sabato 24 ottobre 2015

Expo2015: quando tutto si misura in coda ai padiglioni

Sta iniziando l'ultima settimana di Expo2015. Come da calendario, chiuderà i battenti sabato 31 ottobre.
Sembra ieri che è iniziato e siamo già alla fine.
Qualcuno non vede l'ora, perché posso ben capire che, per chi ci trascorre le sue giornate lavorando, le ore possano essere talvolta pesanti.
Molti invece vorrebbero che l'evento non terminasse con il mese di ottobre, alcuni quasi quasi sperano in una proroga dell'ultimo minuto, tante sono le persone che avrebbero voluto visitarlo, ma che per un motivo o per l'altro non ce l'hanno fatta...
In effetti una semi-proroga c'è: Padiglione Zero, Palazzo Italia e l'Albero della Vita rimarranno a disposizione dei visitatori anche oltre il termine del 31 ottobre.




In queste ultime settimane Expo2015 è stato spesso paragonato ad una infinita coda: attese agli ingressi, attese eterne ai padiglioni, serpentine di visitatori che si formavano su Cardo e Decumano e gente spesso spaventata da queste scene quasi apocalittiche. I Tg e i giornali riportavano queste notizie regolarmente, quasi come se fosse lo scoop del momento.

Io ho visitato Expo2015 la prima volta a maggio, due settimane dopo l'apertura. Lo ammetto, non era ancora completamente terminato, non tutti i padiglioni erano attivi al 100% ma di code quasi nemmeno l'ombra. Dico quasi perché per entrare al padiglione della Germania ho atteso una quarantina di minuti, mentre per visitare Palazzo Italia ho aspettato un po' più di un'ora. Nulla, in confronto alle recenti code di 8 ore per il padiglione del Giappone o alle 3 ore per quello degli Emirati Arabi.

Ora, a sentire di queste code interminabili, una domanda mi sorge spontanea: o vivi vicino a Expo2015 e quindi hai tempo di dedicare una giornata soltanto al Giappone perché sai che ci tornerai altre decine di volte per gli altri padiglioni e magari hai anche acquistato il biglietto stagionale che ti consente di entrare quante volte vuoi, oppure sei un masochista filo nipponico per il quale non vedere il padiglione del Giappone significa fare harakiri o lanciarti dal pirellone come un kamikaze. Permettetelo, qualche problemino, se vi siete fatti 8 ore per un padiglione, lo avete...

L'ultima mia visita risale a metà settembre. 
Ero tornata a luglio per un evento nel cluster del cioccolato grazie a Turismo Torino, in cui si presentavano i cioccolatieri torinesi e la storia del cioccolato che è così importante per la mia città. 
Ebbene, il mese scorso mi sono decisamente spaventata per il numero di persone che affollavano Expo2015.
Ho partecipato a uno dei Social Media Day organizzati dal social media team di Expo2015 e pertanto ho avuto il privilegio di entrare all'area con il pass Media. Ma mentre ero in coda al padiglione del Qatar ho sentito alcune persone accanto a me dire che si erano messe in fila ai cancelli dell'ingresso alle 9 ed erano riuscite ad entrare solo alle 10,50: tutto ciò ha dell'incredibile, davvero!

Tornando alla mia visita di settembre, ho avuto l'opportunità di visitare due padiglioni che non ero riuscita a vedere a maggio: quello della Spagna e quello del Regno Unito.
Ammettiamolo, il fatto di poterli visitare con una guida ha un valore aggiunto notevole. Purtroppo non è sempre possibile e in questo modo non tutti riescono a cogliere l'essenza del messaggio dei vari padiglioni.

Nel padiglione spagnolo abbiamo avuto la fortuna di intrattenerci con alcuni rappresentanti della Castilla y Leon, dato che ogni settimana si alternavano le varie regioni. Abbiamo assaggiato alcuni vini della zona guidati da un giovanissimo quanto intraprendente chef: David Lopez.




Successivamente ci siamo accodati ai visitatori per entrare nell'area del padiglione: le valigie e gli aerei posti all'ingresso hanno subito attirato la mia attenzione [da buona viaggiatrice] e il nostro cicerone ci ha spiegato che erano lì a significare il viaggio ed il percorso che la Spagna dedica al cibo, ai prodotti locali [che ben sono rappresentati all'interno] e agli chef.
Ho qui scoperto che la Spagna è il più grande produttore europeo di Olio d'oliva, che il DNA del pomodoro è un'innumerevole serie di A G e T e che numerosi chef spagnoli hanno reinterpretato le ricette tradizionali aggiungendo un tocco di modernità.




La visita al padiglione del Regno Unito, però, è quella che ho prediletto. Intanto l'accento molto british del nostro accompagnatore è stata la porta d'ingresso verso la Gran Bretagna, un tuffo nella cultura, nella lingua e nella tradizione [anche a tavola].
Finalmente ho potuto comprendere la struttura del padiglione: creata come se fosse un alveare, con il rumore delle api in un vero alveare in Gran Bretagna che si percepisce costantemente. Durante tutta la visita si è accompagnati dal "buzz" delle api e ogni volta che un'ape entra nell'alveare un sensore la intercetta e trasmette il segnale a Expo2015 facendo accendere una delle centinaia lampadine poste sulla struttura. Purtroppo con una bella giornata di sole non è così facile ed immediato accorgersi delle lampadine, ma all'imbrunire e soprattutto la sera pare essere davvero spettacolare.




Al padiglione UK ci hanno coccolati: abbiamo preso il tè del pomeriggio, nel classico stile british con panini salati, dolci e scones; dopo di che siamo scesi nella sala degustazione e abbiamo fatto un viaggio alla scoperta delle birre.
Inutile sottolineare la varietà di birre del Regno Unito. E' però stato molto interessante poter chiacchierare con i produttori e sentir raccontare dei gusti, dei profumi e delle miscele proprio da chi quelle birre le crea.





Un ultimo suggerimento, allora: non lasciatevi spaventare dalle code ai padiglioni. Se ancora non siete andati a Expo2015 ritagliatevi una giornata in questa ultima settimana e andateci. Magari scegliete quei padiglioni che non hanno coda, perché tutti quanti, a mio modesto parere, meritano una visita.

Se poi volete un consiglio su dove mangiare o per una pausa tra un padiglione e l'altro, io vi dico di assaggiare una pizza napoletana verace da Ecco Pasta e Pizza, partner del Padiglione Italia. 
Lo so bene che con tutte le cucine del mondo a disposizione uno voglia provare qualche gusto e qualche piatto particolare, ma la pizza come la fanno a Napoli si trova solo lì ... anche in questo caso è provare un piatto tipico cucinato in modo perfetto, con ingredienti rigorosamente locali!





Ubicazione: Rho MI, Italia

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