lunedì 26 maggio 2014

Tremosine, il lago di Garda che non ti aspetti

Tremosine ci accoglie un venerdì pomeriggio di un maggio ancora incerto... la nostra valigia è bella assortita di strati, compresi quelli più invernali. Appena arrivati però ci accorgiamo che qui siamo già in piena stagione estiva, i tedeschi, principali fruitori di questo luogo sono già in vacanza e trascorrono qui le loro giornate tra mountain bike e tennis. 
La prima sorpresa sta nell'accento, da mesi parliamo di Tremosìne e solo una volta arrivati ci accorgiamo di essere a Tremòsine: da qui in poi solo una serie di piacevolissime sorprese ci accompagnerà in questo indimenticabile week end, quali per esempio il fatto che questo nome non indica una località ma un comune di ben 18 frazioni tutte molte particolari e diverse tra loro!
Uno dei fiori all'occhiello di Tremosine è sicuramente la strada Porto Pieve Vesio o Strada della Forra che collega il Porto alle frazioni più ad alta quota attraverso una serie di tornanti e gallerie scavate nelle viscere della montagna, la Forra appunto. 
Costruita nel 1913, ruppe l'isolamento di queste località dalle quali ci si poteva allontanare solo a piedi attraverso ripidi sentieri e mulattiere. Fu definita la strada più bella del mondo persino da Winston Churchill.

credits infotremosine.it


Il vecchio Sentiero del Porto, percorso per secoli da contadini, banditi, operai e migranti offre un panorama mozzafiato sul lago: percorrerlo in discesa con la brezza del lago che ci accarezzava è stato magnifico, soprattutto perchè non abbiamo dovuto risalirlo al ritorno! 




Campione, unica delle 18 frazioni ad essere "a lago" offre le classiche attività acquatiche: vela, windsurf, kitesurf ma anche canyoning lungo i torrenti che scendono al lago. 


Ma Tremosine è anche montagna, al Passo Nota, mt 1208 è possibile ripercorrere il fronte della Prima Guerra mondiale facendo passeggiate, escursioni in Mountain Bike o sperimentando il Nordic Walking.


La Pieve è la frazione di Tremosine che le fa meritare l'appellativo "Uno dei borghi più belli d'Italia" con la sua terrazza di Piazza A.Cozzaglio.


Anche sul piano gastronomico Tremosine ci ha stupiti con una incredibile varietà di prodotti dovuti al clima mediterraneo del lago e alpino dei monti: qui si produce ottimo vino ed olio, due fantastici formaggi il "Tremosine" ed il "Garda" e si possono assaggiare piatti molto interessanti tra cui i capù (involtini di coste e pane vecchio), il pesce di lago e l'hugo o la sua versione analcolica fatta di sciroppo di sambuco. 





Alcuni suggerimenti se volete programmare una visita a Tremosine:
  • Hotel Pineta Campi: nella versione Hotel o Residence. Si trova nella frazione "Campi", le camere sono dotate di una spettacolare vista lago o monti, è dotato di parecchi campi da tennis, zona relax e welness. La colazione in terrazza è impagabile e la cucina ottima.
  • SKYclimber Canyoning, Mountainbike, Nordick Walking e Vie Ferrate: rivolegetevi a Thomas, un ragazzo tedesco simpaticissimo che da anni vive a Tremosine con la moglie e i bimbi. Vi porterà personalmente in escursione e si prenderà cura dei più piccoli.
  • Azienda Agricola Caseificio Alpe del Garda: in questa cooperativa si producono il formaggio Tremosine e Garda con il latte versato dai soci. Qui potrete acquistare molti prodotti tipici, chiedere di effettuare una visita allo stabilimento e concervi una pausa pranzo a Km 0.
  • Agriturismo Nai: di recente costruzione vi ospiterà per un pranzo con cucina tipica e piccoli spuntini, passeggiate a cavallo. Non perdetevi l'ugo!
  • Ristorante La Forra: non diffidate dal menù di pesce di lago, sicuramente non vi deluderà! Bellissima location a due passi dalla Madonnina della Forra.
  • PRO LOCO TREMOSINE: ufficio turistico molto preparato, moderno ed efficiente cui potete chiedere il supporto di una delle bravissime guide turistiche, Pia in particolare!

sabato 24 maggio 2014

Savigliano sacra ...un itinerario originale

Savigliano ci è entrata un po' nel cuore, lo ammettiamo.
E' stata la cittadina che ci ha ospitate per il primo Viaggi & Delizie Day e l'accoglienza che l'Ufficio del Turismo ci ha riservato è stata eccezionale.
Per chiarire le cose, dato che magari la gente può pensare "certo, siete blogger, si sa che poi scrivete di quello che visitate quindi vi trattano magari diversamente" vi sveliamo che durante il V&D day ci siamo presentate all'Ufficio del Turismo come 4 semplici turiste e solo dopo aver pagato il biglietto della visita e di fatto durante la visita stessa abbiamo spiegato il perché del nostro fotografare, prendere appunti e "trafficare" con smartphone e tablet.

Durante la giornata internazionale della Guida Turistica, oltre a partecipare alla visita "Ville e Giardini" di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, nel pomeriggio abbiamo scelto di visitare Savigliano da un'altra prospettiva aggregandoci alla visita "Savigliano sacra".

Sempre accompagnati da Paolo, abbiamo iniziato la nostra passeggiata tra le chiese ed i luoghi votivi e di culto dalla Confraternità della Pietà, situata in piazza Cesare Battisti, riedificata da Gian Giacomo Plantery tra il 1708 ed il 1722. 
Quello che più ci ha colpiti è stata la facciata che presenta un'alquanto accentuata verticalità, quasi certamente dovuta alla presenza di altre case adiacenti che sono nel frattempo state demolite.

Questa chiesa racchiude dei veri e propri tesori come la Statua del Cristo Risorto, realizzata tra il 1722 ed il 1725 dallo scultore Carlo Giuseppe Plura, che per mezzo di argani e macchinari ancora oggi utilizzati viene sollevata tra l'altare maggiore e la parete del coro a rappresentare la Resurrezione di Cristo e portata in processione per le vie di Savigliano durante il periodo pasquale.




Molto interessante anche la tela della Pietà, posta sull'altare maggiore, datata 1650 e firmata da Jean Charet.
Degne di nota sono anche le cappelle lateriali della Pietà e della Resurrezione che furono decorate con finte prospettive da Pietro Beltramelli.

Proseguendo la visita la tappa successiva è stata quella al Chiostro di San Pietro, adiacente l'omonima chiesa, di forma quadrata circondato da un porticato a piano terra e da finestre in corrispondenza delle varie celle al primo piano, ultimato nel 1621.
Il magnifico giardino, recentemente riportato agli antichi splendori, ha la forma claustrale ed al centro si trova un particolare pozzo ottagonale.




La Chiesa di San Pietro, proprio accanto al Chiostro,  è divisa in tre navate e quella centrale termina con un'abside semicircolare. Ma la parte più interessante della visita a questa chiesa è senza dubbio quella alle otto cappelle lungo le navate laterali. Proprio in una di queste si possono ammirare due grandi affreschi - il Martirio di San Pietro ed il Martirio di San Paolo. Ma ogni cappella ha il suo dipinto, la sua tela e la sua statua di particolare rilievo.

Altre Chiese, altre Confraternite, altri Musei meritano in Savigliano una visita approfondita e sono certa che leggerete presto ancora di questa cittadina.



venerdì 23 maggio 2014

MiMa on my mind ... waiting for the summer

These sunny spring days make me feel enthusiastic and with a lot of willness to go to the seaside. 
What makes me happy is the sun, the blue sky and the days that are becoming longer and longer.

I was walking in the street yesterday, imagining myself in different places, different moments and different seasons. 
Suddenly the mini-vacation I enjoyed last year in September at the Adriatic Seaside resort of Milano Marittima came into my mind: the sea, the hot weather, the sand, the colors, the flavors...

Surely Romagna has played an important role last year: in July, during the #adriatictour, in September in Milano Marittima and Cervia and in October for the TBDI2013 in Rimini.

However, what came into my mind today was only Milano Marittima, affectionately known as MiMa!
I remembered strolling in the town center, the bike rides, relaxing gleefully on the beach of Peperittima, eating piadina and ice cream...




I remembered as well the friends who shared these relaxing days and the hotel that hosted me: the MimaClub SoleMare.

Thinking to SoleMare Hotel, what came into my mind was the room opening onto a terrace so wide that my first thought as I looked out at it was: "Wow, here's a place to have a party with 15 people!"




I remembered the marvelous breakfast room: I enjoy devoting time to breakfast when I am on vacation. That place, I must confess, made me feel in heaven, not only because of the excellent food but also for the peace and quiet I enjoyed in the garden.


I remembered the Restaurant: the variety and assortment of appetizer, the dessert buffet, the starters and the main courses of fish (masterly cooked) the red poppies on the wall and the joy provided by that spot of color as you entered the room.

The little flashbacks of that week end in MiMa allowed me to make nighttime and now... let summer come as fast as possible!!!

mercoledì 21 maggio 2014

Visitando Savigliano : ville e giardini

Il 23 febbraio scorso era la giornata internazionale della guida turistica. Anche a Savigliano le guide turistiche, con la preziosa supervisione della sig.ra Magda che già abbiamo avuto modo di conoscere durante il V&Dday, hanno preparato un programma veramente speciale.
Uno dei percorsi di visita a cui abbiamo partecipato si intitolava "Ville e Giardini".

Accompagnati dalla guida Paolo, partiamo alla scoperta di alcuni tra i numerosi palazzi nobiliari che sono stati costruiti a Savigliano; una vera e propria scoperta di tesori inestimabili.
Il primo che visitiamo è l'Antico Palazzo Comunale sito in via Miretti, 6 (proprio dove si trova l'Ufficio del Turismo); fu edificato nel 1228 in quel luogo con uno scopo ben preciso: via Miretti, prima della costruzione dell'Arco Trionfale, fungeva da via di comunicazione tra la Piazza Santorre di Santarosa e la chiesa di S. Andrea.




A fine '700 nel palazzo furono ospitate le carceri, proprio sotto la sala Consigliare, e in particolare il carcere femminile situato sopra la latrina aveva un soffitto talmente basso da non permettere alle prigioniere di stare completamente in piedi. 
Il palazzo fu in seguito adibito a tribunale, sede di pretura e infine carcere mandamentale.

La passeggiata continua verso Palazzo Taffini, di cui già abbiamo raccontato, e la sua corte.
Oggi è un giardino, ma un tempo era corte d'onore con funzione di servizio per il passaggio e la manovra della carrozze, chiusa su due lati dalle ali del palazzo, su cui sono stati realizzati affreschi che ancora oggi rendono famoso l'edificio.




Un altro giardino che splendeva durante gli anni d'oro della Savigliano nobile è quello di Palazzo Villa
Oggi si presenta in forma ridotta; solo alcune piante ad alto fusto ricordano il giardino di un tempo e come sfondo l'auditorium chiude la corte già delimitata da due ali simmetriche.




Il Palazzo Muratori Cravetta è la vera sorpresa della giornata:  chiuso per restauri, è aperto solo per noi oggi in quanto i lavori non sono affatto terminati. 
Il Palazzo è situato in via Jerusalem, costruito in base al progetto dell'architetto ducale Ercole Negri di Sanfront fu abitato alla fine del XVI secolo dalla famiglia Cravetta. 
La famiglia ospitava e riceveva duchi sabaudi durante la loro visita alla città e fu proprio durante una sua visita che Carlo Emanuele I, ammalatosi presumibilmente di peste, morì nel 1630 nella Sala Magna.
La Sala Magna, ancora sottoposta a restauro, affascina per il suo soffitto a cassettoni con 160 formelle dipinte raffiguranti stemmi di famiglie nobili, scene di vita quotidiana e animali. 
Al di sotto del cassettonato è dipinta, girando lo sguardo in senso orario, la discendenza di Casa Savoia, da Beroldo di Sassonia fino a Carlo III.




Il Padiglione del Duca si affaccia sulla corte d'onore; nelle nicchie del porticato alloggiano i busti delle principesse ed i busti dei duchi, tra i quali è riconoscibile la figura di Carlo Emanuele I.
Il giardino, diviso in aiuole di varie forme, è stato ricostruito. Ha un impianto rettangolare contornato da una zona a prato ed è ben curato e mantenuto come all'epoca dei nobili abitanti.




Concludiamo il percorso della mattinata presso il Museo Civico "A. Olmo" con l'ascolto di un apprezzato concerto per violino che ci riporta anch'esso indietro nel tempo quando i nobili e i Savoia trascorrevano alcuni momenti della giornata oziando al suono della musica.

lunedì 19 maggio 2014

Mangiare a... Chiavari (Liguria)

Un sabato primaverile come tanti abbiamo deciso di "scappare" dalla città e passare il pomeriggio in Liguria.

Avendo già visitato diverse volte le attrazioni più note della regione, abbiamo deciso di rilassarci girando per i paesini affacciati sulla costa ed è così che ci siamo trovati a cenare a Chiavari.

Nella zona ci sono tantissimi locali ed è stato difficile scegliere dove fermarsi ma alla fine siamo rimasti incuriositi da "Casa Guidi" ed è così che ci siamo ritrovati in un bellissimo ristorantino dove ci hanno servito ottimi piatti di pesce.

Nell'attesa dei primi piatti, ci hanno offerto come antipasto delle gustose crocchette di gambero con salsa agrodolce: buone, saporite e croccanti al punto giusto.

Crocchette di gambero con salsa agrodolce

A seguire abbiamo mangiato i tradizionali spaghetti allo scoglio e l'originale "carbonara di mare" ovvero una classica carbonara insaporita con scaglie di pecorino e con il tonno al posto della pancetta. Accostamento inusuale ma buonissimo.

Spaghetti allo scoglio
Carbonara di mare


Anche di secondi piatti c'era un ampia scelta e ci siamo fatti tentare da un tortino di branzino e patate, davvero squisito.

Tortino di branzino e patate

Abbiamo poi proseguito la serata con una bella passeggiata sul lungo mare di Rapallo (paesino non lontano da Chiavari) dove abbiamo assaggiato un buon cocktail al bar-enoteca "Il Castello" affacciato direttamente sul mare proprio a fianco dello scenografico Castello sul Mare.

Insomma la "fuga dalla città" è stata davvero interessante e gustosa!

Rapallo


sabato 17 maggio 2014

The Lucanian Dolomites: Castelmezzano and Pietrapertosa

Two villages, similar but different, joined by two steel cables. 
This is my definition of Castelmezzano and Pietrapertosa on the Lucanian Dolomites.



I discovered these beautiful places thanks to Volo dell'Angelo (Angel Flight), and afterwards I strolled around the villages, adrenaline coursing through my veins and a smile on my face.



These two pictoresque villages, separated by a deep canyon, are high in the Lucanian Dolomites. 
In fact, Pietrapertosa is the highest town in Basilicata.
The villages are surrounded by a clutch of sandstone peaks whose striking shapes have evocative nicknames such as the Owl or, even better, the Great Mother.



I decided to set off from Pietrapertosa; from that peak, near the ruins of the Saracen-Norman Fortress, I started my "Angel Flight".
The heart of the village is dotted with ancient mansions with splendid portals and lovely wrought iron balconies. 
While walking up the step path, you can catch glimpses of the deep valley and on the village perched high on the opposite side of it.



Once I got on the "other side", I strolled the narrow streets of Castelmezzano and fella great sens of peace and quiet. 
It's what trendy people would call "slow village", a nice place to slow down!
Perched on the crags and peaks of the Lucanian mountains, the village of Castelmezzano is defended and protected by its most original feature, the entrance, which is through a tunnel carved into the rock.



Castelmezzano is a place where you can wander around, talk to the locals and admire the views of the valley from many lookout points.

giovedì 15 maggio 2014

L'ospite del mese: 3000 chilometri in Australia

L’Australia ha da sempre un fascino particolare: una terra remota letteralmente dall’altra parte del mondo.

Per Eliana si aggiunge un legame affettivo molto forte con una famiglia di Perth che l’ha ospitata per oltre un mese di vacanza studio durante il liceo (ormai 30 anni fa, sigh) e che eravamo andati a trovare circa 15 anni fa (ancora senza figlie) aggiungendo alcune delle tappe più classiche: Ayers Rock, Sidney, Kakadu National Park


Il nostro viaggio, organizzato senza il supporto di alcuna agenzia, è stato composto dando priorità alla natura (incredibile) rispetto alla visita delle città e accettando trasferimenti e pernotti anche lunghi ed in parte avventurosi. 

Organizzare un viaggio in Australia necessita di un minimo di programmazione e di selezione delle aree da visitare data l’enorme dimensione del paese e la necessità inevitabile di effettuare grandi percorrenze in auto e in aereo. 



Comparazione dimensioni dell'Europa e dell'Australia

Prima tappa: Perth. Come detto per noi tappa obbligata per il piacere di rivedere la nostra famiglia “down under”. La città è molto godibile e tranquilla e rappresenta un chiaro esempio della tipica città australiana: una piccola area centrale di soli uffici con una skylineUSA style”, una enorme distesa di villette, pochissimi edifici storici che a noi italiani fanno sorridere, una serie infinita di spiagge oceaniche frequentate da surfisti anche nella stagione invernale. 

Skyline di Perth
Molto vicina e carina la città di Fremantle mentre nei dintorni (si fa per dire, sono qualche centinaio di Km) segnalo a Sud la zona vinicola e la spiaggia nera a Cap Leuwin mentre a Nord i Pinnacle un’area desertica molto particolare.
 
Seconda tappa: Il Kimberly. E’ la parte più avventurosa del nostro viaggio, una vera esperienza nell’outback australiano. 
Noi abbiamo percorso la parte Ovest da Broome a Kununurra in sei giorni circa.

Terra rossa, canyon, strade sterrate da percorrere rigorosamente con 4x4 e durante le ore diurne, un centinaio di chilometri almeno tra una stazione di servizio e la successiva. 
Un’area visitabile solo durante la stagione secca (da Maggio a Settembre circa) e l’unica in cui prestare molta attenzione a prenotare con largo anticipo data la scarsa ricettività. 
Imperdibile (anche se molto costosa) l’escursione alle Horizontal Falls, il percorso lungo la Gibb River Road, le visite ai numerosi parchi (molto suggestivo e particolare il Tunnel Creek) e i due giorni passati nell'incredibile area delle Bungle Bungle dove consiglio vivamente di soggiornare all'interno del parco in uno dei pochi campi tendati per poter fare due o tre escursioni e godere dello spettacolo dei colori all'alba ed al tramonto. 
Nelle vicinanze di Kununurra merita assolutamente una visita il Wilderness Park con splendide escursioni, oasi con acque termali, canyon, cascate e laghetti in cui rinfrescarsi. Attenzione ai coccodrilli però (le zone pericolose sono molto ben segnalate).
Coccodrillo al Wilderness Park

Terza tappa: foresta pluviale e grande barriera corallina. Arriviamo all'estremo Nord Est del paese caratterizzato da due ecosistemi naturali unici al mondo. E’ un’area che si può facilmente visitare da Cairns o ancora meglio dalla splendida cittadina di Port Douglas
Due escursioni meritano più di ogni altra visitando la foresta pluviale: quella che conduce sino a Cape Tribulation (e se si ha un giorno in più sino a Cooktown) e quella a Mossman dove si può anche vivere l’esperienza di una giornata a diretto contatto con la cultura aborigena apprendendo le loro tecniche di pesca, di utilizzo delle differenti specie di piante e la loro arte pittorica. 
Una giornata almeno deve assolutamente essere dedicata alla Grande Barriera Coralllina distante due/tre ore di catamarano dalla riva. E’ un’esperienza fantastica per tutti gli amanti dello snorkeling o delle immersioni. 
Ciò che più colpisce è la clamorosa varietà, numerosità e dimensione di fauna e coralli. Non è difficile imbattersi in enormi murene, tartarughe marine e persino piccoli (ma non pericolosi) squali. 
Durante la giornata si ha la possibilità di immergersi in almeno due o tre punti differenti e se si ha la fortuna (e noi ne abbiamo avuta parecchia) ci si può imbattere in piccoli gruppi di balene che durante i mesi di Agosto e Settembre transitano in questa zona. Come detto abbiamo avuto una fortuna sfacciata e durante il viaggio di rientro in serata abbiamo goduto uno spettacolo incredibile grazie a due balene (madre e figlio) che hanno passato mezz'ora letteralmente giocando a pochi metri e sotto il nostro scafo.

Balena



Quarta tappa: Great Ocean Road e Kangaroo Island. Clima quasi invernale in questa zona a Sud dell’Australia. L’area si riesce a visitare in circa sette giorni di cui almeno due dedicati a Kangaroo Island. Si parte da Melbourne, carina ma nulla di che, e dopo un centinaio di chilometri si arriva all’inizio della Great Ocean Road nei pressi di Torquay, capitale mondiale per i surfisti, dove ci sono grandi outlet delle migliori marche sportive del settore. La Great Ocean Road si percorre con grande tranquillità godendo di scorci incredibili, passando attraverso graziose cittadine e potendo ancora una volta soffermarsi più volte a godere di spettacoli naturali eccezionali. 
Più di tutte ricordiamo con piacere una bizzarra ma interessante gita a piedi e in canoa per riuscire a vedere e fotografare l’ornitorinco, la deviazione a Cape Otway dove si possono vedere moltissimi koala nel loro habitat naturale e naturalmente la visita ai Dodici Apostoli da osservare sia dal bordo dell’alta scogliera che dalla sottostante spiaggia raggiungibile da una lunga ma comoda scalinata scavata nella roccia. 
Koala vicino Cape Otway
Dopo i Dodici Apostoli la strada diventa un poco più monotona e con una lunga tappa in auto Cape Jervise da cui partono i traghetti per Kangaroo Island. Il tratto in traghetto è piuttosto breve (meno di un’ora) ma in Agosto il mare è spesso molto agitato tanto da costringere talvolta la sospensione del servizio. L’isola è un vero paradiso naturale e oltre ai numerosissimi canguri presenta una flora estremamente varia e particolare e due colonie molto belle di foche e di leoni marini. 




Quinta ed ultima tappa: Isole Fiji e Sidney. Agosto è un mese chiaramente invernale in Australia. Nella zona a nord (seconda e terza tappa) il clima è molto buono simile alla nostra primavera avanzata, a Sud autunnale e molto ventoso: insomma non c’è posto economicamente accessibile dove poter godere di qualche giorno di mare. Chiedendo ai nostri amici australiani abbiamo scoperto con stupore che le isole Fiji nonostante la notevole distanza (quattro/cinque ore di volo da Sidney) sono la meta più frequentata ed economica durante questa stagione. 


Così ci siamo spinti sino a questo paradiso tropicale dove abbiamo soggiornato per cinque meravigliosi giorni sull’isola di Castaway. Il nome vi dice qualcosa? Esatto, è proprio l’isola su cui è stato girato il famoso film con protagonista Tom Hanks


Al ritorno da questa esotica meta abbiamo infine soggiornato per un paio di giorni a Sidney, sicuramente la città più cosmopolita dell’intera Australia. 
La baia di Sidney è il centro di gravità dell’intera città ed è sorprendente come si passi in poche centinaia di metri e con una transizione molto morbida dall'area più centrale dove sono presenti diversi imponenti grattacieli e la famosissima e suggestiva Opera House alle zone leggermente più periferiche dove una moltitudine di villette e di porticcioli turistici trasmettono il feeling di una località di villeggiatura piuttosto che di una metropoli. 

Skyline di Sydney


Opera House di Sydney

Siamo giunti così alla fine della nostra esperienza. Un mese di viaggio che ha richiesto una certa energia (oltre 3000 Km di percorso in auto di cui più di 1000 su strade sterrate, una dozzina di voli aerei di cui quasi una giornata intera per i voli intercontinentali, sino a 10 ore di fuso orario rispetto all’Italia) ma che ci ha offerto in ogni singola tappa un contatto diretto con ambienti naturali molto suggestivi e particolari e che porteremo per sempre nei nostri migliori ricordi di viaggio insieme al tipico saluto fijiano: BULA!



Un marito molto impegnato e spesso lontano da casa per motivi di lavoro (e per seguire le partite della propria squadra del cuore).
Una moglie amante dell’arte in tutte le sue forme che divide il suo tempo tra la propria professione di architetto, la cura della casa e l’attività di taxista per le due figlie.
Due figlie tra loro molto diverse in carattere (una tranquilla, l’altra agitata), aspetto (capelli lisci la prima, ricci la seconda), attitudini (umanistiche per Ilaria, logico-matematiche per Veronica) e attività preferite (violoncello e danza per Ilaria, ginnastica artistica per Veronica).
Insomma un bel cocktail esplosivo. 
Cosa accomuna tutti i componenti della famiglia? Quale passione permette di superare ogni divergenza? Semplice: viaggiare!

mercoledì 14 maggio 2014

Ospite del mese: Maggio 2014

Enrico, Eliana, Ilaria e Veronica sono gli ospiti del mese: scopriamo chi sono.

Un marito molto impegnato e spesso lontano da casa per motivi di lavoro (e per seguire le partite della propria squadra del cuore).
Una moglie amante dell’arte in tutte le sue forme che divide il suo tempo tra la propria professione di architetto, la cura della casa e l’attività di taxista per le due figlie.
Due figlie tra loro molto diverse in carattere (una tranquilla, l’altra agitata), aspetto (capelli lisci la prima, ricci la seconda), attitudini (umanistiche per Ilaria, logico-matematiche per Veronica) e attività preferite (violoncello e danza per Ilaria, ginnastica artistica per Veronica).
Insomma un bel cocktail esplosivo. 
Cosa accomuna tutti i componenti della famiglia? Quale passione permette di superare ogni divergenza? Semplice: viaggiare!



lunedì 12 maggio 2014

Marrakech, un posto speciale nel nostro immaginario

Confesso che decidere l'itinerario del nostro viaggio in Marocco non è stato semplice; il Marocco è un paese meraviglioso che racchiude due mondi diversi: il nord con le città imperiali, ricche di cultura, e il sud, con gli spazi infiniti e disabitati, le fortezze, le oasi e il deserto. 
Optiamo per un misto delle due cose consapevoli che, in solo 9 giorni, sarà soltanto un assaggio... ci toccherà tornare!! 
Anche organizzare quando e come andare è un'ulteriore decisione e sovente nei nostri viaggi cerchiamo di trovare delle soluzioni di voli low cost.


La prima tappa del nostro viaggio è Marrakech, città millenaria e prima capitale imperiale, un posto speciale che ti colpisce per la bellezza dei luoghi ma soprattutto per la folla che la anima ad ogni ora del giorno e della sera. 
La parte storica della città, la medina, è racchiusa dalle mura che in tutto sono lunghe 19 km, con 9 porte e circa 200 torri. 
Uno dei luoghi che sicuramente non riusciremo a dimenticare è la Jemaa el Fna, l’immensa piazza dove un tempo venivano eseguite le sentenze capitali ed esposte le teste dei gustiziati. 
Nel 2001 l’Unesco l’ha dichiarata patrimonio orale e immateriale dell’umanità. 

La piazza è veramente un patrimonio: di persone, suoni, odori, cultura, un luogo magico che cambia continuamente a seconda dell’ora della giornata. 
Al mattino la piazza è tranquilla e quasi assonnata, con le bancarelle che vendono un po’ di tutto. 
Fate una sosta ai chioschetti che preparano le spremute di arancia: sono veramente buonissime! 

Nel pomeriggio la piazza comincia ad animarsi con spettacoli di artisti di strada e musicisti. 
Non mancano gli incantatori di serpenti (se siete sensibili non avvicinatevi perché ve ne piazzano uno sulle spalle per la classica foto…). 
All’imbrunire invece si riempe di ristorantini. 
Anche noi attratti dalle grida dei ristoratori assaggiamo le brochette, spiedini di carne (agnello, manzo e pollo) cucinati alla brace e insaporiti con spezie, serviti con  pane.  
Se siete appassionati di cibo estremo, vi segnalo la testa di pecora bollita, una delle specialità cucinate nella piazza: il vello viene bruciato con una fiammata, poi la testa viene ripulita in acqua calda e stufata con i ceci. 
Si mangia tutto, tranne gli occhi!! 

La serata continua con spettacoli vari e molta musica: qui si suona la musica tradizionale delle confraternite berbere; gli strumenti sono tamburi, flauti e guembri e i ritmi sono molto ripetuti e ipnotici. 
Per concludere la serata potete assaggiare lo hunja, un infuso speziato alla cannella e comprare i tipici dolci di pasta di mandorle, aromatizzati all'arancio, pistacchio e miele.


A pochi passi dalla piazza si entra nel souq, un immenso bazar dove lavorano circa 10000 artigiani che, secondo la tradizione, espongono la loro merce in una specifica strada o quartiere. 
Potete comprare di tutto: spezie, frutta secca, prodotti di erboristeria e profumi, stoffe, gioielli, scarpe e borse e ovviamente... i classici tappeti. 
Se volete fare acquisti e i commercianti vi spingeranno sicuramente a farlo, dovete armarvi di pazienza ed esercitare tutta la vostra arte della contrattazione.


 


E' a Marrakech il minareto più famoso del Marocco, visibile da ogni parte della città: è il minareto della Moschea Koutoubia, costruita in stile almohade intorno al 1150. 
Alle spalle della Moschea (purtroppo non visitabile) si trovano dei bei giardini.


A Marrakech si trova anche la scuola coranica più grande del Marocco: è la Medersa Ben Youssef, la più antica della città, edificata nel XII secolo. All'interno si accede ad un cortile centrale, nel mezzo del quale si trova una vasca di marmo bianco per le abluzioni, circondato da gallerie decorate da bellissimi stucchi in gesso. 
Al piano superiore si possono visitare alcune delle 132 celle degli studenti, di dimensioni anguste, che nei periodi di maggiore attività della scuola potevano accogliere fini a 900 allievi.  






A sud della piazza Jaama el Fna sorgono quattro palazzi importanti per la storia della città:

Dar Si Said, un piccolo palazzo in stile ispanico-moresco, oggi sede del Museo delle Arti Marocchine.


    Palazzo El Badi: un tempo contava ben 365 stanze e si dice che fosse un capolavoro dell'architettura andalusa; oggi purtroppo è molto in rovina e praticamente rimangono soltanto le belle mura.
    Il palazzo comunque ha dei nuovi abitanti: le cicogne che ne hanno fatto la loro dimora.
    Dalle mura si ha un bellissimo panorama sulla città. 

    Palazzo della Bahia: è uno dei più grandi palazzi principeschi di Marrakech, anche questo in stile arabo-andaluso.
    Ha un ampio cortile, sale riccamente decorate e giardini con vasche e fontane.

    La quarta attrazione della zona sono le tombe saadiane, che conservano le spoglie della famiglia imperiale omonima. 
    Le tombe si trovano in due distinti mausolei, collegati da un giardini disseminato anch'esso di tombe minori. Sono  un capolavoro dell'arte ispano-moresca. 
    Il mausoleo più interessante è il primo che si incontra entrando, dove si trova la bellissima Sala delle Dodici Colonne, tutte in marmo, con un soffitto con decorazioni a merletto. Qui si trova la tomba del sultano Ahmed el Mansour, morto di peste nel 1603. 
    Sono molto decorate anche le altre sale con marmi, intarsi in legno di cedro, stucchi e iscrizioni cufiche.




    Marrakech è una città che in qualche momento può risultare un po' stressante... per rilassarvi un po' concedetevi una passeggiata ai Giardini della Menara: sono uno dei luoghi più suggestivi della città per la pace e la quiete. 
    Al centro dei giardini si trova un'enorme vasca di irrigazione e un padiglione di epoca saadiana, ma è l'immenso uliveto a rendere il luogo un rifugio perfetto dal caos della città. 
    Il giardino è molto frequentato al tramonto dagli abitanti di Marrakech che passeggiano con le loro famiglie; ci sono molti giovani che socializzano, cantano e suonano. 
    Per arrivare ai giardini potete percorre Rue de la Menara, la strada che conduce all'aeroporto, almeno tre quarti d'ora a piedi dal centro della città.


    Un'altro bellissimo luogo, ideale per il relax, sono i Giardini Majorelle
    Si trovano fuori dalla cerchia delle mura, nella Ville Nouvelle, la zona ricca di locali, alberghi, negozi e palazzi moderni. 
    Il consiglio è di andarci in taxi (non costa neanche troppo caro, circa 4 EUR a corsa). E' un giardino botanico molto curato con moltissime piante grasse, palme, bouganville. Fu creato dal pittore Majorelle nel 1920 in stile andaluso; dal 1960 sono di proprietà dello stilista Yves-Saint-Laurent.
     
    



    Ancora qualche suggerimento... 
    Per soggiornare in Marocco vi consiglio di provare l'esperienza di dormire in un riad. Riad significa "giardino" ed è proprio il cuore delle abitazioni tradizionali del Marocco, posto al cento della casa, circondato da sale e camere; alcune di queste abitazioni sono state "convertite" in riad per ospitare i turisti. Molti sono nascosti nelle medine e un po' difficili da trovare perché poco segnalati, ma consentono di entrare maggiormente in contatto con la cultura locale e le camere, arredate con  maioliche e mobili tradizionali, hanno una bella atmosfera esotica. 

    Nella medina di Marrakech ce ne sono circa 600, noi abbiamo scelto il Riad Balkisse. La posizione è comodissima perché si trova a 3 minuti dalla Jamaa el Fna, i due ragazzi che lo gestiscono sono molto cortesi; le camere sono carine e pulite, c'è una bella terrazza e che dire di più... offrono la tipica colazione marocchina, che è ottima: succo d’arancia, uova, beghir (frittelle dalla consistenza leggermente spugnosa) servite con miele o marmellata, caffè e ovviamente il mitico tè marocchino


    Lasciamo la magica Marrakech... la prossima tappa del nostro viaggio in Marocco è Essauria, la città bianca sulla Costa Atlantica. 

    Se state programmando un viaggio in Marocco, potete leggere anche:



    venerdì 9 maggio 2014

    Children for Children

    Maggio è il mese dei fiori, questo è valido un po' in tutti i paesi del nostro vecchio continente.
    A sud forse i fiori iniziano a sbocciare prima, soprattutto in annate come questa dove la primavera pare arrivare in anticipo.

    Qui in Svezia, maggio è davvero il mese dei fiori, gli alberi in questi giorni sono tutti fioriti, nei giardini spuntano i primi fiori e tutti gli svedesi trascorrono il tempo libero in giardino abbellendolo con ogni sorta di piante fiorite o innaffiando i bulbi che stanno regalando splendidi e colorati tulipani, narcisi e giacinti.



    E proprio dato che maggio è il mese dei fiori, i bambini svedesi si rendono parte attiva nel supporto alla comunità e soprattutto alle categorie più bisognose. 
    Majblomman è infatti un'iniziativa dei bambini per aiutare altri bambini.
    Ogni anno i bambini delle scuole elementari vendono i "Majblomman" (letteralmente fiori di maggio) per raccogliere fondi da destinare ad un'organizzazione che aiuta altri bambini svedesi più bisognosi. 
    Questa associazione aiuta economicamente i piccoli in attività che le famiglie non potrebbero altrimenti sobbarcarsi come gite scolastiche, attività sportive extra scolastiche, ecc.
    Una minima parte del ricavato viene data ai bambini che si impegnano in prima persona alla vendita, una sorta di piccolo compenso per il buon lavoro fatto.



    Ci sono tre versioni di Majblomman: uno molto semplice in carta con un lungo spillone, un altro più grande che rappresenta una ghirlanda di fiori e infine una pin in metallo.
    Ogni anno la combinazione dei colori cambia e molte persone si appassionano addirittura alla collezione di queste spille.



    Se girate in centro città e vedete dei banchetti con i Majblomman, allora, pensate che è per una buona causa, per i bambini che aiutano i bambini e che ci credono davvero!

    Parlando con la figlia di una mia collega, che è la bambina dalla quale ho acquistato i miei Majblomman, mi ha innocentemente detto che è contenta di venderli perchè sa che altri bambini come lei potranno fare cose che altrimenti non avrebbero avuto l'opportunità di provare. 
    E questa cosa mi ha davvero impressionato; fare qualcosa per gli altri senza pensare al ritorno personale è qualcosa che dovremmo ritrovare anche noi adulti.