mercoledì 28 agosto 2013

Tappa a Osimo... da Rubens a Maratta

A distanza di poche settimane da #Adriatictour sono tornata nelle Marche.
E' stata una breve tappa mentre percorrevo lo stivale verso sud, ma dopo averci trascorso alcuni giorni a luglio, mi ha fatto piacere scoprire luoghi che per motivi di tempo non erano stati inclusi nel programma del blogtour.

Rientrando da un viaggio di lavoro in Svezia ho letto sul giornale di bordo dell'AirDolomiti che proprio ad Osimo, dove avevo deciso di fare tappa, da meno di due mesi era stata inaugurata una splendida mostra.

Se mi seguite da un po', ricorderete che avevo parlato su Trippando della mostra "Tiziano: i volti e l'anima" che si è tenuta al Castello di Miradolo (TO) fino alla metà di luglio 2013. 
Quella mostra, curata dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, mi aveva veramente affascinata. Vuoi per l'artista, che è uno dei miei preferiti, vuoi per la location, che è uno dei più bei castelli del Pinerolese, e vuoi soprattutto per l'allestimento stesso della mostra.

Vi confesso quindi che quando ho scoperto che proprio ad Osimo avrei potuto visitare la mostra "Da Rubens a Maratta", anch'essa curata da Vittorio Sgarbi, ho sorriso compiaciuta.




Sono arrivata ad Osimo in una meravigliosa giornata estiva. 
Il cielo blu e la brezza che mai mi sarei aspettata (dopo il caldo opprimente che avevo trovato in quella stessa zona nel mese di luglio) mi hanno accolta in questa bellissima cittadina arroccata sulla collina marchigiana, a pochi chilometri dalle spiagge del Conero.

Una passeggiata ad Osimo è d'obbligo. Il corso centrale, oltre ad avere dei bei negozi, è tranquillo e piacevole da percorrere e permette di godere di pittoreschi scorci verso le colline.



La visita al Duomo, dedicato a San Leopardo, non può mancare. 
Le cappelle con dipinti e affreschi di notevole pregio [in un cappella laterale troviamo il dipinto "Ecce Homo" di Guido Reni] danno un tono di colore.
Alll'esterno ci si può fermare in un cortile ed un giardino che regalano quiete e serenità.



Dopo la passeggiata lungo la via centrale, seguendo i numerosi cartelli che segnalano molto bene il percorso da seguire per arrivare alla mostra, mi sono diretta al Palazzo Campanaun bell'esempio di architettura del XVII secolo, sede del Museo Civico, che si trova in Piazza Dante.



Qui ha sede principale la grande mostra "da Rubens a Maratta". 
Non tutte le opere della mostra sono qui: alcune di esse si trovano anche in altri edifici di Osimo (es. nel Duomo e nel Museo Diocesano), a Camerano ed a Loreto.
Questa mostra mira ad approfondire ed a valorizzare il patrimonio seicentesco presente in questa zona delle Marche e molte delle opere esposte sono inedite o poco conosciute ed è pertanto una vera miniera di conoscenza e di scoperte.
Dipinti del Guercino, di Pomarancio, di Mattia Preti (per citarne alcuni), si alternano ai numerosi dipinti del pittore marchigiano Maratta; un trionfo del barocco nelle sue molteplici sfumature.

Cosa mi è piaciuto di più della mostra?
Innanzi tutto il colore delle pareti che fa da sfondo ai dipinti: un azzurro cielo che esalta i quadri e gli arazzi esposti.
E tra le tele sicuramente la "Madonna del Rosario" del Guercino.
Ciò che colpisce di più è invece l'arazzo di Rubens che rappresenta l'"Assunzione della Vergine" al centro di una delle sale: davvero di grande effetto, tanto più se penso che ero in visita proprio il 15 di agosto!



La mostra, che ha aperto i battenti il 29 giugno 2013, proseguirà fino al 15 dicembre 2013.
Il biglietto d'ingresso costa 8,00€ e sono contemplate riduzioni per over65, under18, gruppi e famiglie. 
A proposito di famiglie, è interessante il prezzo di 20,00€ per una famiglia (2 adulti insieme a 1, 2 o 3 ragazzi dai 12 ai 18 anni) : ottimo incentivo per promuovere la cultura sin dalla tenera età.

Per ogni informazione ulteriore e per gli orari, potete fare affidamento al sito ufficiale della mostra.



lunedì 26 agosto 2013

Una sera a.. Quel Paese

Se parli con un Lucano e dici che sei andato a "quel paese" non hai bisogno di dare ulteriori spiegazioni.
Proprio perchè pronunciare il nome del paese in questione porta male [e qualcuno ancora oggi quando lo sente rabbrividisce] gli abitanti della Basilicata lo hanno soprannominato così.

Ma dato che queste sono solo superstizioni e non si crede più all'affascino o alla sfortuna, vi racconto della nostra serata a Colobraro.


Colobraro by night


Durante il mese di agosto, tutti i martedì e venerdì sera, Colobraro si anima di magia, teatro e risa.
Centinaia di persone, ogni ora a partire dalle 19 e fino alle 23, si riversano per le strade di questo delizioso paese dell'entroterra lucano, in provincia di Matera a circa 35 km da Policoro.
L'evento si chiama "Sogno di Una Notte a ...Quel Paese" ed è composto da un percorso teatrale e musicale tra le vie del paese, affiancato da mostre sulle tradizioni di fine '800 e stand eno-gastronomici che permettono di assaggiare le prelibatezze culinarie lucane.

Alla partenza del giro, che consente ai partecipanti di scoprire il paese, assistere allo spettacolo e visitare l'affascinante centro storico (Colobraro ha ricevuto il Premio Bramea 2013 quale paese più bello della Lucania), i partecipanti devono acquistare un amuleto da mettersi al collo per proteggersi dal malocchio: l'abitino.




Il percorso teatralizzato si snoda tra viuzze e piazze, concludendosi nel piazzale sottostante l'imponente castello che domina il paese.
Gli spettatori sono sempre accompagnati dai personaggi locali, scoprono cos'è l'affascino ma soprattutto incontrano un folletto dispettoso, ma non cattivo, che viene chiamato Monachicchio.





« I monachicchi sono esseri piccolissimi, allegri, aerei, corrono veloci qua e là, e il loro maggior piacere è di fare ai cristiani ogni sorta di dispetti. Fanno il solletico sotto i piedi agli uomini addormentati, tirano via le lenzuola dei letti, buttano sabbia negli occhi, rovesciano bicchieri pieni di vino, si nascondono nelle correnti d'aria e fanno volare le carte e cadere i panni stesi in modo che si insudicino, tolgono la sedia di sotto alla donne sedute, nascondono gli oggetti nei luoghi più impensati, fanno cagliare il latte, danno pizzicotti, tirano i capelli, pungono e fischiano come zanzare. Ma sono innocenti: i loro malanni non sono mai seri, hanno sempre l'aspetto di un gioco, e, per quanto fastidiosi, non ne nasce mai nulla di grave. Il loro carattere è una saltellante e giocosa bizzarria, e sono quasi inafferrabili. Portano in capo un cappuccio rosso più grande di loro: e guai se lo perdono. Tutta la loro allegria sparisce ed essi non cessano di piangere e di desolarsi finché non l'abbiano ritrovato. Il solo modo di difendersi dai loro scherzi è appunto di cercarli di afferrarli per il cappuccio: se tu riesci a prenderglielo, il povero monachicchio scappucciato ti si butterà ai piedi, in lacrime, scongiurando di restituirglielo. Ora i monachicchi, sotto i loro estri e la loro giocondità infantile, nascondono una grande sapienza: essi conoscono tutto quello che c'è sottoterra, sanno i luoghi nascosti dei tesori. Per riavere il suo cappuccio rosso, senza cui non può vivere, il monachicchio ti prometterà di svelarti il nascondiglio di un tesoro. Ma tu non devi accontentarlo fino a che non ti abbia accontentato; finché il cappuccio è nelle tue mani, il monachicchio ti servirà. Ma appena riavrà il suo prezioso copricapo, fuggirà con un gran balzo, facendo sberleffi e salti di gioia, e non manterrà la sua promessa. »
(Carlo LeviCristo si è fermato a Eboli)



Lo spettacolo è in parte dialettale, ma anche "noi del nord :)" siamo riusciti a capire chiaramente il senso delle scene e ci siamo divertiti parecchio.
Peccato per la pioggia che ad un certo punto della serata ci ha disturbati, ma non ha fermato nessuno ed il giro ha potuto continuare senza intoppi sino alla fine.
Già, la fine...qui si svolge la scena più esilarante: quella del morto.




Ma non voglio svelare nulla di più perchè potete ancora assistere allo spettacolo il 27 ed il 30 di agosto.
E fateci sapere se vi è piaciuto!!!! 






giovedì 22 agosto 2013

Ho volatooooooo

Mi lascio alle spalle la strada veloce che dalla costa porta a Potenza ed inizio ad inerpicarmi su una strada tutta tornanti in mezzo al bosco.
La mia meta è Pietrapertosa, un paese di montagna tra le Dolomiti Lucane.
Oggi è il 20 agosto 2013; oggi è il gran giorno.
Ho deciso che mi lancerò in un'impresa che mai avrei pensato di riuscire a fare. 
Voglio vincere la mia paura del vuoto e voglio una botta di adrenalina: ne ho bisogno!
Oggi è il giorno in cui farò il Volo dell'Angelo.




Già da alcuni anni, in questa zona montuosa molto simile alle Dolomiti tanto da venir denominata Dolomiti Lucane, vi è la possibilità di provare brividi e momenti adrenalinici non indifferenti. 
I due paesi di Pietrapertosa e Castelmezzano si guardano da una parte all'altra della valle.
E per raggiungere un paese partendo dall'altro, se non si vuole prendere l'auto e guidare per una ventina di km, l'unica soluzione è di lanciarsi nel vuoto attaccati pancia di sotto ad un cavo di acciaio.

Non ho paura quando arrivo alla biglietteria. 
Un po' di disappunto, soltanto, perchè non è possibile affittare la telecamera da posizionare sul casco, quello sì che c'è!
Sarebbe forse opportuno che l'organizzazione prevedesse di avere a portata di mano qualche telecamera in più, dato che la maggior parte delle persone la richiede e alle 11 del mattino già sono esaurite e non è possibile portare la propria da casa.
Ma a parte questo piccolo intoppo mi incammino verso il castello di Pietrapertosa dove c'è la partenza per il primo volo.


In volo da Castelmezzano a Pietrapertosa
Primo, avete letto bene. 
I voli infatti sono due: uno di andata e uno di ritorno.
Quello da Pietrapertosa a Castelmezzano è "più soft", se mi concedete il termine. L'altezza tra il cavo e la terra è inferiore e la velocità che si raggiunge volando è minore.
Quello da Castelmezzano a Pietrapertosa invece è un vero shock. Ci si ritrova immediatamente sospesi nel vuoto ad un'altezza di circa 500 mt con una vista indescrivibile sulla vallata sottostante. 
Si vedono i boschi ed i tornanti della strada che sale verso i due paesi: una vista mozzafiato che mai dimenticherò.
Su questa tratta, che è più ripida e di poco più lunga, si raggiungono velocità superiori.




Ma andiamo per ordine. 
Io sono serena e tranquilla...e quasi mi preoccupo!
Temevo di essere agitata, e invece ho dormito bene e mi sono svegliata fresca e riposata. Ho fatto una colazione minimal ed ora sono qui, in coda pronta per VOLARE!




Alla partenza ci fanno indossare imbragatura e casco, ci consegnano un carrello e ci mandano al punto di lancio che si trova a circa 100 mt più in basso. 
Il rumore dei ferri del carrello e la goffa andatura che ci impone l'imbragatura è un dettaglio rispetto al turbinio di emozioni che ognuno di noi, pronti al lancio, prova.




E' il mio turno; mi agganciano l'imbragatura al carrello, mi lascio andare sdraiandomi pancia sotto e spingo i piedi verso l'asticella apposita. Sono pronta a partire. Davanti a me vedo la valle. Sotto di me, dopo la rete protettiva il vuoto.
La ragazza che mi ha aiutata nei preparativi comunica all'altro capo del cavo che "Paola sta per arrivare" e appena ha via libera, mi augura "Buon Volo" e mi sgancia.


Il punto di partenza a Pietrapertosa
Inizia la mia avventura: sola legata ad un cavo d'acciaio, volo sulla valle e vedo case, auto, strade, alberi, rocce che scorrono sotto di me.
Sto volando...sono sospesa nel vuoto...che bella sensazione!
L'arrivo è più impressionante di quanto credessi; si passa tra una casa ed un albero e si arriva al punto di frenata ad una velocità ancora sostenuta. 
Un elastico si aggancia al carrello e quando arrivo a fine corsa mi trattiene: mi sento un caccia che atterra su una portaerei :)

L'esperienza va condivisa ed è proprio per questo che si inizia a parlare con le persone che stanno per lanciarsi con te o che sono arrivate appena prima di te.
L'adrenalina è alta per tutti e mentre faccio una passeggiata in solitaria per il paese di Castelmezzano, mi trovo a sorridere alla gente, a salutare le persone che incontro e a godermi questa nuova sensazione.


Il sentiero per salire alla partenza di Castelmezzano

Il tempo di ritemprarmi e mi aspetta il secondo volo; quello di ritorno che so già essere il più "tosto".
La navetta ci accompagna fino ad un sentiero e dopo una camminata di circa 20 minuti sotto il sole arrivo all'altro punto di lancio.
Stessa procedura per imbragatura e preparazione. 


Vista da Castelmezzano a Pietrapertosa

Il ragazzo che mi aggancia al carrello mi chiede se è il primo volo. 
Non lo è, ma se prima partivo con l'ingenuità di non sapere cosa aspettarmi, ora sono più conscia.
Certo è che non sono preparata a quello che mi attende: alla forte velocità ed allo strapiombo che mi si para davanti agli occhi a pochi metri dalla partenza. Mi sento un falco, un'aquila che si libra leggera ad un'altezza impressionante. Chiudo per una decina si secondi gli occhi, per riprendermi dallo shock, e poi li riapro per godermi tutto lo spettacolo e per mostrare a me stessa che posso farcela.
Urlo a squarciagola, butto fuori l'aria dai polmoni, rido e mi sento libera.

L'esperienza di oggi è stata una sfida: verso i miei limiti e le mie paure.
Ho capito che posso farcela. Ho capito che volere è potere...e in questo caso è volare!


Volooooooooooooooooooo


Tutte le informazioni sul volo le trovate sul sito del Volo dell'Angelo.
A me hanno consigliato la sequenza Pietrapertosa-Castelmezzano-Pietrapertosa e mi sento di consigliarla a mia volta.
Se invece amate lo shock subito allora provate la sequenza Castelmezzano - Pietrapertosa - Castelmezzano.
Potete lasciare l'auto in paese senza problemi. Una navetta, dopo i due voli vi porterà esattamente al paese per riprendere l'auto.
Il volo si può fare con borse o zainetti, purchè non siano troppo ingombranti.
La parola d'ordine che tutti, proprio tutti, quelli dell'organizzazione usano è "Buon volo" e vi dirò che serve a tranquillizzare ed è quasi un mantra.
Un mio suggerimento spassionato: PROVATELO! E' una cosa unica da fare nella vita!

domenica 18 agosto 2013

Una gita all'isola di Procida

Affacciate sul Golfo di Napoli si trovano diverse isole tra cui Procida
Questa piccola isoletta è forse meno conosciuta delle più famose Ischia e Capri ma è altrettanto suggestiva e merita assolutamente di essere visitata.

Marina Corricella


Negli anni anche il mondo cinematografico si è accorto della straordinaria bellezza di quest'isola e non mancano i film girati nei suoi vicoli e sulle sue spiagge. 
Il più celebre è senza dubbio "Il postino" che ha fatto sbarcare a Procida attori del calibro di  Massimo Troisi, Philippe Noiret e Maria Grazia Cucinotta.




Oltre a paesaggi spettacolari che lasciano il turista incantato, Procida è in grado di offrire anche ottimo cibo. 
Ovviamente non si possono non assaggiare i buonissimi piatti a base di pesce che i numerosi ristoranti propongono.

Ristorante "A un passo dal mare"



venerdì 16 agosto 2013

#Albeimalga...ci saremo anche noi!

Tra un paio di settimane mi aspetta il mio primo blog tour insieme a Paola; è una bella responsabilità ma certamente sarà un'esperienza divertente e indimenticabile. 
Per l'occasione, avremo l'opportunità di visitare una malga scoprendo da vicino cosa vuol dire essere un vero malgaro. 
Saranno giorni magici in cui ci addentreremo in un mondo a molti sconosciuto: non capita infatti tutti i giorni di avere la possibilità di vedere da vicino la mungitura e tutto il percorso che trasforma il latte nei vari prodotti che ritroviamo sulle nostre tavole! 
Sono sicura inoltre che vedremo paesaggi mozzafiato, le montagne del Trentino sono stupende in ogni stagione dell'anno e restano nel cuore. 
Non vedo l'ora di condividere con voi questa nostra avventura e di farvi vedere attraverso le foto che scatteremo tutto ciò che il Trentino ha da offrire.




#Albeinmalga è un'offerta che VisitTrentino propone a tutti i turisti che sono interessati a trascorrere una giornata scoprendo le bellezze della montagna vivendo un'esperienza unica e vera come quella del malgaro.
Insieme a noi infatti ci saranno anche famiglie, amici e coppie che hanno scoperto questa iniziativa sul sito di VisitTrentino

Se siete interessati...noi saremo a Malga Stablasolo in Val di Sole.
Il programma della giornata prevede
Ore 05.30 - Ci ritroviamo tutti alla Malga Stablasolo, che si trova nella splendida Val di Rabbi, paradiso per gli amanti delle escursioni in montagna, qui incontreremo Armando, che sarà il nostro accompagnatore per tutta la giornata. 
Ore 06.00 – Ecco finalmente giunta l’ora di mettersi all’opera (ovviamente dopo un buon caffè energizzante!), rimbocchiamoci le maniche e andiamo a svegliare le mucche, sono pronte per essere munte!!
Ore 07.00 – … e adesso con tutto questo latte cosa facciamo? Tanto burro, formaggio e ricotta, ma anche panna che potremmo montare e assaggiare, così fresca è buonissima!! E avete visto che ci sono anche le caprette? Anche loro danno del buon latte dal quale ricaviamo formaggi speciali.
Ore 08.30 – Dopo le fatiche del primo mattino ora possiamo concederci la vera colazione del malgaro… pane, burro e marmellata fatta in casa, delle vere delizie per il palato! Ma poi assaggeremo anche il formaggio, vaccino e caprino, così scopriremo tutte le differenze.
Ora 10.00 – Ora che abbiamo ripreso le forze possiamo concederci una bella escursione, qui siamo nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta… 
Ore 12.30 – Rientriamo alla malga dove potremo fermarci per il pranzo, se invece preferite un pranzo al sacco vi consiglieremo delle belle attività per completare la vostra giornata!


qui potete avere tutte le informazioni necessarie per prenotare e partecipare!




giovedì 15 agosto 2013

L'ospite del mese : Barbara ci parla del Salento

In ordine sparso pensare alle vacanze mi fa venire in mente Audrey Hepburn e Gregory Peck sorridenti che, a bordo della Vespa, percorrono i Fori Imperiali con alle spalle il Colosseo.
Questa è l’immagine in bianco e nero più bella che racchiude, per me, il concetto di vacanza, se devo pensare a colori , invece, il video della canzone Guardia ’82 di Brunori Sas mi sembra perfetto: il rumore del mare, il colore blu, la barchetta, la spiaggia, il bambino con paletta, secchiello e cappello,  gli ombrelloni vicini fatti di chiacchiere e racconti, i falò in spiaggia.
Alla vacanza associo altre belle parole: cultura, arte, divertimento, l’immancabile mare.
E tu, quale immagine sceglieresti nel tuo bagaglio visual per intrappolare il concetto di vacanza?

L’Estate spinge a fare le valigie e abbandonare, anche se per poco, la routine. I tram possono attendere, il ticchettio sulla tastiera del pc, l’orologio al polso anche quello può attendere. 

Già perché quando sei in vacanza, perdi di vista le lancette, i minuti, anche i giorni. 
Non ti è capitato di fare ad altri o a te stesso la domanda “Oggi è Lunedì o Mercoledì?”, stai pur certo che la persona interpellata, immersa nel clima vacanziero quanto te, avrà dei dubbi sulla risposta corretta.
L’oasi felice è sotto un ombrellone con il mare di fronte e la gente che, lungo la battigia, passeggia, gioca a racchettoni, prende la rincorsa per poi tuffarsi o semplicemente entra in acqua per un bagno.
I posti di mare che il Bel Paese offre sono innumerevoli, oggi però dedichiamo una particolare attenzione al Salento.

Dire Salento è generico, abbiamo tutti presente il fatto che si tratti di Sud della Puglia, di una penisola bagnata da due mari, Ionio e Adriatico. Lungo la costa, da lato a lato, si avvicendano tratti di spiaggia e roccia, intervalli così perfetti che fanno pensare al gusto di un esteta.
Partiamo dallo Ionio e da Gallipoli, sua perla.
Città bella di nome e di fatto, con un centro storico dal sapore antico (su due piedi l’informazione può apparire banale ma stai pur certo che è un elemento permeante): i bellissimi palazzi, le corti, le stradine tortuose e strette, i panni stesi, una 500 parcheggiata in piazzetta, i bambini che giocano in strada, le sedie poste dinanzi alla porta per evitare che qualcuno parcheggi, le immagini sacre agli angoli della strada.
Circonda questo groviglio di stradine il camminamento, delineato dalle mura antiche, che guarda al mare, al porto e al Faro di S. Andrea.
Il borgo nuovo ha Corso Roma come sua arteria principale, piena di negozi, bar, locali, un passeggio affollato.
Il Lungomare Galilei conduce a Lido San Giovanni e Baia Verde, spiagge frequentatissime al mattino e non solo. Col sopraggiungere della notte, infatti, gli stabilimenti di Baia Verde diventano disco beach dove ballare fino all’alba sorseggiando un cocktail con il mare sullo sfondo.
Parco Gondar è un altro importante punto d’incontro, sono tantissimi i concerti in programma  l’estate.



Baia Verde - Gallipoli (foto di Alessandro Bramato)
Punta Della Suina (foto di Alessandro Bramato)


A brevissima distanza da Gallipoli vi sono Mancaversa e Lido Pizzo, rispettivamente con le località di Punta della Suina ed Il Cotriero (stabilimento che funge da disco bar la sera, molto frequentato); Rivabella alterna porzioni di spiaggia libera a quelle attrezzate; Lido Conchiglie ha lunghe spiagge che ad un certo punto si interrompono per lasciare spazio alla scogliera: Montagna Spaccata, Quattro Colonne, fino a Porto Selvaggio (da non perdere!).
Il mare cristallino di Punta pizzo  (foto di Alessandro Bramato)


Il Faro di Punta Palascia  (foto di Alessandro Bramato)


Il lato ionico, a nord di Gallipoli, ha altri must salentini: Porto Cesareo con le sue lunghe e bianche spiagge e le Maldive del Salento, a Marina di Pescoluse, non distanti da Finibus Terrae (punto di tangenza dei due mari, Santa Maria di Leuca).

Da Santa Maria di Leuca puoi riprendere l’iter e percorrere la costa adriatica, anche questa bellissima.
I posti da non perdere in questa zona sono: il Ciolo, Marina di Andrano con la Grotta Verde, Castro e la sua famosa Grotta della Zinzulusa, Santa Cesarea Terme, Porto Badisco, Otranto e La Baia dei Turchi, Le due Sorelle a Torre dell’Orso, Grotta della Poesia a Roca Vecchia.

Cominci pure il tuo viaggio in Vespa, con i cartelli di località marine alle spalle, i capelli al vento, l’odore salmastro sulla pelle, il sorriso smagliante. Ogni tappa al mare è festa per l’anima.

Se hai bisogno di qualche dritta su dove soggiornare, sul sito di Appartamenti Gallipoli troverai numerose soluzioni.






Oltre ad amare il concetto di viaggio in sé, Barbara prova a raccontare il territorio da cui proviene, scoprendolo ogni giorno di più.
Il suo pensiero (più che condiviso, ndr) è che abbiamo tanti tesori sotto il naso e, forse, dovremmo conoscere bene ciò che ci circonda per essere pronti a scoprire ed accogliere le rivelazioni di posti lontani. 
Quando viaggia guarda ai luoghi sentendo soprattutto le emozioni o i pensieri che tali luoghi le restituiscono.


mercoledì 14 agosto 2013

L'ospite del mese - Agosto 2013

Questo mese abbiamo un'ospite pugliese che ama la sua terra.
E' una ragazza che sta per aprire il suo blog e per il momento ha accettato di essere nostra ospite per raccontarci.... beh quello lo scoprirete domani!

Oggi scopriamo chi è Barbara, domani leggeremo quello che vuole trasmetterci



Oltre ad amare il concetto di viaggio in sé, Barbara prova a raccontare il territorio da cui proviene, scoprendolo ogni giorno di più.
Il suo pensiero (più che condiviso, ndr) è che abbiamo tanti tesori sotto il naso e, forse, dovremmo conoscere bene ciò che ci circonda per essere pronti a scoprire ed accogliere le rivelazioni di posti lontani. 
Quando viaggia guarda ai luoghi sentendo soprattutto le emozioni o i pensieri che tali luoghi le restituiscono.

venerdì 9 agosto 2013

Le notti stellate al Museo del Balì

Si sta avvicinando la notte di San Lorenzo. La famosa notte in cui staremo tutti con il naso all'insù sperando di vedere le stelle cadenti per poter esprimere i nostri desideri.

Chi andrà in montagna, chi in campagna, chi su una spiaggia deserta...
Ecco io vorrei suggerirvi dove andare se state trascorrendo le vacanze nelle Marche, nei dintorni di Fano.

A pochi chilometri dalla costa, nell'entroterra, nel paese di Saltara in provincia di Pesaro-Urbino, c'è un Museo della Scienza che è anche Osservatorio e Planetario. E' ospitato all'interno di una villa settecentesca, la Villa del Balì, e si chiama Museo del Balì appunto.

Davanti a questa meravigliosa villa c'è un enorme prato e in questa area l'inquinamento luminoso è molto basso pertanto sarà molto più facile che da altre parti stendersi su una coperta e guardare le stelle.



Prima di fermarvi a contare le stelle, però, vi consiglio di visitare il museo perchè ne vale davvero la pena.
Io ci sono stata una sera di fine luglio e ne sono rimasta affascinata. Le sale del museo offrono ai visitatori numerosi esperimenti da provare. 
Non sono solo esposizioni statiche o cartelli sui quali leggere, ma sono allestimenti da toccare, da provare e con le quali divertirsi.




E' sicuramente il modo migliore, anche per i bambini, per scoprire i fenomeni fisici in tutta semplicità, con le cose di tutti i giorni o con le nostre parti del corpo: ci sono infatti sale dedicate all'udito ed alla vista che spiegano ed aiutano a capire come funziona il nostro corpo.




Per il mese di agosto, dal 3 al 25, il museo sarà aperto tutte le sere dalle 18:30 alle 23:30 e negli stessi orari si potranno visitare anche il planetario e l'osservatorio (per quest'ultimo la prenotazione è obbligatoria).

L'appuntamento con le stelle è per il 10-11-12 di agosto, con l'evento "Lacrime di San Lorenzo". In queste sere il museo rimarrà aperto fino all'1 di notte.

Ogni sera di agosto, durante l'apertura, il bar del Museo organizza l'apericena (previa prenotazione); il costo è di 5,00 €.




Museo del Balì - Museo dellaScienza
località San Martino
61030 Saltara (Pesaro-Urbino)
tel. +39 0721 892390
fax +39 0721 896611
info@museodelbali.it

mercoledì 7 agosto 2013

A surprise in Sweden...

Today I got a surprise..
While I was working I got an interesting invitation.
Why not going to swim after work?

You may say...nothing strange! It's summer time and at sea places very often people leaving the office are spending the remaining afternoon at the beach, swimming and enjoying the sunset at the sea.





The only "strange" thing for me is that I'm in SWEDEN!
And as anybody can imagine, the temperature here is not exactly the same as the one at the Maldives, at the Caribbean islands or in the south of Italy.

But since it was a strange and a very tempting invitation I accepted!

And I was so happy of that!
I left the office, grabbed my swim stuff and left for the beach.
Sun was still warm, some wind was chilling down the temperature, but I wasn't worried at all.
We went to a crowded area, many kids were swimming there too therefore I wasn't that scared.




I expected the sea much colder than it actually was!
To be honest it was really perfect to freshen up... and I was thinking to my friends in Italy that are now suffering for the heat ;)

What impressed me a lot were all the rocks around. No beach and no volcanic rocks as we are mostly used in Italy but rounded and grey big rocks where it is a pleasure sitting on and even walking barefoot.




It has been a real amazing experience!

martedì 6 agosto 2013

Doha: un'oasi moderna in mezzo al deserto

Poco conosciuta dal punto di vista turistico, la capitale del Qatar offre un interessante scorcio di quella che è la vita in questi paesi cresciuti grazie alle loro risorse naturali.
Alti grattecieli, strade a 4-6 corsie, centri commerciali sconfinati e albergi lussuosi sono il panorama che si presenta appena usciti dal grande aeroporto internazionale. 





Per i turisti la zona migliore dove alloggiare è vicino alle "Corniche" ovvero il lungomare della città. 
Qui si trovano numerosi hotel tra cui l'elegante Four Seasons
Gli ospiti vengono accolti in maniera impeccabile e nei numerosi ristoranti si può mangiare davvero di tutto.






Negli ultimi anni si stanno sviluppando diverse agenzie che organizzano escursioni e brevi tour per portare turisti alla scopera di questa terra ancora così sconosciuta. 
Tappa immancabile è il Museo di Arte Islamica (Museum of Islamic Art) situato proprio sulla famosa Corniche.



lunedì 5 agosto 2013

Svezia...arrivo!

Sto partendo per uno dei miei posti preferiti al mondo: la Svezia.
Ogni volta che preparo la valigia per la Svezia mi sembra di andare un po' a casa...forse in un'altra vita ero una vichinga?? :)




Il problema del preparare la valigia per andare in Svezia in estate è che parto da casa con il caldo e quindi metto abiti leggeri e talvolta mi dimentico delle maglie. 
Ed eccomi allora pronta per il mio "dopo lavoro" preferito....shopping! 
Faccio sempre un salto da H&M (che, credetemi, ha decisamente molta più scelta rispetto a quella che c'è in Italia), Lindex, Gina Tricot... e chi più ne ha più ne metta!

Dove vado questa volta? Vado a Goteborg, come sempre quando vado in Svezia per lavoro, e poi mi aspetta un w.e. interessante al Festival di Smögen.
Smögen è una cittadina sulla costa che i trova ad un centinaio di chilometri da Goteborg e il 9-10 agosto lì si terrà un festival frequentato da moltissimi turisti svedesi.

Potrò innanzi tutto dilettarmi a vedere come trascorrono l'estate lì: qual'è la differenza tra le nostre località di mare e le loro durante l'estate. 
Mi aspetto molte persone, i locali pieni di gente che beve birra sul lungomare. Ve lo saprò dire presto.



Siete curiosi di sapere il programma?

Sabato arriveremo a Smögen di buon mattino.
Alle 09.00 ci attende un crayfish safari (pesca degli scampi e cottura diretta sulla barca)
Poi ci femeremo su un'isola e assaggeremo quanto pescato...in completo relax.
Nel pomeriggio visiteremo il Smögen brygga (il lungomare, per intenderci) e curioseremo tra i negozi, le bancarelle ed i locali.
Ho scoperto che sabato sera ci sarà un concerto e tra gli altri si esibirà anche Joe Cocker... chissà se troveremo ancora qualche biglietto?

Domenica, se ne avrò il coraggio e se il tempo sarà sufficientemente bello, proverò a fare una nuotata in mare. 
Dopo di che trascorreremo un po' di tempo nella Spa del nostro hotel prima di rientrare in città.

Se vi va di seguirmi, posterò su Facebook e su Twitter con l'hashtag #smogenfestival.


Credits Smogens Hafvsbad



domenica 4 agosto 2013

Se fossi...al mare. Il Trip-gioco dell'estate

Se fossi al mare...mi godrei la mia casetta.
Eh si, perchè io la casetta ce l'ho al mare ma dato che lavoro in città me la posso godere solo saltuariamente.
Mi farei delle lunghe dormite, delle belle passeggiate nell'entroterra a scoprire i borghi della Liguria e poi mi sdraierei in spiaggia a prendere un po' di sole.




Non sono un'amante della tintarella a tutti i costi, pertanto cercherei di stare in spiaggia durante le ore meno calde oppure mi rintanerei sotto l'ombrellone con un buon libro.

E quando la calura fosse insopportabile mi tufferei nelle acque limpide del mare per rinfrescarmi e fare una bella nuotata.




Cos'altro farei se fossi al mare? Inviterei qualche amico e accenderei il BBQ. Mi piace sperimentare nuove ricette sul mio BBQ in terrazza e il calar del sole è perfetto per stare fuori, sorseggiare un aperitivo e controllare la cottura della carne sulla griglia.

E dopo la cena, tutti a passeggiare tra i carrugi [che in Liguria sono le strette stradine dei borghi vecchi, dove non circolano nè automobili nè motorini] e a chiacchierare con chi si incontra per strada. Perchè nei boghi vecchi è così: ci si conosce quasi tutti e anche se non ci si conosce è bello scambiarsi anche un semplice saluto.

La mattina poi dormirei fino a tardi, svegliata dalle "risate" dei gabbiani che volano sui tetti. E mi prenderei tutto il tempo necessario per fare una bella colazione e prepararmi per un nuovo giorno.



E lo farei estate e inverno, perchè a me il mare piace in ogni stagione! L'estate per il sole, il mare e le molteplici attività che riempiono le giornate; l'inverno per la calma, la tranquillità e il clima mite.

Ma questo non è un sogno... è solo un anticipo di quello che farò presto.