giovedì 24 novembre 2016

Tradizioni di Natale: lo Julbord in Svezia

La Svezia mi piace, sempre. Ma mi piace in modo particolare in due momenti dell'anno: in estate e nel periodo di Natale. Scontato, direte voi! Io non credo proprio perchè la mia attrazione in questi due periodi dell'anno può essere simile a quella di molti altri, ma non uguale.

In estate mi piace perchè ci sono giornate lunghe, lunghissime. A volte non viene neppure buio. E sebbene questo crei difficoltà a dormire a molte persone, io non ho problemi e anzi mi piace. Mi piace dormire di meno ed essere più attiva! L'ho ben provato quando ho vissuto in Svezia per alcuni mesi!



Amare il periodo natalizio in Svezia, invece è molto più semplice: le decorazioni, le luci natalizie, i mercatini di Natale e il glogg caldo... Ma non solo. O per lo meno, non è questo il motivo per cui mi piace la Svezia a Natale. Io la amo per due motivi principali: lo Julmust e lo Julbord. 



Jul in svedese vuol proprio dire Natale e lo Julmust è quindi un mosto di Natale, una sorta di bevanda analcolica frizzante leggermente amarognola che si trova nei supermercati e nei ristoranti solo in questo periodo dell'anno. Mi ricorda tanto la root-beer americana. Ma la cosa fenomenale è che le bottiglie hanno un'etichetta con disegni natalizi uno più bello dell'altro.

Julbord, invece, tradotto letteralmente significa tavola di Natale ed è un'esperienza che auguro di fare a tutti prima o poi.
Gli svedesi non hanno la tradizione del pranzo di Natale come lo intendiamo noi il 25 dicembre; loro festeggiano molto di più il giorno della vigilia, poi il giorno di Natale sonnecchiano sul divano per far passare le sbronze, guardano i cartoni animati di paperino. Non sto scherzano, chiedete in giro e tutti quanti vi diranno la stessa cosa.
Il fatto è che non festeggiano solo pochi giorni, ma iniziano con i Julbord fin dalla fine di novembre.



Proprio in questi giorni mi è capitato di vedere fotografie  di Julbord girare in rete: ciò vuol dire che i miei amici e colleghi svedesi si stanno già divertendo a mangiare.
Alcuni di noi, non abituati, che si trovano a partecipare ad uno Julbord tutti gli anni [ad esempio alcuni miei colleghi che prima delle feste natalizie migrano al nord per l'ultima riunione prima delle vacanze], si posso anche annoiare. Io non mi annoierei mai! Il solo pensare a tutto il ben di Dio presente su quelle tavole natalizie mi rende più piacevole questa festività che, lo ammetto, non è tra le mie preferite.



Innanzi tutto lo Julbord viene organizzato in moltissimi locali, oppure può essere affidato ad un catering, e quando ciò avviene non è possibile avere alcuna altra scelta di menu: o quello o quello, insomma. Ma non c'è da spaventarsi, perchè tra piatti caldi e freddi c'è l'imbarazzo della scelta per chiunque, vegetariani compresi.
E' un pasto in cui ci si serve da soli ad alcuni grandi tavoli da buffet. Solitamente c'è un grande tavolo su cui si trovano gli affettati di renna e di maiale [molto famoso il prosciutto di Natale], i salumi, i pesci affumicati e serviti freddi con le salse e le immancabili aringhe.



Non è un vero Julbord che si rispetti quello che non presenti una grande varietà di aringhe, preparate in vari modi. Le mie preferite sono quelle con l'aceto e i pezzetti di cipolla rossa e quelle con la salsa alla senape e all'aneto. Accanto alle aringhe non mancheranno mai neppure le uova ripiene con i gamberetti e la maionese.



Su un altro tavolo ci sono solitamente i piatti caldi: polpette [tipiche svedesi che non possono mancare], pesce bollito o al forno, carne di selvaggina e verdure in accompagnamento. Quello che amo un po' meno della cucina svedese sono le salse: talvolta servono le carni o i pezzi di pesce annegati in salse al vino o preparate con la panna, quindi se come me non ne andate matti, ricordatevi di chiedere la salsa a parte.

Un ulteriore tavolo ospita solitamente i formaggi, i crackers che accompagnano i formaggi [e anche qui c'è una nutrita selezione con tutti i tipi di semi e di spezie possibili immaginabili] e la frutta fresca. Sul tavolo dei formaggi ci sarà sempre sempre sempre l'uva.



Infine il tavolo dei dolci: anche qui solitamente è un tripudio. Ci sono dolci al cucchiaio [nel Bohuslan non mancherà l'Aggost], qualche torta e tantissime caramelle e cioccolatini. Le caramelle gommose sono popolarissime e non è raro vedere persone di una certa età che si riempiono i piatti. Per quanto riguarda le caramelle, non fatevi ingannare da quelle belle a righe bianche e rosse: sono alla menta forte e rischiano di rovinarvi il pasto.

Il più bel Julbord che mi possa ricordare, dopo quello classico di Natale a cui ho partecipato più volte nella villa di proprietà dell'azienda per cui lavoro, sulle sponde di un lago, è quello al Castello di Tjolöholm, qualche decina di chilometri a sud di Goteborg.



Il castello, anch'esso affacciato su un lago, data del 1300 ma fu fatto riadattare in stile elisabettiano da un ricco imprenditore James Fredrik Dickson e dalla moglie Blanche alla fine del 1800. Il castello, i giardini e le fattorie attorno sono davvero singolari e in estate è piacevole visitarlo e passeggiare nei dintorni.
In inverno, invece, è bellissimo godere degli interni, delle sale da pranzo con i caminetti accesi e del favoloso Julbord che viene organizzato qui nel mese di dicembre e a cui non è così semplice partecipare in quanto è piuttosto famoso e gettonato.




Dopo essersi deliziati allo Julbord è possibile anche visitare il castello che è rimasto come era del 1950, quando fu abitato per l'ultima volta dai discendenti di Blanche e James Fredrik Dickson.

Bene, adesso non vedo l'ora di tornare in Svezia, possibilmente nel periodo di Natale, e godermi un buon Julbord.


lunedì 21 novembre 2016

Christmas in Matera: emotion with its living nativity

I visited Matera the first time three years ago, as I spent the holidays on the Ionian coast of Basilicata.
I didn't realize, then, that the city was so close to Puglia; I have don it last year instead, when I reached Matera from Bari.
Bari is in fact the city with the nerest airport and most comfortable rail link to Matera, which is from there a bit more than an hour drive.
I also discovered, meanwhile, that the Basilicata region bagan independent in 1970 while until then Matera itself was part of the Puglia region.



The thrill of getting to Matera was tha same as meeting again a dear friend. I was in love at first sight in 2013 and the opportunity to return thanks to the project #365PugliaDays organized by Italica Tourism gave me excitement and emotion that few people can understand.
This time I had the privilege to look out from the opposite side of the "Sassi", the typical houses in Matera, from the Murgia, where you can go hiking, horseback riding and discovering the first Paleolithic churches. 
From here the view is breathtaking; on the right tands Sasso Barisano [which takes its name from the fact that it is the first coming from Bari], easy to be spotted,  the city center with the Civita where the Cathedral stands out, and the Sasso Caveoso, the left part of the city.


Stearing at it from this perspective, we can better understand the sentence of the writer Carlo Levi when, in Christ Stopped at Eboli, narrated "... Looking up I finally saw as an oblique wall, all Matera. It's really a beautiful, picturesque and impressive city... "

But Matera is not only to be admired from far, it worths living and visiting it, as a city that needs to be explored on foot through the streets of stones, including stairways and doors. Those doors sometimes still tell that this city, that slightly more than half century ago was mentioned as "Italy's shame", but that knew how to react to this gratuitous insult and soon will be the European Capital of Culture in 2019.


You cannot miss a visit to a Casa Grotta, to understand how the inhabitants lived here with all their belongings, without wasting nothing and protecting the animals owned as family members.
And it is entering a home or a shop which includes the conformation of these homes, which from the outside seem like normal buildings, that you can understand the work of man to dig the home and protect it.


The most impressive visit, however, was the one to Palombaro, the large cistern under Piazza Vittorio Veneto, which was discovered a few decades ago when it became necessary to repave the square. Here rainwater were used by the population, which collected it from the outside with buckets through special wells.


But the best time to visit Matera is  December, during Christmas time. This year on the 3rd of December the seventh edition of the Living Nativity among the stones will start. This year the main theme is "Laudato Sii" (you are praised).
In the long weekend starting from December the 8th the event will be enriched by a spectacular animated path from Gruppo Storico Romano in the Sasso Barisano, and throughout the Christmas period, ending January the 8th 2017, the nativity will walk among the houses and  through the streets in Sasso Caveoso.



venerdì 18 novembre 2016

Itinerario on the road in Provenza



Vi abbiamo già dato alcuni consigli sulla Provenza compreso dove dormire; ora vi suggeriamo alcuni paesini, borghi e città che vale la pena visitare. 
Il nostro itinerario on the road in Provenza ovviamente non è un elenco completo di tutto ciò che questa regione della Francia ha di bello da offrire, ma speriamo di darvi qualche spunto interessante per comporre la vostra vacanza alla scoperta della lavanda (e non solo) raccontandovi quello che abbiamo visitato noi.




La prima tappa del nostro itinerario prevedeva una sosta ad Aix-en-Provence che, oltre a regalarci una piacevole passeggiata su Cours Mirabeau, ci fa assaggiare un'ottima quiche lorrainne e un paio di dolcetti deliziosi: le madeleine e i calissons (biscotti alle mandorle tipici della zona).
Aix-en-Provence    

Aix-en-Provence


Non lontano dal centro di Aix ci fermiamo a visitare il Site Mémorial du Camp des Milles, una fabbrica divenuta un campo di internamento durante la seconda guerra mondiale: siamo stati condotti in un toccante viaggio all'interno degli edifici e della vita quotidiana di quel terribile posto.
Site Mémorial du Camp des Milles
 Site Mémorial du Camp des Milles

La seconda tappa del nostro viaggio ci porta a Cavaillon dove ci immergiamo nell'atmosfera festosa della locale sagra del melone e ci lasciamo tentare da una bancarella che vende i famosi macarons, deliziosi!

Cavaillon

Cavaillon

Macarons

Dalla centrale Place du Clos saliamo poi sulla collina Saint-Jacques e con una passeggiata di una ventina di minuti arriviamo fino alla cima da dove si gode di un bellissimo panorama.

collina Saint-Jacques

Continuiamo poi verso la nostra terza tappa ovvero L'Isle Sur La Sourgue e il suo mercato domenicale. 
Le bancarelle invadono di colori tutte le principali aree del grazioso paesino che si snoda tra piazzette, vicoli e canali.
L'Isle Sur La Sourgue

L'Isle Sur La Sourgue


Il mercato è coloratissimo e si può trovare davvero di tutto: dai vestiti ai fiori, dai saponi al cibo. Camminando gli odori si susseguono man di mano che si passa davanti ai banchetti di formaggi, salumi, frutta, verdura e paella... eh si, proprio la paella! Non è tipica della zona ma troviamo diverse bancarelle che la vendono e vi posso assicurare che è buonissima: una delle migliori che abbiamo mai assaggiato.
L'Isle Sur La Sourgue


Dopo aver pranzato a L'Isle Sur La Sourgue ci spostiamo verso Gordes, la nostra quarta tappa. 
Veniamo accolti da un piccolo paesino arroccato su di una collina ed è proprio in questa zona che iniziamo a vedere i primi campi di lavanda! 
Gordes
Gordes
 
Passando da Gordes non si può non visitare anche l'Abbaye de Senanque, famosa e fotografata da turisti di tutto il mondo; è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi. Il nostro suggerimento è di andarci di mattina presto perché nelle ore centrali della giornata è affollatissima, così come del resto un po' tutti i campi di lavanda in Provenza: se si vogliono fare foto senza sciami di turisti nel mezzo, è consigliabile alzarsi di buon' ora (cosa che permette anche di sfruttare la luce migliore!).
Senanque

Senanque


Come quinta tappa il nostro itinerario ci porta a Roussillon, il paese dalle case color ocra. Oltre a visitare il borgo e ad assaggiare il gelato al gusto di lavanda, ci siamo avventuriamo per il Sentier des Ocres alla scoperta di rocce e scorci dalle mille sfumature e posso senza dubbio dire che è uno dei luoghi più belli che visitiamo durante la nostra vacanza francese. Il sentiero è facilmente percorribile (ve lo dice una che lo ha fatto all'ottavo mese di gravidanza!) e si può scegliere tra due itinerari, uno da circa 30 minuti e uno da 50-60 minuti (noi abbiamo optato per il secondo).

Roussillon

 Gelato gusto lavanda
 Sentier des Ocres

Dopo Roussillon ci spostiamo ad Apt (sesta tappa) per una veloce sosta e una passeggiata nel centro cittadino. Diversamente da quanto fatto per le altre città e paesini visitati, non ci siamo documentati in anticipo su cosa ci sia da vedere. Arrivati nei pressi del centro troviamo una piacevole sorpresa: una mappa che guida i turisti alla scoperta di Apt e della sua storia.


Seguiamo il percorso rosso indicato sulla cartina toccando angoli della città davvero suggestivi e alla fine ci fermiamo in una brasserie con i caratteristici tavolini all'aperto per una veloce cena con piatti a base di formaggio di capra decorati e insaporiti con rametti di lavanda.
Apt

Apt
 Apt
 Apt


Ripartiti da Apt ci dirigiamo verso la nostra settima tappa in Provenza: Valensole, piccolo paesino situato nell'omonimo altopiano rinomato per i numerosi campi di lavanda dove una leggenda narra siano stati avvistati anche gli alieni.

Valensole
Valensole

Valensole
Valensole

Valensole

Valensole

Valensole
  
Infine, prima di abbandonare la zona, facciamo un giro al Lac des Sainte-Croix e alle Gole du Verdon. Qui non siamo propriamente in Provenza ma è davvero vicinissimo a Valensole e vale assolutamente la pensa passarci per ammirare panorami mozzafiato e, perché no, per noleggiare una barchetta e fare un giro sul lago (cosa che purtroppo noi non abbiamo avuto il tempo di fare).

Lac des Sainte-Corix

Lac des Sainte-Corix

Lac des Sainte-Corix