mercoledì 31 dicembre 2014

Salutiamo il 2014

L'anno sta volgendo al termine ed è tempo di bilanci. Lo scorso anno facevo per la prima volta anche quello del blog.
Durante il 2014 l'attività del blog è aumentata, grazie anche all'entusiasmo di tutte noi e al numero di lettori affezionati che continua a seguirci: il fatto di avere sempre più lettori è certamente un ottimo stimolo a continuare a raccontare le nostre esperienze di viaggio.
Quest'anno ci ha visto crescere non soltanto come numero di lettori, ma anche come amiche che contribuiscono alla scrittura del blog. 
Siamo partite in 4 ad inizio anno; a febbraio abbiamo fatto il primo Vedday, un incontro che ci ha permesso di andare ad esplorare zone vicino a casa di pianificare l'attività del blog.



Durante l'anno si sono aggiunte alla squadra altre due amiche, Simonetta e Monica. Entrambe hanno avuto un "battesimo" rapido, introdotte subito nel mondo dei blogtour, per #NovaraIN una, e per #FrantoiAperti l'altra,  non hanno avuto alcun indugio.
A fine anno ci siamo nuovamente ritrovate insieme; questi incontri rafforzano ancora di più la nostra amicizia e ci regalano sempre buone idee da condividere.



Ma ora è tempo di guardare avanti. Non mi piace mai molto soffermarmi su quello che è stato, se non per trarre i giusti insegnamenti.
Come dice qualcuno "quel che è stato, è stato"...e allora prepariamoci ad affrontare un 2015 entusiasmante!
Sono entusiasta intanto per EXPO2015. Dopo aver visitato EXPO2010 a Shanghai non vedo l'ora di scoprire quali sorprese riserverà l'edizione italiana. E poi tanti tanti viaggi già programmati e da programmare.





























Buon anno a tutti, e che sia un 2015 di salute, amore, gioia e... VIAGGI!

lunedì 29 dicembre 2014

La casa di Babbo Natale a Melegnano

Non ho mai scritto un post sulla mia città natale. Non che non vi sia legata ma è obiettivamente difficile trovare cose interessanti da dire su di essa. Per tutti Melegnano è sinonimo di code al casello dell'autostrada e di nebbia perenne. 

Per me naturalmente è CASA ma sto anche mesi senza vederla quando sono le persone care a farmi visita. Quando vi ritorno è sempre molto piacevole però frequentare i locali della mia gioventù,  i miei negozi preferiti, sentire il mio dialetto dai vecchietti del paese. Da quando poi c'è Cat con noi ogni visita alla mamma è comprensiva di lunghe passeggiate in città ed in campagna che mi hanno fatto scoprire angoli completamente rinovati.

Dopo due natali trascorsi nel mio paese adottivo questo anno abbiamo deciso per il ritorno a Melegnano e non ho potuto non fare una visita alla Casa di Babbo Natale.


 
La casa di Babbo Natale è una abitazione privata di un vero appassionato di luci e decorazioni natalizie, il Signor Massimiliano Goglio. 
Non si può entrare e non si paga nessun biglietto, ma si può ammirare tutto dalle cancellate, spesso gremite di persone! 
Si trova in Via dei Platani, nel quartiere giardino. 

Per raggiungerla, arrivando per esempio da Milano o dal casello autostradale tanto famoso, bisogna attraversare tutta la città e tenersi sulla destra una volta giunti alla chiesa principale della città, la Basilica di San Giovanni Battista.

Le luci della casa di Babbo Natale si accendono per Sant'Ambrogio, santo patrono milanese molto sentito anche in provincia e chiude all'Epifania. 
Spesso nei fine settimana e durante le feste si formano ingorghi di auto sulla Via dei Platani e nelle vie circostanti pertanto vi consigliamo di parcheggiare nel parcheggio della piscina comunale o in Via Francesca Morvillo dove ci sono parecchi posti auto attorno alle Scuole Secondarie.

La Casa di Babbo Natale questo anno è composta da 426.476 luci LEDs. Naturalmente la protagonista è lei: la slitta di Babbo Natale trainata da 8 renne. 


Il mio pezzo preferito di questo Natale però sono le palle e gli alberi tutti avvolti di led.




Se avete più tempo da trascorrere a Melegnano vi consiglio di parcheggiare più in periferia e visitare la Mostra dei Presepi all'Asilo Sociale, passeggiare per il centro fino a raggiungere la Piazza del Municipio con il bellissimo Palazzo che ospita la gioielleria Rusca anch'esso addobbato con le luci di Natale a cura del signor Goglio e magari una visita guidata al Castello Mediceo con le preparatissime guide Storiche Amatoriali della Pro Loco (controllare le date sul sito).

mercoledì 24 dicembre 2014

domenica 21 dicembre 2014

La trasferta verso Opuwo e gli imprevisti

Oggi abbiamo la sveglia molto presto, la trasferta in programma è una delle più lunghe del viaggio e non sappiamo che tipo di strade incontreremo. Speriamo che non sia tutta come i primi 70Km che abbiamo già visto venendo a Twyfelfontein, sterrati e parecchio dissestati.
Dopo la colazione abbondante ci mettiamo in macchina riempiendo i barilotti di acqua minerale di acqua del rubinetto. All'andata infatti parecchi bambini chiedevano acqua, siamo in una zona molto desertica e probabilmente vengono mandati dai genitori, a piedi, per chilometri  a riempire secchi e bottiglie.

Al bivio riprendiamo la C35 in direzione Nord e all'incrocio con la C39 decidiamo di deviare di una ventina di chilometri in direzione Khorixas per fare rifornimento di carburante; abbiamo infatti probabilmente "volato" il benzinaio di Uis e la lancetta ha superato la metà serbatorio in direzione riserva.
Felici di percorrere i chilometri dal bivio su una bellissima strada asfalta ci imbattiamo in una grandissima pompa di benzina... senza benzina! Ci dicono che l'autobotte dovrebbe arrivare tra le 10 e le 11 e rimaniamo male all'idea di dover aspettare più di mezzora! Ci parcheggiamo in attesa sotto un riparo da sole e veniamo avvicinati da una serie di persone alla ricerca di un po' di tutto: chiacchiere, soldi, cibo e chi più ne ha più ne metta. 

Presto si fanno le 10, poi le 11, poi le 12 e finalmente ci arrendiamo all'idea che nessuno sappia davvero quando arriverà il carburante. Iniziamo a metabolizzare l'attesa e a cercare di "prenderla con filosofia". 
Tanti turisti fortunati arrivano e ripartono facendo il pieno nelle loro macchine Diesel. Ci intratteniamo con una coppia di italiani in viaggio di nozze, anche loro in attesa di benzina mangiando un gelato ed una coca cola fresca acquistati al supermercato della stazione di servizio. Loro hanno reagito meglio pensando "siamo in Africa" ma hanno poca strada da fare per raggiungere il loro successivo pernotto... inoltre sono super seguiti dall'agenzia di viaggi che ha organizzato loro il viaggio.
L'attesa al distributore ci svela tutto uno spaccato di vita quotidiana namibiana con i ragazzi che probabilmente finiscono la scuola e si apprestano a tornare nei loro villaggi per un periodo di vacanza. Si radunano, in divisa, presso la stazione di benzina con valigie, coperte e cuscini in attesa di essere raccolti da pick-up che riescono a caricare dei numeri inimmaginabili di bambini e di bagagli.


Dopo mezzogiorno i due ragazzi conosciuti decidono di chiamare l'agenzia per capire a quanto dista il più vicino distributore di benzina, informazione che dai gestori della pompa non riusciamo ad ottenere. I loro contatti efficientissimi richiamano dicendoci esattamente i chilometri che ci separano dal distributore e confermandoci la disponibilità di benzina nella stazione successiva.
Si tratta di 103Km, non sappiamo quantificare la nostra autonomia perchè come da indicazioni, abbiamo sempre fatto benzina in ogni distributore incontrato, decidiamo però di affrontare la strada con due macchine cosi da supportarci a vicenda in caso una delle due finisca la benzina. Riprendiamo la C35 sempre in direzione Nord e contiamo i chilometri che ci separano da Kamanjab; appena superato il cartello con il nome di questo paese scansioniamo l'orizzonte in cerca della pompa che si trova già sulla strada per Palmwag, il posto che devono raggiungere i nostri compagni di sventura.

Arriviamo alla pompa con un sollievo indescrivible, facciamo rifornimento e ci separiamo dai ragazzi conosciuti poche ore fa e proseguiamo verso Nord su una C35 che magicamente diviene asfaltata e che ci consente un'andatura molto superiore alla media. Superiamo il check point veterinario che divide la zona sud, molto controllata, in cui gli animali allevati possono essere utilizzati per il turismo ed esportati, dalla zona nord, destinata all'allevamento ad esclusivo uso interno. Da qui in poi non riusciamo a riprendere il ritmo tenuto finora sull'asfalto perchè il bestiame è lasciato al pascolo libero e spesso invade la carreggiata. Il sole inizia poi a tramontare e lasciandoci in pochi minuti in un buio davvero totale con mia grande preoccupazione perchè era ciò che avevo sempre cercato di evitare dall'inizio del viaggio.
Gli ultimi 60Km sembrano non passare mai, sono molto tesa e vedo pericoli ovunque.

Finalmente verso le sette di sera arriviamo ad Opuwo, poco più che un villaggio, questo paesello mi colpisce per la quantità incredibile di persone per strada, di mezzi strani e per il convivere tra diverse etnie: gli himba camminano per strada nei loro costumi insieme ad herrero e a namibiani vestiti all'occidentale. 
Non ci sono altre strade oltre alla principale che attraversa il paese, ovunque sorgono baracche, rottami, edifici bassi in cemento. Seguiamo le indicazioni ricevute fino alla "ABBA Guesthouse", la sistemazione più economica del nostro viaggio. Sappiamo benissimo quello che ci aspetta ma ho avuto diversi contatti e mi è sembrato un posto dignitoso in cui fermarci, consapevoli che avremmo speso davvero poche ore in camera. Inoltre la ABBA devolve parte del guadagno agli orfani della città e paga lo stipendio ad alcuni insegnanti della scuola cristiana che sorge proprio all'interno della proprietà.

credits ABBA Guesthouse

Purtroppo Ndimilike, la ragazza con cui ero in contatto, è già andata a casa e al suo posto c'è un ragazzo poco cortese che ci respinge dicendoci che "non può darci la camera, c'è un problema, che la stanza non è pronta, che non crede proprio che noi possiamo dormire lì". Ignaro delle disavventure che hanno caratterizzato la nostra trasferta probabilmente mi avrà presa per pazza quando gli rispondo alterata che voglio la stanza che avevo prenotato da mesi e per la quale dall'inizio del viaggio, non accettando pagamenti con carte di credito, avevo dovuto mandare ben tre messaggi per confermare il nostro arrivo. 
Entriamo nella stanza e capiamo subito qual'è il problema: un forte odore di fogna, proveniente chissà da dove. La camera però è pulita e non vediamo l'ora di farci una doccia, rilassarci e mangiare qualcosa. Decidiamo quindi di accettare la camera e congediamo il receptionist prenotando la colazione per l'indomani mattina. 


Sono un po' demoralizzata dalla giornata e ho paura che i 500 chilometri percorsi oggi siano stati un po' inutili visto che non abbiamo avuto tempo per trovare una escursione collettiva per le Epupa Falls. Ho letto che la strada verso Epupa è parecchio disastrata e sconsigliata per la nostra macchina.
Ci mettiamo a dormire ma la mia indole di #programmatrice è parecchio agitata all'idea di non aver nessun programma per l'indomani.

Leggi anche le altre tappe di "#innamibiacolleone":

venerdì 19 dicembre 2014

Aqua Dome, una sorpresa tra i 3000

Chi mi conosce sa della mia passione per i centri termali, i centri benessere, i massaggi, gli idromassaggi, le piscine di acqua calda: insomma per tutto ciò che ha a che fare con il relax.
Mi piacciono le coccole, in ogni forma, e quando posso farmi coccolare per un giorno intero riesco a rigenerarmi completamente.

Qualche settimana fa ho scoperto il paese della cuccagna in ambito relax; un centro benessere che più "coccoloso" di così non si può, dove oltre al centro termale, alle piscine, alla spa con i massaggi , ti senti a tuo agio fin dal primo momento in cui metti piede nell'hotel.


Aqua Dome si trova in Tirolo, a Längenfeld, poco distante da Innsbruck, praticamente al di là delle Alpi.
Ci si arriva facilmente svalicando dal Brennero e percorrendo un tratto di autostrada austriaca e alcuni chilometri di statale, impiegandoci circa un'oretta dal confine.

Qualche giorno prima di partire, chiacchierando con un amico, le mie aspettative sono aumentate notevolmente. 
So che è una persona molto competente in materia di ricettività e sentirlo parlare in modo così entusiasta del luogo che mi accingevo a visitare non ha fatto altro che incuriosirmi ancora di più.
Una volta arrivata lì mi sono resa conto del perché di tanto entusiasmo...e non ho potuto che dargli ragione, ammettendo di avere gli occhi a "cuoricino".


Aqua Dome è una struttura imponente, ma perfettamente incastrata tra le montagne del Tirolo.
Proprio l'armonia e l'utilizzo dei materiali mi ha colpita immediatamente.
Nelle camere dell'hotel vengono utilizzati materiali naturali e il legno ovviamente la fa da padrone.



Gli ospiti dell'hotel oltre a godere delle "coccole" in camera e nei ristoranti, hanno accesso a tutte le aree benessere della struttura, compresa la SPA3000 [che si chiama così in onore delle cime alpine dell'Ötztal che sono tutte oltre i 3000 mt].



La SPA3000, oltre ad avere bagni turchi e saune particolari e dedicate alla clientela ridotta, ha anche delle zone relax che sono una più bella dell'altra. Vi lascio immaginare il mio entusiasmo nel provare prima i lettini sospesi, poi gli avvolgenti sacchi sui quali sdraiarsi ed infine le ceste appese nelle quali è possibile accoccolarsi per un po' di relax anche in coppia.

Credits Aqua Dome
Ma la parte formidabile è la zona a cui chiunque può accedere; anche se non si è ospiti dell'hotel, c'è la possibilità di utilizzare le piscine e la zona wellness con saune, zone relax e bagni turchi altrettanto interessanti e particolari. Dopo una bella sciata a Sölden non c'è nulla di più rigenerante che trascorrere il pomeriggio all'Aqua Dome. E se non amate lo sci, meglio ancora...si può trascorrere tutta la giornata a farsi coccolare e magari anche concedendosi un massaggio e un po' di esercizio fisico all'interno del fitness center.



A proposito di massaggi, io ho provato l'Hot Stone con le pietre dell'Ötztal: 25 minuti di rilassamento assicurato!

Credits Aqua Dome
Una precisazione: nella maggior parte delle saune e dei bagni turchi è vietato indossare il costume da bagno; questo per una questione di salute, poichè i tessuti dei costumi sono sintetici e con il calore non permettono al corpo di traspirare in modo corretto. Se però lo ritenete un tabù insormontabile, sappiate che ci sono "zone textile" in cui è consentito l'utilizzo del costume.















Il centro termale è aperto 365 giorni l'anno dalle 9.00 alle 23.00.
L'ingresso giornaliero varia dai 22,00€ ai 42,00€ in base alla stagione e alle combinazioni [piscine e/o saune].
Tutti i dettagli, su come raggiungere la struttura, per le prenotazioni e per le informazioni puntuali, si possono trovare direttamente sul sito di Aqua Dome


mercoledì 17 dicembre 2014

Dormire a... Novara: La Torre dei Canonici

Le terre Novaresi offrono scorci e panorami di rara bellezza: le architetture dell’Antonelli, a Novara,  le colline ricoperte di viti, le distese di acque e di risaie, abbazie e castelli… 
Se siete in visita da queste parti vi consigliamo un luogo perfetto per rilassarvi dalle fatiche turistiche: Torre dei Canonici, una bellissima  residenza dotata persino di una piccola Spa con piscina idromassaggio e sauna. Peccato essere arrivata a tarda sera, quando la Spa era ormai chiusa, e non averla potuta provare. Un buon motivo per tornare, anche perché la residenza può essere una valida scelta non solo se ci si trova dalle parti di Novara. 

Siamo infatti a Lumellogno, a soli 20 minuti dall’aeroporto di Malpensa e a poco più di mezz’ora dalla zona fiere di Milano; da tenere presente perché manca ormai poco ad Expo Milano 2015: un scelta per avere un momento di riposo in un contesto diverso da quello che possono offrire gli alberghi cittadini. 


  
E’ un elegante antico casale, dominato dalla torre la cui costruzione risale al ‘400. La torre, detta appunto dei canonici, fu costruita a difesa del mulino che ancora oggi sorge lungo il corso della roggia Orione, il canale di irrigazione a nord della residenza. 
L’edificio del mulino ha rivestito storicamente un ruolo importante perché qui, grazie al mulino a pala, avveniva la macinatura dei cereali raccolti nelle campagne circostanti. Oggi l’edificio è utilizzato per conferenze ed eventi.

 

Molto bello è il cortile interno, con un giardino curatissimo. In estate il dehor esterno è utilizzato per consumare i pasti all’aperto, ma anche per organizzare feste, piacevolmente immersi nella tranquillità della campagna. 


Le stanze sono molto spaziose, dotate di tutti i confort. Sono arredate  con mobili d’epoca dal gusto molto raffinato, ognuna personalizzata con arredi e colori diversi, curate in ogni particolare. 


La colazione è servita in un locale arredato anch’esso con molto buon gusto; nell'adiacente cucina vi potete servire tra un ampia scelta di marmellate, torte e biscotti prodotti direttamente dall'azienda agricola proprietaria di Torre dei Canonici… buonissimi!!


Un posto che consigliamo per staccare la spina e dedicarsi a momenti di assoluto relax!!

Per altre informazioni su Novara leggi anche:

Mangiare a....Novara
Novara da scoprire

lunedì 15 dicembre 2014

Nelle Marche con l'ospite del mese

Mi ricordo ancora il giorno in cui ho potuto considerarmi un "Marchigiano"...un giorno in cui, facendo 4 chiacchiere , qualcuno mi disse: " Per noi è marchigiano chi ha scelto di viverci!", quale dichiarazione migliore?

Potrei fare riferimento alla precisa e attenta voce di Wikipedia sulle Marche ma io voglio raccontarvi e descrivervi la mia versione.
Partendo dal presupposto che le Marche mi hanno dato una compagna stupenda ed una figlia altrettanto splendida, mi sono innamorato di questa terra da poco tempo in realtà. 
La terra marchigiana è terra tosta, terra che ti mastica un pochino prima di accoglierti o sputarti, terra che ti abbaglia d'estate con il riflesso del sole fra mare e collina (chi viene nelle Marche non può non passare dalla baia di Portonovo) e che ti gela d'inverno se ti addentri di qualche chilometro dalla costa (immancabile per gli appassionati di trekking la visita dei Monti Sibillini nel Parco Nazionale omonimo che si estende a cavallo tra le Marche, toccando le provincie di Macerata, fermo e Ascoli Piceno e l’Umbria); insomma è una terra che ti accoglie ...ma solo se lo vuole lei!



Una terra ricca di tradizioni antiche , basta pensare che quella che per il mondo è la serata di Halloween da queste parti, e precisamente nella bellissima Ostra Vetere (borgo risalente al XII scolo), è la notte degli “Sprevengoli” (Spiritelli).

Terra di borghi medievali: Offagna (Bandiera Arancione dove si svolge una delle feste medievali più famose d’Italia) , Agugliano, Polverigi, fino ad arrivare a borghi semisconosciuti come Petritoli.
Terra di tradizione religiosa: La stessa Ancona (una città stupenda e ricca di storia per la quale non basterebbe un solo post per descriverla) fu annessa allo stato Pontificio nel 500 e nel 1800 di cui rimangono tracce più che evidenti anche oggi; chi NON conosce Loreto con la sua Basilica e la Madonna nera?
Terra di  divertimento: Senigallia con il suo Caterraduno e del Summer Jamboree
Ma anche terra di innovatori e di industriali che hanno fatto la storia d’Italia: Berloni, Indesit, Scavolini, Teuco, Della Valle, Guzzini ...e tanti altri.



Uno straordinario mix di storia, tradizione e innovazione che, uniti dallo splendido panorama che si gode ad ogni angolo, fanno delle Marche una regione meravigliosa. Una regione ed una terra che nel frattempo ho imparato ad apprezzare ed  a capire  e sopratutto a scoprire (e a dirla tutta lo sto ancora facendo), rivelandosi veramente un territorio fantastico, ricco di storia, tradizione e sopratutto passione per la propria terra da parte di chi la abita e la vive!
Sfido chiunque a non rimanere sconcertati e rapiti da questo paesaggio.



Regione che ha dato vita ad alcuni dei più grandi e famosi imprenditori Italiani, di molti personaggi famosi e di rilievo (Giacomo Leopardi per dirne uno ...ma questo già si sapeva dai tempi della scuola), e di grandissimi vini.

Ecco, la mia passione per il vino ha avuto un picco impressionante arrivando qua; di seguito una splendida descrizione del territorio presa dal sito di Officina Enoica, associazione Milanese senza fini di lucro i cui fondatori hanno lo scopo di sostenere i Vignaioli:
Il territorio presenta condizioni climatiche e territoriali favorevoli alla coltivazione della vite, dovute alle ampie zone collinari che si succedono, intervallate da fiumi a carattere torrentizio, e che degradano verso il mare, dal quale spira una brezza salmastra; tuttavia questi requisiti non sono mai stati sfruttati appieno, se non negli ultimi anni. Oggi si guarda con attento interesse una regione che sta maturando, e grazie a cambiamenti relativi alla fisionomia dei vigneti, a oculate scelte produttive legate a minori rese per ettaro, lavori in cantina mirati all'ottenimento di vino di qualità piuttosto che di quantità, le Marche si affacciano sul mercato nazionale con prospettive di ampio respiro.La vite è presente nelle Marche da tempo immemore, infatti si hanno ritrovamenti di fossili di Vitis Vinifera risalenti all'Età del ferro, e il vino prodotto nella regione del Piceno, era già famoso agli antichi Romani. La produzione di vini bianchi copre il 60-70% della produzione globale, il resto è ben assortito e possiamo trovare vini rossi secchi, amabili, dolci, da carne da pesce, da tutto pasto e da dessert.

Partendo dai più famosi Rosso ConeroVerdicchio e Rosso Piceno arrivando fino ai semisconosciuti Bianchello del Metauro o Esino Bianco, Lacrima di Morro d’alba vini che lasciano trasparire dal loro sapore e colore tutto quanto è in grado di dare questa terra meravigliosa.

Potrei dilungarmi per ore a parlare di questa mia terra di adozione, ma il mio consiglio è...Veniteci!! e se avete altri 5 minuti da dedicare a questo post, andate a visitare il sito del Parco de Conero o meglio ancora fermatevi nella vostra enoteca preferita e assaggiate un vino Marchigiano.....scommettiamo che vi convinco??

« Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare. »

domenica 14 dicembre 2014

Ospite del mese: dicembre 2014

Concludiamo questo 2014 con l'ultimo ospite del mese.
A dicembre l'ospite è un amico milanese-marchigiano.
Con Fabio condivido non solo la passione per i viaggi, ma anche quella per il vino.
Leggiamo la sua presentazione, preparandoci a scoprire dove ci porterà domani


Milanese adottato nelle Marche, Alpino (ormai marittimo), padre e gran lavoratore. 
In perenne ricerca di un perché e di una nuova strada.Ho già vissuto due vita reali...chissà quelle passate. 
Winelover, blogger (per ora di un ammasso disordinato di post e pensieri) e Assaggiatore ONAV passione per i socialmedia e il Webmarketing, per i quali faccio consulenza amatoriale a tempo perso (se ne esiste). 
Il mio tipo di viaggio è tendenzialmente "comodo", mi piace esplorare e buttarmi a briglie sciolte nel viaggio ma adoro rilassarmi. Ho toccato quasi tutti i continenti ed il viaggio più bello in Giappone Fra Tokyo e Kyoto.
  
La vita è troppo breve per bere vino cattivo

venerdì 12 dicembre 2014

Consigli pratici per una Londra davvero Low Cost!

Aspettavo da tempo il ritorno a Londra, la prima metropoli visitata con la famiglia nell'anno della maturità. Quei quattro giorni del giugno 1998 che per la prima volta mi videro alla prese con una guida cartacea dalla quale scegliere l'itinerario giornaliero e che accesero in me quella voglia di viaggiare che ancora non mi ha lasciata! 

Da un paio di anni giravamo intorno a questa meta anche perchè Alex non ci era ancora stato, fino a che, un mercoledì di settembre, quando ancora non mi ero fatta una ragione della fine delle vacanze estive, un'offerta Ryanair mi ha consentito di calmare quell'ansia da rientro e dal non avere nulla di programmato all'orizzonte: due biglietti Torino - Londra a meno di 80€ andata e ritorno per fine novembre; il periodo non mi sembra il massimo ma dopo due whatsapp decidiamo di acquistare al volo!

Per spostarci verso il centro di Londra dopo un breve benchmark tra Stansted Express e Terravision decidiamo di optare per questo ultimo. I bus della Terravision infatti, impiegano 50 minuti a raggiungere ad esempio Liverpool Street dall'aeroporto di Stansted, poco di più del treno Stansted Express ma sono di granlunga più economici (8£ contro i 23,4£ del treno) e garantiscono il servizio tutta la notte, cosa non superflua per chi vola con Ryanair ed è costretto alla partenza intorno alle 4 di notte. A bordo, per chi non fosse proprio a suo agio con l'inglese, abbiamo trovato personale parlante italiano sia all'andata che al ritorno.


Dopo qualche giorno dalla prenotazione del volo inizio a cercare un hotel economico, chiedendo a qualche amico appena andato e cercando i vari siti di prenotazione che i successivi giorni mi inondano di newsletters e sconti su Londra. Non troviamo nessun hotel abbastanza centrale, abbastanza carino, abbastanza economico... fino a che non mi viene in mente di provare a guardare su Airbnb; da tanto voglio provarlo ma non ne ho ancora avuto occasione... cosi chiedo su twitter se qualcuno ha avuto esperienze positive e mi segnalano la camera di Antonella, una giornalista e Social Media Manager italiana che vive a Londra da alcuni anni. Antonella è anche autrice di "London call Torino risponde" un web magazine transmetropolitano che collega Londra a Torino ed è molto popolare su twitter come . Prenotiamo così senza troppi pensieri questa camera leggendo i commenti positivi degli ospiti.

La casa di Antonella è una casetta situata in un quartiere residenziale di Londra chiamato "London Fields" nel borough di Hackney, East London. A solo una fermata di metropolitana da Liverpool Street sembra in realtà di essere ben più fuori dalla city per la tranquillità che lo caratterizza.


Oltre che avere una bellissima casetta Antonella è un ottima padrona di casa e, vivendo a Londra da oltre tre anni, sa dare preziosi spunti per impostare la giornata o consigli su dove pranzare o quali mezzi prendere! Trovarci con la tazza di the e il muffin a pianificare la giornata è stata una costante dei nostri quattro giorni londinesi così come raccontarle tutto ciò che avevamo visto al nostro rientro.


Purtroppo un capitolo di spesa un po' salato ma irrinunciabile è l'abbonamento alla metropolitana e ad i mezzi pubblici di Londra: la Oyster Card nel nostro caso caricata con il settimanale in quanto ci siamo fermati per 4 giorni pieni, ovvero una travelcard da 7 giorni a 31,4£ a testa. Costosetta ma indispensabile per muoversi a Londra e utilissima anche per godere delle offerte 2x1 ad esempio al Museo delle Cere, alla Torre di Londra o al Tower Bridge.

Un capitolo su cui invece è facile risparmiare è il cibo, grazie ai numerosissimi mercati, ma di questo ne parliamo in un altro post!

martedì 9 dicembre 2014

Itinerari di vini....il castello-ricetto di Ghemme

“O dunque rimane provato che le colline del Novarese possono gareggiare coi colli della Borgogna"

Così si espresse Camillo Benso di Cavour quando, assaggiando i vini delle Colline Novaresi, venne colpito dalla loro bontà. Questi colli, grazie all’esposizione soleggiata ed al terreno morenico, furono sin dall’epoca romana un territorio favorevole allo svilupparsi delle attività vinicole. Sono molti i borghi  che hanno dato il nome a vini autoctoni, dalla qualità che non ha nulla da invidiare (e lo confermiamo dopo averli provati) a produzioni, piemontesi e non, ben più rinomate. 

In una location molto suggestiva, che riesce ad abbinare l'interesse per l'arte e per il vino, abbiamo visitato le Cantine Rovellotti. Siamo a Ghemme, nel Castello-Ricetto, un borgo fortificato tra i meglio conservati del Piemonte, originariamente costruito per difendere le popolazioni locali dalle incursioni esterne, che perse successivamente la sua connotazione difensiva per diventare un luogo in cui gli abitanti immagazzinavano i prodotti agricoli e vinicoli.




La famiglia Rovellotti svolge l'attività di viticoltori da seicento anni, in località 
Baraggiola, sulla collina ghemmese, utilizzando uve autoctone come il nebbiolo, la vespolina, la bonarda o uva rara e l'erbaluce, detta anche greco bianco novarese. I vini Rovellotti sono vinificati ed affinati in cantine del XIV secolo, ristrutturate, molto suggestive, all'interno di edifici i cui muri conservano ancora i bei decori costruiti con ciottoli di fiume disposti a spina di pesce. 


Il Sig.Paolo Rovellotti accoglie i visitatori con estrema cordialità e li accompagna nella sala adibita alla degustazione dei vini; le descrizioni e gli aneddoti del titolare raccontano di un'attività portata avanti con orgoglio e con passione. 

E' qui che "incontro" il Ghemme DOCG, vino straordinario

Intanto vengo subito colpita dal colore, un rosso granato molto intenso. Il profumo è molto gradevole, con sentori floreali (viola), leggermente speziati. Ma è con il sapore asciutto e pieno  che vengo definitivamente conquistata da questo vino, che si ricava dalle uve di nebbiolo e vespolina e si accompagna perfettamente ai salumi freschi che vengono offerti per la degustazione. 




Notevole anche il passito, dal colore giallo piuttosto carico, quasi ambrato.
Un profumo intenso e variegato, e un gusto ricco, aromatico e garbatamente dolce. Si ricava da uve di greco bianco novarese, lasciate appassire durante l'inverno e affinate in botti di rovere. 
Con il passito la degustazione prevede il gorgonzola... un abbinamento fantastico!





Con ironia il Sig.Paolo ci ricorda che i produttori di vino di Caluso non "gradiscono" che i produttori vinicoli di altre zone utilizzino in etichetta il nome del vitigno erbaluce. Ci presentano quindi il loro bianco etichettato "vitigno innominabile".... nome che in realtà nasconde un buon bianco erbaluce, profumatissimo, secco ed equilibrato al gusto.





Insomma, se siete amanti del buon vino, non potete mancare una visita nei territori collinari del Novarese: una realtà emergente, una piacevole scoperta di vini corposi e profumati in abbinamento ad una gastronomia ricca e legata alla tradizione.    

sabato 6 dicembre 2014

La magia di Grazzano Visconti e tre buoni motivi per ritornare

Nonostante abbia visitato questo grazioso borgo in una nebbiosa e anonima domenica autunnale, ne sono rimasta affascinata.
Grazzano Visconti si trova in provincia di Piacenza, non lontano dal centro città e facilmente raggiungile anche dall'autostrada per chi è di passaggio.


Appena si varcano le "porte" di questo paesino ci si trova immersi in un'atmosfera di altri tempi, come catapultati indietro nel tempo e bastano pochi passi per lasciarsi alle spalle le auto e la frenesia e venire inghiottiti da muri ed edifici ricchi di fascino. 





Passeggiando per le stradine del borgo su cui si affacciano case, negozi, ristoranti e graziose chiesette, si arriva al fulcro centrale di Grazzano: il castello. Non abbiamo potuto visitarlo (ecco un primo buon motivo per tornare!) ma anche da lontano se ne percepisce l'importanza: grande, maestoso e circondato da un immenso parco.


Il castello

Come accennato, sulle vie principali ci sono diversi negozi e, oltre ai classici souvenir, è possibile acquistare prodotti tipici come dolci e vino.


Torta di Grazzano Visconti con mandorle
Anche i ristoranti sono numerosi e offrono menu che permettono di scoprire le tradizioni culinarie locali, primi tra tutti i famosi salumi piacentini: coppa, culatello, etc... Purtroppo, come per il castello, non abbiamo avuto modo di fermarci per mangiare ma questa è sicuramente una seconda buona motivazione per visitare nuovamente Grazzano.

Infine, un terzo buon motivo per ritornare presto è la fitta agenda di eventi che vengono organizzati nel borgo per le feste natalizie (Natale a Grazzano).
Da 6 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015 sono veramente tante le iniziative in programma che animeranno Grazzano, tra queste sicuramente spiccano la mostra di presepi e la suggestiva fiaccolata di Capodanno all'interno del Parco del Castello.



Fiaccolata di Capodanno (http://natale.grazzano.it/)