giovedì 31 luglio 2014

#albeinmalga 2014

Domani si parte! #Albeinmalga ci attende!

Lo zaino è pronto con indumenti pesanti e indumenti estivi perchè visto il tempo di questo periodo...non si sa mai!
Intanto io sono ottimista: avremo bel tempo,  vivremo la nostra esperienza immersi nella natura, conosceremo nuove persone e gusteremo piatti tipici.

E voi, se non sapete che fare, seguiteci sui social e sul blog, ma anche se avete da fare, dedicateci un po ' di tempo; prometto che non vi deluderemo!


martedì 29 luglio 2014

Frida Kahlo a Roma

Pies para qué los quiero si tengo alas pa volar.

In occasione del 60° anniversario della morte di Frida Kahlo, in Italia, sono partite diverse iniziative in suo onore.

Fino al 31 Agosto a Roma, presso le Scuderie del Quirinale si possono ripercorrere, attraverso le sue opere, i movimenti socio politici dell’epoca, mentre dal 20 settembre al 15 febbraio 2015 a Palazzo Ducale a Genova, si può seguire un percorso più incentrato sulla vita privata, le sofferenze e gli amori.




La mostra romana, come dicevo, è incentrata sull'influenza che, i luoghi, la situazione socio politica, le persone a lei vicine hanno avuto su di lei. 
Si inizia con un quadro di Diego Rivera (che diventerà poi suo marito), per far capire quanto la sua figura di artista e uomo politicamente impegnato la colpì fin da molto giovane. 
Si possono ammirare alcuni dei suoi quadri più famosi che vanno dalle sue prime opere giovanili, come: Ritratto di Alejandro Gómez Arias, suo primo amore, Il mio vestito è appeso là, sintesi della sue esperienza negli Stati Uniti, Autoritratto con collana di spine, inspirato dall'incontro con il Surrealismo, diffuso in Messico grazie ad Andrè Breton, ospitato da Diego Rivera in occasione di una serie di conferenze, Autoritratto con scimmie, rappresentazione molto umoristica dei suoi studenti, fino ad arrivare agli ultimi suoi quadri, non più autoritratti ma nature morte, da lei considerati autoritratti impliciti, più semplici da realizzare visto la sua ormai peggiorata salute.

Ad integrazione e confronto ci sono anche una serie di ritratti fotografici, tra cui quelli di Nickolas Murat che la ritraggono durante momenti della sua vita privata.




Passeggiando per le sale delle Scuderie, si nota che nei suoi dipinti non c’è solo lo specchio delle sue vicende biografiche, per altro segnate da sofferenze fisiche e amorose, ma una capacità di raccontare attraverso immagini, l’Io più profondo, che si è lasciato coinvolgere e sconvolgere dalle vicende socio politiche che la circondavano.

Dopo aver iniziato a dipingere ''per passare il tempo'' come diceva lei, costretta, per mesi, all'immobilità a seguito di un incidente, ha capito che la pittura era parte di lei. Con grande anticipo ha saputo affrontare temi fondamentali per lo sviluppo della sensibilità umana, partendo dall'identità  nazionale, il rapporto con le proprie radici, il contrasto ormai evidente tra individuo e società, la realtà circostante fino ad arrivare all'amore cosmico, quello che per lei era anche un rifugio alla sofferenza fisica degli ultimi anni.

Nell'attesa di poter fare un viaggio a Genova, per poter vedere la seconda parte della mostra e quindi raccontarvela, mi guarderò il film Frida di Julie Taymor, riadattamento del libro Frida: A Biography of Frida Kahlo di Hayden Herrera, per conoscere meglio la sua vita privata.

venerdì 25 luglio 2014

Bruxelles: waffel e cioccolata ma non solo

A Bruxelles ci sono tantissime cose interessanti da vedere ma non posso che iniziare parlandovi dei waffel e delle sue splendide cioccolaterie.
Sono rimasta affascinata dai negozi del centro, ogni vetrina un tripudio di cioccolata e dolci. Altri due passi in avanti e trovi un negozietto che prepara waffel che puoi mangiare passeggiando mentre continui a guardare le bellissime vetrine piene di cioccolatini delle più disparate forme.



waffel belgio
Waffel con cioccolata fusa e scaglie di cioccolato bianco
bruxelles

macarons
Macarons
fragole con cioccolato


bruxelles

bruxelles

bruxelles cioccolatini

bruxelles cioccolatini

Il cioccolato è una vera e propria tradizione e dietro alla famosa Grand Place (molto suggestiva soprattutto di sera), si può visitare il Musee du Cacao et du Chocolat. E' piccolino ma merita di essere visto, soprattutto per gli assaggi e la dimostrazione pratica di come vengono fatti i cioccolatini.
Molto bella e curiosa anche la stanza dove sono raccolte numerose tazze da cioccolato e cioccolatiere (non le avevo mai viste prima!).


Musee du Cacao et du Chocolat

Musee du Cacao et du Chocolat

Musee du Cacao et du Chocolat

Musee du Cacao et du Chocolat

Parlando sempre di ciò per cui è famosa Bruxelles non si può non nominare il Manneken Pis. Per noi può sembrare strano che una statuetta alta appena mezzo metro sia così conosciuta ma lì è davvero un'"istituzione" e ci sono centinaia di turisti che ogni giorni scattano decine di foto.


Manneken Pis
Manneken Pis

Un altro simbolo di Bruxelles è senza dubbio l'Atomium. Struttura moderna non lontano dal centro (10 minuti in metropolitana) che è possibile sia ammirare dall'esterno sia visitare all'interno (purtroppo per mancanza di tempo non siamo riusciti a salire ma Paola ci è stata e ve lo racconta qui).

atomium belgio
Atomium

In centro invece non si possono non visitare le bellissime e maestose chiese all'interno delle quali si rimane affascinati dalle colorate vetrate artistiche.

Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Cattedrale di St. Michael e St. Gudula
Notre-Dame au Sablon
Notre-Dame au Sablon
Notre-Dame au Sablon
Notre-Dame au Sablon
Per gli amanti della storia non può mancare una sosta al Musée royal de l'Armée et d'Histoire Militaire nel bellissimo Parc du Cinquantenaire.


Parc du Cinquantenaire
Parc du Cinquantenaire
Musée royal de l'Armée et d'Histoire Militaire
Musée royal de l'Armée et d'Histoire Militaire
Musée royal de l'Armée et d'Histoire Militaire
Musée royal de l'Armée et d'Histoire Militaire
E per finire non si poteva non passare dal Parlamento Europeo e dal Palazzo Reale (quest'ultimo visitabile anche all'interno dal 23 luglio  al 7 settembre 2014).


Parlamento Europeo
Parlamento Europeo
Parlamento Europeo
Parlamento Europeo
Palais de Bruxelles
Palais de Bruxelles
Palais de Bruxelles
Palais de Bruxelles




martedì 22 luglio 2014

Viaggiare in modo economico...si può

Spesso gli amici ci chiedono "ma voi che viaggiate sempre, come fate? Non spendete un patrimonio ogni volta che vi muovete?"
Adoriamo viaggiare, ma non amiamo spendere oltre il lecito; crediamo che per visitare una città o per fare una vacanza non si debbano tirare fuori migliaia e migliaia di euro. Soprattutto perché non potremmo permettercelo!!


Credits Google
Ecco allora che in qualsiasi modo possibile, cerchiamo di risparmiare.
Intanto cerchiamo di avere sempre un paio di alternative di viaggio, non ci fossilizziamo mai soltanto su una meta, perché poi rischiamo di scoprire che in quel determinato momento è la più gettonata e quindi la più cara. 
Poi cerchiamo di essere il più flessibile possibile. Certo il periodo di vacanza è definito, ma se invece di partire il primo giorno riusciamo, spendendo meno, a partire due giorni dopo l'inizio della vacanza e magari a rientrare un giorno prima della fine e risparmiare parecchio...va benissimo!

Paola adora viaggiare negli USA ed ogni volta che ci va percorre parecchi chilometri in auto.
Quando deve prenotare il volo per gli Stati Uniti, solitamente si affida ai siti che analizzano i prezzi, ma soprattutto prova a guardare, sul percorso che intende fare, quali aeroporti ci sono. 
Talvolta gli aeroporti minori sono anche quelli meno presi d'assalto dai turisti e pertanto i voli sono meno cari.
Un piccolo suggerimento, quando prenotate un volo cercate di dare un'occhiata circa 8 settimane prima della partenza: è questo il periodo migliore per trovare un prezzo concorrenziale. Non troppo presto e neppure troppo a ridosso della partenza, infatti, i prezzi si stabilizzano.




Un altro piccolo "trucco" per evitare salassi è quello di viaggiare in momenti meno gettonati, sempre che non si abbiano figli a scuola e/o ferie obbligate ad agosto e Natale!
In estate preferiamo spostarci a fine giugno/inizio luglio e poi nuovamente a fine agosto/inizio settembre. Prenotando con sufficiente anticipo si riescono a trovare degli ottimi affari anche in questi periodi di vacanza.
A dicembre, invece, cerchiamo di evitare il periodo tra Natale e Capodanno. 
Lo scorso anno Paola ha trascorso il Natale nei Caraibi e partendo a metà dicembre e rientrando due giorni dopo Natale è riuscita a prenotare un volo che costava un terzo rispetto a quanto avrebbe pagato fosse partita un paio di giorni prima di Natale e avesse trascorso là anche il Capodanno.

Per quanto riguarda gli hotel, cerchiamo sempre di trovare le offerte sul web. Dando un'occhiata ai siti di prenotazione online è possibile trovare delle ottime offerte. 
Nelle grandi  città, poi, gli hotel che si trovano nei pressi delle zone industriali e nei quartieri degli uffici, durante il week end sono solitamente più economici. 
Oppure, se si vuole entrare più in contatto con la gente dei posti che si visitano si possono provare alloggi più economici come le "Case Particular" a Cuba, gli "Studios" in Grecia o le "Chambre d'Hôtes" in Francia.

Per quanto riguarda il cibo, il nostro consiglio è quello di scegliere lo street food [nella maggior parte dei paesi è buono e davvero a buon mercato; il consiglio è quello di evitarlo in luoghi in cui l'igiene non vi sembra appropriato ai vostri standard, più che altro per evitare di rovinarvi la vacanza!] oppure i ristoranti frequentati dalla gente del posto, dove solitamente si mangia bene e si spende meno rispetto ai ristoranti più frequentati dai turisti.




Insomma, riassumendo, viaggiate [per quanto possibile] nei periodi di minor esodo, scegliete mete un po' meno gettonate e vivete come le persone del luogo evitando le "trappole per turisti". Quest'ultima cosa permette anche di entrare più in contatto con il paese che si visita e comprendere meglio cultura e tradizioni e scoprire piccole chicche talvolta neppure citate sulle guide turistiche.

domenica 20 luglio 2014

Alla scoperta della Costa Azzurra: Grimaud e Port Grimaud

Port Grimaud è un paesino "privato" della provincia Provence-Alpes-Côte d'Azur costruito attorno ad un piccolo porto turistico. Molti dei quartieri o residence sono chiusi al pubblico da cancelli e solo la parte del centro e del porticciolo è aperto al pubblico.

E' stata costruita intorno agli anni '60 su una zona paludosa e da queste acque sono stati creati dei canali che la attraversano e che le attribuiscono anche il nome di "Venezia". Su questi canali si affacciano bar e ristoranti molto romantici.

I ristoranti affacciati sui canali di Port Grimaud
Il porticciolo di Port Grimaud
A circa 6Km da Port Grimaud, sorge invece la città di Grimaud, una città medievale fortificata dall'undicesimo secolo. Dall'altura su cui è costruita è possibile ammirare il bellissimo Golfo di Saint Tropez, un tempo proprio conosciuto come Golfo di Grimaud. 
Il suo nome è legato a Gibelin de Grimaldi che ricevette in dono queste terre come ricompensa per le sue imprese contro i Saraceni ma non è legato ai Grimaldi di Monaco. 

Chiesa di Saint-Michel


La visita della cittadella impiega circa un'ora a piedi e si snoda in un caratteristico percorso che parte dalla Chiesa di Saint-Michel dove è anche possibile parcheggiare l'auto. 

La chiesa, costruita tra la fine del dodicesimo e l'inizio del tredicesimo secolo con blocchi di granito e di calcare in stile Romanico Provenzale, è stata modificata più volte: la torre campanaria è stata aggiunta nel 16mo secolo e la sacrestia nel 18mo.

Percorrendo, in salita, la Rue du balladou, si raggiunge il Castello.
Costruito nell'undicesimo secolo sul picco di una collina nella quale la gente da secoli cercava rifugio. 
I bastioni furono aggiunti in un secondo tempo tra il 12mo ed il 14mo secolo. Andò distrutto nelle guerre di religione tra cattolici e protestanti nel tardo 1500 e fu ricostruito nel 17mo secolo dalla famiglia Castellane.

Torre

Bastioni
 Veduta del Golfo di Saint Tropez

Scendendo dalla parte opposta della collina si raggiunge la Rue du Baou: rimarrete senza parole vedendo una buganvillee stupenda che ricopre una casa intera!


Proseguendo si può visitare la Cappella dei Penitenti e percorrere la Rue de la pompe, la cui pompa serviva per il fabbisogno di acqua dell'intero villaggio e per le bestie che qui venivano allevate. 
In questa strada era situato l'ospedale (ora ospizio) già a partire dal 15mo secolo.

                                            

L'itinerario si chiude passando sotto al Passage du Cros che un tempo consentiva l'accesso ai campi coltivati al di fuori del villaggio e che ora conduce alla Place Neuve.



venerdì 18 luglio 2014

Si parte per... Venezia!

Ci siamo...stanno per iniziare le vacanze!!
Ecco, lo so già che qualcuno sarcasticamente dirà "è appena tornata e già pensa alle vacanze".
Bene, vorrei rispondere a chi lo pensa che è vero che sono stata via da casa per un po' di mesi e ho avuto l'opportunità di visitare un sacco di bei posti, ma è pur vero che ero in Svezia per lavoro!
Appunto per questo ora mi merito qualche giorno di vacanza!


E da dove partono le mie vacanze? Da una città famosa, che tutto il mondo ci invidia, che è meta di milioni di turisti ogni anno e che a detta di tanti è una delle città più romantiche al mondo : Venezia.

Credits Google Images
Ho già visitato Venezia alcune volte, ma questa volta ci vado con una persona che invece non l'ha mai vista e a dirla tutta ci torno molto volentieri!
Parto con la voglia di scoprire qualcosa di nuovo su Venezia. Parto con la speranza di trovare qualcosa di particolare di cui parlarvi e che vi lasci sorpresi perché non la conoscete neppure voi.
Ho già avuto qualche suggerimento da amici blogger che risiedono in quelle zone e che quindi conoscono molto bene la città...

Una delle cose che mi spiace molto è non poter essere a Venezia già questo week end dove ci sarà una delle feste forse più note della città dopo il famoso Carnevale: la Festa del Redentore.
E' una festa che nasce con carattere religioso, ma che ha tantissimi risvolti scenici ed incredibili che esulano forse un po' dall'origine.
Vorrei poter assistere ai fuochi artificiali il sabato sera; ho sentito raccontare da amici e ho visto foto di spettacoli pirotecnici degli anni passati e sono tutti davvero molto scenografici. 
Ma la parte che secondo me sarà davvero spettacolare sarà l'afflusso delle barche addobbate e la possibilità di cenare a bordo.


Credits Venicewiki.org
Se voi siete in zona, non mancate! E se partecipate, inviateci le vostre foto a bloggeradmin@viaggiedelizie.com: le pubblicheremo sulla pagina Facebook di Viaggi&Delizie.

Eh sì, promesso, il prossimo anno vedrò di pianificare la gita a Venezia dando un'occhiata più attenta al calendario!

giovedì 17 luglio 2014

Turista fai da te, ma senza truffa!

Mi capita sovente di parlare con persone appassionate di viaggi come me e di confrontarmi con loro su come e dove prenotare i viaggi.
Con l'avvento delle nuove tecnologie sempre più ci si "arrangia" da soli; spesso l'agenzia viaggi sembra "cosa da vecchi" e organizzare un viaggio online fa "più figo".

Bisogna però fare attenzione alle truffe, perchè quelle sono sempre in agguato dietro l'angolo, e se non c'è nessuno con cui prendersela dopo ci ritroviamo "cornuti e mazziati".


Credits Google Images

Ok, di luoghi comuni fino a qui ne ho usati tanti, ma quello che mi preme dire è che non bisogna lasciar passare le truffe, ma bisogna segnalarle e far valere i propri diritti di viaggiatori, ma soprattutto di cittadini che vivono in uno stato con leggi precise e con forze dell'ordine che sono impegnate nel farle rispettare.

Dato che in Italia siamo troppo spesso molto bravi a lamentarci, ma poi facciamo poco per cambiare le cose oppure non sappiamo come fare, vorrei dare un paio di suggerimenti veloci, semplici ed utili.

Mi è capitato di sentire e leggere di persone che hanno prenotato i voli online tramite siti specializzati.
Solitamente si fa una prima ricerca, si valutano i prezzi e gli orari dei voli e poi ci si consulta con i compagni di viaggio. Può capitare che prima di prenotare il volo vero e proprio si ripeta la ricerca altre due o tre volte. Ebbene, ogni volta che effettuiamo una ricerca per una determinata tratta, grazie ai cookies, i dati della ricerca rimangono "intrappolati" tra le informazioni delle nostre navigazioni. Spesso i siti di viaggi capiscono l'interesse per la destinazione e, come per incanto, i prezzi lievitano.
Cosa fare per non lasciare traccia? Pulire i cookies dopo ogni ricerca oppure utilizzare la ricerca in incognito che alcuni motori di ricerca (es. Google) mettono a disposizione degli utenti.

La questione dei surcharge ovvero delle commissioni che un sito online può caricare al momento dell'acquisto di un viaggio dev'essere attentamente valutata.
E' chiaro che in alcuni siti ci siamo delle spese di gestione pratica e una piccola commissione. Solitamente queste spese vengono (e per legge devono) essere specificate sin dall'inizio della transazione. L'utente sa che dovrà aggiungerle al prezzo del viaggio e se ne fa una ragione; d'altronde anche le agenzie viaggi hanno spesso dei piccoli ricarichi.


Credits Google Images
Ma la cosa che non deve invece avvenire è che si carichino commissioni esose al momento del pagamento e della scelta del tipo di carta di credito. Alcuni siti, per altro già sanzionati dall'Antitrust, aggiungono commissioni di decine di euro in base alla tipologia di carta di credito utilizzata. Il rischio spesso è che questo addebito risulti soltanto dopo aver immesso i dati della carta.
Un nostro consiglio, allora, per tutelarsi e per provare la truffa : quando prenotate un viaggio online, salvatevi le schermate di ogni passaggio. E soprattutto, se incappate in una di queste truffe, non pensate "beh sono 30, 40, 50 euro...se inizio la trafila per denunciare, chissà poi quanto devo spendere di avvocato!" Questo è quanto di più sbagliato possiate fare. Perché se oggi tocca a voi, domani può toccare ad un vostro amico e questi illeciti non verranno mai puniti.

Esiste un sito dove effettuare queste denunce, quello della Polizia Postale e delle Comunicazioni che si occupa, tra le altre cose, anche di reati telematici. Soltanto segnalando il reato, provandolo con le videate che avete stampato o salvato e sollevando la questione si può combattere queste illegalità.
Non facciamo gli struzzi che nascondono la testa nella sabbia e soprattutto smettiamo di lamentarci senza agire!

martedì 15 luglio 2014

A spasso tra i sedici Länder della Germania con l'Ospite del mese

Cosa viene in mente quando si parla di Germania? La locomotiva economica dell’Europa, würstel e crauti, Berlino, nazionale di calcio che sconfiggiamo sempre (ma che ora è campione del mondo), Oktoberfest (o birra), auto potenti, eccetera eccetera. 
Motivi professionali mi hanno portato a trascorrere otto mesi in Germania, e mi sono piaciuti così tanto che alla fine ho deciso di tornarci, stavolta per un tempo indefinito e non più da solo, ma con la mia compagna.

In questi otto mesi ho vissuto a Schweinfurt, una cittadina di circa cinquantamila abitanti nell'alta Baviera (non quella di Monaco, dei laghi e dei castelli, per intenderci) la cui posizione è perfetta per girare in lungo e in largo il territorio tedesco. Soprattutto perché in Germania c’è tantissimo da vedere e scoprire, molto di più di ciò che siamo abituati ad immaginare in Italia.

Dopo aver trascorso i mesi autunnali ed invernali a girare la Baviera, ho pensato che sarebbe stato bello estendere il viaggio nel resto della Germania. Una sera di febbraio, durante una lezione di tedesco alla Volkshochschule, guardo con attenzione il retro della copertina del libro di testo. 
C’è una cartina politica della Germania, la guardo con attenzione. Ci sono sedici regioni in Germania, chiamati Länder. E penso: perché non toccarli tutti, uno ad uno? In tre mesi, li ho raggiunti tutti. E ho scoperto le diverse facce della Germania.

In questo viaggio ho visto veramente di tutto: fiumi, piazze, strade, grattacieli, fabbriche, torri, palazzi, musei, cattedrali, negozi, rovine, campi, castelli, porti, giardini, laghi, spiagge, centri commerciali, ponti. 
Inutile aggiungere che è stata un'esperienza che mi tolto molta energia (e va beh, anche soldi...) ma allo stesso tempo mi ha regalato moltissimo, più di quello che avrei mai potuto immaginare poco più di un anno fa, quando la mia mente era proiettata su ben altri pensieri. "Ah, la Germania è brutta, in Germania non c'è niente, in Germania ci sono solo industrie". 
Quante cavolate! La Germania è piena zeppa di posti da vedere. La varietà culturale non è paragonabile a quella italiana, ma anche qui non si scherza...

Parto da Berlino, la capitale. Berlino non è la Germania e la Germania non è Berlino. Per bellezza, non potrà mai avvicinare una grande capitale europea come Parigi, o Roma. Per ricchezza artistica, non si può minimamente accostare a nostre città come Firenze o Venezia. Per vivacità, non può di certo essere paragonata a Barcellona e probabilmente neanche a Monaco di Baviera. Però, dentro Berlino c'è un'energia che è insita nell'anima di chi ha vissuto una ferita profonda, quella dell'occupazione, del muro e della violenza che ne è scaturita. Un'energia che solo chi voleva e vuole ripartire dopo triste pagina, può avere. Berlino nasce proprio qui e il ripartire dopo la tragedia è sicuramente ciò che meglio può descrivere la capitale della Germania. Arte, natura, architettura, storia, cultura: Berlino ricomincia da qui per diventare una delle città più amate del panorama turistico europeo.

Berlino - Fernsehturm



In Germania ci sono altre due città stato, sulla falsariga di Berlino, si tratta di Amburgo e Brema. Sono le due città portuali, e sono il miglior simbolo della potenza economica tedesca in ambito marittimo. La prima, Amburgo, ha puntato sulla dinamicità per diventare una vera calamita del turismo. Il porto stesso, il quartiere di St.Pauli e l’architettura contemporanea sono le attrattive principali della seconda città tedesca per dimensione. 

Amburgo - il Binnenalster al tramonto
Brema ha invece un porto distaccato dall’area cittadina. E che porto, ipertecnologico e aperto sul Mare del Nord! È un vero e proprio museo a cielo aperto, grazie a costruzioni avveniristiche e barche d’altri tempi.

Porto di Brema - il Klima Haus di Bremerhaven
Volendo rimanere in tema di grandi città, qualche parola va spesa su Francoforte sul Meno e su Dresda, città rispettivamente di Assia e Sassonia. 
È necessario dimenticare che Francoforte è la sede della Borsa tedesca e della BCE. Francoforte è ben altro, un “ben altro” fatto di modernità unita ad un tocco di vintage quanto basta, di fermento culturale che va oltre il mero profitto, di estetica che non si limita al fascino di un grande fiume ma che sconfina nel cemento, di vitalità, di sorprese inimmaginabili per una città che si immagina, ignorandone il vero spirito, solo una giostra di denaro.

I grattacieli e il centro storico di Francoforte sul Meno
Passando a Dresda, invece si può parlare con un solo aggettivo: splendore. 
La capitale artistica della Germania ha saputo risollevarsi dalle macerie della guerra e rinascere di nuova bellezza. Il miglior esempio è nello Zwinger, ex fortezza medievale ora enorme spianata circondata da mura e trasformata in una sorta di barocca orangerie. Attorno allo Zwinger ruota tutta la vita di Dresda, i suoi musei, la Gemäldegalerie, il Teatro dell’Opera e la Hofkirche. Una meta per inguaribili romantici…

Dresda - Zwinger
 …anche se per me l’apice del romanticismo è stata la città di Schwerin, capitale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il Land più a nord-est della Germania. 
Non potrebbe essere altrimenti, quando vieni a sapere che l'attrazione principale è un castello che sembra uscito da una favola e che nel raggio di pochi chilometri si trovano la bellezza di circa quaranta tra laghi e laghetti. 
Il castello di Schwerin si affaccia proprio su uno di questi, lo Schweriner See, quarto lago per estensione nel territorio tedesco. Non potrebbe che essere uno scenario incantato, e infatti è così. 
Quel castello, non una fortezza ma una raffinata residenza, sembra ispirata ad una fiaba dei fratelli Grimm e sarebbe sicuramente location ideale per girare qualche film o serie tv che ha al centro una storia d'amore. 
Schwerin ha rappresentato sicuramente una tra le più piacevoli sorprese: meta quasi sconosciuta in Italia, è invece un luogo di incanto.

Il fiabesco castello di Schwerin
Quando si pensa alla Germania si pensa anche a quelle splendide case a graticcio, così tipiche, così caratteristiche: si trovano un po’ ovunque, soprattutto a sud. Ne ho viste a Norimberga, Francoforte, Goslar, Erfurt, ma quelle di Rothenburg ob der Tauber sono di gran lunga le numero uno. 
Quando si parla di Germania vera, io penso proprio a questo piccolo borgo murato al confine tra Baviera e Baden-Württemberg. 
Ma cosa rende questo paesino così speciale? Probabilmente il fatto che qui il tempo pare essersi fermato. Entrare in Rothenburg, con le sue case a graticcio e i tetti spioventi, le insegne in ferro battuto e talvolta dorate, le mura di guardia, le alte e robuste torri (quarantatré!), gli stretti vicoli fatti di pietre, eleganti facciate talvolta dai colori vivaci, è come trovarsi in una favola ambientata cinquecento anni fa. Si torna indietro nel tempo, al Medioevo, tra scenari architettonici impensabili oggigiorno. 
Il rigore medioevale che contraddistingue lo stile di Rothenburg è ferreo: nel centro storico non si erge alcuna costruzione che devii da quell'omogeneità edile che solo qui è possibile trovare.

il Plönlein di Rothenburg ob der Tauber, uno degli scorci più famosi di Germania
A livello di bellezza naturale, la Germania non è da sottovalutare. 
Il filo conduttore è l'acqua, ovunque. Grandi fiumi attraversano il territorio tedesco: Reno, Elba, Danubio, Weser, Saale, Mosella, Meno, Oder. Sui quali si trovano tutte le più belle città tedesche, che sono ciò che sono anche e soprattutto grazie ai loro fiumi. 
Heidelberg non avrebbe senso senza il Neckar, così come Amburgo senza l'Elba. Un'immensa moltitudine di laghi e laghetti costella i Länder della Germania, soprattutto quelli a Nord. Brandeburgo e Bassa Sassonia devono molto della loro ricchezza naturale grazie ai loro piccoli specchi d'acqua; il Baden-Württemberg invece ha l'onore di potersi affacciare su quello più grande, il Lago di Costanza; la Baviera annovera quelli più belli, anche grazie alle montagne che li circondano; la capitale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Schwerin, è stata addirittura costruita sulle sponde di un lago. 
E poi ci sono i mari, il Mare del Nord e il Mar Baltico. 
In Italia, è un'altra storia, per fascino e per clima, ma ciò che possono offrire questi due mari non è da sottovalutare, soprattutto alla luce della notevole crescita turistica in questa zona.

Le immagini che porterò sempre nel mio cuore sono tuttavia quelle della Sassonia-Anhalt. Ritrovarsi qui nel mese di aprile, tra campi coltivati a colza che brillano di giallo e mulini a vento che roteano incessantemente, è una sensazione impagabile.





Quanto alla cucina, dire che i tedeschi si limitano a vivere di würstel, crauti e birra, è un pochino improprio. Certamente, la varietà e la qualità della cucina italiana non ha paragoni. Però in Germania non si mangia male, anzi. Di certo, si mangia meglio che in Francia o in Inghilterra. Direi che non è un bel posto dove vivere per vegetariani e astemi. Buona parte delle specialità tedesche ruota attorno alla carne (di maiale, soprattutto) e all'alcol.


L’alcol non è solo birra: in Germania, e soprattutto in Franconia, la terra dove fra poco mi stabilirò, si produce dell’ottimo vino, che è anche un’ottima motivazione per incontrarsi. 
Il sabato mattina, le piazze tedesche si riempiono a dismisura di persone, tutte intente a degustare un buon bicchiere di vino attorno ad un tavolo. Rigorosamente in compagnia.

Calici a Treviri
Quanto alla carne, è bene dimenticare il concetto di würstel come lo conosciamo noi italiani. Quello che per noi è würstel, per i tedeschi è la versione di Francoforte. 
Non esiste un vero würstel in Germania, ogni area geografica produce un tipo diverso di salsicciotto. Uno tra i più famosi è sicuramente il Nürnberger Bratwürst, la cui lunghezza è di circa dieci centimetri ed è esclusivamente prodotta a Norimberga: non a caso questa specialità è tutelata da una sorta di denominazione geografica protetta. 
Un'altra versione che va per la maggiore in Germania è la Thüringer Rostbratwurst, provienente dall'omonimo Land, quello della Turingia. Si differenzia per il sapore più piccante e per una forma molto allungata ma sottile. 
La più insolita è sicuramente la versione monacense, quella dei Münchner Bratwurst, la quale si diversifica per il colore bianco - per il qual motivo è anche detto Weißwurst - che deriva dall'assenza di trattamento in salamoia. Un'altra tipologia "colorata" è la Stuttgarter Bratwürst: essa ha infatti un colore più rosso. C'è poi la versione tutta made in Franconia, quella dei Würzburger Bratwürst, che include negli ingredienti per la preparazione anche il rinomatissimo vino locale. Slurp…

Bancarelle di  würstel a Norimberge
Per tutti coloro che credono che la Germania sia Berlino, l'Oktoberfest, i castelli della Baviera e la Foresta Nera, io dico "vi sbagliate di grosso". 
La Germania è un incredibile mondo da conoscere, da vivere. Un enorme vaso di Pandora da scoperchiare... dal quale non fuoriescono problemi, ma scaturisce solo spettacolo e bellezza.





Non importa il dove, il come o il quando: amici in giro per il mondo, maratone, trekking, appuntamenti di lavoro, competizioni ciclistiche: quando l’occasione chiama, Stefano risponde sempre “presente”. 
Estate o inverno, mare o montagna, città o campagna, Italia o Europa, l’importante è essere ogni volta in un posto nuovo, e sentirsi parte di questo meraviglioso mondo. Da vivere e raccontare sul suo blog "A spasso tra i Giganti