lunedì 31 marzo 2014

Eating in... New York City

Let's continue in our " Eating in ... " moving across the ocean , in one of the most popular destinations in the USA. Here are some suggestions for restaurants that we liked and that we want to suggest to you.

If you're wandering through Chelsea in NYC , we recommend a visit to the Chelsea Market [75 9th Ave - Little Italy area ] .

This beautiful food market is located on the ground floor of the former factory of Oreo cookies, a beautiful example of post-industrial architecture.
In addition to several shops where buying fruits, vegetables , cheese, cupcakes, Italian products (!) you will also find several places to make a snack or a quick lunch.
The most special, in our opinion, is The Lobster Place. 
This fresh fish shop also sells the famous Maine lobsters that can be enjoyed on the spot accompanied by a butter sauce or by sushi and sashimi.
The price is really cheap compared to european standard.



For meat lovers, what could be more typical in the U.S. than a burger?
Here is the Jackson Hole Burger [ 1270 Madison Ave - not far from the Guggenheim Museum ].
It ' a restaurant born in New York in 1972 and the specialty , it is not hard to imagine what it is: the burger
What may surprise you , once you sit down to read the menu , is the "poor" variety of sandwiches when compared to that of many fast food around the world . 
Whatever your choice of burgers is I defy anyone to be disappointed !
One of the highlights of the restaurant is definitely the kitchen just behind the counter where you can glance in, peek and steal the secret of how to cook a perfect 200g ( 7 oz  ) hamburger : a bowl of steel put on each " meatball " ensure juiciness and flavor of your sandwich .
All burgers are served with classic American sandwich bread , french fries and sauces .
The first challenge is to eat it because once " composed " the sandwich height reaches 10 cm !



Another place not to be missed visiting NYC is "The View": the only revolving restaurant with 360-degree views of the city [1535 Broadway - Not far from Times Square].
The American cuisine is of excellent quality, but the price is a bit too much. Precisely for this reason, in fact, rather than a real la carte dinner at the Restaurant at the 48th floor, we recommend a drink at the lounge floor of [the 47th]; be sure to specify at the reception on ground floor that you want to go there.

Once in the Lounge you will access to a buffet menu that includes salty and sweet food at $ 38 dollars per person (+ tax, + tips + extra after 8 pm).
But all this is the outline!
The real attraction is to dine overlooking the forty-seventh floor of a skyscraper and seeing every corner of Manhattan lit in many colors 
during dinner. Really worthwhile!


For those who can not do without Italian food, or simply for those who want to make a special experience and at a certain level , we recommend the restaurant Felidia [ 243 E 58th St - on Central Park ] .
This restaurant, owned by Lidia Bastianich [ the famous mother of the even more famous Joe Bastianich ], offers the best of Italian culture, food and wine.
The wine list is quite impressive and many of the wines sold here are produced by the italian vineyards owned by Joe Bastianich [ ... try a glass of Vespa, worth it! ].
Usually we do not like Italian food abroad, because typically we can not ever find it cooked as we would expect. 
Here, however, the pasta is perfectly cooked and the presentation of the dishes is in everything and for everything that you would expect in Italy by a similar restaurant.
The atmosphere is quaint and well kept, but perhaps it is a bit small place for the number of tables.
We tasted a dish of ravioli with cheese and pears really very very good and delicate : the filling of pear and ricotta goes very well with the typical cheese and pepper sauce.
Even the main courses are an excellent choice : the American meat , Italian-style, can be very satisfying both for eyes and stomach.
The advice is to book and not be in a hurry though, arriving at the scheduled time, your table is not ready yet; sit at the bar and sip an aperitif, this will allow you to look around you appreciate the blend of Italian / U.S. and perceive it in the room.

Credits Google.com


sabato 29 marzo 2014

Ferrara, Omaggio al Duca

Nel periodo compreso tra il 9 marzo ed il 1 giugno 2014, a Ferrara, si tiene la manifestazione "Omaggio al Duca" che si concluderà con il "Palio di Ferrara".

Nell'ambito dell' "Omaggio al Duca", ogni domenica una Contrada del Palio di Ferrara rende omaggio al Duca , nel cortile del Castello Estense.
Sbandieratori, dame, cavalieri, musici, in una suggestiva cerimonia, fanno rivivere un po' di storia della città di Ferrara e dei suoi Signori: gli Este.





Noi siamo stati a Ferrara domenica 9 marzo; era di turno il Rione di Santa Maria in Vado, rione che comprende la parte più prestigiosa del centro storico di Ferrara.

In questo rione ci trovano infatti edifici di preminenza storica, architettonica e artistica come la Cattedrale, le Basiliche di Santa Maria in Vado e di San Francesco, il Palazzo Schifanoia, la casa Romei,il palazzo Paradiso, la palazzina di Marfisa d'Este, il palazzo di Ludovico il Moro, i monasteri di S.Antonio in Polesine e del Corpus Domini ed il palazzo di Renata di Francia. 
Il simbolo del Rione è l'Unicorno insegna della Casa d'Este.




Il tema dell'incontro del 9 marzo non è stato l'Omaggio al Duca bensì l'Omaggio alla Principessa Lucrezia Borgia.

I figuranti ed i personaggi della Corte Ducale recitano il rito di commiato di alcuni ambasciatori stranieri avvenuto al cospetto di Lucrezia e Alfonso d'Este il 9 febbraio 1502. 
Animano la cerimonia i dialoghi, le danze e le esibizioni degli sbandieratori.


Se siete a Ferrara durante i giorni della manifestazione non mancate di visitare almeno due dei più bei monumenti della città:


  • Il Castello Estense costruito per volere del Marchese Nicolò ll d'Este quale opera imponente con scopo difensivo: una fortezza dove rifugiarsi. Nei secoli il Castello Estense fu sede delle milizie estensi con scuderie, armerie, magazzini, officine per poi trasformarsi in residenza nobiliare dove si svolgeva la vita della Corte Estense. Gli Este alloggiavano nella parte alta del Castello mentre i piani bassi ospitavano chi svolgeva funzione difensiva.



  • La Cattedrale si trova in piazza Trento e Trieste di fronte al Palazzo Comunale, non molto distante dal Castello Estense.
    E' dedicata a S.Giorgio raffigurato al centro del portale mentre uccide il drago.
    Bella la facciata in marmo bianco con il portico sorretto da due colonne raffiguranti un vecchio e un giovane seduti su due leoni.
    Più in alto si sviluppa il tema del Giudizio Universale ( S.Giovanni Battista pesa le anime, le giudica quindi le indirizza verso il Paradiso o verso l'Inferno).

venerdì 28 marzo 2014

Mangiare a... New York City

Continuiamo in nostri "Mangiare a.." trasferendoci dall'altra parte dell'oceano, in una delle mete più gettonate degli USA.
Eccovi qualche suggerimento per provare ristoranti o locali "particolari" che ci sono piaciuti e che vogliamo suggerirvi.

Se state gironzolando per Chelsea a NYC vi consigliamo una visita al Chelsea Market [75 9th Ave - zona di Little Italy]
Questo bellissimo mercato alimentare sorge al piano terra della ex fabbrica dei biscotti Oreo, un bellissimo esempio di architettura post-industriale da cui trarre esempio, ma non è di questo che parleremo qui. 
Oltre a diversi negozi di frutta, verdura, formaggi, cupcakes, prodotti italiani (!) troverete diversi posti in cui fare uno snack o un pranzo veloce. 

Il più particolare è secondo noi The Lobster place. Questo negozio di pesce fresco, vende anche le famosissime aragoste del Maine che potrete gustare sul posto accompagnate da una salsina al burro o da sushi e sashimi. 
Il prezzo è veramente economico rispetto agli standard italiani.

L'aragosta del Lobster Place
Per gli amanti della carne e di ciò che più tipico possa esserci negli Stati Uniti, ecco il Jackson Hole Burger [1270 Madison Ave - poco lontano dal Guggenheim Museum].
E' un ristorante nato a New York nel 1972 e la specialità, non è difficile immaginare quale sia: l'hamburger
Quello che potrebbe stupirvi, una volta seduti a leggere il menù, è la "scarsa" varietà di panini se comparata a quella di molti fast food in giro per il mondo. Qualunque sia la vostra scelta di hamburger però sfido chiunque a rimanere deluso!

Uno dei punti forti del ristorante è sicuramente la cucina a vista proprio dietro al bancone dal quale potrete sbirciare e carpire il segreto della perfetta cottura di un hamburger da 200g (7-oz burger): una coppetta di acciaio messa sopra ciascuna "polpetta" garantirà la succosità e il gusto del vostro panino.
Tutti gli hamburger vengono serviti con in classico pane da sandwich americano, con patatine e accompagnati da varie salse. 
La prima sfida è addentarlo perché una volta "composto" il panino l'altezza raggiunge i 10 cm!

New York Burger




Un'altro posto imperdibile visitando NYC è il The View: l'unico ristorante rotante con vista a 360° della città [1535 Broadway - Poco distante da Times Square]
La cucina è americana, di ottima qualità, il prezzo però è un po' eccessivo. Proprio per questo motivo infatti, piuttosto che una vera e propria cena alla carta al Restaurant, al 48esimo piano, vi consigliamo un aperitivo al piano del Lounge [il 47esimo]; specificate alla reception che volete andare lì.

In realtà al Lounge accederete ad un menù a buffet abbondante e comprensivo di dolce a $38 dollari a testa (+tasse, + tips, + sovrapprezzo dopo le 20). 
Ma tutto questo è il contorno! 
La vera attrattiva è cenare affacciati al quarantasettesimo piano di un grattacielo e durante la cena vedere scorrere davanti ai propri occhi ogni scorcio di Manhattan illuminata di mille colori. Davvero worthwhile! 

Ristorante "The view"
Per chi non può fare a meno del cibo italiano, o semplicemente per chi ha voglia di fare un'esperienza particolare e di un certo livello, consigliamo il ristorante Felidia [243 E 58th St - all'altezza di Central Park].
Questo ristorante, di proprietà di Lidia Bastianich [la mamma del famoso Joe], propone al meglio la cultura italiana del cibo e del vino.
La carta dei vini è decisamente notevole e molti di essi sono prodotti proprio nelle vigne italiane di Joe Bastianich [provate un bicchiere di Vespa... vale la pena!]
Solitamente non amiamo mangiare italiano all'estero, perchè tipicamente non si riescono mai a trovare i piatti cucinati come ci aspetteremmo. Qui invece la pasta è cotta al punto giusto e la presentazione dei piatti è in tutto e per tutto quella che ci si aspetterebbe in Italia da un locale di pari livello.
L'ambiente è molto caratteristico e curato nei particolari ma forse un po' piccolo per il numero di tavoli.
Noi abbiamo assaggiato un piatto di ravioli cacio e pere davvero molto molto buoni e delicati: il ripieno di pera e ricotta si abbina molto bene con la tipica salsa cacio e pepe.
Anche i secondi piatti sono un'ottima scelta: la carne americana, servita in stile italiano, non può che essere molto soddisfacente per occhi e palato.
Il consiglio è quello di prenotare e di non avere fretta se, arrivando all'ora prestabilita, il vostro tavolo non sarà ancora pronto; sedetevi al bancone del bar e sorseggiate un aperitivo, questo vi permetterà di guardarvi intorno è di apprezzare il blend Italia/USA che si percepisce nel locale.

Felidia - credits J. Mariani

martedì 25 marzo 2014

International Waffle Day

Forse non tutti sanno che oggi è l'International Waffle Day.

Forse non tanti lo sanno in Italia dato che i Waffle non sono così comuni da noi.
Qui in Svezia, invece, questa giornata è particolarmente sentita e celebrata.

Proprio in Svezia, infatti, è nata questa tradizione : il 25 Marzo si festeggia il Waffle Day.


Credits Alicetv.it

La nascita di questo evento ha un certo non so che a metà tra il sacro ed il profano.
Oggi, per la Chiesa, si festeggia l'Annunciazione del Signore, ovvero quando Maria ricevette la notizia della gravidanza.
Se contiamo, infatti, tra esattamente 9 mesi sarà Natale!

In svedese questa giornata si chiama Vårfrudagen (giorno di Nostra Signora) e suona molto simile a Våffel-dagen
Ecco quindi svelato l'arcano...per un'assonanza nella pronuncia il giorno di Nostra Signora è diventato per tutti un giorno goloso in cui abbuffarsi di Waffle!

Una curiosità che ho scoperto da poco... i bambini svedesi non mangiano dolci o caramelle durante la settimana; le golosità sono consentite loro solo durante il week end. E, credetemi, è davvero una regola comune applicata a scuola e in famiglia.
Questo, a quanto pare, per una questione di salute dentale e per combattere il diabete.


Discovering Perugia with Sandro

Sandro lived in Perugia for some months and he was one of our "guest of the month" last year.
Here is what he told us about the city and what to see and eat there!




Perugia is a charming town located in the heart of Italy.
In Italy is it well known for Eurochocolate [a famous chocolate fair] and for the famous jazz festival "Umbria Jazz".
The city, however, hides much more: beautiful churches, imposing buildings, narrow streets and picturesque lanes, important Etruscan remains and, of course, delicious food.

But first things first: to stay in Perugia is advisable to choose an hotel in the city center. 
The possibility of reaching central hotels by car is convenient and then you can forget it since to visit all the most important places of the city you can just walk around.

Sangallo Palace Hotel, for instance, is strategically located next to the escalators that in a few minutes take tourists to the Underground City below Rocca Paolina.
From here you can continue visiting all along Corso Vannucci [the main street of the city center, full of shops and cafes] until you get to Piazza IV Novembre where Palazzo dei Priori and the Cathedral of San Lorenzo are.




Just behind the Cathedral you can eat at the "Settimo Sigillo" [Seventh Seal], a local medieval-style serving typical Umbrian
 wines and cuisine,including the characteristic torta al testo that I warmly recommend you to try.



Always remaining in the culinary theme is worth mentioning the Perugina chocolate factory. 
There is a guided tour of the factory that must be booked well in advance. It will lead you in the productive heart of Baci Perugina and a thousand other products made of chocolate and this will give you the opportunity to do a lot of gourmand tasting.



Finally, Perugia, is an excellent base for visiting other towns in Umbria: Assisi, Gubbio, Città di Castello, Passignano sul Trasimeno, Castiglione del Lago, which are no doubt equally fascinating and rich of history.



domenica 23 marzo 2014

Namibia: programmando il viaggio

Come già anticipiato nei #TravelDreams2014 la Namibia sarà la nostra prossima meta di viaggio e siccome per me il viaggio è iniziato già da un mesetto con la prenotazione dei voli, ho voglia di raccontarvi qualcosa.


Innanzitutto abbiamo a disposizione 14 giorni al netto dei voli, un' auto a noleggio per tutta la durata del viaggio e un budget imprecisato. 

Non intendo dire che possiamo spendere e spandere a volontà ma non sono una di quelle persone che parte con un limite in testa e fa di tutto per starci dentro!

Leggendo programmi di agenzie locali, blog amici (due su tutti i racconti di Silvia Balcarini su viaggiovero.com e di Elena Nebiolo su blogdiviaggi.com) e chiedendo qualche suggerimento a due amici che ci sono stati, ho elaborato questo programma:

Giorno 1 - Arrivo a Windhoek - giro in città - pernotto a Windhoek
Giorno 2 - Verso il deserto del Kalahari - pernotto a Mariental
Giorno 3 - Verso il deserto del Namib, Namib Naukluft Park, monti ed animali del deserto - pernotto nei pressi di Sesriem
Giorno 4 - Parco di Sossusvlei, Duna 45, Deadvley, Canyon di Sesriem - pernotto nei pressi di Sesriem
Giorno 5 - Verso l'oceano Atlantico, Solitaire, Valle della Luna, piante di Weleitschia - pernotto a Swakopmund
Giorno 6 - Escursione in barca da Walvis Bay (foche e delfini) - pernotto a Swakopmund
Giorno 7 - Verso Cape Cross e il Damaraland, incisioni rupestri boscimani - pernotto a Twyfelfontein o Spitzkoppe
Giorno 8 - Verso Palmwag / Grootberg - pernotto a Grootberg
Giorno 9 - Verso Opuwo - pernotto Opuwo
Giorno 10 - Verso Epupa Falls, Visita ad un villaggio Himba - pernotto a Opuwo
Giorno 11 - Verso l'Etosha National Park - pernotto Etosha
Giorno 12 - Etosha National Park - pernotto Etosha
Giorno 13 - Etosha National Park - pernotto Etosha
Giorno 14 - Verso Waterberg Plateau oppure Okonjma, Africat Foundation - pernotto Waterberg / Okonjma
Giorno 15 - Verso Windhoek 

Le ricerche da fare e i consigli da chiedere sono ancora molti, non è facile organizzare un viaggio in un paese con così tante cose da vedere senza trascurare nulla! 
Inoltre gli spostamenti in auto sono lunghetti e bisogna considerare lo stato delle strade namibiane, che non sono propriamente delle autostrade a cui siamo abituati noi, per cui è inutile prevedere spostamenti troppo lunghi: finirei per rovinarci la vacanza! 
Anche la scelta dei pernotti non è facile: non amo i "lodge fighetti" ma spesso questi sono situati in posti cruciali e trovare alternative più economiche e più ruspanti potrebbe rivelarsi un rischio e farci percorrere parecchi chilometri inutili!

Tra siti di lodge, tripadvisor, recensioni varie, google maps sto trascorrendo le mie serate già immersa nell'atmosfera Namibiana, e a pensare che mancano ancora diversi mesi prima della partenza mi viene un po' di malinconia. 
Le giornate però si stanno allungando, la neve si sta sciogliendo anche sulle piste da sci e la mia magnolia è in fiore: sono certa che in un battito d'ali arriverà anche il momento di preparare la valigia!



lunedì 17 marzo 2014

#NeVadoFiero ... di Paola

Ieri mattina ho, come al solito, dato un'occhiata ai social prima di fare colazione e ho trovato una bella sorpresa da parte della mia amica blogger Francesca.
Da un po' di giorni gira sul web l'hashtag #nevadofiero e mi sono divertita e appassionata a leggere i post di buona parte dei miei contatti che hanno partecipato a questa "catena".
Oggi, oltre a leggere il #nevadofiero di Francesca, ho anche ricevuto da lei il testimone.

È il mio turno, tocca a me menzionare tre cose per le quali vado fiera...

1. HO VOLATO
Oltre ad andare fiera per l'impresa di per sé, vado fiera del fatto che sono riuscita a fare una cosa che non credevo possibile. Sono riuscita a superare le mie paure e ho capito che il fatto di compiere delle azioni fuori dall'ordinario e per di più da soli non è una cosa impossibile.



2. HO CAMBIATO LAVORO E CITTÀ
Da alcune settimane, come chi ci segue assiduamente saprà, ho traslocato in Svezia. L'ho fatto per ragioni di lavoro: ho cambiato ed ho intrapreso una carriera in un ambito differente. Due cose in una di cui andare fiera.

3. LE LINGUE
Ho sempre avuto la curiosità di imparare nuove cose e tra queste cose ho sempre amato studiare le lingue. Ho iniziato con il francese alla scuola materna, con giochi e canzoncine, poi l'inglese in terza elementare, grazie ai miei genitori che mi hanno permesso di avere un'insegnante alcuni pomeriggi la settimana. 
Dopo di che, studiando al liceo linguistico ho imparato il tedesco e, grazie ad un corso pomeridiano organizzato dalla scuola, anche lo spagnolo
La mia voglia di imparare però non si è placata e dopo il primo viaggio in Brasile, quando ho scoperto che non riuscivo a farmi comprendere ed a capire in modo diretto, ho deciso di iscrivermi ad un corso di portoghese
Ma non è finita qui...vorrete mica che io abiti in Svezia senza conoscere lo svedese, no? Infatti dal 3 di marzo studio lo svedese due sere la settimana!
Ecco quindi che, con l'italiano, sono attualmente a quota 7...

Non è sempre semplice dire di getto le cose di cui andiamo fieri. Sono lì,  ben annidate dentro di noi, ma ammetto che ho dovuto sforzarmi un po' per metterle nero su bianco.

Ora passo il testimone ad altri tre blogger...

  • A Natascia, perché sono certa di sapere almeno uno dei motivi di cui va fiera, e voglio scoprire se ho indovinato
  • A Elisa, una delle mie co-blogger. Anche lei ne ha di cose di cui andare fiera!
  • E il terzo è Federico, un ragazzo che seguo da un po' perché mi piace come scrive

Ecco ragazzi, il testimone è vostro, ora tocca a voi!!


sabato 15 marzo 2014

L'ospite del mese ci porta a Istanbul

Bisanzio, Costantinopoli, oggi Istanbul è la porta dell’Asia. 
Solo il fatto che abbia cambiato nome nel corso dei secoli fa capire quanta storia racchiuda questa metropoli: negli anni il susseguirsi di imperi (dal romano all'ottomano) e il passaggio di diverse popolazioni con differenti credo religiosi l’hanno caratterizzata culturalmente e architettonicamente rendendola la città dei due continenti. 
Istanbul, infatti, è divisa dal Bosforo: la parte europea è situata in Tracia mentre la parte asiatica si estende nell'Anatolia

Mi affascinava l’idea di incontrare una città così intrisa di storia e non sono stata tradita. 
Ad Istanbul si incontrano persone di ogni tipo: c’è chi si comporta all'occidentale, vestendo jeans e canottiere, e chi all'orientale, con veli e rispettando il venerdì di festa. 
Ho trovato da mangiare carne, l’immancabile kebab cucinato in ogni maniera, ma anche verdure, pesce e tantissimi dolciumi, soprattutto con il miele! 
La varietà non manca, in ogni cosa: nel vestire, nel mangiare, nel comportarsi, nell'architettura; tutto sembra convivere in armonia.


La prima visita che consiglio di fare è quella al Sultanahmet Camii vale a dire alla Moschea Blu.


La struttura è quella tipica delle moschee, in stile islamico con ben sei minareti ad ornarla; per entrare è necessario togliersi scarpe ed essere adeguatamente vestiti: gli uomini devono avere i pantaloni lunghi, mentre le donne devono avere spalle e gambe coperte, meglio quindi portarsi dietro uno scialle o una pashmina per coprirsi, ma nell'eventualità viene fornita all'entrata
All'interno la moschea è completamente ricoperta dalle splendide piastrelle di ceramica di Iznik, tutte di colore turchese ed è per questo che viene chiamata Moschea Blu.






























Appena usciti ci si trova in piazza Sultanahmet, dove all’epoca dei romani vi era l’Ippodromo di Costantinopoli e ancora oggi svetta l’obelisco di Teodosio.
Tra l’altro su questa piazza si trova anche un carinissimo mercatino dell’artigianato dove si possono comprare souvenir direttamente realizzati dai locali.


La magia di questa piazza che collega la Moschea Blu all’altra moschea, oggi museo per volere di Ataturk, Aya Sofya o in epoca cristiana basilica di Santa Sofia, è indescrivibile, soprattutto la sera, quando i giochi di luce delle moschee e della fontana d’acqua rendono l’atmosfera da “Le mille e una notte”. 
Mi è sembrato di essere addirittura in un altro mondo quando le preghiere del muezzin hanno iniziato a riecheggiare in tutto il quartiere mentre sorseggiavo l’ennesimo chai (tè) e non potevo fare altro che fermarmi ad ascoltare la melodiosa voce. 
Forse questo è quello che ho amato di più di Istanbul, la sensazione di pace e serenità durante l’ora del tramonto, mentre il muezzin canta l’ultima preghiera del giorno e lascia che le emozioni e la gioia prendano il sopravvento.



Aya Sofya è l’altra imponente chiesa prima e moschea poi, che troneggia sull’intera area: la sua bellezza lascia senza fiato, all’interno si trovano insieme decorazioni di matrice bizantina, come i mosaici che abbelliscono tutta la struttura, ed elementi di provenienza islamica.


Imperdibile è la visita al Palazzo Topkapi, la residenza dei sultani ottomani.
Sicuramente è meglio iniziare la visita la mattina presto, appena apre al pubblico, in modo da evitare le code di turisti e avere la possibilità di girare per il Palazzo con più tranquillità. 



Colpisce la magnificenza dei luoghi, delle stanze e delle decorazioni e anche qui si trovano le famose maioliche di Iznik, esempio di arte ottomana in colore blu cobalto che incantano per i loro arabeschi disegnati. 
La visita è da completare con l’Harem, gli appartamenti privati del sultano e famiglia, dove inoltre innumerevoli ragazze facevano a gara per diventare la prossima sposa del sultano.


Meno visitata, ma altrettanto interessante, è la Cisterna Basilica, una grandissima cisterna sotterranea di epoca romana, costruita per consentire l’approvvigionamento di acqua direttamente dall'acquedotto.


Non si può non dedicare almeno metà giornata al Grande Bazar, il Kapalı çarşı, ossia mercato coperto. 
Vi avverto, munitevi di piantina del Bazar per non perdervi nei dedali del mercato, che è tra i più grandi (circa 4000 botteghe) e antichi del mondo nonché labirintico. 
Più volte si finisce per girare in tondo e, quindi, se vedete qualcosa che volete comprare, non rimandate perché non ritroverete più il negozio. 
Dentro si trova di tutto: dai tessuti, alle ceramiche, ai tappeti, ai gioielli, alle spezie, alle lampade turche in vetro colorato.


Camminando lungo il Bosforo si incontrano pescatori che stanno tirando su pesci da cuocere sul momento e venderli nei loro ristoranti sotto il Ponte di Galata, che collega la città vecchia a quella moderna, passando sopra il Corno d’Oro, estuario che sfocia nel Bosforo. 
Attraversando il ponte ci si trova in quella parte di città che è stata colonia italiana e precisamente genovese, tant'è vero che questi costruirono la Torre di Galata come fortificazione della omonima cittadella. 


Arrivare fino alla torre a piedi è un po’ lunga e tutta in salita, ma alla fine sulla piazzetta che la circonda ci sono parecchi locali dove mangiare, bere e riposarsi. Qui si incontrano molti più giovani e persone del posto, rispetto al quartiere di Sultanahmet, invaso dai turisti. 


Io consiglio di fare anche la crociera sul Bosforo, perché dal traghetto si possono ammirare la parte europea e quella asiatica della città per terminare, una volta arrivati a destinazione, presso il villaggio di Anadolu Kavağı , allo Yoros kalesi [rovine del castello Yoros con la salita, estenuante , verso la visuale sul Mar Nero] indimenticabile sotto ogni aspetto: è stato necessario un caffè turco, carico di caffeina e molto più forte dei nostri, per rimettermi in marcia.



Istanbul mi ha incantata e mi ha reso leggera come la danza dei dervisci che ipnotizza e fa dimenticare ogni pensiero. 
Non dimenticherò nemmeno l’allegria dei turchi, sempre pronti ad offrirti kebab ad ogni angolo della strada, a spiegarti come il fumo del narghilè “is Satan inside”, come disse il mercante di alimentari sotto l’albergo, e la loro allegria mentre pescano sulle rive del Bosforo, dove pochi metri più in là c’è qualcuno che si fa il bagno e qualche centinaio di metri ancora più in là una gigantesca nave mercantile transita dallo stretto.



Emanuela ama il concetto di viaggio come esperienza, l’idea di conoscere luoghi diversi la entusiasma. 
Preferisce visitare città ed esplorare il territorio piuttosto che i villaggi vacanze. 
Organizza e pianifica quasi tutto prima della partenza, studiando a tavolino mappe e destinazioni e preparando una lista di ciò che le interessa visitare, in modo da avere una visuale d’insieme, senza disdegnare quel pizzico di casualità che rende meno stressante la vacanza.
Quello che le piace di più è immergersi nell'atmosfera del posto e assaporare i profumi e l’ambiente locale, immaginando come sarebbe la sua vita se fosse nativa del luogo.

Ha molte destinazioni nella sua lista dei desideri e spera di raggiungerne il più possibile.