lunedì 6 ottobre 2014

Pellegrini di ieri e di oggi sulla Via Alta

Alcuni giorni fa, grazie a Turismo Torino, ho avuto la possibilità di percorrere un tratto di via Francigena, la via [o meglio le vie dato che erano più d'una] che i pellegrini percorrevano dal Centro Europa, principalmente dalla Francia, verso Roma.
Era un pellegrinaggio religioso, ovviamente, che si faceva in primis per rendere visita e pregare sulla tomba dell'apostolo Pietro, a Roma, e poi per espiare i propri peccati.

Era però anche un modo, talvolta, per sfuggire a situazioni poco piacevoli. 
Ai tempi dei grandi pellegrinaggi, infatti, non esistevano certamente tutte le tecnologie di cui disponiamo noi oggi e quindi partire per un viaggio lungo, a piedi, magari in solitaria, poteva anche voler dire non tornare mai più a casa.
Quale modo migliore per sfuggire ad un matrimonio combinato che non si aveva la minima intenzione di celebrare oppure ad una situazione di pericolo? Certamente non c'erano i potenti mezzi che oggi permettono di rintracciare le persone in quattro e quattr'otto, e non c'erano neppure i sistemi di comunicazione a cui siamo abituati. 
Insomma, uno partiva e poi, se ne aveva voglia e se andava tutto bene, tornava. Oppure non tornava più.




Oggi invece molte persone intraprendono i cammini sulle famose vie della religione per stare con sè stesse, per riflettere, per ritrovarsi. Ma anche per visitare luoghi che sono rimasti a testimonianza dei grandi cammini e che ancora adesso sono particolarmente affascinanti.

La nostra camminata, tranquilla e intervallata da parti in bus, è stata una piacevole scoperta della Val Susa.
Non mi vergogno ad ammettere che io, pur vivendo a un'ora d'auto dalla Val Susa, la conosco ben poco. 
O meglio, adesso grazie al week end sulla Via Alta, la conosco un pochino di più. 
Mi sono però ripromessa di colmare questa mia lacuna, perché spesso abbiamo tesori dietro l'angolo che conosciamo poco e partiamo verso mete esotiche e lontane.




La parte di Via Francigena che abbiamo percorso, chiamata Via Alta grazie ad un progetto transfrontaliero di promozione del territorio, ci ha permesso di conoscere una parte della Torino medievale che non è così nota ai più, la Precettoria di S. Antonio di Ranverso, all'imbocco della Val Susa, la meravigliosa Sacra di San Michele, non a caso scelta come monumento simbolo della Regione Piemonte e poi Susa, Avigliana, l'abbazia di Novalesa, fino a valicare le Alpi ed a scendere in Francia a Briançon.




Ogni tappa merita un racconto dettagliato e presto ne leggerete.
Quello che però mi è rimasto di tre giorni "da pellegrini" è il calore e la condivisione che si crea camminando con altre persone, condividendo la strada e le esperienze.

Ecco cosa vuol dire, per me, essere pellegrini oggi: staccare la spina [anche in senso reale], parlare e condividere esperienze, camminare e sentire la stanchezza fisica che alla fine "fa stare bene".



4 commenti:

  1. Io non sono per nulla religiosa ma sono da sempre un po' attratta dal pellegrinaggio... non escludo prima o poi di fuggire anch'io per qualche settimana!

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  2. Io invece mi son cimentata sul serio. Ho percorso in solitaria 2300 Km sulla "mia" Via Francigena, da Londra a Torino e poi da Roma a Santa Maria di Leuca ;-)) mio blog sull'esperienza è camminateconme.blogspot.it

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  3. Wow, complimenti! In quanto tempo l'hai fatto?

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  4. Complimenti Lucia!!!Paola noi dobbiamo ancora farne di strada se vogliamo imitarla...ma anche il tuo "corto" cammino è interessante

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