lunedì 24 novembre 2014

Steve McCurry, oltre lo sguardo

"Se aspetti abbastanza, le persone smettono di guardare la macchina fotografica e la loro anima inizia a librarsi verso di te"

Fino al 6 Aprile 2015, il piano nobile della Villa Reale di Monza, recentemente restaurato, ospita la mostra di Steve McCurry, 150 immagini emozionanti (scelte tra 30000) del fotografo americano, nato in Pennsylvania nel 1950, il cui scatto più famoso è sicuramente il ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afgana dagli occhi verdi che, nel  giugno del 1985, apparse sulla copertina del National Geographic.
I corridoi e le belle sale della Villa Reale, attraverso una serie di porte, si aprono sugli angoli più sperduti del mondo: è un viaggio alla scoperta di luoghi, eventi e persone. La voce di McCurry (tradotta) racconta, attraverso alcuni video, le esperienze legate alle sua professione: la fotografia è intuizione che può esprimersi attraverso  la pazienza e l'attesa di riuscire a conquistare la fiducia delle persone che si vuole fotografare o invece, in altre occasioni, la capacità di cogliere l’attimo e scattare, scattare e scattare quando si capisce che quello è il momento oltre il quale l'immagine è perduta.

Jodhpur, India

Molte immagini sono volti di persone, emozionanti i molti sguardi dei bambini.  Quello che veramente colpisce di McCurry è la capacità, con un solo scatto, di “entrare” nel soggetto e trasmettere l’esperienza di quella persona, i pensieri, le speranze, le paure. Di fronte al volto e alle lacrime del bambino peruviano con la pistola giocattolo sembra quasi di conoscere la sua esperienza di vita sofferta, e quasi si riesce a percepire la sua solitudine, la sua tristezza.
   
Yanesha, Perù
La voce di McCurry spiega, attraverso l'audioguida, le foto più belle. Ma il consiglio è quello di camminare tra le immagini, semplicemente lasciandosi catturare dalle emozioni più recondite, lasciando emergere i pensieri, le sensazioni.    


Sono gli occhi a catturare l'attenzione. Gli occhi di questa bambina indiana di Mumbai che, come spiega McCurry, in braccio alla madre, chiede l'elemosina sotto una pioggia scrosciante mentre il fotografo si trova comodamente seduto all'interno del taxi e, mentre scatta la fotografia, pensa che l'immagine che ha scattato è la rappresentazione dell'ingiustizia, della differenza tra la ricchezza e la povertà.   

Mumbai, India

E gli sguardi, quelli gioiosi e curiosi dei bambini di un monastero, felici di poter provare alcuni giocattoli occidentali, immagine che ci fa riflettere su come i bambini, di fronte al gioco, siano uguali in ogni parte del mondo, anche in un luogo lontano e pervaso di preghiera come un monastero.

Monastero di Bylakuppe, India
E la dolcezza di questa immagine bellissima, una storia di affetto tra l'animale e l'uomo.


Chang Mai, Tailandia
Ogni immagine racconta una storia. E' incredibile come la semplicità delle fotografie di McCurry riesca a cogliere l'essenza di eventi importanti, pezzi di storia che neanche le parole riescono a raccontare così bene. 

Come la violenza della guerra, raccontata attraverso l'immagine di questi ragazzini che giocano sospesi sopra alcuni ordigni inesplosi nei pressi di Beirut. Immagine tragica, ma che nello stesso tempo esprime la speranza, raccontata attraverso l'adattabilità dei ragazzini, la loro capacità di saper giocare anche in un luogo così disperato.      

Beirut, Libano
E ancora la guerra raccontata come danno per la natura e la vita nel suo complesso, attraverso questa immagine apocalittica dei pozzi di petrolio in fiamme, scattata durante il ritiro dell'esercito iracheno dal Kuwait invaso.  


Ahmadi, Kuwait

Le fotografie di McCurry hanno la straordinaria capacità di raccontare pezzi di storia, ma anche frammenti di vita quotidiana, attimi delle storie personali di gente comune.
Immagini di solidarietà femminile, come l'attimo in cui alcune donne indiane sono sorprese da un'improvvisa tempesta di sabbia e fanno capannello per proteggersi.


Rajastan, India
Insomma un fantastico viaggio, che vi consigliamo di intraprendere, per conoscere popoli, culture e costumi, emozionandosi per i colori, i volti, gli sguardi.   

Sanaa, Yemen


Ubicazione: Monza MB, Italia

3 commenti:

  1. Fotografo molto particolare, ho visto una sua mostra a Roma qualche anno fa, grazie ad un allestimento molto particolare sembrava di entrare nella foto.

    RispondiElimina
  2. Le foto di McCurry sono sempre eccezionali! Mi verrebbe voglia di partire subito per Monza...

    RispondiElimina
  3. Mi avete da un'idea su cosa fare questo week-end... emozionantissimo solo vedere alcune immagini nel vostro post!!
    Che fotografo ragazzi!!

    RispondiElimina

Il tuo commento alimenta il mio blog :)
Grazie!