mercoledì 31 luglio 2013

Iniziamo dalla fine di #Adriatictour: le prime impressioni su Mostar

Cammino per Mostar e mi guardo intorno. 
Ricordo ancora i tg negli anni '90 e le notizie tristi e cruente che arrivavano a casa nostra durante l'ora di cena.  
Tutti seduti a tavola assistevamo da dietro ad uno schermo ad azioni di guerra poco distanti da casa, ma che sembravano essere comunque lontane.

Mi guardo intorno e vedo i segni delle bombe sugli edifici, come lo squarcio sui bellissimi decori di quello che un tempo fu il primo centro commerciale della città. 




E vedo fori di proiettili sulle case che ancora sono lì a testimonianza che la guerra non è cosa dei nostri nonni, ma è storia recente...troppo recente.

Mi fermo a scattare alcune fotografie di queste testimonianze, ma non sempre mi riescono bene. 
O forse sono io che non ho così tanta voglia di fotografare queste ferite per rispetto di chi sotto quelle bombe o quelle pallottole ha perso la vita.
E parlando con le persone del luogo mi rendo conto di quanto sia assurda la guerra;  questa come tante altre. 
Di come sulla linea del fronte, il viale centrale della città nel caso di Mostar, durante la tregua ci si chiamasse da una parte all'altra chiedendo informazioni di amici e conoscenti e poi durante i momenti di lotta ci si sparasse come dei veri estranei. 
I ragazzi da una parte e dall'altra spesso erano stati compagni di scuola, vicini di casa, colleghi di lavoro...

Ecco che cammino per Mostar con una nuova consapevolezza. Quella che spesso, troppo spesso, non ci rendiamo conto di quanto valga una vita.




























Ma Mostar non è solo questo, o meglio non è più solo questo.
Se fino a pochi anni fa chi visitava questa città trovava siti in ricostruzione e cimeli della guerra in vendita nei negozietti di souvenir, oggi sempre di più questa città è orgogliosa di mostrare quanto di bello custodisce, che sia originale o fedelmente ricostruito dopo la fine dei bombardamenti.

Seguitemi e presto scoprirete dove passeggiare, cosa visitare e dove mangiare in questa città affascinante che ha iniziato la sua rinascita senza dimenticare il passato.



9 commenti:

  1. A me Mostar ha lasciato una sensazione ambivalente. Da una parte masse di turisti, gruppi, pellegrini scaricate dai pullman di ritorno da medjugorie, un'infinita fila di negozietti kitsch, monumenti ricostruiti senz'anima. Dall'altra, se sovrapponi le immagini della guerra, della devastazione, del dolore a quelle di oggi, capisci che tutto questo è un ritorno alla vita. E allora tutto diventa più leggero...

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    1. Grazie Patrick. Concordo con il tuo "ritorno alla vita".
      L'importante è guardare al di fuori del nucleo della città vecchia...

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  2. Una bella descrizione di Mostar e una lettura che fa sicuramente riflettere su questa guerra assurda.

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    1. Grazie Marco, è stato un piacere visitarla insieme

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  3. Non ci sono mai stata ma questo tuo post mi ha fatta riflettere!
    A presto!

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    1. Grazie Fra...è un posto meraviglioso.

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  4. Un posto da visitare sicuramente, spero di poterci andare un giorno!

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  5. una località che certo fa riflettere. non sono mai stato nell'area balcanica, ma sembra che le ferite della guerra siano ancora aperte :( aspettiamo il seguito! ciao andrea

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