giovedì 9 aprile 2015

Il Distretto del Novese si presenta

Alcuni giorni fa abbiamo partecipato ad un evento decisamente originale e ben studiato, un evento per la promozione del territorio organizzato al di fuori dei soliti schemi: uno speed-date con i prodotti di eccellenza ed i luoghi di rilievo storico e culturale del Distretto del Novese.
Il Distretto del Novese si trova in Piemonte, in un'area equidistante da Torino, Milano e Genova. 

Abbiamo scoperto i prodotti ed i luoghi, nella splendida cornice della sala della Città del Gusto a Torino.



Come premessa possiamo solo dire che tutti i produttori con cui abbiamo parlato e gli operatori che ci hanno raccontato il territorio sono stati in grado di incuriosirci a sufficienza, tanto che ci siamo divertite ad immaginare una visita di due giorni nel Distretto, evidenziando i prodotti che maggiormente ci hanno attratte e i luoghi che vorremmo visitare.




La nostra gita di due giornate inizia da Pozzolo Formigaro che è conosciuta soprattutto per il suo Castello medievale, oggi sede del municipio, costruito con funzione di rocca difensiva di pianura. Ancora oggi è possibile vedere le scanalature all'interno delle quali scorrevano le catene che movimentavano il ponte levatoio; al tempo infatti il castello era circondato da un fossato, oggi completamente coperto. 
Non lontano dal Castello, un altro luogo di interesse, questa volta più goloso: è la Pasticceria Artigiana 3D che produce dolci tipici come i Barlocchini, dolci preparati con farina di mais e gli amaretti della Borlasca, dal nome dell'antica torre del paese, poi andata distrutta.   


























Dopo questa dolce pausa enogastronomica, possiamo dedicarci alla visita di un bel borgo del Novese, che si trova circa a 17 km più a sud: Francavilla Bisio.

Il simbolo di questo paese è il bel castello con torrione che risale al medioevo, visitabile solo dall'esterno in quanto proprietà ed abitazione privata. Il torrione fa bella mostra di sé e rievolca passaggi di mercanti che proprio da queste zone passavano per recarsi al mare lungo la famosa "via del sale"
Francavilla Bisio è anche un paese con una particolare tradizione culinaria; in uno dei suoi ristoranti, l'Agriturismo Cascina Roma, sono stati ripresi i piatti del passato e della tradizione, uno fra tutti i ravioli serviti nel tovagliolo. Una golosa idea per pranzare!
Oltre a passeggiare per le vie di questo paese, una tappa immancabile è la biblioteca: grazie ad una donazione di più di 400 libri è la biblioteca italiana più all'avanguardia nell'ambito dell' americanistica con parecchi volumi su JF Kennedy, alcuni tra i quali autografati dal famoso Presidente USA. Da 6 anni qui, a settembre, si tiene la giornata della Cultura Americana che nel 2015 sarà spostata all'Expo di Milano proprio in onore dell'esposizione.

Dopo il pranzo e la visita del paese, riprendiamo il nostro mezzo per spingerci ancora più a sud di circa 20 km, a Ovada: tappa interessante nel distretto del Novese, soprattutto se siete appassionati di vini
Qui si produce una delle DOCG del Piemonte: il Dolcetto di Ovada Superiore ed è presente un consorzio di produttori di recente fondazione che raggruppa una ventina di cantine.



Il Dolcetto più conosciuto in Piemonte è quello di Dogliani, che da pochi anni addirittura ha perso la denominazione Dolcetto tenendo solo più quella Dogliani tanto per rimarcare quanto si capisca di che tipo di vino e di uve stiamo parlando.
Incuriosite dal Dolcetto di Ovada Superiore, però, ci siam avvicinate al banco di assaggio e abbiamo scambiato due parole con le persone che rappresentavano il consorzio. 
E' interessante scoprire come la promozione del vino, in questo caso, porti anche alla promozione del cibo e dei ristoranti della zona. Su una brochure preparata dal consorzio, infatti, si trovano i vari ristoranti che servono il Dolcetto di Ovada come accompagnamento alle pietanze.
E' un buon prodotto, ma purtroppo deve fare i conti con il "cugino" più famoso. 
Proprio perché ha attirato l'attenzione e l'interesse, ne leggerete preso sulla rubrica #ItaliainVino.

Terminiamo la giornata a Silvano d'Orba, un paesino di circa 2000 abitanti che si trova a 10 km da Ovada, dove si producono le grappe Gualco, distillate in uno storico alambicco discontinuo a bagnomaria (la distilleria venne fondata nel 1870 e ormai in Italia sopravvivono pochi impianti di questo genere) , procedimento che consente di non assorbire odore di fumo o bruciato e prendere quindi cattivi gusti. 
Nell'alambicco sono caricati 200 kg di vinaccia e dalla distillazione escono 10/15 litri per ora di grappa che affluisce in contenitori differenziati, procedimento che consente più selezione e controllo del prodotto. 

Si producono grappe di vinacce aromatizzate e anche liquori a base di grappa, ottenuti dalla miscela di infusioni a freddo di erbe officinali, frutta e radici.
La grappa è tutelata dalla Regione Piemonte, con uno specifico decreto legge, come prodotto tipico, cosa pressoché unica tra i distillati (solo 2 grappe lo sono, sulle 130 tipologie prodotte in Italia). La produzione è destinata per il 65% al mercato italiano e per il 35% all'estero, tra cui spiccano Germania, Canada e Giappone.

E' possibile pernottare in distilleria in camere munite di tutti i principali servizi. La distilleria si può visitare tutto l'anno, per una visita guidata (di circa un' ora) occorre prenotare, mentre il negozio è aperto 7 giorni su 7.  




Il secondo giorno, partendo da Silvano d'Orba e trasferendoci per una 15ina di km verso est approdiamo a Gavi.
In posizione scenografica, posto su una rocca naturale che domina un territorio caratterizzato dall'incontro tra la pianura, le colline e, in lontananza, il mare, si trova il Forte di Gavi
Questa fortezza difensiva fu costruita dai genovesi nel luogo dove sorgeva un castello medievale ed ebbe, nel corso dei secoli, diversi ampliamenti, che proseguirono fino all'inizio del XIX secolo. Oggi è  possibile visitare gli spazi del forte basso e la polveriera del 1700, una delle poche visitabili in Italia.    Il 26 aprile, alle ore 10.30 e alle ore 15.00, il Forte di Gavi ospiterà quest'anno le #invasionidigitali. Un occasione per visitare la fortezza ed assistere alla rievocazione storica organizzata per ricordare la presenza di una guarnigione regia al forte dal 1915 al 1918.  



Ecco l'ora di una pausa gustosa: trasferiamoci più a sud di 10 km e troviamo Voltaggio.
A Voltaggio c'è un prodotto tipico: l'amaretto morbido, e il panificio Carrosio lo produce dal 1899; da 4 generazioni insomma.
Questo amaretto è innanzi tutto speciale per i suoi ingredienti: è fatto con mandorle italiane e non con le armelline [i semi contenuti all'interno del nocciolo dell'albicocca], inoltre non contiene farina né proteine del latte; è quindi perfetto per chi soffre di intolleranze!
L'intera produzione del panificio Carrosio è interamente a mano e la cottura avviene in un forno a mattoni, proprio come faceva il capostipite.
La cosa interessante qui, oltre al fatto che si possono trovare altri dolci tipici [prevalentemente liguri, data la vicinanza alla Liguria] ed il pane con il lievito madre, è che si organizzano delle cooking class per insegnare ai turisti come preparare gli amaretti o altri dolci su richiesta. Queste cooking class vengono organizzate ad hoc, anche solo per due persone; è sufficiente mettersi in contatto con i proprietari è definire giorno è orario. Queste "lezioni" sono però sospese durante il mese di agosto, quando il movimento dei turisti qui è piuttosto alto e gli amaretti sono molto richiesti.






Nel pomeriggio ci si può spingere ancora più ad est, verso il confine con la Liguria e quindi arrivare  in Val Borbera, a Mongiardino Ligure, presso l'Azienda Agricola e Caseificio Vallenostra, per assaggiare il Montebore, formaggio famoso e antico, risalente all'anno mille, recuperato in questi territori negli anni '70. La forma a castello (sono infatti forme diverse di formaggio sovrapposte) ricorda la torre diroccata del paese. E' prodotto per il 70% con latte di vacca e per il 30% con latte di pecora e la stagionatura va da un minimo di 20 giorni fino ad un massimo di 3/4 mesi. Considerato uno dei formaggi più rari al mondo, è presidio slow food




Mappa giorno 1


Mappa Giorno 2

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