martedì 15 agosto 2017

Tra natura e buon cibo in Val di Fiemme con l'ospite del mese

Una vacanza che consiglierei no solo a chi ama la montagna è in Val di Fiemme nelle splendide Dolomiti tra la Marmolada (3342 mt) ed il Corpo d’Ega (2799 mt).
La Val di Fiemme è una delle principali valli Dolomitiche che insieme alla Val di Fassa e Val di Cembra costituiscono le valli della provincia di Trento. 




E' situata tra i parchi naturali di Panaveggio Pale di San Martino e quello del Monte Corno
All'interno è incastonato il comune di Predazzo che in dialetto vuol dire “Prato Grande”; inizialmente Predazzo era l’evoluzione medievale di 12 masi, solo successivamente i masi assunsero il nome comune di Predazzo e nel 1318 questi formò un quartiere della Comunità assieme a Moena, Forno e Doiano. Nel gennaio 1888 fu elevata a borgata dall'imperatore d’Austria Francesco Giuseppe d’Asburgo. Da ricordare la “Regola Feudale” che ancora vige a tutt'oggi: la tradizione vuole che fu Margherita Maultasch, contessa del Tirolo, a lasciare il Monte Feudo ai Predazzani nel XIV secolo. La Regola Feudale è quindi una proprietà di diritto privato, di 19 famiglie, la cui successione avviene in linea mascolina secondo il diritto gerarchico. 
Il giorno di San Martino (11 Novembre) vengono ritirate da ogni vicino le “regalie”, che sono parte degli ultimi proventi della gestione del bosco. 



Predazzo ha avuto ospiti illustri come Alcide De Gasperi, Aldo Moro e Margarete von Tirol-garz contessa del Tirolo.

D'estate si possono fare passeggiate in bici utilizzando i percorsi per mountain bike o le piste ciclabili, ma anche a piedi: si può partire dai 1018 mt di Predazzo ed arrivare ad oltre 2000 mt fra boschi di abeti; per i più piccoli poi ci sono parchi giochi e bellissimi parchi didattici immersi nella natura.






Per la stagione invernale nel Comune di Predazzo sono presenti due centri sciistici e km di piste per la pratica di sport invernali: discese con gli sci, tavole da snowboard, sci di fondo, slittini e bob.

Da ricordare per gli amanti del “Grande Ciclismo” 2 grandi passi che hanno fatto la storia del Giro d’Italia: il Passo Rolle (altitudine 1984 mt) ed il Passo Sella (altitudine 2240 mt) grandi nomi passarono su queste alture come Fausto Coppi e Gino Bartali che disse “E’ bello scalare i monti, perché sei più vicino a Dio”.




Situato nel centro del Paese si trova l'Hotel Ancora gestito dalla famiglia Caraffonara fin dal lontano 1880; ''le ancore'' erano delle postazioni dove i viandanti potevano far riposare e/o sostituire i cavalli e proseguire per il loro viaggio. Potrete gustare tutte le prelibatezze della cucina locale e la sera a ritorno dalle attività invernali o estive, potrete rilassarvi nel centro benessere, attrezzato con centro massaggi ed una spa con sauna finlandese, bagno turco, vasca idromassaggio ed un percorso Kneipp.











Sono tornato con piacere dopo anni in questi luoghi a me cari, mi ricordano la mia infanzia essendo il luogo dove mio padre portava me e mio fratello in vacanza.
Mi ricordo ancora quando a Santa Caterina di Valfurva, con mio fratello, trovammo un prato un po' in pendenza e ci divertimmo a rotolare e giocare al pallone, tanto che sembrava ci fosse passato Attila con tutto il suo esercito; mio padre al ritorno ci sgridò anche perchè avevamo rovinato tutti i vestiti. In albergo, la sera, poi scoprimmo che quello che noi consideravamo un semplice prato era in realtà un campo protetto con una flora molto delicata; credo stiano ancora cercando i colpevoli, spero ormai il reato sia in prescrizione :)


Non resta dunque che augurarvi un buon soggiorno nella Val di Fiemme e mi raccomando, se andate in estate fate attenzione ai prati in cui deciderete di rotolarvi! 

lunedì 14 agosto 2017

Ospite del mese: agosto 2017






Siete tutti in vacanza?
Sia che siate sotto l'ombrellone o a camminare in montagna, o che siate ancora al lavoro, scoprite con noi l'ospite di questo mese.
Domani ci porterà in una meta vacanziera. No, non al mare, ma in montagna...



Mario è di Roma, lavora in ambito informatico, ama viaggiare e scoprire posti nuovi in Italia e all'estero è curioso delle bellezze locali, ma soprattutto della cucina del posto che visita, stavolta ci porta a scoprire un luogo legato alla sua infanzia.



venerdì 11 agosto 2017

Foresta Nera: Königsfeld, la seconda tappa del nostro itinerario in auto

Dopo aver fatto conoscenza della Foresta Nera entrandovi dal suo accesso meridionale, la cittadina di Staufen, abbiamo deciso di proseguire il nostro itinerario in auto di sette giorni verso Nord. 


La cattedrale di Freiburg
Tappa imperdibile la capitale della Foresta Nera, FreiburgFriburgo città universitaria molto vivace.  Ci accoglie con un bel sole ed un colorato mercato dei contadini proprio nella Münsterplatz la piazza che circonda la Cattedrale della città, in stile gotico, edificata in epoca medievale e dominata dalla sua torre campanaria alta ben 116 metri.

Gli asparagi bianchi sono i protagonisti anche qui; siamo nel pieno della stagione e ci siamo innamorati della zuppa di asparagi che abbiamo trovato in quasi tutti i ristoranti nella nostra precedente tappa! Un'altra verdura (?) molto diffusa è il rabarbaro che però, contrariamente a quanto fatto in Svezia, non siamo riusciti ad assaggiare in nessuna preparazione, chissà per cosa lo usano i tedeschi...
Gli asparagi bianchi tipici della Foresta Nera
Gli asparagi bianchi tipici della Foresta Nera


Casa di Erasmo da Rotterdam
Sono numerosi gli edifici di pregio che si affacciano sulla Münsterplatz, il vecchio ed il nuovo municipio sorgono a pochi metri l'uno dall'altro, adiacenti all'Ufficio Informazioni Turistiche. Il vecchio palazzo della dogana e del commercio dalle cui arcate si ha una magnifica visuale della cattedrale e dal lato opposto di quest'ultima la casa della balenaHaus zum Walfish dove visse Erasmo da Rotterdam. 
Antico palazzo del commercio e della dogana
Antico palazzo del commercio e della dogana di Freiburg
Bockwurst o bratwurst?
Approfittiamo delle bancarelle per un tipico pranzo tedesco all'ombra della cattedrale a base di bockwurst e bratwurst e riprendiamo il viaggio per la nostra seconda tappa, la cittadina di Königsfeld.

Per arrivarci dobbiamo attraversare un piccolo "passo" di montagna e li troviamo per la seconda volta in pochi giorni primaverili, la neve, parecchia neve!!!
Panorami innevati verso Konigsfeld nella Foresta Nera
Panorama innevati verso Konigsfeld nella Foresta Nera
Finalmente chilometro dopo chilometro torna un tiepido sole e quando arriviamo allo Schwarzwald Parkhotel ci mettiamo subito in marcia per uno dei tantissimi sentieri della zona di Königsfeld da percorrere a piedi o in bici. 
Lo Schwarzwald Parkhotel di Konigsfeld
Lo Schwarzwald Parkhotel di Konigsfeld
L'hotel è immerso in una bellissima pineta e quando rientriamo verso sera, con una forte nevicata in corso, ci sembra un po' quello di Shining, anche a causa del parcheggio semideserto...
Fortunatamente non facciamo brutti incontri e ci godiamo invece un'ottima cena al ristorante dell'hotel dove decidiamo di rimanere per via del pessimo tempo; i piatti sono gli stessi già assaggiati a Staufen, i prezzi più economici e anche qui troviamo ottima birra weiss


Le cascate Triberger le più alte della Germania
L'indomani decidiamo di visitare le cascate Triberger, ad una trentina di chilometri da Königsfeld sono quelle con salto più alto di tutta la Germania. Purtroppo la nostra sfortuna col maltempo continua e non riusciamo ad arrivare proprio alla base della cascata perchè, nonostante abbiamo pagato l'ingresso, il personale decide di chiudere il sentiero.

Il paesino che le ospita però offre altri spunti interessanti: la più grande esposizione al mondo di orologi a Cucù, tutti fatti artigianalmente dai più piccoli a quelli giganti che valgono alcune migliaia di euro e la pasticceria che si dice abbia inventato la torta Foresta Nera, il Café Schäfer. Ad onor del vero però vi dico che ho preferito di gran lunga quella assaggiata a Staufen!


 Orologi a cucù a Triberger
Orologi a cucù a Triberger
Torta Foresta Nera nella pasticceria che si dice l'abbia inventata il Cafè Schafer di Triberger
Torta Foresta Nera nella pasticceria che si dice l'abbia inventata: il Cafè Schafer di Triberger
Ritornati a riposare e a riscaldarci un pochino in hotel a Königsfeld decidiamo poi di partire alla scoperta dei sentieri attorno al paesino. Purtroppo le informazioni turistiche qui sono esclusivamente in tedesco e capire quale sentiero fare è abbastanza duro. La nostra intenzione era di percorrere il sentiero rosso "herzegsund", lungo 11Km e principalmente dedicato alle bici ma persi i cartelli segnaletici dopo poco e scegliendo direzioni a caso (come fatto a Staufen) troviamo strade e sentieri molto carini attraverso graziosi villaggetti e cosa molto importante, riusciamo anche a rientrare in hotel.


Passeggiando nella Foresta nera nelle vicinanze di Konigsfeld
Passeggiando nella Foresta nera nelle vicinanze di Konigsfeld
Lasciamo volutamente per l'ultima giornata trascorsa nella Foresta la visita al Schwarzwälder Freilichtmuseum Vogtsbauernhof, un museo all'aria aperta che mostra come vivevano gli abitanti del luogo negli scorsi 400 anni. Il museo è molto adatto sia per i cani (ne abbiamo due con noi) sia per i bimbi, polpettina è ancora nella pancia ma penso già a lei mentre visitiamo le sei case - fattorie perfettamente ricostruite con materiali ed arredi dell'epoca.


Abitazione e cascina tipica delle aree più a nord della Foresta Nera
Abitazione e cascina tipica delle aree più a nord della Foresta Nera
Queste costruzioni racchiudevano in un unico edificio lo spazio per gli animali generalmente al piano terra fronte valle, quello per la servitù ed i bambini in una zona a metà altezza e quello della famiglia, situato nella parte alta della costruzione, nel sottotetto generalmente sul lato meno esposto alle intemperie dove vi era una situazione climatica più favorevole.


Sala da pranzo di una abitazione tipica della Foresta Nera
Sala da pranzo di una abitazione tipica della Foresta Nera
Oltre alle varie tipologie di abitazioni caratteristiche delle varie zone della Foresta Nera sono stati perfettamente ricostruiti alcuni edifici di utilità della comunità come un mulino ad acqua, la segheria, la cappella, la scuola, i Magazzini per le provviste volutamente lontani dalle case per limitare i danni in caso di incendio, così come il forno, la distilleria e la fucina.


Edifici pubblici della comunità della Foresta Nera: il Mulino ad acqua, la segheria, il forno e la fucina
Edifici pubblici della comunità della Foresta Nera: il Mulino ad acqua, la segheria, il forno e la fucina


La scuola del villaggio della Foresta Nera
La scuola del villaggio della Foresta Nera


Per visitare il museo è possibile acquistare un biglietto individuale e gironzolare a piacere nel villaggio leggendo i pannelli scritti anche in inglese e francese o prendere parte a visite guidate. Per i bambini ci sono visite dedicate e possibilità di festeggiare all'interno del parco avventura il loro compleanno. 

mercoledì 9 agosto 2017

Causa Limeña, un piatto fresco per l'estate

Sono stata in Perù due volte ad inizio anno e quello che più mi ha affascinata di questa terra, oltre ai colori ed alla gente amichevole, è stata la cucina.
Ho potuto constatare di persona che il Perù è realmente il paese del sud America in cui si mangia meglio; ma non perchè negli altri paesi il cibo sia più scadente o non mi sia piaciuto, ma perchè in Perù la varietà del cibo non può essere paragonata ad altri paesi e gli chef sanno sfruttare le materie prime in modo davvero eccezionale.



Pochi giorni fa abbiamo letto del progetto di alcuni giovani chef peruviani che hanno creato un movimento chiamandolo "Generacion con Causa", che si prefigge di elevare la cucina peruviana ad un livello eccellente utilizzando i prodotti locali e con creatività e curiosità.

Pranzo a Lima: Causa e Ceviche  
La Causa è uno dei piatti tipici peruviani, a base di patate, aji [un peperoncino tipico peruviano], olio, limone tra i tanti ingredienti, che ho mangiato più volte a Lima e che mi è sempre piaciuto e mi sono ripromessa di provare a farlo una volta a casa.


Complice Federica ed un weekend al mare, ma complice anche il caldo torrido di questi giorni che toglie la fame e che nelle ore più calde della giornata ci costringeva a chiuderci in casa con il refrigerio dell'aria condizionata, abbiamo sperimentato una ricetta della Causa leggendo qua e là sul web, ma mettendoci il nostro tocco.

Eccovi allora la ricetta della nostra Causa, che è un piatto ideale per le giornate calde e che potete preparare in anticipo e tenere in frigorifero pronto da mangiare quando rientrate dalla spiaggia e proprio non avete voglia di cucinare.


Ingredienti (per 4 persone)

  • 1 kg di patate
  • 1 cucchiaio di succo di aji amarillo (2 se amate il gusto piccante)
  • succo di 1/2 limone
  • 1 cipolla rossa di tropea
  • 200 g di tonno sott'olio 
  • maionese q.b.
  • 1 avocado
  • 200g di pomodori 
  • 2 uova sode
  • sale, pepe, olio evo
Procedimento

Lessare le patate e una volta pronte passare nello schiacciapatate per ottenere una massa piuttosto compatta.
Tritare la cipolla il più fine possibile ed unirla alla massa delle patate, con due cucchiai di olio evo, il succo di limone, sale, pepe e il succo di aji amarillo [nel caso lo trovaste fresco, aggiungetelo tritato finemente].



Dividere la massa in 3 parti. 

Stendere in modo uniforme la prima parte di massa in una teglia, precedentemente unta di olio evo.

In una ciotola unire il tonno alla maionese amalgamando finché non si crei un composto omogeneo e poi metterlo nella teglia sul primo strato di massa di patate.



Lasciar raffreddare una ventina di minuti poi coprire con un secondo strato di massa.

Sopra questo secondo strato porre il pomodoro tagliato a dadini, l'avocado tagliato a fette e l'uovo sodo a pezzi.



Coprire con l'ultimo strato di massa e porre in frigorifero per almeno 2 ore.

Servire freddo decorando con carote tagliate alla julienne e un ciuffetto di prezzemolo.







giovedì 3 agosto 2017

Una giornata a Cambridge

Durante l'ultimo viaggio a Londra siamo passati al binario 9 e 3/4 della King'Cross Station per vedere se riuscivamo ad andare ad Hogwarts ma, non era il periodo giusto: ad Aprile l'anno scolastico era in pieno svolgimento, Harry Potter e i suoi compagni erano o a studiare o a combattere a suon di bacchetta magica, anche il passaggio era chiuso, io ho provato, ma niente da fare, chissà se sarà stata colpa della sciarpa.





Abbiamo deciso, quindi, di guardare il tabellone e farci ispirare. Ci ha colpito Cambridge: si arriva in un'ora, giusto il tempo per documentarci su cosa vedere ed ammirare la campagna londinese, sperando di non trovare pioggia.





Vi anticipo subito che a Cambridge ha piovuto tutto il tempo, da quando siamo scesi dal treno a quando ci siamo risaliti, ma questo non ci ha assolutamente scoraggiati.


Cambridge è famosa per la sua università, la seconda più antica del mondo; la legenda narra che sia stata fondata da alcuni studenti in disaccordo con l'università di Oxford nel 1209 e sembra che questa rivalità accademica sia rimasta tra i due atenei.


La città è molto verde, ordinata e pulita, la stazione si trova ad un po' di distanza dal centro, sembra sia per scelta, in modo che gli studenti non si lascino distrarre dalla vita mondana londinese. 





Nonostante la pioggia mi sarei volentieri fermata in questa panchina a leggere un buon libro.











Girando ci si sente immersi nella cultura, nella scienza e nella genialità; ogni posto ha un aneddoto, una storia, una curiosità: per esempio si dice che il Mathematical bridge fu costruito da Newton senza ausilio di viti, ma bilanciando le forze fisiche, le viti sono state inserite in seguito, quando, per capire come era stato costruito, fu smontato e non si riuscì più a rimontarlo senza.






Il punto che ha catturato di più la nostra attenzione, dove siamo stati più tempo e dove siamo anche tornati, è stato il Corpus Clock chiamato anche Grasshopper Clock Chronophage.
E' stato progettato dall'architetto John Taylor, il quale ha coinvolto nella realizzazione e finanziamento ingegneri, scultori, scienziati e gioiellieri. 
Dopo 5 anni di lavori e grazie all'utilizzo di sei tecnologie brevettate, fu presentato il 18 settembre 2008 da Stephen Hawking e definito dal TIME una delle migliori invenzioni del 2008. 

Proverò a spiegarvene il funzionamento e il senso che l'ideatore gli ha attribuito.
Non ci sono né numeri né lancette; le ore, i minuti e i secondi sono misurate attraverso tre cerchi concentrici con delle fenditure che si illuminano grazie a dei LED, funziona grazie a un motorino elettrico che è progettato per durare 250 anni, peccato non poter esserci quando smetterà di funzionare.
Non è nemmeno detto che si riesca a vedere l'ora esatta ogni volta che ci si passa davanti, l'orologio accelera e decelera in modo casuale (cosi a me è sembrato), la cosa certa è che ogni 5 minuti segnerà l'ora esatta (ora sapete perchè ci siamo tornati più volte nonostante la pioggia).




Questa è l'interpretazione, tradotta in italiano, che l'ideatore ha dato alla sua opera:
« È terrificante, è destino che sia così. Fondamentalmente, non vedo il tempo giocare dalla vostra parte. Lui mangerà ogni minuto della vostra vita, e non appena uno morirà, avrà l'acquolina in bocca per quello successivo. »
Concordo con il fatto che la vita sia irregolare e il tempo passi inesorabile, ma il suo punto di vista mi è sembrato un pò pessimista.

Per riprenderci da così tanti ragionamenti abbiamo deciso di cercare un pub dove poter pranzare. Lì vicino c'è l'Eagle Pub, anche qui storia e genialità la fanno da padroni, si sentono nell'aria, pare che proprio qui James Dewey Watson, Francis Harry Compton Crick insieme a Rosalind Franklin e Maurice Hugh Frederick Wilkins si ritrovassero nelle pause di studio e ricerca e qui hanno festeggiato la scoperta del DNA, per la quale hanno anche vinto il premio Nobel; ma non solo, pare che fosse anche frequentato dai piloti della RAF durante la Guerra infatti all'interno si trovano diversi cimeli di quel periodo. 
Ha una parte sia esterna che una all'interno ed è costituito da diverse sale; noi, considerando il tempo, abbiamo approfittato del tepore interno.









Il menù è molto tipico, i prezzi molto adeguati; noi abbiamo scelto il classico, nonché buonissimo Fish and Chips (era da quando ho prenotato il volo per Londra che sognavo di mangiarlo), Salmon & Haddok Fish PieOnion RingsColeslaw e come birra un classico, la Guinnes, ma ce ne sono tantissime non avrete che l'imbarazzo della scelta.










Ampiamente rifocillati e riscaldati abbiamo iniziato a girare per il centro, senza meta precisa, lasciandoci guidare dalla curiosità, considerando che non avevamo tanto tempo a disposizione abbiamo deciso di vedere solo l'esterno dei vari college che piano piano scoprivamo.















Sarebbe stato interessante poter fare un giro in bici, ma con quel tempo non me la sono sentita; abbiamo però incontrato molti studenti e non che sfrecciavano per le vie della città in sella alla loro bicicletta. Chissà, magari riuscirò a tornarci con un tempo migliore e a fare anche un giro in Punt, un'imbarcazione piatta utilizzata per guadare fiumi poco profondi: si muove grazie ad un palo Punter spinto sul fondale per far avanzare il Punt (Punting); questo tipo di imbarcazioni venivano utilizzate per trasportare merci o pescare, adesso ci si possono fare romantiche gite o escursioni via acqua invece che via terra.