martedì 26 agosto 2014

Namibia fai da te: riflessioni post viaggio

Ormai siamo rientrati da alcuni giorni e sono stati in molti a chiedermi informazioni relative a questo viaggio, ho pensato quindi di scrivere un post per chi fosse interessato all'argomento o ad organizzarsi un viaggio simile.

Era la nostra prima volta in Africa Subsahariana ed abbiamo scelto un paese che fosse non troppo selvaggio ed inesplorato ma neanche troppo turistico. 
In realtà l'indipendenza dal Sud Africa, avvenuta solo nel 1988, rende la Namibia un paese di cui ho faticato a trovare una spiccata identità culturale forse a causa delle dominazioni europee (Portoghesi, Olandesi, Tedeschi, Inglesi) susseguitesi nei secoli. 
La dipendenza economica dal Sud Africa è ancora molto evidente: è difficilissimo trovare prodotti "made in Namibia" perfino l'acqua minerale, se non la si sceglie attentamente, è di importazione. I prodotti più spiccatamente Namibiani a mio avviso sono: la birra "Windhoek", il latte e i diamanti, ma di questi purtroppo non ne abbiamo fatto incetta!

Nei nostri sedici giorni in tour per la Namibia abbiamo incontrato diversi gruppi e scambiato qualche parola con alcuni dei partecipanti: l'impressione era che alcuni di questi avessero scelto la tipologia del tour organizzato per il timore dell'Africa. 
Fortunatamente noi eravamo stati ben consigliati da amici che avevano già visitato questo paese e abbiamo scelto il "fai da te". 
Non abbiamo trovato alcuna difficoltà o timore che non avremmo potuto trovare in Europa: sicuramente qualche strada sterrata in più e forse qualche mucca al pascolo vicino alla strada o addirittura in mezzo ad essa! 
Ci sentiamo quindi di consigliare il noleggio di auto a chiunque voglia intraprendere una simile esperienza anche con bambini: ne abbiamo incontrati parecchi! Non sappiamo quale sia la comodità dei camion dei tour organizzati che abbiamo visto (per via delle strade sterrate i bus non erano molti) ma ad occhio non ci ispiravano gran confort!

Sulla tipologia d'auto invece si potrebbe dibattere a lungo: avevamo letto che il 4x4 non fosse essenziale ed il costo, quasi doppio rispetto ad una utilitaria, ci aveva spinto, essendo solo in due, ad optare per la seconda. 
Ora che siamo comodi a casa possiamo confermare che il 4x4 non è un must, però in alcuni tratti della strada C19 (vicino a Sesriem) e della C35 (vicino a Twyfelfontein) con la nostra VW Polo, qualche momento brutto l'abbiamo vissuto ed abbiamo per esempio dovuto desistere sulla Welwitschia Drive
Considerate che i chilometri pianificati lieviteranno un po' nel corso del viaggio: noi ne avevamo previsti 2900 e sono diventati 4700! 
Tenetevi pronti poi, naturalmente, alla guida a sinistra e ripassate la procedura del cambio gomma: forare è all'ordine del giorno!

Strada C19 tratto Maltahöhe - Sesriem
Un effetto positivo della dominazione Inglese prima e Sud Africana dopo è il fatto che l'Inglese è la lingua ufficiale del paese per cui si può interagire con tutti senza alcun problema, sentendosi quasi in difetto di fronte al loro inglese particolarmente British! 
L'altro lato della medaglia è che abbiamo assaggiato pochi prodotti davvero local: la colazione proposta quasi ovunque è l'English Breakfast con uova e bacon, la pasticceria un mix tra inglese e tedesca, le birre di chiara tradizione tedesca!

I lodge, la classica dimensione del pernotto africano, vanno prenotati tutti con anticipo, soprattutto in luglio ed agosto, il loro picco di turismo per via delle vacanze europee. 
Magari qualche posto libero lo potreste trovare ma le distanze sono cosi ampie da rendere il door to door un'esperienza, secondo me, da evitare! 
I lodge all'interno dei parchi nazionali (per esempio Etosha e Sossusvlei) erano già completamente prenotati a marzo e ci è stato detto che alcune camere vengono prenotate di anno in anno, nonostante le tariffe salate che li caratterizzano. 
Tutti i lodge offrono oltre alla colazione, generalmente inclusa nella tariffa della camera, anche la cena; difficilmente dopo una giornata in macchina o in escursione avrete voglia di cercare altre location per la cena, inoltre i prezzi sono decisamente convenienti: abbiamo sempre speso tra i 15€ e i 20€ a testa. 
Quasi tutti i lodge vi possono offrire escursioni organizzate alle vicine attrazioni: noi abbiamo scelto in alcuni casi di parteciparvi mentre in altri casi abbiamo optato per il fai da te. Altra caratteristica del lodge è di consentirvi un po' di relax e svago una volta rientrati dalle escursioni: sono infatti tutti dotati di piscina e sdraio anche se in agosto solo pochi temerari si concedevano un tuffo (la Namibia è nell'emisfero australe, quindi è pieno inverno)!

Piscina dell'Onguma Bush Camp
L'altra possibilità di pernotto è la tenda: che vogliate portarvi la tendina da casa o che noleggiate un fuoristrada con maggiolina sul tetto, troverete moltissimi campeggi vicini a tutti i luoghi di interesse turistico ad eccezione forse della capitale. 
Nelle città come Windhoek, Swakopmund o Opuwo si possono trovare anche sistemazioni più economiche in B&B, Guesthouse o similari dove secondo me lo scopo del lodge cessa in quanto si passano davvero poche ore all'interno della struttura. In queste stesse città sono le uniche in cui pare che ci sia un po' di criminalità e quindi ci è stato consigliato di non avventurarsi a piedi dopo il calare del sole.

Se amate gli animali non rimarrete delusi: a parte il classico safari all'Etosha nel quale vedrete i giganti della savana, ogni giorno vedrete animali insoliti pascolare vicino alle strade principali del paese: dai babbuini nei dintorni dell'aeroporto, ai facoceri del Nord del paese alle foche ed otarie dell'Oceano Atlantico.
Babbuini sulla strada dall'Aeroporto alla città di Windhoek
Ma la Namibia non è solo animali; ciò che mi è particolarmente piaciuto è la varietà di panorami diversi che mi ha saputo regalare in due settimane di viaggio: il deserto semi arido del Kalahari, la depressione salina dell'Etosha e la vegetazione cosi rigogliosa a pochi chilometri da essa, le dune sabbiose del  Deserto del Namib, i passi montani dei monti Naukluft, l'Oceano Atlantico e le dune di Sandwich Harbour che vi si tuffano, le cascate Epupa create dal fiume Kunene al confino con l'Angola.

L'accesso alla Namibia avviene dall'aeroporto di Windhoek che ha voli intercontinentali solo verso Francoforte atrimenti è necessario fare scalo a Johannesburg dal quale si diramano una serie infinita di possibilità: Cairo, Addis Abeba, Doha, Dubai, sono solo alcuni tra gli aeroporti toccati dai viaggiatori che abbiamo incontrato. Un'altra possibilità è di inserire la Namibia in un tour in auto tra Sud Africa e Botswana ma è una opzione che mi sento di suggerire solo a chi avesse molto tempo a disposizione!


domenica 24 agosto 2014

A two-days break in Castell'Arquato

Last year in mid september we chose to go to one of the most beautiful villages in Italy: Castell'Arquato in the province of Piacenza, north of Italy.

Castell'Arquato has two centers: the lower part (Borghetto and Monteguzzo) and the upper part (the medieval part of the village.

We left the highway at Fiorenzuola and took the road toward Castell'Arquato; even from a distance we could see the Viscontea Tower standing tall. On a sunny day like that you could see the tower in all its glory, and the village become even more fascinating and surprising for its untouched beauty.



Once we arrived, even though it was already 11:30, we didn't want to waste any time. We started our visit. We parked the car in Piazza San Carlo and started the climb up to the top of the town, going up via Coalzio and arriving in Piazza Del Municipio or Piazza Alta. The Piazza del Municipio is the civic center where the markets and politics take place and where the important buildings are: the Roman Collegiate Church [consecrated in 1222, replacing the previous one, which was destroyed by the 1117 earthquake], the Palazzo Pretorio and the Viscontea Stronghold [construction began in 1342 and ended in 1347 thanks to Luchino Visconti's initiative].

We stopped over for a lunch at Ristorante del Borgo where they served platters of ham accompanied by chisolini a.k.a. torta fritta [fried leavened bread], swiss chard panzotti [big, triangular ravioli] and strawberries... and to drink a good Bonarda wine.

In the afternoon we reached the Podere Palazzo Illica where we were staying overnight. After freshening up and having a quick rest, we continued our tour towards Chiaravalle della Colomba Abbey, which, alas, was closed when we arrived.



So, since we couln't visit the Abbey, we looked for somewhere else. We always love to visit historic places; we enjoy the atmosphere surrounding them. But in this case we immediately found an alternative: walking through the vineyards of the hills of Piacenza.

Our detour took us to the courtyard of the viticulture business Cà Rossa in Alseno. We immediately liked Mrs. Gregori, so we had a tasting with the owner, Roberto; we compared wines and production methods; we spent over two delicious hours enjoying the perfect Gutturnio wine and enjoying the kindness and courtesy of our hosts.

However, time flew by so we headed to Trattoria del Voltone where we had a reservation for dinner. It truly was a family-run restaurant with mother and father in the kitchen and the children waiting tables.

We were heartly welcomed and chatted and chatted as if we were...relatives! No, I'm kidding, but we were practically acquaintances because we discovered having friends in common.

We tasted a few typical local dishes such as pisarei fasò [gnocchi with green beans and tomato sauce], stracotto [pot roast] and riccola all'Ortrugo [amberjack in an Ortrugo wine sauce], but we were too full to have dessert :(

The second day started with a good breakfast: fresh fruit, jams and homemade cakes made by the owner of Podere Palazzo Illica was a good way to start the day!
We needed energy because that was the day we wanted to visit Castell'Arquato in a good way.

We got back on the reoad that took us to Piazza del Municipio and we visited the Roman Collegiate Church dedicated to Santa Maria Assunta. The first surprise was that there are fossilized shells in some of the stones in the facade wall. The front facade faces out onto a small piazza surrounded by beautiful, old houses; the interior is divided into three naves by sandstone columns with 16 capital decorations; what's more, there are also pieces of art to contemplate: the old baptistry with the monolithic font for immersive baptism survived the 1117 earthquake, as did the wood crucifix, which is 3 mt [10 ft] tall and more thatn 2 m [6 ft] wide.



The history of the church is looked after by the Collegiata Church Museum [which is located in the same square]. I was struck by the painting The Adoration of the Shepherds by Cristoforo Caselli: the view from the village is exactly the same as it is now in every direction.



On the northern side of the Piazza del Municipio stands the Palazzo del Podestà with its rectangular tower [built in 1292]. The Loggetta dei Notari [which now holds art exhibitions] was added to the civic center more recently.

In front of the Palazzo del Podestà is the Viscontea Stronghold, which is a tall, imposing defensive structure located in a strategic point where the views extend across the entire surrounding Val d'Arda territory.



Once we crossed the gate we met back up with Paolo. Yesterday we'd been fascinated by his quick explanation that made us come back to visit it in a good way.

He tells us about the contrusction of the stronghold, about its defensive aim, about the accomodation and the legend of Sergio and Laura, but... I'm not going to tell you, that way you will be curious enough to want to visit Castell'Arquato yourself! The Stronghold and the Medieval Life Museum are inside the tower.



More little gems that you can discover in the alleyways and in the streets, making it so pleasant to wander around, include: the Luigi Illica Museum and House [a poet born in Castell'Arquato, librettist for Puccini and Mascagni], the Giuseppe Cortesi Geological Museum [where you can see a blue whale skeleton], Palazzo Stradivari, Palazzo del Duca [Pope Paolo III Farnese's residence in 1543] and the Doge's Fountain.



Our second day came to an end and we had to head back home. We managed to leave just as various public events were happening. They are organized here every year, for example "Re-live in the Middle Age" takes place in the middle of September...who want to come with us this year?

venerdì 22 agosto 2014

#MiManca ...ma cosa?

Alcuni giorni fa Lonely Planet Italia, quella delle guide di viaggi, ha lanciato su twitter l'hashtag #MiManca chiedendo di dire in 140 caratteri cosa ci mancasse di più...quale città...quale nostalgia di viaggio.

Io ho risposto che #MiManca il tempo di viaggiare dove vorrei, perché sono sempre in fermento e ho sempre mille mila luoghi nella mia wish list.
Poi però ci ho riflettuto meglio e mi sono resa conto che in questo momento #MiManca la Svezia.



Molti di voi lo sapranno; nella prima metà di quest'anno ho vissuto in questo favoloso paese scandinavo per motivi di lavoro.
Ho lasciato Goteborg il 30 giugno; sono partita con uno zaino, una valigia e un trolley da quell'appartamento che per alcuni mesi è stata la mia casa, chiudendomi la porta alle spalle quasi come per partire per una vacanza.




Sono rientrata in Italia, presa dal fermento delle celebrazioni del mio compleanno...un compleanno che doveva essere festeggiato alla grande (i 40 arrivano quando meno te li aspetti!!) e impegnata a risistemare la casa che avevo lasciato qui.




Ecco, ora dopo poco più di un mese, intervallato da un paio di settimane di vacanza anch'esse frenetiche, mi sembra quasi di dover rientrare in Svezia, a casa.
E' una sensazione stranissima, tanto più se penso che ogni volta in cui qualcuno mi chiede "Ma tu in Svezia ci vivresti?" io rispondo "Solo per un ottimo motivo, altrimenti no".

Ho vissuto su nel periodo più bello dell'anno, lo ammetto, e in uno degli anni più soleggiati e più caldi degli ultimi tempi, pertanto potrei anche essere tratta in inganno dalla bellezza a cui ci si abitua in fretta, ma non era la prima volta che ci andavo e so bene che possono esserci settimane piovose e giornate piuttosto buie.

Più di tutto, però #MiManca il mare! Quello blu scuro, tranquillo e le rocce che digradano morbide verso l'acqua. E mi mancano gli amici con i quali fare le escursioni alle isole, prendere il traghetto e sentire il vento fresco che ti sferza il viso mentre ti godi il panorama con il sole in faccia.
Insomma, pur essendo nata e avendo vissuto una vita tra le montagne, ho scoperto che il mio habitat naturale è il mare.





Ehhhh si, la Svezia #MiManca proprio!

mercoledì 20 agosto 2014

#albeinmalga a Malga Vallorsara

Sono le 4,35 di sabato 2 agosto. La sveglia, impostata alle 4,40, sta per suonare. Io però sono già sveglia per la smania di vedere e fare tutto quello che ci attende in malga.

Da ieri sera, infatti, siamo alla Malga Vallorsara di Folgaria; siamo salite fin quassù, io e Paola, accompagnate da Michael Rech dell'APT Alpe Cimbra e da altre 6 persone provenienti da Padova e da Trento, nostri compagni in questa avventura.




Abbiamo dormito in Malga, in una delle cinque camere a disposizione degli ospiti che intendono pernottare qui, ed ora stiamo per iniziare l'avventura di #albeinmalga: radunare le mucche con Matteo, mungerle con la signora Mirella, imparare come si lavora il latte per fare il formaggio con il signor Armando.
Ecco perchè sono agitata!




Scendiamo in cortile che il cielo, là in fondo, appena schiarisce, prendiamo un caffè con i biscotti preparati freschi freschi e via alla ricerca delle mucche che sono sparse nei pascoli.




Ci aiuta a radunarle anche il gruppo che, come noi, lasciate le macchine a Ortesino di Folgaria, è salito a piedi fino alla malga per l'evento #albeinmalga promosso da Visit Trentino e dall'APT Alpe Cimbra.




Solo alcune mucche si sottopongono alla mungitura; i bambini, in braccio alla signora Mirella, vogliono provare a mungere, ma anche gli adulti non disdegnano, se non altro per farsi immortalare in una foto ricordo.




Subito dopo attorniamo il signor Armando che si prepara a lavorare il latte appena  munto in un grosso recipiente dove è portato ad una temperatura di 37° prima che venga aggiunto il latteinnesto e poi il caglio.
Passato un po' di tempo, la cagliata viene sminuzzata più grossolana o più fine a seconda di quale tipo di formaggio si vuole preparare.




Il siero che si è separato dalla massa caseosa viene raccolto e portato ai 4 maiali che i malgari allevano per i salumi e lo speck da servire agli ospiti della malga.

Dopo questo "lavoro" ci aspetta una abbondante colazione a base di tutti i prodotti genuini preparati e cucinati in malga dalla cuoca e dalla sua giovane aiutante.
Ora anche il signor Armando, la signora Mirella e Matteo servono caffè, latte, dolci  e ogni altra leccornia; il tavolo centrale della sala da pranzo è un tripudio di prelibatezze: crostate, torte, salumi, formaggi, marmellate, yogurt...




Allieta la colazione un amico con la fisarmonica e tra le tante melodie a noi dedica "Piemontesina bella".




Sazi e contenti, ringraziamo tutti quanti  i membri della malga Vallorsara e ci incamminiamo verso il Passo Coe per visitare una base-museo della guerra fredda.
#Albeinmalga è una bellissima esperienza che consiglio vivamente a chi vuol stare in mezzo alla natura, agli animali e provare ad essere malgari per un giorno.



martedì 19 agosto 2014

Ai piedi dell'Atlante: la magica Valle della Draa, tra palmeti, kasba e ksar

Viaggiando capita talvolta di incontrare uno di quei luoghi che ti colpisce in maniera particolare e che rimane nei ricordi per le sensazioni che suscita… la Valle della Draa è uno di questi luoghi.     
                    
Per arrivare si percorre una strada che, da Marrakesh, si inerpica fino al passo del Tizi’n Tichka, che in berbero significa il “passo dei pascoli” ed è il più alto passo carrozzabile del Marocco. 
Siamo sul versante settentrionale dell’Alto Atlante, a 2260 metri e il paesaggio è entusiasmante: steppa di montagna, villaggi mimetizzati nella roccia e foreste di pini.


Scendendo dal Tizi'n Tichka si incontra la cittadina di Ouarzazate, nata negli anni ’20,  quando i francesi ne fecero un centro amministrativo e vi insediarono una guarnigione militare. E’ situata alla confluenza delle Valli della Draa e del Dades in posizione strategica per le escursioni in entrambe le valli. 
Se capitate a Ouarzazate vi consigliamo il Riad Dar Al AaafiaE' situato un po' ai confini del mondo tanto che, per trovarlo, abbiamo chiesto aiuto ad un ragazzo del posto che è salito in macchina con noi e ci ha accompagnato... ma ne è valsa la pena perché, nella sua semplicità, ha un’atmosfera molto “marocchina” ed esotica e poi è gestito da una ragazza molto ospitale.  

La cittadina è dominata dalla kasba di Taourirt, enorme costruzione in terra, abitata fino agli anni trenta, ora diventata monumento nazionale. 
Se siete appassionati di cinema potete visitare, a pochi chilometri dal centro, gli Atlas Film Corporation Studio dove sono stati (e vengono tuttora) girati film di tipica ambientazione desertica.   



Da Ouarzazate la strada percorre la bellissima Valle della Draa fino ad arrivare ai confini con il deserto. 
La natura in questa valle sembra essere ostile, ma è invece un susseguirsi di frutteti, palmeti e piccoli villaggi costruiti in mattoni fatti di terra mischiata a paglia. 
Ammirando le distese di pietra e sabbia, le colline e le aspre montagne, si respira un senso di pace e di tranquillità, quasi una sospensione del tempo. 
Dalla strada, in lontananza, si riesce a "strappare" con l'obiettivo della macchina fotografica qualche scena di vita quotidiana, cercando di non essere invadenti e rispettare il pudore e la riservatezza degli abitanti, sempre ospitali e gentili con i turisti.


























































La Draa nasce dall'Alto Atlante e raggiunge l'Atlantico presso Cap Draa, poco più a nord della città di Tan Tan, quasi al confine con il Sahara Occidentale. 
In realtà spesso le sue acque non raggiungono il mare, ma si perdono nel deserto. La zona più florida della valle è quella compresa tra Agdz e Zagora. La strada si percorre lentamente per ammirare il paesaggio che, soprattutto al tramonto, ha dei colori bellissimi.




Gli ksar, villaggi fortificati simili a castelli di terra, appartenuti ai signori-contadini che controllarono le oasi fino ai primi anni '900, in contrapposizione alle popolazioni nomadi, si susseguono per circa 100 km: Agdz, Tamnougalt, Tansikht, Ouaouzagour, Tamezmoute, Taakilt, Tissergate sono solo alcuni dei villaggi situati nella valle.



Lungo la strada un piacevole incontro è quello con i bambini che vendono i datteri  boufeggou che crescono nelle oasi della valle: buonissimi e particolarmente dolci! 
In alternativa potete raccoglierli addentrandovi nell'oasi: è piacevole camminare in questi labirinti verdi e intricati, tra alberi da frutta, campi di orzo, sentieri e seguia, i canali di adduzione per l'acqua di irrigazione.   


 























Da Zagora, piacevole cittadina che in passato è stata una delle tappe per le carovane che da Timbuktu si dirigevano verso il Sahara, il paesaggio diventa più arido e annuncia le dune prossime al deserto. 
Di qui partono infatti le escursioni in fuoristrada che raggiungono le dune presso la località di M'Hamid, conosciuta anche per la Maratona delle Sabbie: durissima corsa a piedi di circa 200 km nel Sahara marocchino. 
Se volete un assaggio di deserto potete fermarvi alle piccole dune di Tinfou, a circa 5 km da Tamegroute, villaggio conosciuto per la sua antica scuola coranica. E' solo un assaggio ma, dall'alto di queste piccole dune, capiamo immediatamente quanto sarebbe bello organizzare un viaggio nel deserto...



A 30 km da Ouarzazate, tornando verso Marrakesh, una deviazione d'obbligo ci porta ad Ait Benhaddou, città fortificata protetta dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. 
La posizione di questo ksar, tutto costruito in terra, non è casuale: si trova infatti sulla sponda dell'Oued Ounila su una collina che controllava la "pista del sale", l'antico percorso su cui transitavano le carovane che si recavano a Marrakesh prima che venisse aperto il tracciato attuale su strada asfaltata (affittando un fuoristrada si può percorrere la vecchia pista che segue il corso dell'Oued Ounila). 
L'architettura esprime la funzione di difesa del luogo: mura esterne molto alte con porte che, durante la notte, erano in passato chiuse e sorvegliate.   
      





Purtroppo la popolazione ha quasi del tutto abbandonato lo ksar, per trasferirsi sulla riva opposta del fiume dove si trovano alcuni alberghi, ristoranti e negozi. Peccato... le infrastrutture turistiche tolgono un po' della magia a questo luogo bellissimo. 
Meglio rivolgere lo sguardo all'orizzonte, così come facevano i vecchi abitanti dello ksar, per ammirare la distesa dell'hammada, l'altopiano desertico caratterizzato pietre ed assenza di vegetazione.   

Se state programmando un viaggio in Marocco, potete leggere anche:







venerdì 15 agosto 2014

Un'intervista golosa al nostro Ospite del Mese

Ecco l'intervista a Sara, la nostra Ospite del Mese.
Pronti a scoprire con lei qualcosa di "goloso?"






Intanto il nome della pasticceria, éSenza, perchè?

Il nome è nato un po’ per scherzo: quando è nato il laboratorio, ho bandito una specie di concorso fra familiari e amici per trovare un nome ed uno slogan accattivanti. Alla fine mi hanno proposto éSenza, che pur essendo meno “casalingo” di quanto avrei voluto, mi è sembrato un bel modo per sottolineare la caratteristica principale del mio laboratorio di pasticceria.
Da qualche tempo mi trovavo costretta a cucinare per chi non poteva mangiare latte, oppure glutine, oppure per chi cercava prodotti che non fossero imbottiti di additivi disperato per un’allergia che non riusciva a capire da cosa derivasse. 
In famiglia abbiamo scoperto di recente di soffrire quasi tutti di una qualche intolleranza e la cosa è diventata così frequente che le cene tra amici e parenti si trasformavano in una sorta di tombola al contrario degli ingredienti di ciò che veniva messo in tavola: questo è senza latte, questo è senza uova, questo è senza glutine. Il passo successivo è stato immediato, ed è nato così éSenza.

Nel nome c’è anche un richiamo all'essenza di ciò che mangiamo: spesso si tende ad essere poco consapevoli della composizione dei nostri alimenti, badando soprattutto al sapore, ma senza chiedersi se esso derivi dalla buona qualità degli ingredienti o solo dalla presenza di conservanti e aromi artificiali. Tutto  ciò che esce dal mio laboratorio parte da un prodotto tradizionale e di ottima qualità che viene re-interpretato e rielaborato in modo che tutti lo possano gustare.
Personalmente ho sempre trovato sgradevole il dover preparare piatti speciali per il singolo commensale che purtroppo per lui non poteva mangiare come gli altri.
I prodotti di éSenza vanno bene per tutti, è possibile organizzare un festa di compleanno con un’unica torta che possa piacere a tutti, anche se il festeggiato non può mangiare latte o altro.


Come mai scegliere di dedicarsi a questo tipo di pasticceria?  

Mi sembrava il momento giusto. Il problema c’è e bisogna affrontarlo. Lo stile di vita frenetica e stressante a cui siamo sottoposti ci porta a sviluppare come difesa una serie di reazioni che spesso sfociano in intolleranze alimentari. Il cibo riveste un ruolo importante nella nostra quotidianità, soprattutto come momento di piacevole socializzazione, e per questo non deve diventare anch'esso causa di stress. Deve essere possibile poter scegliere con semplicità e coscienza cosa mangiare e cosa evitare, quindi è di primaria importanza poter sapere esattamente di cosa è composto l’alimento che stiamo per mettere in tavola.
Per éSenza è fondamentale la scelta della materie prime: è importante sapere da dove provengono, come sono state coltivate o lavorate. Per questo gli ingredienti di ciascun prodotto sono sempre chiaramente indicati in modo chiaro e ben visibile, in modo da consentire a ciascuno di scegliere con la massima libertà. Se poi ci sono delle richieste o delle esigenze particolari siamo sempre disponibili a soddisfarle.


Quando hai capito che la pasticceria sarebbe diventata la tua professione?

Ho sempre amato cucinare e in particolare fare dolci, fin da quando ero piccola. Data questa mia passione e, più avanti, l'arrivo di una serie di intolleranze alimentari in famiglia, in occasione delle varie ricorrenze è diventato consuetudine il fatto che fossi io ad occuparmi dei pranzi e delle cene che, senza falsa modestia, venivano molto apprezzate. Da qui a trasformare la passione in lavoro il passo è stato breve.


Da chi hai appreso l'arte della pasticceria e quali sono le tue fonti di ispirazione?

Primariamente da mia nonna e da mia mamma. Col passare del tempo ho poi percorso una mia strada personale, approfondendo lo studio delle materie prime e della loro produzione, e mi sono interessata alle varie lavorazioni. Quando è stato necessario consolidare le basi e rafforzare le tecniche ho frequentato dei corsi di pasticceria veri e propri. 
Luca Montersino, Leonardo di Carlo e Marco Avidano sono stati miei maestri.

Cosa ti piace o ti diverte creare in modo particolare nel tuo laboratorio?

La cosa che mi continua a divertire, quando le persone assaggiano le mie creazioni, è il loro stupore quando confesso che non contengono tutte quelle cose che per eccellenza rendono buoni i dolci: burro, panna, uova. Questo mi spinge ad elaborare sempre nuove ricette “senza”, che possano stupire, perché buone, e vadano contro l'immagine classica che sia ha del cibo salutare, cioè insapore e triste.


A te...cosa piace mangiare?

Beh, ovviamente i dolci...tutti!
A parte i dessert comunque la mia portata preferita sono gli stuzzichini salati: non amo i pranzi tradizionali dove ciascuno sta al suo posto e si vede servire le varie portate, preferisco invece che ciascuno possa spiluccare fra tanti piatti traboccanti di piccole delizie. Infatti non ho resistito: dopo poche settimane, oltre ai cake e ai biscotti sono comparsi anche loro sul sito di éSenza: muffin salati, tartine e quiche da servire a fette.
L'unico cibo che invece proprio non mi va giù (letteralmente, oserei dire) sono i crostacei e i molluschi.


Per assaggiare le tue creazioni, dove possiamo trovarti?

Il mio laboratorio si trova in Via Giacomo Medici 40 a Torino.

Al momento non posso ancora contare su un punto vendita vero e proprio, ma tutte le mie creazioni (compreso l'elenco degli ingredienti!) sono in mostra online sul sito www.esenza.it, dal quale possono anche essere effettuati ordini e prenotazioni. 
Se preferite potete contattarmi telefonicamente, via mail o su Facebook (www.facebook.com/esenza.it) per ordinare quello che più vi piace e concordare le modalità di consegna. 
Sulla pagina facebook di éSenza trovate anche le ultime novità, oltre a poterci dare consigli e suggerimenti, sempre molto graditi, su nuove ricette.

giovedì 14 agosto 2014

Ospite del mese: Agosto 2014

L'ospite del mese di Agosto ci porta in un viaggio speciale, un viaggio goloso.
Domani scopriremo il suo mondo...per ora scopriamo chi è Sara




Nata a Torino, insegnante e tecnico informatico, ma con le mani in pasta fin da piccola.
In una famiglia di intolleranti, Sara comincia a sperimentare ricette che, rispettando la tradizione, siano adatte a tutti: senza latticini, senza glutine, senza additivi o coloranti artificiali…
Le sue creazioni, prima di venire messe a disposizione di tutti nel suo laboratorio artigianale, vengono approvate dal marito, dai suoi tre figli, dalle rispettive fidanzate e dalla sua golden retriever.

martedì 5 agosto 2014

Viaggi da ''intolleranti''

Ogni giorno scopro che parecchie persone, come me, si trovano a fare i conti con le intolleranze alimentari.
Posso assicurarvi che, da quando ho tolto dalla mia dieta determinati alimenti ai quali sono risultata intollerante, il mio fisico sta decisamente meglio.
Di contro la mia vita però si è un po' complicata: per la spesa devo sempre controllare gli ingredienti, anche di cose insospettabili, e se mi trovo in giro ho spesso difficoltà a trovare alimenti senza latte o senza cereali. 



So di non essere la sola con questo problema, quindi, sono rimasta molto stupita di non trovare, in una città come Roma, in un luogo frequentato come la Stazione Termini, un semplice cappuccino preparato con il Latte di Soia.

Nemmeno Trenitalia è attrezzata
Sulle Frecce, sia con carrozza ristorante che senza, non è previsto il latte diverso da quello "normale", così come non è previsto alcun alimento ''gluten free''.
Vi lascio immaginare il mio disappunto quando ho capito che, non avendo portato nulla da casa, avrei dovuto digiunare per tutto il viaggio da Roma a Torino!
Anche grazie a questa esperienza a dir poco "intollerante", ho deciso di setacciare la città in cerca di posti che hanno particolari attenzioni per chi come me ha particolari esigenze in fatto di cibo...seguitemi e vi farò sapere!!!!


venerdì 1 agosto 2014

Prima di partire per un lungo viaggio...

[Prima di partire per un lungo viaggio
Devi portare con te la voglia di non tornare più]
[Irene Grandi]


Ecco... stamattina mentre controllavo di avere tutti i medicinali da portare in Namibia, pensavo: questa proprio non manca mai, starei in giro mesi, altro che due minuscole settimane!
Dopo decine di serate passate a pianificare le tappe cercando di non mettere in programma troppi chilometri, a cercare lodge non troppo lussosi e costosi, a farmi un sacco di domande, a leggere decine di post, finalmente la data della partenza di avvicina, e come al solito vengo afflitta dalla sindrome del Sabato del Villaggio.

Devo ancora partire e già il sogno Namibiano mi sta lasciando l'amaro in bocca... forse perchè la parte di pianificazione del viaggio mi piace cosi tanto che l'idea di essere lì tra pochi giorni e poi, nuovamente a casa, tra altri pochi giorni, mi mette un po' di tristezza! Non so chi di voi mi possa capire, ma per me è sempre un po' così!!!!

Detto ciò... l'itinerario è pronto, le prenotazioni sono state fatte, la valigia è ancora in cantina ma tutto l'occorrente si sta accumulando sul letto della camera degli ospiti in attesa di comporre i bagagli!


Sono emozionatissima alla vigilia di questa partenza: dopo due anni di stop ai viaggioni, ho perso un po' l'abitudine alle partenze... e poi il paese che ci aspetta è nuovo per me, la prima volta in Africa subsahariana, la prima volta che ci vede on the road su strade probabilmente più sterrate che asfaltate...

E poi sarà la prima volta dei big five, mi emozioneranno o come mi ha detto qualcuno sono uguali a quelli di Quark? Non sono mai stata una grande patita degli animali: ho scelto la Namibia per soddisfare la richiesta di Alex di vedere il leone e per assecondare la mia necessità di paesaggi che tolgano il fiato!

Essendo poi l'organizzatrice della famiglia sento un po' il peso della responsabilità di tutte le scelte, sarà sufficiente una normale auto non 4x4? Avrò conteggiato i chilometri affinchè non ci siano tappe troppo lunghe? Avrò fatto bene a prenotare due notti in alcune delle dieci tappe? Avrò raccolto abbastanza informazioni su tutto ciò che c'è da fare e vedere!?

C'è anche un ultima prima volta: lasceremo a casa il nostro cagnone per la prima volta per così tanti giorni. L'Africa non è una meta indicata per lui... non avrei mai pensato che avere un cane significasse anche apprezzare meno il momento della partenza...

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