venerdì 31 gennaio 2014

Liberiamo una ricetta: speedy gnocchi di patate

Quanto adoro gli gnocchi di patate!!!
Il problema è che talvolta non li preparo per il fatto che ci metto un sacco e sporco un po' di pentole.
Insomma...adoro cucinare, ma quando sono pigra e ritengo che per una/due persone non sia il caso di fare tanto can-can, acquisto quelli pronti.
Immancabilmente poi però rimango delusa. 
Il gusto degli gnocchi acquistati non ha nulla a che vedere con quelli freschi. 
Io li trovo sempre un po' acidi.

Tempo fa, guardando la TV, in uno dei tanti programmi di cucina, vidi un cuoco che preparava gli gnocchi a tempo di record.
Domenica scorsa, dopo una settimana negli USA e una in Brasile, avevo una voglia matta di mangiare tipicamente italiano e avevo VOGLIA DI GNOCCHI.
Al supermercato la tentazione di comprare il solito pacchetto di gnocchi confezionati era forte...ma poi mi sono ricordata del programma televisivo e ho acquistato soltanto la farina.

Una volta a casa ho preparato i tanto desiderati gnocchi, in meno di mezz'ora e senza sporcare pentole e pentolini.

Come ho fatto? Semplice:


  • Ho preso 4 patate di medie dimensioni, le ho lavate lasciando la buccia e le ho avvolte nella pellicola trasparente.

Ho messo le 4 patate nel forno a microonde per 7 minuti

  • Una volta cotte, ho tagliato le patate a metà (senza togliere la pellicola)



  • Ho messo la farina sulla spianatoia, con un cucchiaio di olio, un uovo e il sale
  • Ho posizionato le mezze patate nello schiacciapatate con la polpa rivolta verso i fori e ho schiacciato
  • La buccia e la pellicola sono rimaste nello schiacciapatate perfettamente svuotate dalla polpa




  • Ho impastato e poi ho tagliato la pasta a pezzi e ho formato dei piccoli salami
  • Ho tagliato gli gnocchi e li ho passati su una forchetta per dar loro la forma un po' tonda e per rigarli.




  • Ho preparato un semplicissimo sugo di pomodoro e basilico mentre cuocevo gli gnocchi in abbondante acqua salata.

Insomma...dalla patata cruda al piatto in mezz'ora! 
Sono certa che rifarò gli gnocchi molto più spesso d'ora in avanti!



 "Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.
Questa ricetta la regalo a chi legge. 
Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web"

L’equivalente della spesa per il piatto è stato versato a sostegno delle famiglie rifugiate ospitate dal Centro Astalli di Roma.

giovedì 30 gennaio 2014

Un e-book da viaggio

Un giorno, quando stai per partire per un viaggio, capita che ti contatti un'amica che non sentivi da un po'.
Un'amica che hai conosciuto grazie ad un bellissimo blogtour e con la quale sei rimasta in contatto tramite i social: scambi di commenti di tanto in tanto, qualche like reciproco alle fotografie...insomma ci sono, ti seguo, mi piace quello che pubblichi.

Questa amica ti chiede un parere su un suo lavoro, e ti senti lusingata. Dici 'wow...proprio io?'.
E dopo poco ti arriva nella casella di posta elettronica un e-book.

Presa tra i preparativi del viaggio parcheggi l'e-book in un angoletto del PC e ti lasci prendere dalla frenesia dell'organizzazione.
Trascorri una settimana negli USA, lavori, ti diverti, visiti...e poi la domenica sera ti imbarchi per il Brasile.
Il volo dura 10 ore. E' eterno, seppure sia di notte non si riesce a dormire granchè. Hai voglia di leggere, ma il libro che ti sei portata dietro è in valigia...e allora ti ricordi di quell'e-book che è stato lì buono buono nel suo angolino del PC.

Inizi a leggere e non riesci più a smettere.
Leggi di una giovane donna e dei suoi incontri con personaggi famosi, e con un grande incontro che le cambierà totalmente la vita.
Ti senti parte del libro..una mosca che presenzia ai vari incontri con i personaggi che parlano di viaggi.

Rientri dal Brasile con in testa l'idea di contattare questa amica e dirle quanto ti sia piaciuto il suo e-book e quanto tu non veda l'ora di leggere i prossimi, perchè i prossimi li acquisterai e li leggerai sicuramente!
E finalmente, tra un impegno di lavoro e un'incombenza di casa riesci a contattarla e le dici di non smettere, che vuoi leggere i prossimi e che non vedi l'ora che escano!

Io ve lo dico, vi suggerisco di leggere questo e-book, e vi avverto: crea dipendenza!


mercoledì 29 gennaio 2014

Los Roques, Venezuelas Islands

I still remember that flight, noisy and shaky, back in August 2011 that brought us from Caracas to Gran Roque, 160 km away. Luckily only 45 minutes flight eased by the sight of the beautiful islands during the trip.


Gran Roque is the largest island of the archipelago of Los Roques, the only inhabited and  with facilities like the POSADAS, kind of guest houses more or less luxurious. 
The posada we were staying, La Lagunita, is one of the many run by Italians, settlers of the archipelago declared a national park in 1972.



Almost all posadas offer a full board where lunch is prepared and delivered to the visitor in the form of cava (a cooler) along with the umbrella that will ensure your survival in the 6-7 hours you spend marooned on an island archipelago, soaking up the sun and out of the crystal clear water of the Caribbean Sea.







 
Life in Los Roques monotonously runs between one beach and the other, and for this reason we have decided to dedicate to it only the last seven days of our tour in Venezuela.

After the first two days, however, you realize that you could stay here forever: the islands large enough to deserve a name are in fact 42 but after these you can explore 250 islets, with white sand, scattered around in Gran Roque.

Our posada highly sponsors group life and offers its guests a private boat, [" The Gordo", that each day brings the guests to an island carefully selected on the previous evening ] and relax on the terrace while enjoying an aperitif.



Diving enthusiasts have at their disposal interesting excursions but also those who do not want to engage in any sport have the opportunity to discover turtles, starfish and the famous botuto, whose fishing is now prohibited .

lunedì 27 gennaio 2014

Incontro con Shakespeare a Stratford-upon-Avon

Il mio primo #TraverlDream2014 è diventato realtà, sono stata a visitare Stratford-upon-Avon e i posti dove è nato e cresciuto William Shakespeare.

The Gower Memorial (Bancroft Gardens)
The Gower Memorial (Bancroft Gardens)
Di grande aiuto è stato il sito Shakespeare Birthplace Trust, è qui infatti che ho trovato tantissime informazioni utili e ho acquistato on-line i biglietti (si risparmia il 10%!).

Arrivando con i mezzi pubblici abbiamo scelto di visitare solo le case/edifici che si trovano nel centro di Stratford-upon-Avon: Shakespeare's Birthplace, Nash's House & New Place e Hall's Croft.

Il tutto è organizzato benissimo, sia per quanto riguarda indicazioni e cartelli per arrivare nei vari luoghi sia all'interno delle strutture.
Non ci sono vere e proprie visite guidate ma in ogni stanza c'è una persona che spiega un piccolo pezzetto di storia ed è bello perchè molti sono vestiti con costumi d'epoca.

Shakespeare's Birthplace
Shakespeare's Birthplace
 
Nash's House & New Place
Nash's House & New Place

Hall's Croft
Hall's Croft

Anche il paesino è davvero carino e girare per le sue vie è davvero un piacere, soprattutto con la bella giornata di sole che abbiamo avuto la fortuna di trovare.

Henley Street
Bancroft Gardens




domenica 26 gennaio 2014

Il Philly Cheesesteak : assolutamente da assaggiare

La mia amica americana mi parlava del Philadelphia [Philly per gli amici] Cheesesteak da parecchio tempo.
Mi diceva che dovevo assolutamente assaggiarlo, che solo a Philadelphia avrei trovato l'originale e vi assicuro che da parte mia la curiosità era davvero grande.

L'ho già detto più di una volta di quanto mi piaccia assaggiare il cibo locale quando viaggio, perchè è anche così che riesco a conoscere il luogo in cui mi trovo.

Finalmente sono arrivata a Philadelphia e non potevo mancare la ghiotta occasione di assaggiare questo tanto decantato piatto.
Mi aspettavo una bistecca con il formaggio: in fin dei conti è quello che credo ognuno pensi leggendo o sentendo la parola Cheesesteak.
Ammetto di non essermi preparata prima dell' "incontro", ma quando ho scoperto che il famoso Philly Cheesesteak è in effetti un sandwich con la carne sminuzzata e il formaggio fuso vi confesso il mio stupore!



La ricetta classica prevede un panino [che qui chiamano roll] lungo circa 13 inches [13 cm] farcito con carne di vitello tagliata sottile e coperta da un velo di formaggio fuso. 
Il tipico formaggio per il Philly Cheesesteak è il Whiz, una sorta di formaggio liquido che però, a detta di alcuni, non è granchè buono nè tantomeno salutare. 
Incuriosita da questa descrizione sono andata a cercare su Wikipedia qualche informazione in più...e devo dire che sono ben contenta di non aver fatto mettere il Whiz sul mio Cheesesteak, ma di aver scelto l'American Cheese [che non ha molto gusto ma almeno è formaggio!].

La versione classica, oltre al formaggio, prevede anche le cipolle fritte.
E ovviamente la versione classica è quella da provare!!

A Philadelphia e dintorni è facile trovare il Cheesesteak; ci sono ristoranti dedicati oppure buona parte delle pizzerie da asporto lo propone nel menu.

Noi eravamo fuori città e basandoci sui suggerimenti di PHL17 [un canale TV locale] abbiamo scoperto che proprio nella cittadina in cui ci trovavamo c'è uno dei migliori locali dove mangiare un autentico Cheesesteak: Pudge's.

La parte migliore, poi, è che solitamente questi ristorantini non servono alcolici [per vendere alcolici negli USA, e soprattutto in Pennsylvania, bisogna avere una licenza speciale e non tutti i ristoranti ce l'hanno], ma proprio accanto all'ingresso di Pudge's c'e una birreria, CJ Doghouse, con una fornitissima selezione di birre [svariate centinaia in bottiglia e decine alla spina].



La bellissima collaborazione tra i due locali permette sia di acquistare il panino da una parte e trasferirsi in birreria per gustarlo ed accompagnarlo con un'ottima birra, sia di prendere la birra e portarla da Pudge's per gustare il Cheesesteak in questo caratteristico locale.


venerdì 24 gennaio 2014

Sudafrica - Safari alla Madikwe Game Reserve

Gli ultimi giorni del nostro viaggio in Sudafrica li abbiamo dedicati ai safari

Volendo una riserva malaria-free, abbiamo scelto la Madikwe Game Reserve nella parte nord del paese al confine con il Botswana e, per vivere al meglio questa esperienza, abbiamo scelto di alloggiare direttamente all'interno del parco all'Impodimo Game Lodge.


Impodimo Game Lodge
Impodimo Game Lodge
Prima di partire ci eravamo fatti un'idea di come sarebbero stati i safari e pensavamo di sapere esattamente quello che ci attendeva ma ci sbagliavamo, le nostre aspettative sono state di gran lunga superate. 
E' stata un'esperienza così fantastica che faccio davvero fatica a trasformarla in parole.

Il lodge è immerso all'interno della riserva e, non essendoci recinzioni di alcun tipo, è facile incontrare e vedere gli animali che girano indisturbati vicino alle camere, nella zona della piscina oppure dove si mangia.






In questo lodge si vive a completo contatto con la natura e si seguono i suoi ritmi. 
La sveglia suonava prima dell'alba (circa alle 5), facevamo una veloce colazione e poi alle 5:30 si partiva per il game drive della mattina. 
Verso le 9:30 si rientrava al lodge dove ci veniva servito un buonissimo brunch.





Dopo aver mangiato avevamo qualche ora a disposizione per rilassarci a bordo piscina o per guardare gli animali che ci facevano compagnia girando intorno al lodge.
Alle 4 del pomeriggio ci preparavano la merenda (sempre cibo squisito) e alle 4:30 pm si era di nuovo tutti sui mezzi pronti per il game drive del pomeriggio. 
Una volta sceso il buio (8 pm), si iniziava a tornare verso il logde dove ad aspettarci c'era la cena intorno al fuoco: davvero scenografica!





Ma veniamo ai game drive... bellissimi, fantastici, stupendi! 
Da lasciare senza parole... ed è proprio per questo che faccio parlare le immagini...


Madikwe Game Reserve




























giovedì 23 gennaio 2014

Sudafrica - Da Cape Town a Port Elizabeth

Per spostarci da Cape Town a Port Elizabeth abbiamo prima percorso la Route 62 che ci ha fatto esplorare l'interno del paese e poi ci siamo sposati sulla costa e abbiamo guidato sulla conosciutissima Garden Route.







Prima tappa del nostro percorso sono state le Cango Caves, grandi e spettacolari grotte che ospitano diverse formazioni di stalattiti e stalagmiti.


Cango Caves
Come seconda tappa abbiamo scelto Knysna, cittadina sulla costa molto conosciuta dai Sudafricani e molto frequentata durante la loro stagione estiva (dicembre-gennaio). 
Come a Cape Town, anche qui c'è un vivace Waterfront pieno di negozi e locali.







Bellissima anche la zona circostante il centro, in particolare il cosidetto "Heads". 
Inoltre, per chi ama la natura, consigliamo l'escursione al Featherbed da dove è possibile vedere magnifici paesaggi e scorci mozzafiato.






Dopo Knysna ci siamo spostati a Plettenberg Bay, altra piccola città dove la gente del posto ama trascorrere le vacanze estive. 
Qui è possibile partecipare ad escursioni in barca che, a seconda del periodo dell'anno, vi permetteranno di vedere balene o delfini.





Ultima tappa di questa parte del nostro viaggio è Port Elisabeth
Lungo la strada abbiamo fatto una sosta al Monkeyland Sanctuary e ci siamo fermati ad ammirare i bellissimi paesaggi di Tsitsikamma. 
E' proprio in questa zona che i più coraggiosi possono sperimentare l'adrenalina del bungee jumping in uno dei posti più scenografici al mondo.
Confesso, noi non abbiamo provato!




Bungee Jumping

Arrivati a Port Elizabeth abbiamo subito preso l'aereo per Johannesburg per la successiva tappa del nostro tour del Sudafrica ma questa è un altra storia ;-) Stay tuned!