martedì 9 dicembre 2014

Itinerari di vini....il castello-ricetto di Ghemme

“O dunque rimane provato che le colline del Novarese possono gareggiare coi colli della Borgogna"

Così si espresse Camillo Benso di Cavour quando, assaggiando i vini delle Colline Novaresi, venne colpito dalla loro bontà. Questi colli, grazie all’esposizione soleggiata ed al terreno morenico, furono sin dall’epoca romana un territorio favorevole allo svilupparsi delle attività vinicole. Sono molti i borghi  che hanno dato il nome a vini autoctoni, dalla qualità che non ha nulla da invidiare (e lo confermiamo dopo averli provati) a produzioni, piemontesi e non, ben più rinomate. 

In una location molto suggestiva, che riesce ad abbinare l'interesse per l'arte e per il vino, abbiamo visitato le Cantine Rovellotti. Siamo a Ghemme, nel Castello-Ricetto, un borgo fortificato tra i meglio conservati del Piemonte, originariamente costruito per difendere le popolazioni locali dalle incursioni esterne, che perse successivamente la sua connotazione difensiva per diventare un luogo in cui gli abitanti immagazzinavano i prodotti agricoli e vinicoli.




La famiglia Rovellotti svolge l'attività di viticoltori da seicento anni, in località 
Baraggiola, sulla collina ghemmese, utilizzando uve autoctone come il nebbiolo, la vespolina, la bonarda o uva rara e l'erbaluce, detta anche greco bianco novarese. I vini Rovellotti sono vinificati ed affinati in cantine del XIV secolo, ristrutturate, molto suggestive, all'interno di edifici i cui muri conservano ancora i bei decori costruiti con ciottoli di fiume disposti a spina di pesce. 


Il Sig.Paolo Rovellotti accoglie i visitatori con estrema cordialità e li accompagna nella sala adibita alla degustazione dei vini; le descrizioni e gli aneddoti del titolare raccontano di un'attività portata avanti con orgoglio e con passione. 

E' qui che "incontro" il Ghemme DOCG, vino straordinario

Intanto vengo subito colpita dal colore, un rosso granato molto intenso. Il profumo è molto gradevole, con sentori floreali (viola), leggermente speziati. Ma è con il sapore asciutto e pieno  che vengo definitivamente conquistata da questo vino, che si ricava dalle uve di nebbiolo e vespolina e si accompagna perfettamente ai salumi freschi che vengono offerti per la degustazione. 




Notevole anche il passito, dal colore giallo piuttosto carico, quasi ambrato.
Un profumo intenso e variegato, e un gusto ricco, aromatico e garbatamente dolce. Si ricava da uve di greco bianco novarese, lasciate appassire durante l'inverno e affinate in botti di rovere. 
Con il passito la degustazione prevede il gorgonzola... un abbinamento fantastico!





Con ironia il Sig.Paolo ci ricorda che i produttori di vino di Caluso non "gradiscono" che i produttori vinicoli di altre zone utilizzino in etichetta il nome del vitigno erbaluce. Ci presentano quindi il loro bianco etichettato "vitigno innominabile".... nome che in realtà nasconde un buon bianco erbaluce, profumatissimo, secco ed equilibrato al gusto.





Insomma, se siete amanti del buon vino, non potete mancare una visita nei territori collinari del Novarese: una realtà emergente, una piacevole scoperta di vini corposi e profumati in abbinamento ad una gastronomia ricca e legata alla tradizione.    

Ubicazione: Ghemme NO, Italia

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