mercoledì 30 aprile 2014

L'Inviato Speciale

Anche Viaggi & Delizie partecipa al concorso indetto da Veratour "L'Inviato Speciale"!
Ci è sembrata una bella iniziativa... finalmente il turismo 2.0 inizia a prendere piede e gli appassionati di social media possono scatenarsi raccontando le loro esperienze in 140 caratteri, tramite foto e piccoli post in rete.

Ecco allora che ci lanciamo in questa avventura...sperando, come sempre, di essere tra i prescelti!!



Volete saperne di più? Qui i dettagli:


L’esperienza nel villaggio vacanze diventa l’esperienza del villaggio globale. Instagrammers, Twitter star e web blogger, chi sarà il vero Inviato Speciale di Veratour?
“L’Inviato Speciale” è il nome del contest online organizzato dal tour operator per sfatare il luogo comune di un villaggio vacanze rivolto esclusivamente a bambini e famiglie. I protagonisti dei social network amanti dei viaggi e gli influencer più attivi e coinvolgenti sul web sono chiamati a partecipare al concorso per vincere un’esaltante vacanza in un villaggio Veraclub.

Dal 15 Aprile al 15 Maggio sarà possibile iscriversi al concorso tramite il sito Internet http://inviatospeciale.veratour.it/

Una giuria di qualità premierà i due vincitori con un soggiorno nei villaggi Veraclub in Sardegna e in Tunisia.

La missione de L’Inviato Speciale sarà quella di raccontare attraverso foto, post, video e tweet l’esperienza di una vacanza in un Villaggio Veratour, fatta di sport e divertimento, relax e avventura, buona cucina ed escursioni sorprendenti.

Appassionati di tecnologia, viaggiatori inarrestabili, fotografi curiosi, blogger di tendenza, il potenziale vincitore è uno di loro. L’obiettivo è condividere, con un ampio network, le emozioni del villaggio e le storie delle vacanze, trasformandosi in un vero e proprio “Inviato Speciale”.


Con questa ambiziosa iniziativa, Veratour conferma la propria anima di tour operator 2.0. Con una Community di oltre 130.000 utenti e un vasto programma di attività di comunicazione on-line, l’azienda ha dedicato negli ultimi tre anni un’attenzione sempre crescente per il Web promuovendo la propria idea di vacanza a base di comfort, stile e divertimento. 


Post sponsorizzato

lunedì 28 aprile 2014

Caseifici Aperti: alla scoperta del Parmigiano Reggiano

Grazie all'iniziativa organizzata dal Consorzio Parmigiano Reggiano, è stata data a grandi e bambini la possibilità di visitare i caseifici che producono questo buonissimo (e famosissimo!) formaggio.
I caseifici hanno aperto le loro porte e, insieme agli addetti ai lavori, abbiamo potuto seguire da vicino passo a passo tutta la lavorazione che porta il latte a "trasformarsi" in Parmigiano Reggiano (Caseifici Aperti 2014).


I caseifici aderenti, distribuiti nelle province di Modena, Parma, Reggio Emilia, Bologna e Mantova, erano 50 e in ognuno è stato possibile partecipare a visite guidate attraverso lo stabilmento produttivo, il magazzino di stagionatura, la stalla e lo spaccio di vendita dei prodotti.
Noi di Viaggi&Delizie abbiamo scelto il Caseificio Rosola di Zocca e l'Azienda Agricola Moscattini di Formigine (prov. di Modena).



Caseificio Rosola - Zocca (Modena)


Azienda Agricola Moscattini - Formigine (Modena)

Di buon'ora siamo arrivati a Zocca al Caseificio Rosola e abbiamo assistito alla lavorazione del latte.

(fonte testi: Consorzio Parmigiano Reggiano)

Il Parmigiano Reggiano si ottiene con il latte scremato della mungitura serale aggiunto al latte intero della mungitura del mattino.
Versato nelle tipiche caldaie di rame a forma di campana rovesciata, il latte viene arricchito dal caglio naturale e dal siero innesto: in questo modo, avviene la coagulazione.


Caseificio Rosola - Siero innesto


La cagliata viene frammentata dal maestro casaro in minuscoli granuli grazie ad un antico attrezzo detto spino.

Caseificio Rosola - Maestro casaro al lavoro con lo spino

Dopo questa operazione inizia una lenta cottura che raggiunge i 55 °C,  dopo di che  i granuli caseosi precipitano sul fondo della caldaia formando un’unica massa, che verrà estratta dal casaro e lavorata per ottenere le forme di formaggio.


Caseificio Rosola - Cottura
Caseificio Rosola - Estrazione della massa di granuli caseosi
Caseificio Rosola - Estrazione della massa di granuli caseosi
Caseificio Rosola - Estrazione della massa di granuli caseosi
Caseificio Rosola - Lavorazione della massa di granuli caseosi
Caseificio Rosola - Lavorazione della massa di granuli caseosi
Caseificio Rosola - La massa di granuli caseosi viene messa nelle forme
Caseificio Rosola - La massa di granuli caseosi viene messa nelle forme

Ad ogni forma viene assegnata una placca di caseina con un numero unico e progressivo: è la carta d’identità del Parmigiano Reggiano DOP.
Con una speciale fascia marchiante vengono incisi sulla forma il mese e l’anno di produzione, il numero di matricola che contraddistingue il caseificio e l’inconfondibile scritta a puntini su tutta la circonferenza.


Caseificio Rosola - Fascia marchiante

Le forme dopo pochi giorni vengono immerse in una soluzione satura di acqua e sale: si tratta di una salatura per osmosi.
Con quest’ultimo passaggio si conclude il ciclo di produzione del Parmigiano Reggiano e inizia quello della stagionatura.

Caseificio Rosola - Salatura
Caseificio Rosola - Salatura
Caseificio Rosola - Stagionatura
Caseificio Rosola - Stagionatura

Nel pomeriggio invece ci siamo spostati vicino a Formigine presso l'Azienda Agricola Moscattini, una vera e propria istituzione della zona.

Qui abbiamo visitato l'allevamento di mucche (ce ne sono oltre 600), tutte alimentate con foraggi prodotti nella zona come impone il regolamento del Consorzio.


Azienda Agricola Moscattini - Allevamento
Azienda Agricola Moscattini - Allevamento
Azienda Agricola Moscattini - Allevamento
Azienda Agricola Moscattini - Allevamento

Anche qui c'è un'enorme stanza dove ci sono forme che vengono marchiate e sottoposte a salatura.
 
Azienda Agricola Moscattini -Fase della marchiatura delle forme
Azienda Agricola Moscattini - Forma di Parmigiano Reggiano prima della stagionatura
Azienda Agricola Moscattini - Un momento della lavorazione


Infine, è stato spettacolare vedere la sala di stagionatura dove migliaia di forme di Parmigiano Reggiano riposano per mesi.


Azienda Agricola Moscattini - Stagionatura

E per chi si fosse perso questa interessantissima esperienza, i caseifici del Parmigiano Reggiano vi aspettano anche in autunno (sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014), non mancate!


martedì 22 aprile 2014

Tornano le #invasionidigitali

Essendo solo il secondo anno che questo progetto si realizza, posso ancora giustificare le decine di domande che ho ricevuto in questi giorni... ma non per molto, da giovedì 24 infatti tornano le #invasionidigitali e tutti i nostri lettori devono sapere di cosa si tratta!
Sicuramente avrete visto i nostri ripetuti richiami ad iscriversi, ma molti di voi ancora ci chiedono cosa siano queste invasioni... allora con questo post cerco di illuminarvi un po'!

L'idea nasce dal fatto che l'Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura con oltre 6000 beni culturali gestiti per la maggior parte in modo molto conservatore. 
Da qui la necessità, espressa dai fondatori del progetto e condivisa da noi di Viaggi & Delizie, di "aprire" questi luoghi alle nuove tecnologie (internet e social media) per dare maggiore respiro, visibilità, tutela ed instaurare un nuovo rapporto tra bene e visitatore, basato sulla partecipazione attiva di quest'ultimo attraverso la condivisione on line.

Per queste ragioni ci siamo fatti parte attiva nel progetto #invasionidigitali, organizzando un'invasione all'Abbazia di Staffarda, una bellissima abbazia cistercense, situata a pochi chilometri da casa mia, di Paola e di Anna Maria, che recentemente abbiamo avuto occasione di visitare.

L'invasione avrà luogo sabato 26 aprile  alle ore 14: ci troveremo nel parcheggio dell'Abbazia, situata nel comune di Revello, in provincia di Cuneo e dopo una breve introduzione ed un caffè, partiremo per la visita del complesso abbaziale, costituito anche da un chiostro, da una foresteria e dal mercato coperto. 

A proposito della mission delle #invasionidigitali, pensate che il sito ufficiale dell'abbazia www.abbaziadistaffarda.com non è funzionante o forse proprio non esite e bisogna ricorrere al sito www.saluzzoturistica.it per avere informazioni sull'Abbazia!

L'Abbazia di Staffarda è di proprietà dell'Ordine Mauriziano, che per l'occasione delle #invasionidigitali ci ha offerto l'ingresso con biglietto ridotto a 3,5€ e la possibilità di fare foto con i nostri smartphone e tablet in tutto il complesso abbaziale. L'associazione Dialogart che gestisce la biglietteria e le visite guidate dell'Abbazia ci ha inoltre messo a disposizione una guida: Valentina Strocco; una bellissima notizia dopo gli iniziali tentennamenti della proprietà!

E ora veniamo alle informazioni pratiche per chi si volesse cimentare nella sua prima invasione:
- non dimenticate gli attrezzi del mestiere: fotocamere e reflex saranno le benvenute ma tablet e smartphone la faranno da padrone: ricordate di metterli in carica!!! 
- annotatevi gli hashtag da utilizzare per l'evento per postare su tutti i social networks a vostra disposizione: #invasionidigitali e #invasionestaffarda
- cortesemente registratevi su eventbrite http://invasionidigitali-all-abbazia-di-staffarda.eventbrite.com/, questo ci consentirà di gestire meglio l'evento sapendo quante persone parteciperanno e di ottenere eventualmente altri sconti dalla proprietà (sopra gli 80 partecipanti)

Vi lascio qualche link se la vostra curiosità non fosse stata saziata dal nostro post:
- il sito ufficiale delle invasioni digitali, qui potete trovare tutte le invasioni in programma questo anno: www.invasionidigitali.it
- la nostra invasione sul sito ufficiale delle invasioni digitali: http://www.invasionidigitali.it/it/invasionedigitale/abbazia-di-staffarda

Vi aspettiamo sabato nel parcheggio dell'Abbazia di Staffarda, non potete mancare!



venerdì 18 aprile 2014

Scoprire la Svezia: Marstrand

Vista la bella giornata di sole del venerdì , sabato mattina abbiamo deciso di fare una gita al mare, a Marstrand, in Svezia; ebbene sì, all'isola delle vacanze e del sole ma ahimè al nostro risveglio il sole ci aveva abbandonato!





Partiti da Goteborg alle 10, abbiamo attraversato la campagna coi prati d'erba ancora secca, coi campi arati pronti per la semina dell'orzo, con le case rosse disseminate qua e là [in Svezia le case di campagna sono tutte rosse! è una tradizione così come lo è che quelle di mare siano tutte bianche] e con i boschi di querce.

Siamo arrivati al villaggio di mare con le sue case bianche circa 45 minuti dopo e lasciata l'auto sulla "terra ferma" ci siamo incamminati all'attracco del traghetto.
Il traghetto verso l'isola è piuttosto particolare: innanzi tutto il tragitto dura circa 5 minuti, forse qualcosa in meno, e poi la barca è fatta scivolare da due cavi d'acciaio posti in acqua che fanno proprio da guida.





Purtroppo in questa stagione il villaggio sembra ancora in letargo; pochissima è la gente in giro per le strade, pochi i negozi aperti così come i caffè ed i ristoranti.





Tuttavia è bello passeggiare per le strade deserte, inerpicarci fino alla fortezza nata allo scopo difensivo e poi adibita a carcere, passata di mano tra Norvegesi, Danesi e Svedesi.




Bella e suggestiva la passeggiata tra le rocce ed i cespugli che abbiamo imboccato dalla fortezza per arrivare al faro! 
La raccomandazione è quella di avere scarpe comode e con una buona suola perché le rocce, se bagnate, possono essere un po' scivolose.
Durante la passeggiata tra i cespugli abbiamo scoperto anche un luogo molto misterioso e particolare, indicatoci da una gentile signora che abbiamo incontrato lungo il percorso: un luogo che a detta dei locali serviva per i sacrifici agli dei; a testimonianza di ciò si può ancora vedere la roccia sulla quale è scavata una fessura che pare servisse per far scolare il sangue.



Dopo la passeggiata un bel pranzo è d'obbligo ed eccoci quindi tornare sulla terra ferma tramite il traghetto che fa spola avanti e indietro in continuazione e dirigerci al ristorante dell'HavsHotell per assaporare un buon piatto di pesce.




Nel pomeriggio, durante il rientro, ci attende ancora una visita ad un atelier di ceramica dove scopriamo che qui in Svezia l'animale tipico della Pasqua non è come da noi il coniglio o il pulcino, bensì la gallina!


giovedì 17 aprile 2014

Al largo sul mare


Un gioco sulla poesia, per parlare di luoghi, fotografie, sensazioni e sentimenti.
Barbara di Reporter Per Caso mi ha "nominata" con una menzione speciale : dalla Svezia con furore, quale delizia in versi saprà proporre?

Ho riflettuto su come scegliere il poeta, trovandomi in Svezia e seguendo il consiglio non potevo esimermi dal ricercare qualche svedese "particolare". 
La mia scelta è ricaduta su Harry Martinson, colui che vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1974, ma non tanto per questo prestigioso premio, ma perchè mi ha affascinato la sua vita di viaggiatore.



Rimasto orfano molto giovane, a 16 anni scappa dalla famiglia adottiva e si arruola a bordo di una nave, trascorrendo gli anni successivi a viaggiare per tutto il mondo.
E' proprio questa sua natura di viaggiatore che mi ha affascinato ed è per questo che ho deciso di scegliere una sua poesia che racchiude in poche parole l'essenza del mare, del viaggio e di territori lontani.







AL LARGO SUL MARE

Al largo sul mare una primavera o un’estate si sentono soltanto come un soffio di vento.
L’alga natante della Florida fiorisce talvolta d’estate,
e in una sera di primavera una cicogna vola verso l’Olanda.



Le regole del gioco sono semplici: bisogna pubblicare nel proprio blog una poesia entro le 24h dalla nomina e invitare altri 5 blogger a fare altrettanto (oppure regalare un libro alla persona da cui si è stati nominati).


Io nomino


  • Silvia  di Trippando ...tanto lo so che in questo periodo ha proprio poco poco da fare ;)


  • Manuela di Pensieri in Viaggio ...e chissà che poesia riuscirà a proporci con la sua indole da super viaggiatrice?


  • Stefania di DiQua&DiLà ...dopo l'invenzione di #nevadofiero non può che trovare qualcosa in più di cui andare fiera!


  • Francesca di Patato Friendly ...ci dedicherà una poesia per bambini forse??


  • Roberta di GamberettaRossa ...perchè credo che la Zia Roby nasconda sotto sotto un animo particolarmente romantico...

martedì 15 aprile 2014

L'ospite del mese: Una passeggiata con Silvia a Arquà Petrarca

“Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son sì scarsi…”





Dante e Beatrice,

Tristano e Isotta,

Leopardi e Silvia…



…e noi abbiamo il Petrarca e Laura.




Il tempo sembra essersi fermato ad Arquà Petrarca, mantenendo inalterato il fascino antico dei borghi medievali.

Il suo nome deriva forse da Arquata montium che significa “chiostra dei monti”, ma deve la sua notorietà alla fama eterna di Francesco Petrarca, il poeta che vi passò gli ultimi anni della sua vita.


Arquà, grazie alla sua posizione favorevole, fu abitata fin dall’età del Bronzo, ma crebbe soprattutto sotto la signoria padovana dei Carraresi e la dominazione veneziana.
In epoca medievale fu costruito un castello (castrum), documento del 985 d.C. proprio sull'altura fortificata, per questo detta Monte Castello.
L’originario villaggio, si articolava in due nuclei distinti su vari livelli e raccolti attorno alle chiese di S. Maria e della Trinità, a cui corrispondono agli attuali Borghi di Sopra e di Sotto (comunemente detta Arquà Alta e Arquà Bassa).




Nel 1213 passò dagli estensi al Comune (in seguito Signoria) di Padova, e fu vicaria. Un secolo dopo, nel 1322, nella guerra tra Carraresi e Scaligeri, il castello venne incendiato e distrutto.

Nel 1364, Francesco Petrarca conobbe Arquà, mentre soggiornava ad Abano. Pochi anni dopo, nel 1369 ottenne delle terre ad Arquà, dove decise di stabilirsi.
Durante la Repubblica di Venezia, nel ‘400, Arquà divenne nota e alla moda, spingendo alcune famiglie aristocratiche padovane e veneziane a costruire delle sontuose residenze.
Ma negli anni si è preservato il caratteristico aspetto di borgo che permette tuttora di osservare le nobili dimore gotiche che circondano la piazza di Arquà Bassa, in cui domina l’arcipretale di S. Maria Assunta.

Nel 1866 fu elevato al grado di Comune e poté aggiungere al nome di Arquà quello di Petrarca.

Partendo alla scoperta di questo delizioso paese, lasciata l’auto nel parcheggio più basso, saliamo scoprendo le bellezze di questo posto.

Nella strada che porta alla chiesa di S. Maria Assunta e alla piazza che ospita la tomba del Petrarca, troviamo la fontana con i lavatoi detta ‘del Petrarca’, la cui costruzione è stata attribuita al poeta stesso, anche se la fattura risulta duecentesca.




Alle spalle dei lavatoi troviamo Villa Rova.
Villa quattrocentesca appartenuta in passato ai Pisani, dal palese richiamo architettonico a Villa Pisani di Strà. È uno dei tipici esempi di villa veneziana che, a partire dal 400, la nobiltà comincia a costruire ad Arquà, richiamata dalla fama del Petrarca. 

La chiesa arcipretale di S. Maria Assunta, di poco posteriore al Mille, è ampliata ed arricchita da un palinsesto pittorico dal gusto bizantino fino all’influsso giottesco: si ricorda la tela di Palma il Giovane,’ l’ Ascensione’
Nel mezzo del sagrato sorge la tomba del Petrarca che morì qui nel 1374.



Nell’affascinante piazza Roma si affacciano il palazzo Contarini, in seguito Naccari, in gotico veneziano del XV secolo e, di fronte, il palazzo trecentesco che ospita oggi un ristorante tipico intitolato a Laura, la donna idealmente amata dal Petrarca. 

Usciamo dalla piazza e percorriamo via Roma: a sinistra incontriamo una casa romanica con aggiunte gotiche e quattrocentesche ed una piccola costruzione, un antico ospedale per mendicanti del Trecento.
Fondato nel 1320, ospitava i pellegrini in viaggio dal nord al sud o viceversa. I viandanti potevano sostare una sola notte; in caso di maltempo, potevano trovare ospitalità fino ad un massimo di tre notti. 
A testimonianza della funzione di questo edificio resta oggi l’affresco sulla facciata.

E sulla destra della piazza troviamo
-Osteria del Guerriero
Particolare è la pianta di vite che sbuca dal muro! Si tratta di una varietà autoctona, che la tradizione vuole che non abbia subito incroci, e che sopravvive grazie alla parziale esposizione alla luce.




-Casa Strozzi
Oggi galleria d’arte, un tempo appartenuta alla famiglia fiorentina degli Strozzi. Sulla facciata sono visibili lo stemma della famiglia giallo e rosso, ed il giglio di Firenze. Casa Strozzi è anche conosciuta come Casa del Pestrin per la presenza, in passato, del frantoio per le olive.


-Villa Contarini
È l’edificio più imponente di Arquà Petrarca; palazzo medievale appartenuto ai Contarini, simile per struttura all'omonima Villa di Piazzola. Questo edificio, a metà tra la villa veneta e la casa veneziana, si sviluppa in lunghezza; al piano terra si trova il porticato, mentre al piano superiore ci sono gli spazi per conservare granaglie e farine



Alla svolta, dopo un’altra casa duecentesca, c’è Villa Alessi, un tempo sede dei vescovi  di Padova in visita pastorale, oggi utilizzata per eventi e concerti.
Fu residenza di vacanza dei vescovi di Padova nel ‘700, come Gregorio Barbarigo e Benedetto XIII

Salendo, raggiungiamo la parte alta del borgo.




Arriviamo in Piazza San Marco e troviamo l’Oratorio della SS. Trinità con la Loggia dei Vicari, decorata con gli stemmi dei nobili rettori padovani, che amministravano la città per conto della Repubblica di Venezia.
La Piazza alta di Arquà è da sempre deputata alla vita amministrativa del paese, a differenza della piazza bassa, deputata alla parte religiosa. Su piazza alta si affacciano, a continuità delle tradizioni del passato, la loggia dei Vicari, la colonna di San Marco a simbolo della dominazione della Repubblica di Venezia nel ‘600 e l’attuale Municipio.

Proseguendo troviamo la famosa casa del Petrarca che si trova lungo Via Valleselle.
La struttura originaria era del duecento e fu lo stesso Francesco Petrarca, a partire dal 1369 quando gli fu donata dal Signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara, a presiedere i lavori di restauro.




Non possiamo visitare Arquà Petrarca senza assaggiare qualche specialità del luogo. La chicca culinaria, tipica della zona è la giuggiola, con la quale si produce anche il famoso Brodo di giuggiole.

giuggioli Sono la testimonianza di un tempo lontano, di quando le famiglie contadine  raccoglievano le giuggiole e le mettevano, insieme ad altra frutta, in un vaso dove per infusione e decantazione si produceva un succo liquoroso dolcissimo chiamato “brodo di giuggiole”.
Una locuzione divenuta proverbiale che significa “gongolare di gioia”.

In un negozietto di via Roma, rivendita di azienda agricola possiamo trovare un piccolo cioccolatino al triplo cioccolato e con al suo interno Brodo di giuggiole.





E non ci facciamo mancare neppure l’arte moderna
Ad Arquà Petrarca infatti troviamo un murales di alessio-b, artista padovano conosciuto per il suo stile molto personale, non solo per i soggetti ma anche per i luoghi dove dipinge: dalle tele alle t-shirt, passando per le valigie.




Foto credits: Google and Wikipedia

lunedì 14 aprile 2014

Ospite del mese: Aprile 2014

A grande richiesta...e con grande nostro piacere, l'ospite del mese di Aprile è nuovamente Silvia, che già ci ha raccontato tramite il suo post legato a San Valentino, le bellezze di Monselice.




Pe presentarla in modo un po' diverso dal solito, vorremmo citare le sue testuali parole: "A volte si dimentica come anche i luoghi vicino a casa, con una bella giornata di sole, regalino emozioni. "

Ecco che allora domani Silvia ci racconterà altre emozioni legate alle zone in cui vive.
Siete curiosi di scoprirle con noi???

sabato 12 aprile 2014

Mangiare a... Madeira

Sulle isole, si sa, il "pescato" è freschissimo ed è una prima fonte di alimentazione. 
Durante il nostro viaggio a Madeira, l'intento è stato quello di mangiare soprattutto pesce, ma bisogna anche tenersi "leggeri" per poter visitare in lungo, in largo ed in alto tutta questa bella isola con i suoi panorami mozzafiato, i suoi giardini spettacolari e i suoi villaggi pittoreschi.

Abbiamo pertanto deciso: a pranzo si mangia principalmente frutta e verdura e a cena si fa un pasto più corposo a base di pesce o carne.
Prima di partire per le nostre escursioni giornaliere è d'obbligo una puntata al Mercado dos Lavoradores di Funchal per procurarci il pic-nic del pranzo: un tripudio di frutta tropicale esposta ad arte sui banchi del mercato [ananas, papaya, banane,...].
Proprio qui un signore ci ha insegnato a scegliere l'ananas maturo al punto giusto: lo sapevate voi che tirando una foglia al centro del ciuffo, se questa si stacca facilmente, il frutto è al punto migliore di maturazione?




Durante una delle escursioni visitiamo Camara do Lobos.
In questo villaggio di pescatori troviamo subito una grande foto di Winston Churchill seduto sotto un ombrellone davanti ad un cavalletto, mentre dipinge pescherecci e fuma la pipa.
Questa foto è un po' il simbolo di Camara do Lobos, che significa "Camera dei Lupi".
Zarco e Texeira, i fondatori di Madeira, chiamarono così questa città per la forma della sua baia e per la presenza di un gran numero di foche [lupi di mare].


Google Credits
Dopo un giro nella parte del piccolo porto di pesca, nella baia dove possiamo ammirare una distesa di pesce posto ad essiccare [quello che loro chiamano "merluzzo" ma che in realtà è gattuccio], ci dirigiamo verso Pico da Torre, promontorio che offre una vista impagabile sul porto e su tutto il villaggio.

Se anche voi avete intenzione di fare un'escursione verso Pico da Torre e vi vien fame, ma non avete con voi il pic-nic e non avete neppure voglia di fermarvi per un lauto pranzo in un ristorante, cercate un bar di fianco al quale c'è una macelleria e di fronte, dall'altra parte della strada, una terrazza con lunghi tavoli, un forno acceso e qualche avventore.

Noi, pensando che la terrazza fosse quella del bar abbiamo interpellato il barista circa la possibilità di mangiare un'insalatona, ma siamo rimasti davvero decisamente sorpresi quando ci è stato risposto che la gestione della terrazza è responsabilità della macelleria ed il piatto tipico di quel locale sono le espetada ovvero degli spiedini giganti di carne di manzo cotti sulla brace del forno a legna e serviti appesi ai cavi che corrono sui tavoli ad un'altezza di circa 2 metri.




La carne è tenerissima, tagliata a pezzettoni e intervallata sullo spiedo da foglie di alloro; è sempre molto calda perchè finchè non si termina una espetada non ne viene servita altra!
Le espetada sono accompagnate da fresche insalate e da pane cotto al forno ancora caldo e spalmato di burro all'aglio: una vera delizia da non perdere!!!

mercoledì 9 aprile 2014

Be a tourist in Helsinki with the Helsinki Card

Next week end I will discover Helsinki.
I've never been in Finland and can't wait to visit this land of thousand lakes.
This time I will focus to the capital city only, mainly for time reasons.
Since I have few days only I would like to be able to plan visits in the best way possible.

Google Credits
Looking for information on tourist guides and on internet I found that, as in other large cities, there is a special tourist card.
It's called Helsinki Card and you can find in various "measures" based on how many hours you plan to spend in the city: 24h, 48h, 72h.

Helsinki Card allows you to travel on all public transport in the city for free and without limits, including the ferry to Suomenlinna [the island-fortress, which is located in the archipelago just a short distance from the city] and get a price reduction on the bus to and from the airport.

In addition to getting around the city, the Helsinki Card also allows free entrance to many museums, discounts in some restaurants and shops, a free guided city tour by bus or by boat [if you coose to take a second city tour you will instead get a discount].



Helsinki Card can be purchased at the Tourist Information Office in Pohjoisesplanadi [ city center ], at the Central Station and Vanta Airport [ Airpro Travel Service 24H - Terminal2 , Arrivals Hall 3].
Although you must still go to one of these offices to pick up the actual paper, I suggest  you to buy it online on Strömma website, the agreed tour operator, as it will allow you to save a few euro.

The activation of the card is done manually by writing 
date and time of first use on its back.
Please note: before you get on one of the public transport it is good to have it already activated !

Along with the card you will also receive a useful guide that will provide you the details of which museums you can visit for free, where to stop for a snack or a meal and how to get around the city.
On the guide, always updated , you will also find the opening hours of the various sites of interest: a good way for you to better plan your visit.

That's exactly what I'm aiming to do before starting the visit: a detailed plan to make the most of these three days in the city!