giovedì 30 ottobre 2014

Petra, le emozioni e le metafore.

Non si è mai totalmente preparati a certi incontri.
Inizi a pensarci tanto tempo prima, provi ad immaginarti come sarà quando arriverà il momento, ti interroghi su quale sarà la tua reazione e poi scopri che è tutto inutile: quando ti trovi faccia a faccia con una delle 7 meraviglie del mondo moderno non riesci a trattenerti, e una lacrima scende sulla guancia.

Io sognavo Petra sin da quando ero ragazzina e sognavo di visitare il Medio Oriente.
La Siria, la Giordania, mi parevano terre lontane e quasi irraggiungibili.
I giornali, i cataloghi dei tour operator, i film mi mostravano sempre questa fantastica visione e io mi interrogavo chiedendomi se mai sarei riuscita a vedere dal vivo questi monumenti.

Poi così, all'improvviso, un giorno di agosto ricevi una mail che ti invita ad un viaggio in Giordania. Lì per lì, leggendo il titolo della mail, pensi ad uno scherzo, ad uno di quei tanti contest di viaggi che spopolano sul web e che certo ci provi, ma non vinci mai. Invece no. Questa non è una mail qualunque, ma LA mail che ti fa battere il cuore a mille e ti fa camminare a 2 metri da terra per alcune settimane. E ti fa chiedere: ma se andrò in Giordania, riuscirò a vedere anche Petra?

Ebbene si, io Petra l'ho vista!
L'ho vista di notte e l'ho vista di giorno.
Ho contato le ore che mi separavano a quell'incontro non appena ho toccato terra a bordo dell'aereo della Royal Jordanian che ci ha portati a Amman.
Ho sentito il cuore battere forte quando siamo arrivati a Wadi Musa, alle porte del sito archeologico.
E ho sentito tremare le gambe la sera, quando varcato il cancello che portava al Tesoro, ho iniziato a percorrere la strada sterrata prima e il siq dopo accompagnata da centinaia di candele accese che rischiaravano il percorso.




Erano circa le 21 del 15 settembre 2014, non lo dimenticherò mai.
Eravamo tutti in gruppo, noi "branco di cuori", e ci interrogavamo su quanto mancasse per arrivare alla spianata davanti al Tesoro.
Altre centinaia di persone ci precedevano e ci seguivano in questa passeggiata e l'emozione si percepiva nitidamente nell'aria.
Ricordo ancora l'ultima curva e la luce delle centinaia di candele disposte ordinatamente di fronte al Tesoro, le rocce del siq che lasciavano intravedere la famosissima facciata della tomba e poi l'emozione che mi esplodeva dentro.




Ero lì, incredibile.
Ero a Petra, ero davanti al Tesoro.
In un attimo ero io sola davanti al mio sogno.
Lo ammetto, ho lasciato che l'emozione prendesse il sopravvento e mi sono goduta lo spettacolo a lume di candela dall'inizio alla fine.

Tanti mi hanno chiesto se è più emozionante vedere Petra di notte o di giorno.
Non ho saputo rispondere.
Le sensazioni sono completamente diverse, la percezione della grandezza e dell'autorevolezza del sito anche.




Il giorno dopo siamo tornati per la visita vera e propria a tutto il comprensorio di Petra.
Non lasciatevi ingannare, il Tesoro è solo una minima parte delle bellezze che si possono vedere oltrepassando il siq. Le bellezze sono moltiplicate per dieci, cento e mille una volta che si arriva davanti alle Tombe dei Re, all'anfiteatro romano, al Cardo maximo, ma soprattutto al Monastero.




Il Monastero è, a mio parere, la parte più difficile e proprio per questo la più bella di tutta la visita al sito di Petra.
800 scalini irregolari e impervi permettono di arrivare ad un'altra delle tombe poste nel punto più alto. Ci si arriva in un'ora circa di cammino e sotto il sole non è affatto una passeggiatina; ma non lasciatevi scoraggiare perché ne vale davvero la pena.
Se poi non ce la fate proprio a camminare fin su, con 7 dinari potete salire a dorso di asino.
Dopo di che prendetevi un po' di tempo per godervelo. Sedetevi, come ho fatto io, sui divani del piccolo punto ristoro che c'è proprio di fronte e ammiratelo, rimiratelo, imprimetevelo nella mente e nella memoria. E pensate che per vedere una cosa simile avete faticato e in alcuni momenti avete forse anche pensato di desistere e tornare indietro.
E' un po' come una metafora di quante volte, nella vita, dobbiamo salire 800 scalini per poi goderci i risultati in tutto il loro splendore.



Viaggi & Delizie ringrazia Volagratis e il Jordan Tourism Board per aver avuto l'opportunità di visitare questa terra meravigliosa con #VolagratisJN e #shareyourjordan

9 commenti:

  1. Hai proprio ragione. Le cose belle vanno conquistate e gli 800 scalini fanno raggiungere un luogo magico ❤️

    RispondiElimina
  2. Che emozione ricevere quella mail :-)!!! Complimenti e che posti:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Grazie Dany, è stato davvero favoloso!

      Elimina
  3. Petra è un posto indimenticabile. Neanche io saprei dire se sia più bella di notte o di giorno.. E' semplicemente magica! E il monastero vale tutta la fatica per arrivarci! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, magica credo sia la parola più indicata. Magica e misteriosa, aggiungerei.

      Elimina
  4. Concordo pienamente con te cara Polly :)
    Io ho pianto già leggendo la mail! ahahahah
    Comunque per me Petra va vista in entrambi i momenti (ma forse la preferisco di giorno) e il monastero è la chicca, la grande soddisfazione dopo la salita faticosa.
    Bellissimo post per rivivere la nostra Giordania!
    Chi si dimentica Petra? E chi si dimentica la tua euforia? <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io credo di averla preferita alla luce del sole. L'emozione della notte, però, era più che altro data dal fatto che per la prima volta mi trovavo al cospetto del famosissimo Tesoro.

      Elimina
    2. vero! E dopo averla vista al Kilimangiaro ho pensato "Cavolo, ma io qui ci sono stata col branco di cuori!" <3

      Elimina

Il tuo commento alimenta il mio blog :)
Grazie!