sabato 28 giugno 2014

Svezia vs Italia

Sono quasi alla fine della mia permanenza in Svezia e questo  mi pare un buon momento per tirare le somme.
Dire che sono stata bene è scontato, chi mi ha seguita sui social network ha visto quanto io mi sia divertita e quante mille mila cose io abbia fatto in questi mesi.

Adesso che mi sono abituata alla vita qui sarà nuovamente una sfida ricominciare in Italia: nuova sistemazione, nuovo lavoro...ma il solito grande entusiasmo!

Pensando ai mesi appena trascorsi, mi viene voglia di stilare una piccola lista delle cose che più mi sono mancate dell'Italia e di casa.
Mi sono accorta che, seppure io abbia sempre vissuto nello stesso piccolo paese fin da quando sono nata, non vi sono legata indissolubilmente, ma mi adatto benissimo nelle situazioni più disparate. 
Forse è proprio per questo che amo viaggiare ed esplorare nuovi posti!

Allora, in definitiva, cosa mi è mancato di più? Ci sono cose che fanno riflettere e, ovviamente, cose che fanno ridere!

Intanto mi è mancata la Lavastoviglie!
Non che in Svezia non esistano, semplicemente nell'appartamento in cui abito non c'è...e devo dire che una volta che ce l'hai è davvero dura farne a meno!

Credits: Google
Non posso dire che mi sia mancata la cucina italiana. Vivendo in un appartamento sono libera di cucinare quello che voglio e ovviamente cucino italiano. E qui al supermercato si trova veramente di tutto!
A me però piace un sacco sperimentare la cucina internazionale; ecco che in una grande città come Goteborg la scelta non manca affatto!

Mi è sicuramente mancata la mia gattina Zara. L'ho vista due giorni soltanto a Maggio, quando sono rientrata per il matrimonio di un'amica, e lì ho capito quanto io sia legata a lei e quanto lei lo sia a me. 
Avevo paura che dopo tre mesi di lontananza mi avesse in un certo qual modo dimenticato; niente di più lontano dalla verità! Mi si è appiccicata addosso per tutto il tempo!



Dal punto di vista "fisico", mi è mancato tantissimo il tennis! E' vero che qui tra jogging nel cimitero vicino a casa [sì, proprio nel cimitero che qui è un vero e proprio parco cittadino in cui fare jogging, passeggiare e godersi la natura], la palestra aziendale [2 piani di palestra con tanto di piscina, gratuita per i dipendenti...un lusso che noi proprio ce lo sogniamo!] un po' di attività fisica l'ho fatta, ma nonostante avessi l'attrezzatura non ho trovato nessun partner all'altezza ;)
Mi rifarò questa estate...si riprende appena torno!



E poi mi sono mancati gli Amici, quelli con la A maiuscola.
Sono venuti a trovarmi, certo e nonostante li senta spesso e grazie alla tecnologia li veda anche, non è la stessa cosa.
Chiacchierare davanti ad un caffè, scherzare e sparare cavolate, pianificare un w.e. o una cena con loro...questo mi è mancato di più.

Ma la cosa che mi è mancata di più in assoluto [e qui so già che riderete] è stato il Bidet.
In Italia lo diamo pressoché per scontato. Molte volte magari non lo utilizziamo neppure più di tanto, ma quando non c'è ne sentiamo la mancanza.
E non dite che non è vero, lo so che state ridendo sotto i baffi!
Quel piccolo "coso" che spesso gli stranieri non comprendono, è a mio parere utile e geniale.

Credits: Wikipedia
La domanda che mi pongo adesso è: quando tornerò in Italia, mi mancherà qualcosa della Svezia? 
Per essere originale, posso solo dire: Lo scopriremo solo vivendo...

giovedì 26 giugno 2014

Midsommar in Svezia

E' veramente buffo pensare a quanto siano diverse le abitudini e le tradizioni nei diversi stati.
Stati che si trovano nello stesso continente, a poche migliaia di chilometri di distanza, percepiscono gli eventi in maniera piuttosto differente.
Questo è il caso del Midsommar, una festa importantissima in Svezia, seconda solo al Natale, che si celebra nel fine settimana più prossimo al Solstizio d'Estate.
Midsommar significa metà estate. In Italia il 21 giugno festeggiamo (o forse è meglio dire ricordiamo) il primo giorno d'estate.
Metà estate o Inizio estate? Quanto varia la percezione delle stagioni con il cambiare del clima e delle latitudini?

Quest'anno finalmente, nonostante la mia abituale frequentazione della Svezia, ho partecipato in prima persona ai festeggiamenti.
E che festeggiamenti!!
Intanto bisogna dire che Midsommar si festeggia per un week end intero, e forse anche un po' di più.
Il giorno clou della festa è in effetti la vigilia [Midsommarafton] ossia il venerdì, ma la maggior parte delle famiglie è già in spirito vacanziero dal giovedì pomeriggio.
Quasi tutti "scappano" dalle città e trascorrono il fine settimana nella casa delle vacanze, chi al mare, chi in campagna e spesso e volentieri le autostrade sono fortemente congestionate sin dal dopo pranzo del giovedì. Si può quasi parlare di un esodo di massa..
Ovviamente l'esodo di circa 9 Milioni di abitanti su un territorio grande una volta e mezza l'Italia fa un po' ridere se lo si paragona al nostro esodo per le vacanze, ma devo dire che gli svedesi temono moltissimo il traffico di quei giorni e pianificano le partenze con dovizia cercando di evitare le autostrade preferendo piuttosto le strade statali.

Una delle cose che non può mancare a Midsommar [e altre ancora vi svelerò in seguito] è la pioggia!
Bisogna intanto sapere che è d'obbligo mangiare all'aperto, senza badare alla temperatura [che solitamente si aggira tra i 10 e 15 gradi]. 
Ogni anno, secondo quanto ho sentito raccontare da colleghi e amici, c'è una particolare tradizione: ci si siede all'aperto a pranzare, arriva la pioggia e ci si sposta tutti all'interno, ma appena smette di piovere si esce di nuovo e si continua il pasto. Un vero e proprio "balletto" di piatti e vettovaglie!

Dopo questi preamboli, ecco allora in breve com'è andato il mio primo Midsommar.
Anche noi, come da tradizione, siamo partiti giovedì verso l'ora di pranzo.
La nostra meta era Smögen, una famosa località di mare, a circa un'ora e mezza di auto a nord di Goteborg.
Per strada abbiamo iniziato ad intravedere dei nuvoloni grigi e carichi di pioggia e a metà viaggio siamo stati colti da un temporale coi fiocchi. Strano, ma vero, l'unico di tutto il week end. Niente balletto di piatti per noi!



Arrivati a Smögen però il sole ci ha accolti e abbiamo preso possesso della casa in affitto accompagnati da un piacevole tepore.
La serata è trascorsa tranquillamente: un BBQ, buon vino e tante chiacchiere. Il primo rodaggio del gruppo prima dei festeggiamenti veri e propri.



Il giorno della vigilia eravamo tutti pronti a godere delle tradizioni.
Il mattino solitamente lo si dedica alla raccolta dei fiori che serviranno a creare la corona. 



Ogni persona [o quasi] a Midsommar indossa la classica Midsommarkrans che il più delle volte viene confezionata a mano in casa utilizzando i fiori raccolti nei prati. Molto spesso, però, i fiori vengono acquistati dal fioraio...più belli e più duraturi.
Io ho seguito la tradizione: ho raccolto i fiori e il verde e con l'aiuto di un'amica ho preparato la mia Midsommarkrans.



I pasti della vigilia sono un'altra delle cose tradizionali; ogni famiglia mangia esattamente le stesse cose!
Il pranzo è dedicato alle aringhe, di ogni tipo, con tantissimi tipi di marinatura: all'aceto e cipolle, alla senape e aneto, all'aglio e limone... e chi più ne ha più ne metta.
Insieme alle aringhe si mangiano le patate novelle lessate, la panna acida, le uova sode e il knäckebröd con il formaggio [preferibilmente stagionato].



Dopo di che, come dessert, non possono assolutamente mancare le fragole. Le fragole svedesi sono una bontà, davvero! Io sto facendo grandi scorpacciate e so già che una volta tornata in Italia mi mancheranno parecchio: sono dolci, molto gustose e profumatissime.
Solitamente a Midsommar si mangiano con la panna; in alternativa si mangia la torta di fragole con tanta panna montata e tante fragole!
Per cena, invece, la tradizione prevede una grigliata e un'insalata di patate [preparata con le patate novelle avanzate dal pranzo].

Ma tra il pranzo e la cena c'è un'altra delle tradizioni più radicate : i balli attorno al palo.
La mattina della vigilia, oltre a raccogliere i fiori per la corona, si decora anche il palo di legno che verrà issato in un prato ed attorno al quale nel pomeriggio centinaia di persone [grandi e piccini] danzeranno e canteranno le canzoni della tradizione.



Ecco allora che verso le 15 anche noi ci siamo recati verso la "zona del palo" con la nostra corona ed abbiamo preso parte alle danze: solitamente si gira in cerchio a ritmo di musica, si canta e si mimano le canzoni. 
La più famosa è Små Grodorna (Piccola Rana) nella quale oltre a cantare e a girare in tondo, si saltella anche.



E tra una pausa canora e l'altra, centinaia di famiglie si radunano sulle coperte da pic-nic stese nel prato per una fika (la pausa caffè) accompagnata da... una torta di fragole!



Non sarebbe però Midsommar senza la parte alcolica. Solitamente in questa giornata non ci si sposta in auto perchè visto il quantitativo di vino, birra e alcolici che ogni svedese mediamente assume durante la vigilia, sarebbe praticamente impossibile non ricevere una multa super salata.
La bevanda che la fa da padrone in questa giornata è la Snaps, ossia l'acquavite.



Solitamente la si beve mangiando le aringhe e cantando. 
Ogni volta ci si riempie il bicchiere, si canta una canzoncina della tradizione [i più attrezzati hanno dei libretti con le classiche canzoni della tradizione...e noi, nemmeno a dirlo, ce li avevamo!] e si tracanna il bicchiere fino all'ultima goccia. E via così, una canzone - un bicchierino di snaps - un boccone di aringa - fino a non poterne più.

Un consiglio: se pianificate di trascorrere Midsommar in Svezia, cercate di celebrarlo con qualcuno del luogo o trascorretelo in un piccolo villaggio. Durante quel week end le città sono davvero deserte con pressochè tutti i negozi chiusi ed i servizi ridotti.

martedì 24 giugno 2014

Metti un giorno a Ravenna

Ravenna, la storica...
Come ogni grande città italiana anche Ravenna ha un suo soprannome. E, come in molti altri casi, non è certamente affibbiato a caso.
La storia che si "respira" e che si percepisce visitando Ravenna è una storia particolare, con influenze orientali ed esotiche.

Molti sapranno che Ravenna è sede di ben 8 Patrimoni dell'Umanità riconosciuti dall'UNESCO, ma i tesori artistici e storici della città non si limitano a questo.
Se prevedete una giornata di visita alla città dovete innanzi tutto armarvi di voglia di camminare e scarpe comode. Buona parte dei siti visitabili si trova a distanza "di gambe" pertanto scordatevi l'auto e, al massimo, concedetevi la bicicletta!




Il mio suggerimento per partire alla scoperta della città è di iniziare dal TAMO; dal nome potrebbe sembrare un luogo romantico, e sotto certi aspetti lo è anche, ma TAMO è l'acronimo di Tutta l'Avventura del Mosaico ed è in realtà un museo sul mosaico ospitato nella chiesa di San Nicolò, un luogo particolare e suggestivo. 




Perchè partire da qui? Perchè come tutti ben sapranno Ravenna è la città dei mosaici! I mosaici bizantini che si trovano nelle chiese e nei mausolei della città lasciano davvero a bocca aperta, pertanto capire la nascita e la creazione di queste opere d'arte mi sembra logico e sensato.




Poco distante dal TAMO si trova un'altra "chicca" di Ravenna : la Biblioteca Classense. Anche qui ci troviamo in un luogo dalle origini religiose; le sale della  Biblioteca Classense, infatti, sono ospitate nell'antica Abbazia camaldolese.




E come ogni edificio religioso che si rispetti, anche qui troviamo dei tesori d'arte dal valore inestimabile: dipinti importanti, strutture architettoniche interessanti [come il chiostro nel quale ci si può sedere per leggere nelle giornate più calde] e sale dedicate alla lettura con affreschi e stucchi di rilievo.
All'interno della Biblioteca, la Sala dei Mappamondi è quella che attrae e intriga. Vecchi testi, alcuni dei quali scritti dai monaci amanuensi e meravigliosi mappamondi esposti in mezzo alla sala rendono questo locale, con i muri completamente ricoperti di legno e di libri, un luogo nel quale sostare in silenzio e quasi lasciarsi  trasportare nel passato. 
Pare che di qui sia passato anche Dante che, come è noto, riposa nella tomba a lui dedicata proprio a Ravenna.




Si può trascorrere la pausa pranzo  in uno dei locali di Piazza del Popolo o delle vie viciniore; se il tempo è bello è piacevole sedere all'aperto godendosi il via vai dei ravennati e dei turisti, sorseggiare qualcosa di fresco e assaggiare la cucina tipica.

Dopo essersi ristorati la passeggiata continua per le vie del centro verso uno dei monumenti più conosciuti della città, soprattutto per i suoi meravigliosi mosaici: la Basilica di San Vitale




Ecco che dopo aver capito, visitando il TAMO, come nascono i mosaici, qui ci si può veramente immergere nelle stupende composizioni di tessere magistralmente posizionate a tal punto da aver difficoltà nel riconoscere un dipinto da un mosaico. 




Nello stesso giardino poi non potete perdere il Mausoleo di Galla Placidia, anch'esso ricoperto di mosaici. Qui il cielo stellato è il mio preferito: sarei rimasta ore a rimirarlo!




Se ancora non siete troppo stanchi e vi va di "allungarvi" un po' fuori dal centro l'altro famoso Mausoleo di Ravenna, quello di Teodorico, vale una visita. Per raggiungerlo, però vi consiglio di spostarvi in bicicletta. 
Rispetto a quello di Galla Placidia, questo Mausoleo può sembrare decisamente spoglio, ma guardando i dettagli si rimane affascinati dai materiali utilizzati per la costruzione: pietra invece dei mattoni e una calotta monolitica a copertura dal peso di circa 500 tonnellate. 
Saputo questo, mi sono chiesta come abbiano fatto ad issarla a quell'altezza senza i mezzi meccanici di cui disponiamo oggi!


Credits: Wikipedia

Il mio consiglio per la serata prevede una gita "fuori porta", verso Faenza e le sue colline.
Ecco come concluderei io la giornata di visita: seduta sotto il pergolato lasciando vagare lo sguardo sulle colline ricoperte di vigneti che in serate terse può arrivare sino al mare, sorseggiando un fresco Albana e gustando i piatti preparati da Igor e dal suo staff.




martedì 17 giugno 2014

Äggost una specialità culinaria svedese del Bohuslän

Alcune settimane fa le mie colleghe sono venute a cena a casa mia.
Come vi ho raccontato anche sul post "10 Consigli da un Expat in Svezia" su Trippando, gli svedesi amano la cucina italiana e le mie colleghe in particolare amano cucinare, pertanto diventa quasi naturale scambiarsi ricette, consigli, suggerimenti. Io contribuisco con le ricette italiane e cerco di carpire da loro i segreti e le specialità culinarie svedesi.

L'abitudine qui in Svezia [e devo dire che è piuttosto comune anche da noi] è quella di non arrivare mai a mani vuote a casa di qualcuno che ti invita a cena, e loro sono arrivate con una bellissima sorpresa : la forma di uno dei dolci tipici del Bohuslän [la regione di Goteborg], l'äggost.




Äggost letteralmente si traduce formaggio di uova. Questo perchè la preparazione e la consistenza ricorda moltissimo quella di un formaggio fresco.
Alcuni giorni fa poi, una delle colleghe ha portato in ufficio per la fika [la classica e tradizionale pausa caffè che qui in Svezia è sacra] proprio l'äggost.

L'abbiamo mangiato accompagnandolo con la marmellata di more [fatta in casa dalla mia collega] e poi, la seconda fetta, spolverizzata di zucchero e cannella, per assaggiare le due versioni.




La consistenza assomiglia molto a quella di un formaggio fresco, a quello che noi in Piemonte chiamiamo tomino fresco
Si può fare in versione neutra e serve anche per accompagnare salumi o aringhe, ma il più delle volte lo si fa in versione dolce.

La preparazione è piuttosto laboriosa, ma i risultato finale è super!




Ecco la ricetta...e ricordate che voglio foto e commenti nel caso provaste a farlo!!


Ingredienti:

  • 2 litri di latte intero
  • 3 dl di panna
  • 6 dl di panna acida
  • 10 uova
  • 4 cucchiai di zucchero


Preparazione:

In una grossa pentola unite latte e panna e scaldate a fuoco lento: non deve bollire!
Rompete le uova in una terrina e aggiungetevi la panna acida. Mescolate finché non otterrete una crema omogenea.
Quando il latte e la panna saranno caldi, aggiungetevi il composto di uova e panna acida continuando a tenere la pentola sul fuoco, mescolando.
Dovete avere pazienza...e al momento giusto vedrete che nella pentola inizieranno a formarsi dei grumi, come se stesse cagliando. A quel punto togliete la pentola dal fuoco e lasciate riposare per 5-10 minuti senza mescolare.




Usate un mestolo forato/schiumaiola e raccogliete il "caglio" delicatamente dalla pentola, fate drenare il liquido il più possibile e mettetene metà nella forma forata. Ricordatevi di mettere un piatto o un'insalatiera sotto la forma, perché il liquido continuerà a drenare!
Dopo aver messo metà del "caglio" nella forma, spolverate con due cucchiai di zucchero. Aggiungete poi la seconda metà e spolverate nuovamente con i rimanenti due cucchiai di zucchero.

Lasciate riposare il dolce per una notte in frigorifero. Se notate ancora troppo liquido, potete mettere un piatto con un peso che schiacci bene il dolce e aiuti il drenaggio attraverso i fori.




Servite a fette con la marmellata di more oppure spolverizzato di zucchero e cannella




domenica 15 giugno 2014

Un po' di storia svedese con l'Ospite del Mese

Poveri eterni secondi. Capita anche alle città, quando c'e' una capitale grande e carismatica bisogna sgomitare per farsi spazio.
Per esempio in Spagna Barcellona e Madrid, in Francia Parigi e Lione.
Ed in Svezia il ruolo "scomodo" tocca a Göteborg.
500mila abitanti, il porto piu' grande della Scandinavia ed una grande università: in più di 400 anni questa città ha fatto molta strada.




Infatti la fondazione di Göteborg e' relativamente recente; all'inizio del 1600 la Svezia vuole avvicinarsi al centro Europa dotandosi di una "porta" a Sud ovest.
Dopo alcuni tentativi che non hanno buon fine alla fine si sceglie questa area paludosa dove un fiume confluisce nelle acque del Kattegat.
E' il 1621 ed il Re di Svezia Gustavo Adolfo da' il compito di costruire la città agli Olandesi : serve la loro esperienza per bonificare l'area. 

Göteborg (il cui nome significa fortezza sul Gota, che e' appunto il fiume) viene dotata di un poderoso sistema difensivo: mura, canali e torri la circondano a difesa dei bellicosi vicini di casa che sono i Danesi ed i Norvegesi.
Fortunatamente col passare degli anni le cose vanno bene per la Svezia che si impone come prima potenza del Nord Europa.
Göteborg approfitta della sua posizione per dedicarsi al commercio: il suo porto è già il piu importante del regno e in città risiedono anche molte famiglie straniere di commercianti, soprattutto Olandesi e Scozzesi.

Nel 1731 viene fondata la Compagnia delle Indie Svedesi che gestisce l'importante flusso di traffici verso Americhe ed Asia.
Nel palazzo della sua sede oggi si trova il museo della storia della città.




La Svezia è oggi uno dei paesi più progrediti del mondo ma nel 1700 e nel 1800 la situazione è molto diversa e la vita nelle campagne è difficilissima.
Così molti sono gli Svedesi che sono costretti a lasciare la propria terra ed a cercare fortuna nel Nord America: quasi tutti partono dal porto di Göteborg.

Nella seconda metà dell'Ottocento però la rivoluzione industriale arriva anche in Svezia e Göteborg gioca un ruolo di primissimo piano.
Nasce la cantieristica navale, si creano industrie siderurgiche e metallurgiche. All'inizio del Novecento viene fondata la SKF ed alcuni anni dopo la Volvo.
Il segreto dello sviluppo svedese sta forse nell'investimento nella formazione: si punta sulla scuola, sullo sviluppo tecnologico.




Göteborg vengono fondati l'università ed un politecnico, il Chalmers, di fama internazionale.
La città si espande; le fortificazioni vengono smantellate ed al loro posto sorgono giardini e viali che la fanno diventare un'ariosa città giardino.

Agli inizi degli anni 80 la crisi economica colpisce anche il Nord Europa e a Göteborg a farne le spese è soprattutto la cantieristica navale; si perdono migliaia di posti di lavoro.
Molti di questi operai abitano nel quartiere di case di legno di Haga che in quel periodo versa in rovina. Si pensa di raderlo al suolo per costruire nuove abitazioni ma la popolazione reagisce, le casette vengono ristrutturate ed oggi Haga e' una delle zone più belle e caratteristiche della città. 




Negli anni 90 Göteborg reagisce alla crisi, diversifica il proprio tessuto economico, investe sull'IT.
Oggi la popolazione cresce e la città si prepara alle sfide del futuro con una serie di progetti ambiziosi come una linea ferroviaria sotterranea, la riqualificazione di alcune aree periferiche e la trasformazione delle aree industriali abbandonate.
Göteborg vuole continuare a giocare un ruolo di primo piano rafforzando quella sua vocazione europea che la caratterizza da ormai quasi 500 anni...





Angelo nasce e vive Torino, città che ama profondamente.
Fin da piccolo si appassiona di geografia e viaggi.
Il suo regalo per i 18 anni da mamma e papà? : il biglietto dell'inter-rail che lo porta in mezza Europa.
Per Angelo viaggiare vuol dire conoscere culture diverse, incantarsi davanti a paesaggi inusuali e passare un po' di tempo con gli amici.

sabato 14 giugno 2014

Ospite del mese: Giugno 2014

L'ospite di questo mese è Angelo.
Il suo racconto, domani, sarà un po' diverso da quello degli ospiti precedenti.
Un racconto interessante per capire meglio certe culture e certi luoghi.

Siete curiosi?? Allora non perdetevi il suo post domani!

Nel frattempo vediamo di conoscerlo meglio...



Angelo nasce e vive Torino, città che ama profondamente.
Fin da piccolo si appassiona di geografia e viaggi.
Il suo regalo per i 18 anni da mamma e papà? : il biglietto dell'inter-rail che lo porta in mezza Europa.

Per Angelo viaggiare vuol dire conoscere culture diverse, incantarsi davanti a paesaggi inusuali e passare un po' di tempo con gli amici.

giovedì 12 giugno 2014

Roma Pride 2014

Dopo aver partecipato come spettatrice al WestPride2014 a Goteborg, la nostra amica Monica ci racconta l'esperienza del RomaPride2014


In una giornata ormai estiva per la capitale, lo scorso sabato, le vie del centro sono state invase da un fiume di gente colorata, di tutte le età e di qualsiasi orientamento sessuale, tutti con lo stesse richieste: che i diritti di alcuni possano essere di tutti.           



Quest'anno per Roma è stato il ventennale del Gay Pride; hanno partecipato ai festeggiamenti i rappresentanti del circolo Mario Mieli (da sempre in prima linea per i diritti gay) con l'attore Carlo Gabardini, il Muccassassina [noto locale romano], la Cgil, l'unione degli Universitari, la Rete degli studenti medi (perchè “partecipare è un passo fondamentale per sconfiggere il bullismo omofobo nelle scuole” cit. Alberto Irone) e circa 200mila persone.

Ad aprire il corteo il sindaco di Roma con la promessa, entro Giugno, di una delibera per le unioni civili e per il riconoscimento dei matrimoni stipulati all'estero.



A fine parata, i partecipanti hanno lanciato un appello al presidente del consiglio, Renzi, affinché mantenga gli impegni presi con la comunità Lgbtqi durante le primarie del PD e ribadite subito prima di sostituire il precedente governo.

Con la speranza che Sindaco e Governo mantengano le rispettive promesse, vi lascio con quest’immagine scattata a Goteborg durante il WestPride2014

Tutta Europa è unita sotto gli stessi colori quelli della bandiera arcobaleno, che poi si trasformano nei colori della bandiera della pace….tutto ciò non può che essere auspicio di qualcosa di bello!





mercoledì 11 giugno 2014

Scopriminiera: the Mine Museum in the depths of Valle Germanasca

Are you visiting Torino area and apart from all the good and interesting wonders you find downtown you want to have a getaway to the mountains?
Then think about Valle Germanasca, a nice place to enjoy the fresh air and the nature while visiting an interesting location.

You destination can be Miniera Paola in Prali, an old talc mine transformed in a museum where to learn about the miners of the valley and their lives.




ScopriMiniera (literally MineDiscovery) is an eco-friendly museum, which from some years now has offered a picture of life and work in Val Chisone and Val Germanasca up until the first half of the last century. 
Still today the extraction of talc in Val Chisone is an important activity, but today's miners have equipment and apparatus that make their work much easier.

We went to visit Scopriminiera last summer, in a nice and warm day. As we waited for the tour to begin we visited the museum set up outside of the mine. Here, in addition to seeing the various pieces of rock from which the talc is extracted, you can also see the clothing worn by the miners of long ago, the equipment commonly used and a brief film about a typical day in the mine.




After having donned our helmets, sweaters and windbreakers [I would suggest to wear long pants even in the summer: it is really cold inside!] we entered the mountainside.
As soon as we entered, our guide showed us a map of the various talc mines in the area, all connected to each others by vertical passages [stairs or elevators]. We got to see one of the elevators and how it is operated; we went to the top of the shaft [down which the cage goes] and it was really impressive: you can't see the bottom!!

When the first part of the tour was finished, we hopped onboard a train of wagons used long ago for carrying rocks [now only used for visitors transportation].
The tunnel was dark and narrow, and the motor rather noisy... except for a few moments when the flash of the cameras lit up our passage, we moved along in the dark, shielding ourselves from the cold air lashing at our faces.




At the end of the ride we arrived in an area where the work zones had been reconstructed; our guide led the way with a carbide lamp: as soon as it was lit, we all took a step back thinking that perhaps someone had had a heavy meal, since the smell of carbide was so similar to garlic!
The guide then showed us exactly how the lamps work: the water dips onto the clacium carbide and the chemical reaction produces acetylene, which burs, creating a rather strong flame.

We then visited a tunnel where we saw how the miners removed the rubble after the explosions that permitted the opening of a passage and how these passages were reinforced with wooden boards and planks.

At a certain point an explosion attracted our attention and we all turned, alarmed, toward the direction of the noise, almost ready to run; but there was nothing to be afraid of: this was a reconstruction of the sounds and voices of the miners, as if they were working in a tunnel near us. It was even possible to role play! In fact we saw an "old style" pneumatic drill and the guide invited one of us to try it; you can imagine the deafening sound!




A couple of tips
- to enter the mines would it better to book it in advance through the Scopriminiera website in order to avoid disappointment of not having free places left.
- even in full summer, bring some warm clothes, it's really chilly inside!

lunedì 9 giugno 2014

Essaouira, la città bianca sull'Atlantico

Essaouira dista poco più di 200 km da Marrakech ed è una bellissima città portuale fortificata affacciata sull'Atlantico. 
Per arrivarci, da Marrakech, decidiamo di utilizzare uno dei bus locali. 
Il ragazzo che, alla stazione, ci propone l'acquisto dei biglietti la sera antecedente, promette che il bus arriverà a destinazione in circa due ore e mezza, con una sola fermata. 
In realtà il nostro sarà un po' un viaggio della speranza (di arrivare) con circa venti fermate... un po' stancante, ma alla fine intenso perché ci permetterà di entrare in contatto con i "viaggiatori" locali: uomini che si spostano per lavoro, donne che lasciano le loro case, spesso isolate, per recarsi nei mercati delle piccole località situate lungo la strada, i visi dei bambini che ad ogni fermata salgono per vendere fazzoletti o altre piccole cose. 

Il paesaggio poi è molto rilassante: ulivi secolari e alberi di argania, dai cui frutti si estrae l'olio di argan, apprezzato per le sue proprietà cosmetiche, medicinali e alimentari, fanno da cornice al nostro passaggio.

Essaouira ci accoglie con la medina, iscritta tra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO, attraversata da vicoli stretti tra le case bianchissime, animati dalla vivacità e dai colori del souq

Furono probabilmente i Cartaginesi a fondare la città, su un precedente villaggio berbero, e furono i Portoghesi a battezzarla Mogador, che in arabo significa "ben custodita". 
Essaouira ha proprio nelle mura color ocra, che custodiscono la sua medina, la sua caratteristica più bella.         


Forse qualcuno riconoscerà le mura di Essaouira quale location di alcuni film famosi come l'Otello di Orson Wells o Alexander di Oliver Stone

Dalla piazza Moulay Assan arriviamo alla Sqala, una sorta di trincea lunga circa 200 metri dove si trovano allineati una ventina di cannoni del XVI e XVII secolo. E i cannoni non sono gli unici abitanti delle mura di Essauria... tutto intorno a noi tantissimi gabbiani attirati dalle bancarelle di pesce del porto. 
Il panorama spazia fino all'Ile de Mogador, oggi riserva per i falchi di Eleanora che vengono qui a riprodursi da aprile a settembre. 


Le mura sono anche un buon punto di osservazione sul porto di Essaouira e i suoi vecchi pescherecci con gli scafi verniciati rigorosamente di blu. Passeggiando per il porto si possono osservare i falegnami e i fabbri lavorare nei piccoli cantieri sui moli per riparare le imbarcazioni in modo del tutto artigianale.


Non possiamo lasciare Essaouira senza aver fatto una scorpacciata di pesce. Lo si può mangiare in uno di ristoranti della città (i prezzi sono comunque modici) oppure in uno dei localini all'aperto proprio nella zona del porto, che offrono pesce alla griglia di tutti i tipi; non si può sbagliare: il fumo delle griglie e il profumino condurranno sicuramente nella zona giusta.



Essaouira ha anche una bellissima spiaggia. 
Noi ci siamo stati a gennaio; gli unici turisti sono alcuni ragazzini che giocano a pallone, ma tempo qualche mese sarà animata dai bagnanti e, siccome è una meta spesso battuta dal vento, piena di surfisti.  
Le temperature a Essaouira sono sempre gradevolissime, non scendono mai sotto i 10 gradi e a gennaio riusciamo già a passeggiare piacevolmente in maniche corte.     


Essaouira è una città che ha sempre esercitato grande attrazione su artisti di ogni tipo: scrittori, pittori, musicisti [ad esempio Jimi Hendrix] tanto da essere definita la capitale del movimento hippy in Marocco
La grande tradizione culturale della città si esprime al meglio nel mese di giugno quando si svolge il Festival Internazionale della Musica Gnaoua, la musica dei "guaritori dell'anima" di origine nera, discendenti dagli schiavi. 
La tradizione gnaoua trae origine dai riti di possessione, per certi versi simili ai riti della macumba brasiliana, e quindi la musica è molto ripetitiva, tale da poter portare allo stato di trance. 
Il festival richiama musicisti da tutto il mondo quindi, se capitate a Essaouira nel mese di giugno, non mancate l'appuntamento!

Il nostro viaggio non finisce a Essaouira... ci trasferiamo nell'interno del Marocco per percorrere la bellissima Valle della Draa, tra kasbah ed immensi palmeti.

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lunedì 2 giugno 2014

Goteborg WestPride2014: tolleranza e rispetto

Ieri a Goteborg era una giornata decisamente estiva.
Chiaramente le temperature qui al nord non arrivano a sfiorare quelle dell'estate italiana, ma devo ammettere che, vuoi per il clima più secco, vuoi per la latitudine, quando qui fa caldo si sente tanto e più che in Italia.
In Italia a 20 gradi non ci si mette in maniche corte e pantaloncini; qui sì!





E' stato in questo pomeriggio assolato e caldo che abbiamo assistito alla parata del WestPride2014 in difesa dei diritti delle diversità e che supporta principalmente gli omosessuali, un Gay Pride della West Coast
Fino ad alcuni anni fa, infatti, il Gay Pride si svolgeva solamente a Stoccolma durante il mese di agosto; dal 2007 anche Goteborg ha il suo festival a fine maggio - inizio giugno.




Il WestPride2014, un vero e proprio festival che dura alcuni giorni, è iniziato infatti il 28 maggio per culminare e concludersi ieri con la parata sulla Kungsportavenyn, la via principale e più nota di Goteborg.
Numerose iniziative, dibatti, concerti, discussioni, confronti ed esposizioni si sono alternati e hanno avuto luogo nella piazzetta di fronte dal Trädgårdsföreningen e durante tutta la durata dell'evento tantissime persone sono passate da quelle parti chi per curiosità e chi per partecipare attivamente.




Io ho visitato la zona espositiva e di dibattito solamente sabato pomeriggio e l'atmosfera che si percepiva tra gli stand era quella di una vera e propria festa.
E ho ritrovato la stessa atmosfera anche ieri alla parata. Gruppi organizzati e un po' "coreografici" sfilavano accanto a famiglie, gente comune e giovani che erano lì per dare il loro supporto e la loro piena condivisione.
La bandiera del Gay Pride, quella colorata, quella arcobaleno, sventolava in ogni angolo della città, anche sui tram, e la gente lungo il percorso della parata applaudiva, fotografava e faceva festa.




Non sono mancati i personaggi più trasgressivi e, passatemelo, più folcloristici: anche questo fa parte della parata ed è spesso atteso tanto e quanto il gran numero di persone.







Il prato centrale del Trädgårdsföreningen è stato il punto di arrivo della parata dove migliaia di persone si sono riunite per cantare ed assistere allo spettacolo organizzato per celebrare la fine dell'evento.




Le emozioni sono spesso difficili da esprimere, soprattutto in eventi come questo; non nascondo però il piacere di aver partecipato e poter testimoniare questo grande esempio di tolleranza e rispetto. Per il resto, lascio la "parola" alle fotografie.