra.



Il proprietario di un'antica locanda, "La Colombe d'Or", accoglie parecchi artisti a cavallo tra il XIX e il XX secolo: da Saint-Paul-de-Vence passano pittori come Mirò, Matisse, Modigliani o Picasso che con le loro opere contribuiscono anche a decorare le camere e il giardino della locanda.




Yves Montand e Jacques Prévert sono due degli artisti che scelgono Saint-Paul-de-Vence quale buon retiro, stabilendosi per alcuni anni nel villaggio. Molti altri attori, quali Roger Moore, Tony Curtis o Sophia Loren per citarne alcuni, invece, si godono la tranquillità del paese duranti brevi periodi di vacanza.


Entrando nel centro storico del paese, che oggigiorno si estende anche lungo le pendici della collina fino alla pianura coltivata di ulivi e viti, la cosa che colpisce subito è l'imponenza delle mura. Sono lunghe 800 metri e corrono per buona parte attorno al cuore storico e artistico di Saint-Paul-de-Vence. In alcuni tratti si può ancora seguire una parte del cammino di ronda e ci si può beare del pittoresco panorama tra la campagna, le Alpi ed il mare.

Passati attraverso la porta principale di ingresso, ci si imbatte nella rue Grande, la strada più importante  di Saint-Paul-de-Vence, lungo la quale, fino al settecento, abitavano i notabili ed i borghesi.
E' questa anche la zona commerciale: tutte le botteghe più importanti si trovavano lungo questa via. Tutt'oggi molte gallerie d'arte e boutique importanti mostrano le loro opere nelle grandi e luminose vetrine.


Il periodo natalizio è uno dei più pittoreschi e caratteristici: oltre alle illuminazioni delle strade è affascinante ammirare le decorazioni all'interno delle vetrine dei negozi e delle gallerie d'arte.

Nel centro della Rue Grande ci si imbatte in una piazzetta con la Grande Fontaine. Era questa l'antica piazza del mercato di Saint-paul-de-Vence, dove i contadini dei dintorni portavano a vendere i prodotti della terra ed i pescatori di Antibes e Cagnes salivano a vendere il pesce. C'è da immaginarsela molto rumorosa e alquanto trafficata, date le esigue dimensioni.




Percorrendo alcune viuzze laterali, si arriva ad un'altra piazza, un poco più grande della precedente, sulla quale affacciano il municipio e la chiesa.
Il municipio risiede nel mastio, l'unica parte ancora visibile e ben conservata della fortezza medievale.
Una curiosità legata a questa torre deriva dal fatto che qui, nel dicembre del 1951, si sposarono Yves Montand e Simone Signoret.

A lato del municipio vi è la chiesa collegiata dedicata alla Conversione di San Paolo.
L'interno della chiesa è un insieme di stili architettonici che ben rispecchiano la storia dell'edificio: pilastri, navata e coro risalgono alla chiesa romanica che fu edificata all'inizio del trecento, le parti laterali, aggiunti alla fine del quattrocento quando la popolazione del villaggio aumentò, sono in stile gotico mentre gli altari delle cappelle laterali sono in stile barocco, risalenti al seicento/settecento.

Le piccole strade che si diramano dalla rue Grande rivelano sorprese inaspettate ad ogni svolta. E' proprio qui, a metà strada tra la piazza della Grande Fontaine e la piazza del municipio che troviamo un locale angusto ma interessante in rue de Bresc. Decidiamo di fermarci per il pranzo, per evitare anche i ristoranti all'ingresso del paese presi d'assalto dai turisti.




Questo locale, senza nome e dall'apparenza piuttosto anonimo, ci accoglie con due stupende zuppe: una di zucca e castagne e l'altra di carote e zenzero. Il modo migliore per riscaldarsi dopo aver girovagato tra le stradine in ombra durante una mattinata di dicembre. Dopo la zuppa ci concediamo un'insalata e una crepe, entrambe ricche e deliziose. L'atmosfera è casalinga. La proprietaria inizia a chiacchierare con noi che, spudoratamente, le chiediamo la ricetta delle zuppe. 

Saint-Paul-de-Vence è stata un piacevolissima scoperta; interessante visitarlo in inverno, senza la calca dei turisti, ma ci rimane comunque la curiosità di vederlo anche in estate per godersi una serata al canto delle cicale sorseggiando un vino rosé come apertivo.

mercoledì 6 dicembre 2017

Mangiare a... Ostia - Ristosalumeria

Giorni fa passeggiando per Ostia scopro un locale nuovo, che riporta questa frase:
''La cucina è scienza, sta al cuoco farla diventare arte''

Decido di provarlo, perchè condivido il pensiero del grande maestro Gualtiero Marchesi e il nome Ristosalumeria, oltre ad essere molto spiritoso, promette anche bene.


Di fianco all'entrata, sempre verso la strada, è possibile vedere la cucina; quasi un modo per dire ''non c'è nulla da nascondere''.
I cuochi, tutti giovani, intenti alle preparazioni, sembrano molto complici tra loro; si percepisce e si vede chiaramente che si divertono. Vi confesso che in quel momento mi è venuta quasi voglia di provare a chiedere se avessero bisogno di personale per candidarmi. 

Ma passiamo al cibo!
La filosofia del locale è incentrata su una ristorazione legata alla tradizione norcina italiana, ma con una particolare attenzione all'impiattamento e alla ricerca di ricette nuove ed innovative. 
Tutti i salumi sono forniti dal Salumificio Pedrazzoli di Mantova, che vanta un'esperienza pluriennale nell'allevamento biologico e a filiera chiusa, e il menu curato dallo chef Salvatore Piazzolla esalta i prodotti.


Per iniziare la cena, ci lasciamo tentare da un tagliere di salumi e uno di formaggi e, consigliati dalla cameriera Katerina, optiamo per un vino rosso Asiotus (nome latino del Gufo, presente sull'etichetta), composto da uve Cabernet, Merlot e Shiraz, con un sentore di ciliegia che gli dà una caratteristica molto particolare, ma assolutamente non dolce; sembra sia uno dei vini preferiti dalle donne, ma posso garantirvi che è stato apprezzato anche agli uomini del nostro tavolo.







Tra i piatti principali c'è un'ottima scelta di primi, secondi caldi o freddi e panini  o hamburger gourmet.
Abbiamo provato gli spaghetti alla chitarra con polpette, un piatto che a me ricorda molto le domeniche a pranzo dai nonni, i bocconcini di maiale al miele e zenzero in salsa di soia, un abbinamento decisamente interessante e con la carne tenera, magra ma non stopposa, il filetto di maiale in crosta di senape rustica ed erbe aromatiche con flangè di asparagi, un accostamento tra tradizione e ricerca di qualcosa di nuovo molto ben riuscito e l'hamburger che qui si trova, oltre che in versione panino, anche in versione senza glutine. 








Di contorno abbiamo optato per i carciofi spellati al burro. Da romana quale sono,  mangio i carciofi in tutti i modi, ma così non mi era ancora mai capitato: veramente buoni, curiosi e  da provare a replicarli a casa.



Alcuni dei piatti tipici del locale e che vi consiglio caldamente sono l'Amatriciana mantecata nella forma di formaggio e il sushi di salumi, che va mangiato da destra a sinistra per rispettare il crescendo di sapori.





Veniamo ora ai dolci, anche questi molto particolari e ricercati: la scelta , tra gli altri, comprende la crema al mascarpone con cioccolato e zenzero, la cheesecake con frutti di bosco e la bavarese al caffè affumicata con gelè all'arancio; per quest'ultima bisogna rompere la colatura di cioccolata e poi gustare tutto l'insieme, davvero molto delizioso. 









Per concludere poi in bellezza la serata siamo passati ai liquori: io ho optato per il liquore con nocciole di Chiavari, conosco bene la zona e soprattutto le nocciole, ed ho apprezzato; ma mi hanno detto che anche la grappa allo zafferano e la sambuca allo zafferano sono molto particolari.

Se siete appassionati di lirica, poi, durante la serata avrete la possibilità di ascoltare Katerina, una ragazza greca che è in Italia per studiare canto e lavora qui come cameriera per pagarsi gli studi; fidatevi sempre dei suoi consigli su cibo e vino e lasciatevi emozionare dalla sua voce.