giovedì 26 febbraio 2015

Torbole: ancora Garda!

Dopo quasi un anno, venerdì torneremo sul Lago di Garda per partecipare al blog tour #MYAKTIVGARDA
Da brava lombarda, per più di 30 anni ho creduto che il Garda fosse la passeggiata della domenica sul lungo lago di Sirmione o Desenzano o la giornata al parco divertimenti più famoso d'Italia, Gardaland. Poi un invito a partecipare ad un blog tour a Tremosine e la scoperta del Lago Attivo, quello molto frequentato dai turisti tedeschi e olandesi che in barba agli stereotipi arrivano fin qui per dedicarsi ai loro sport preferiti durante le loro ferie estive.

Questa volta, invitati da Ilenia Morandi blogger di Gardamio ed ospiti nella stupenda cornice dell’Aktivhotel Santalucia di Torbole siamo invitati a scoprire il lago in bassa stagione, quando ben pochi osano sfidare il freddo per ammirare le bellezze del lago e provare a cambiare tipo di vacanza.  A dirla tutta l'inverno è sempre mite sul lago di Garda che si presta infatti alla coltivazione di uve, limoni e ulivi. 
Speriamo quindi di trovare bel tempo, il programma è molto fitto e ci auguriamo che il nostro allenamento sia stato sufficiente. Dovremo metterci alla prova con trekking, ferrate mountainbike per poi riposarci con una gita in barca a vela domenica mattina, sempre che lo skipper non ci faccia cazzare la randa, compito preferito di Alex durante la nostra prima vacanza in Croazia.

Dopo lo sport spero che avremo tempo di riposarci un po' nel wellness dell'Aktivhotel e sono sicura che il Garda ci stupirà anche a tavola con dell'ottima cucina tipica e con i vini del territorio: siamo in Trentino, non posso sbagliarmi!


Seguiteci con gli hashtag dell'evento #myaktivgarda #gardamio #myaktivhotel sui nostri social network e provate con noi la vancanza attiva: sono convinta che molti di voi abbandoneranno libro e lettino!

martedì 24 febbraio 2015

Una giornata a Greenwich

Greenwich è un quartiere della South London,  la parte di Londra a sud del fiume Tamigi, al quale secondo me va dedicata un intera giornata, meglio se di bel tempo come è stato per noi! 
Facilmente raggiungibile con la DLR e senza pagare alcuna maggiorazione rispetto alla Oyster o Travel card che vi consente di girare sulla tube in zona 1 e 2, Greenwich ha già l'atmosfera della campagna inglese pur trovandosi a pochi chilometri dal centro di Londra!

Scendendo alla fermata Cutty Sark vi troverete di fronte ad uno dei simboli del quartiere: il Cutty Sark appunto, l'ultimo dei grandi velieri della Jock Willis Shipping Line a navigare tra l'Inghilterra e la Cina trasportando tè prima dell'apertura del canale di Suez e lana dall'Australia dopo. La mostra allestita nella stiva del veliero è stata inaugurata nel 2012 dopo lunghissimi anni di restauro in seguito anche ad un incendio divampato proprio durante lavori.


Lasciando il Cutty Sark alle proprie spalle si raggiunge l'Old Royal Naval College un tempo ospedale per i marinai reduci di guerra e successivamente trasformato in College  ed ancora oggi adibito ad Università, poco dopo si incontra il National Maritime Museum, museo che raccoglie reperti della lunghissima storia della navigazione britannica.

Con una passeggiata attraverso il Greenwich Park fin sulla sommità di una verdeggiante collina, si raggiunge il Royal Observatory, l'Osservatorio Reale, progettato dall'architetto realte Christopher Wren su commissione di Re Carlo II. Qui si incontrano lo studio del mare e delle stelle.

Nel 1884 la Conferenza Internazionale di Washington D.C scelse Greenwich come sede del meridiano fondamentale con longitudine pari a zero, detto oggi proprio di Greenwich o GMT in sostituzione dei diversi sitemi esistenti fino ad allora per la misurazione del tempo e della longitudine: all'interno dei giardini della Flamsteed House è possibile scavalcare la linea rossa che divide a metà il globo terrestre.


All'interno dell'Osservatorio è possibile visitare l'appartamento piuttosto modesto dell'Astronomo reale e la sala Ottagonale che contiene uno dei più grandi telescopi al mondo, il grande telescopio Equatoriale

Installato nel 1893, fu fortemente voluto dall'astronomo reale Sir William Christie per continuare a garantire a Greenwich il primato che deteneva in materia di astronomia. 

La costruzione del Great Equatorial Telescope fu affidata ad Howard Grubb uno degli ottici più celebri dell'epoca e rimase in servizio a Greenwich fino al 1947 quando venne spostato nel nuovo osservatorio lontano dall'inquinamento della città nel Sussex. Nel 1971 però, una volta dismesso, il telescopio di Grubb è tornato qui, nella sua prima dimora. 

Nel 1975 in occasione delle celebrazioni dei 300 anni dell'osservatorio la sala ottagonale ottenne un nuovo rivestimento in fibra di vetro che sostituì la cipolla in legno seriamente danneggiata durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il motore del telescopio era alimentato dallo scorrere dell'acqua nel sottosuolo e quindi non poteva essere utilizzato quando l'acqua era ghiacciata. Fu così sostituito successivamente da un motore elettrico.

Ogni giorno alle ore 13 è possibile assistera al rituale dell'abbassamento della sfera rossa, la "Time Ball" che un tempo serviva ai marinai ancorati lungo il Tamigi a sincronizzare gli orologi di bordo.


Nelle giornate limpide come quella che abbiamo trovato noi dalla collina dell'Osservatorio è possibile ammirare Canary Wharf, il distretto finanziario che si trova sull'altra sponda del Tamigi.

 
Dopo un po' di relax nei bellissimi giardini di Greenwich ed un pranzo o una merenda al Greenwich Market o da Paul Rodhes Bakery (per maggiori informazioni su cosa mangiare a Londra, ho scritto un post in proposito) è possibile tornare in centro navigando sul Tamigi.



La Thames Clippers offre un servizio di river-bus perfettamente integrato con la Oyster Card che con una piccola aggiunta ci consente di provare anche l'ebbrezza della navigazione sul fiume Thames e ammirare da un nuovo punto di vista il Tower Bridge, la St. Paul Cathedral e infine Westmister Palace ed il Big Ben dove scendiamo e ritorniamo alla più autentica e chiassosa Londra.

domenica 22 febbraio 2015

Firenze con una guida d'eccezione

Quando visiti una città che già conosci, la guardi con occhi diversi.
Ti ritrovi a scoprire piccole cose che la prima volta non avevano attirato la tua attenzione, ti muovi con più sicurezza e ritrovi angoli, segni e luoghi che ti paiono familiari.




In questo modo appena dopo le vacanze di Natale ho trascorso una giornata a Firenze con due amiche, una delle quali svedesi ed alla prima visita in città.
E proprio perchè già conoscevo i monumenti principali, il Duomo, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio, gli Uffizi, non ho resistito alla proposta interessante di BeeMyGuide ed ho scelto una visita guidata particolare.

BeeMyGuide si definisce un "tour sharing": guide turistiche certificate mettono online proposte [sovente insolite e molto interessanti] per visitare un monumento o una parte della città; tramite il sito ci si prenota e si condividono con altri partecipanti i costi dell'evento.
La nostra guida a Firenze è stata Claudia, che io già conoscevo in quanto anche lei ha un blog di viaggi [ Viaggi Verde Acido ] e il monumento che abbiamo visitato è stata la Chiesa di Orsanmichele.




Quando dico che i tour guidati, se scelti bene, danno un valore aggiunto altissimo al turismo, credo di non dire nulla di nuovo; una volta in più, in questa occasione, ho potuto constatarlo.
Se non avessi scelto il tour e non avessi incontrato Claudia e seguito la sua spiegazione quasi non mi sarei neppure accorta di questo monumento che racconta una parte importantissima della storia di Firenze. Proprio lo stesso giorno, infatti, prima di incontrare Claudia nel pomeriggio per la visita, ci ero passata davanti almeno un paio di volte senza notarla.
La Chiesa di Orsanmichele, infatti, si trova proprio nel centro di Firenze, a poche centinaia di metri da Piazza della Signoria, in una zona frequentata da locali e da turisti.




Il valore aggiunto della visita, poi, è dato anche dal fatto che Claudia ci ha introdotte alla storia di Firenze e, soprattutto per la mia amica svedese, questo ha voluto dire capire in modo più approfondito tutte le sculture che si trovano nelle nicchie attorno all'edificio.




Questa edificio medievale fu costruito inizialmente come mercato dei cereali, ma grazie ad un affresco della Vergine che si riteneva miracoloso e che attirava fedeli, alla fine del XIV secolo fu convertito in chiesa.
All'esterno, tutto intorno, ci sono numerose nicchie che ospitano sculture di artisti famosissimi [Donatello, Ghiberti e Verrocchio, per citarne alcuni] che rappresentano i protettori delle corporazioni.




Se Claudia non ci avesse spiegato l'importanza delle corporazioni e di quanto fossero influenti in epoca medievale, sicuramente ci saremmo perse buona parte dell'esperienza: come in una caccia al tesoro, infatti, cercavamo i simboli delle corporazioni e ci meravigliavamo a scoprire i nomi dei santi protettori.




Alla fine della visita esterna, che ormai grazie a Claudia, non aveva più segreti per noi, siamo passati all'interno.
Innanzi tutto si rimane molto colpiti dalla disposizione, che ci ricorda di come l'edificio non fu inizialmente progettato come chiesà bensì come mercato e pertanto non ci sono navate centrali o laterali e altari principali o secondari.
Comunque sia l'altare è notevole ed interessante, in marmo e madreperla e con il tabernacolo dell'Orcagna.




Ma la parte più interessante, che senza qualcuno che te la indica rischieresti di non vedere, è la bocchetta da cui scendevano le granaglie per riempire i sacchi degli acquirenti.




Bella ed interessante questa visita alternativa di Firenze, che non ho svelato completamente per non perdervi il gusto di parteciparvi, ma che mi sento assolutamente di consigliare e di promuovere a pieni voti!

giovedì 19 febbraio 2015

Alba, non solo tartufi!

Alba è famosa in tutto il mondo per i suoi preziosissimi tartufi (in autunno si svolgerà l'85^ fiera internazionale del tartufo bianco di Alba) e tutti conoscono una delle sue industrie più importanti: la Ferrero (un doveroso ricordo va a Michele Ferrero, papà della Nutella, che è scomparso pochi giorni fa).
Non tutti però sanno che ad Alba c'è anche altro e ora noi proveremo a darvi una veloce panoramica per portarvi alla scoperta di questa graziosa cittadina.

Ci siamo trovati ad Alba un sabato mattina e siamo stati accolti da numerose bancarelle: era proprio il giorno del mercato settimanale del centro storico, davvero una gradita sorpresa poter passeggiare nelle vie del centro storico guardando di tanto in tanto i banchetti.
Dopo aver passeggiato un po', tra un negozio e una bancarella, siamo arrivati in Piazza Risorgimento (dove si affaccia la Cattedrale di San Lorenzo) e abbiamo preso un buon aperitivo all'Antico Caffè Calissano (in Piazza Risorgimento, proprio a fianco della Cattedrale). 
 
Alba - Cattedrale San Lorenzo
Facciata della cattedrale di San Lorenzo

Piazza Risorgimento Alba
Piazza Risorgimento


Dopo l'aperitivo, ci siamo fatti tentare da qualche dolcetto tipico del posto e siamo entrati in uno dei numerosi forni/pasticcerie che si affacciano sulle vie del centro storico. Davvero buonissimi, da assaggiare!



Soddisfatti dei dolci mangiati, ci siamo diretti verso un'altra tappa fondamentale per chi visita Alba: la Chiesa di San Giuseppe dal cui campanile è possibile godere di una suggestiva vista della città dall'alto.


Campanile della Chiesa di San Giuseppe
Se vi trovate in zona in uno dei prossimi weekend, vi suggeriamo di partecipare alla visita Alba Sotteranea. Purtroppo quando siamo stati noi non era in programma alcun giro guidato; per il momento non abbiamo ancora potuto sperimentare in prima persona l'iniziativa, ma ci ha molto incuriosito la possibilità di esplorare ciò che si nasconde sotto le vie e i marciapiedi  e ripercorrere più di duemila anni di storia insieme ad un archeologo professionista.

martedì 17 febbraio 2015

Palermo, arrivo!

Oggi si riparte, torno al sud, torno in Sicilia!
Dopo meno di un mese dal rientro dalla prima tappa di #ItaliainVino, oggi e domani sarò a Palermo.

Non vedo l'ora di scoprire questa città, che già mi aveva conquistato un paio di anni fa, e di soggiornare in uno dei nuovi hotel della catena Accor : l'Ibis Style di via Crispi.


credits Accor Hotels

Questo hotel è uno degli 8 Ibis Style in Italia, un nuovo stile per rendere gli hotel di questa nota catena ancora più riconoscibili, più accoglienti, più completi e...perché no, anche più allegri.
Le caratteristiche infatti sono i colori e l'attenzione allo stile che si rispecchia nell'arredamento, nel decoro e nel servizio offerto.

Da ospite più volte in passato degli hotel Ibis, non vi nascondo una certa curiosità per ciò che scoprirò riguardo alla nuova catena.
In più, oltre ad esplorare la città di Palermo, che mi ha già affascinata in passato, ci sarà anche un contest a cui parteciperò: seguitemi allora!

Si decolla per l'avventura #CaptureIbisStyle. Palermo, arrivo!

domenica 15 febbraio 2015

A good way to visit Rome

If you are planning a trip to Rome and are intending to visit the Vatican and the Colosseum, you should definitely consider to book a guided tour beforehand. The main benefit is that you can skip the queue and also gain some interesting background information from your guide, when visiting the sites, that will further enhance your experience.


Rome is one of those cities that many people, including me, have on their bucket-list. This is why me and my friend decided to book a trip to Rome in March 2014. 
Considering that we would only stay for a limited time, a weekend, we started to investigate the possibility to explore the main tourist attractions with a guided tour. We found a website that offered several tours in Rome and decided to book two tours. One tour to the Vatican including the Vatican museums and another tour visiting the Colosseum and Romana Forum.

Some days before departure to Rome, we received information from Viator regarding timing and meeting point. 
The information was sufficient and it was quite easy to find the location where to meet the guide. Furthermore, there were also representatives throughout the meeting point that directed you towards the correct location. 
At the meeting point, the guide provided you with audio guidance, which were used throughout the tour by the guide to communicate with the group. 
The guide was very knowledgeable and gave us background information that enabled us to gain a deeper understanding of the site and its surroundings. 



This was especially valuable when visiting Forum Romana, where the guide had brought pictures of how it might have looked like. 
Looking at the ruins it is quite difficult to picture how it might have looked like. 


Another benefit we found was very valuable with attending the tours, was the fact that you could skip the line. This was especially beneficial when visiting the Vatican and the Vatican museums. 
Even though we were there early morning when the museum opened, the queue to enter was already very long and I suspect you would have easy spent an hour just queuing to enter. And considering that the total cost for the guided tour did not cost much more than the entrance fee, we found it definitely worthwhile to spend some extra money in order to just skip the lines. 
Time is also money and you rather spend your time exploring and experiencing Rome.


Rome is really equally as great as they say and I definitely would like to visit it again!

sabato 14 febbraio 2015

Ospite del Mese: Febbraio 2015

Questo mese ospitiamo uno dei primi amici internazionali.
Il suo racconto di domani sarà in inglese, ma lo troverete in italiano tra qualche giorno...

This month we host one of the first international friend!
Tomorrow you will read her english post that will be soon translated in italian as well.


Virginia is a “gelato-loving” lady who is a true globetrotter and has travelled around the world both for leisure as well as for business. 
Tomorrow she will give us some advice on how to visit a big european city... guess which one?

giovedì 12 febbraio 2015

Maastricht, una giornata nel cuore dell'Europa

Edifici storici, negozi di classe, ristoranti, street food e tante biciclette: questa è Maastricht, una delle più antiche città dei Paesi Bassi.





Questa cittadina, nota a tutti per il famoso Trattato del 1992 in cui si definirono i parametri economici per entrare a far parte dell'Unione Europea, è piacevolmente visitabile in una giornata, a piedi o in bicicletta.
Il centro storico non è particolarmente grande e per le visite ci si può affidare all'ufficio del Turismo, VVVMaastricht  in Kleine Staat 1, che organizza passeggiate guidate oppure propone delle visite in autonomia con il supporto di una piccola brochure.


Mappa Dell'Ufficio del Turismo (VVV)
Noi abbiamo scelto la seconda opzione, per poter scoprire Maastricht al nostro ritmo, fermandoci per delle piccole pause gastronomiche qua e là e approfittandone anche per dare un’occhiata al mercatino di Natale su Vrijthof, dato che l'abbiamo visitata all'inizio di dicembre.

Mi piace particolarmente scoprire i piccoli angoli e talvolta camminare col naso all'insù per esplorare le città da una diversa prospettiva. E qui mi sono divertita veramente, perché oltre ad essere ricca di monumenti e chiese, Maastricht ha dei bellissimi palazzi e delle piazzette intime e particolari.


Se volete esplorare la città con noi, iniziamo la passeggiata dall'ufficio del turismo. Questo ex palazzo di giustizia, in stile gotico, sul lato sinistro mostra ancora le intelaiature lignee classiche degli edifici del XVI secolo. 





Incamminandoci lungo Kleine Staat, giriamo a sinistra in Maastrichter Smedenstraat e ci inoltriamo per le strade della parte più antica della città, quella originariamente fortificata dai romani.

Poco più avanti, sulla destra, prendiamo Havenstraat e poi giriamo subito nella prima stradina a sinistra: ecco il luogo che ho preferito in assoluto, la piazzetta Op de Thermen. Perchè io l'abbia preferito è facilmente intuibile: un piazza racchiusa tra le case, tranquilla, romantica, con quella quiete e quel silenzio in cui ci stai bene. Il nome deriva dal fatto che proprio qui erano edificate le antiche terme gallo-romane.





Lasciata [a malincuore] la piazzetta continuiamo fino alla fine di Morenstraatje e giriamo a destra su Stokstraat. Questa è la via dei negozi esclusivi.
Maastricht ha un centro pedonale molto ricco di negozi ed è piacevole passeggiare anche soltanto per guardare le vetrine e sorseggiare un caffè.


A proposito di caffè, il mio consiglio è di accompagnarlo con un waffel: anche qui, come in Belgio, questi dolci sono molto comuni. Pinky è uno dei luoghi ideali e offre i waffel migliori della città; c'è più di un negozio nel centro, ma se volete sedervi per mangiare con calma vi suggerisco di andare in quello che affaccia al nr 1 di Vrithof, la piazza centrale.





Ma continuando la nostra passeggiata su Stokstraat arriviamo all'incrocio con Plankstraate; percorrendola per un breve tratto giungiamo in una delle piazze principali della città: Onze Lieve Vrouweplein. Su questa piazza sorge la Basilica di Nostra Signora che esteriormente assomiglia più a una fortificazione che ad una chiesa. L'interno però è molto suggestivo, soprattutto per il fatto che per accedervi bisogna passare attraverso la cappella votiva "Stella del Mare" piuttosto buia rischiarata soltanto dalle centinaia di candele accese dai fedeli. Purtroppo durante la nostra visita era in corso la messa e quindi non ci è stato possibile fotografare, ma soltanto sbirciare l'interno dal fondo della navata centrale.





Usciamo dalla chiesa e ci dirigiamo verso la Mosa, il fiume che attraversa Maastricht.
Appena dietro la chiesa c'è un piccolo edificio piuttosto curioso... e goloso. Si tratta di una postazione di guardia, qui infatti c'era una delle antiche porte della città, ed al suo interno oggi c'è una super gelateria. Quando siamo passati noi faceva un po' freddino, quindi niente gelato, ma l'aspetto dalle vetrine era alquanto invitante!




Girando nella seconda traversa a destra ci troviamo a salire alcuni scalini che ci portano a uno dei Bastioni della città, costruito come parte del primo muro di cinta durante il medioevo.
Anche qui è carino scoprire i piccoli giardini e gli appartamenti che affacciano sul bastione. Devo dire che una casa qui non mi dispiacerebbe per nulla!



Alla fine della cinta muraria scendiamo verso la Porta dell'Inferno [Helpoort], la più antica d'Olanda. Originariamente questa porta aveva una saracinesca, oggi il passaggio è aperto a pedoni e mezzi di trasporto, ma si vedono ancora le scanalature al suo interno.





Oltrepassata la porta ci troviamo di fronte la Pesthuys [Casa della Peste], un antico mulino ad acqua usato come cartiera. Il suo nome deriva dalle baracche degli appestati che si trovavano nei dintorni.

Procedendo sulla destra attraversiamo un ponticello e costeggiamo il piccolo canale nel senso contrario alla corrente; passiamo accanto ad un edificio allegro, soprattutto per le imposte colorate di rosso e di bianco: l'antico monastero Faliezusterksklooster. Le persiane sono in tipico stile rinascimentale della Mosa.



Superiamo la Begijnenstraat e giriamo a destra nella Sint Pieterstraat. Qui si ritrovano i resti della prima cinta muraria che possiamo costeggiare percorrendo un tratto di Lang Grachtje sulla sinistra. Questa parte, con le antiche mura, deve essere bellissima in primavera e in estate quando le piante rampicanti che la ricoprono mostrano le loro belle foglie verdi e i loro fiori profumati.



Fate attenzione! ad un certo punto girate verso destra, su Hilariusstraatje; questa viuzza è davvero minuscola, ma bella perché poco conosciuta. Amo sempre scoprire questi posti anonimi che rispecchiano la vita reale delle città.





Dopo aver percorso Hilariusstraatje giriamo a sinistra e percorriamo Tafelstraat, con i suoi edifici imponenti, fino ad arrivare al viale di tigli di Grote Tafelstraat. Questo parrebbe essere uno dei luoghi più belli della città, incrocio di cinque strade, un tempo luogo dove sorgeva la porta dei conciatori. Sarà per l'aspetto spoglio degli alberi e per il fatto che non c'è molta gente in giro, ma io non ho trovato tutto quel granché... magari tornandoci in estate potrei scoprire un altro aspetto della zona.

Da Tafelstraat giriamo in Achter de Molens e continuiamo dritto fino a Klein Grachtje seguendo ancora il primo muro di cinta. Procediamo nella Verwerhoek costeggiando il fiume Jeker e alla fine della strada svoltiamo a sinistra in Leculenstraat; questo è il quartiere studentesco, dove si trovano l'Università di Maastricht, la Scuola di Arte Drammatica, il Conservatorio e l'Accademia Jan van Eyck.

A destra imbocchiamo la Bouillonstraat e ci dirigiamo verso la salita per arrivare a Sint Servaasklooster, costeggiando edifici dedicati al posto di guardia e alle canoniche ottocentesche che fecero parte del capitolo di San Servazio.
Arriviamo così in piazza Henric van Veldekeplein, dedicata al primo poeta di lingua olandese la cui statua si trova nel centro dei giardini.

Questa piazzetta si trova alle spalle della Chiesa di San Giovanni [Sint-Janskerk] famosissima per la sua imponente torre rossa alta 70 metri.



Sulla sinistra ecco finalmente la Sint Servaasbasiliek [Basilica di San Servazio] che sorge sulla tomba del santo appunto, primo vescovo di Maastricht e patrono della città. Anche questa chiesa ha un aspetto imponente e molto simile a una fortezza come già la Onze Lieve Vrouwebasiliek. L'interno merita una visita: le vetrate, l'altare e l'imponente organo sono davvero notevoli.




Scendendo verso Vrijthof, la famosa piazza centrale, iniziamo a pensare al pranzo. Un tipico street food olandese è quello che si può acquistare presso le Friture: patate fritte, crocchette di carne e di patate, wurstel... una gioia per il palato e per il colesterolo, insomma!

Decidiamo di lasciare a dopo la passeggiata su Vrijthof e ci dirigiamo verso Markt, la piazza del Municipio, per concederci un cartoccio di patate fritte, ma con un tocco tipico di Maastricht: il Zuurvlees, uno spezzatino di carne di cavallo e di manzo cotto con ginepro, alloro, chiodi di garofano, pane speziato sminuzzato e composta di mele servito nel cartoccio sopra le patate fritte





Dopo pranzo continuiamo a passeggiare su Vrijthof; c'è il mercatino di Natale ed è carino osservare i prodotti tipici in vendita e altre specialità di streetfood che si possono assaggiare: la patata fritta a spirale arrotolata su un bastoncino e passata nella paprika, il panino con l'aringa cruda e i pezzetti di cipolla e i dolci fritti che ricordano tanto i nostri bomboloni, ma hanno una pasta più compatta.



Proseguiamo la nostra esplorazione vagando per le stradine nei dintorni di Vrijthof e arriviamo a una chiesa che, dopo essere stata sconsacrata, è stata adibita a libreria. E' enorme e al fondo, dove una volta c'era l'altare, c'è un bar; un'ottima idea per girare in mezzo alla cultura e poi sedersi a sorseggiare un caffè caldo nelle giornate invernali.




Come alternativa per scaldarsi un po', dopo aver passeggiato per Grote Staat ed aver guardato un po' di negozi, ci si può fermare accanto al ponte sulla Mosa, il St. Servaasbrug, per una tazza di Gluhwein alla cannella.


Per cena ci concediamo un pasto "esotico" al ristorante indonesiano Gadjah Mas, al nr. 42 di Rechtstraat, la seconda strada sulla destra superato il St. Servaasbrug. 

La cucina indonesiana è per me una piacevole scoperta; nonostante ami e abbia assaggiato diverse cucine asiatiche, questa mi era sconosciuta. La soluzione migliore, secondo me, è prendere il menu proposto con diversi assaggi. Inizialmente ci siamo spaventati vedendo arrivare così tante portate per due persone soltanto, ma è stato piacevole spaziare dall'agrodolce al piccante, dal caldo al freddo, ed apprezzare il cibo di questa ex colonia che influenza ancora la cultura olandese a tavola.






martedì 10 febbraio 2015

Il fascino di Fes, la più antica delle città imperiali del Marocco

Guidare nel centro delle città marocchine è sicuramente un'esperienza un po' estrema; lo è ancora di più se l'autista al quale avete riconsegnato l'automobile, affittata per il viaggio, decide di accompagnarvi al riad dove alloggerete, ma ha fretta di andarsene ... insomma dando libero sfogo alla creatività del linguaggio verbale e dei gesti, dopo una mezz'ora di panico (nostro) l'autista ci recapita a Bab el Rcif, una delle porte di accesso a Fes el Bali, la medina di Fes

Il riad che abbiamo scelto è il El Bacha. Suggeriamo di non provare ad arrivarci da soli (è in un vicolo strettissimo e l’insegna è grande poco più di un foglio A4) ma, così come abbiamo fatto noi, telefonare a Adbu, il gentilissimo gestore del riad che, in pochi minuti, vi viene a prendere e vi accompagna a piedi, già completamente immersi nel caos della medina. 
Il riad ha un'ambientazione veramente tipica e suggestiva. Lo consigliamo anche per la bellissima terrazza, dove viene servita la colazione... secondo Abdu la miglior vista sulla medina di Fes! Un amalgama indistinto di case, vicoli e tetti, di tanto in tanto interrotto dai minareti il cui colore dominante è il verde, il colore dell’islam, simbolo della forte identità spirituale della città. 

Fes el Bali (dalla terrazza del Riad el Bacha)

Riad el Bacha
Molti suggeriscono di visitare Fes el Bali affindandosi ad una guida, prestando attenzione che non faccia parte delle "faux guides" (guide non ufficiali). Adbu ci suggerisce invece di provare da soli, spiegando che la medina ha due lunghe strade principali che la attraversano: Talaa Kebira e Talaa Seghira; il resto sono vicoli strettissimi che però arrivano tutti alle due strade principali, contrassegnate anche da cartelli colorati che indicano i percorsi all'interno della medina. In realtà orientarsi è complesso e bisogna mettere in conto di trovarsi qualche volta a ripercorrere tratti appena percorsi qualche minuto prima, così come di essere rincorsi da ragazzini che vogliono accompagnarti per la visita. 
Ma Abdu alla fine ha avuto ragione: camminare senza meta per la medina, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è il modo migliore per cogliere lo spirito di questo luogo insolito, indimenticabile per i colori, gli odori, la confusione dei vicoli percorsi dai muli, che qui sono l'unico mezzo di trasporto di una miriade di merci diverse; ogni vicolo ha la sua peculiarità: tintori, orafi, lavoratori di metalli (non perdetevi Place Seffarine, dove gli artigiani lavorano l'ottone), sarti, venditori di spezie, profumi, dolciumi, stoffe...  


Place Seffarine
Muli al lavoro
Il nostro vagare nella medina ci riserva anche qualche esperienza un po' forte: la vendita di polli e tacchini che vengono uccisi, spennati e impacchettati davanti al cliente che li ha scelti, le macellerie con le teste degli animali morti con le carni ancora sanguinanti, l'odore acre delle concerie.

Vendita di carni 
Accompagnati da un ragazzino, nostra guida turistica improvvisata per un breve tratto, arriviamo alla Chouara, la più antica conceria del paese, accolti dall’odore acido e nauseabondo degli escrementi di piccione e urina di mucca che, mescolati alla cenere, sono impiegati nella concia delle pelli. Si sale su una delle terrazze che si affacciano sulle concerie e l’odore acre è un po’ attutito dal rametto di menta che viene offerta ai turisti. Si rimane colpiti dai bellissimi colori delle vasche, che appaiono ancora più vivi in contrasto con i colori spenti degli edifici fatiscenti che circondano la conceria. Rapiti da questo spettacolo, egoisticamente quasi ci si dimentica del terribile lavoro che svolgono i conciatori, immersi per ore fino alle ginocchia in miscele nauseabonde alle quali sono aggiunte sostanze chimiche, calce, acqua e sale, per rammollire e rendere malleabili e morbide le pelli, in condizioni molto difficili, secondo procedimenti rimasti immutati dal Medioevo. 

Chouara

Strade strettissime, immensi bazar, passaggi e angoli bui e improvvisamente bellissime fontane, alcune semplici vasche addossate al muro, altre decorate con mattonelle colorate e stucchi che sembrano ricami. Bellissima quella di Place Nejjarine! 
Fontana Nejjarine

Fes, la più antica delle città imperiali, nel VIII secolo accolse 8000 famiglie arabe in fuga dall'Andalusia e altre provenienti da Kairouan, Tunisia, che qui portarono la loro arte e contribuirono alla sua grandezza architettonica, culturale e spirituale. Camminando tra gli edifici scorgiamo porte arabescate che si aprono sugli ampi cortili delle mederse, le scuole coraniche, come la Medersa Bou Inania, o delle moschee, tra cui la Moschea al-Qarawiyyin o al-Karaouine, annessa all'Università, una tra le più antiche al  mondo


Moschea al-Qarawiyyin

Per avere una visione d'insieme della città di Fes uscite dalla medina dalla Bab Bou Jeloud, la porta di accesso più bella di Fes, e percorrete dall'esterno le mura medievali. 

Mura

Una piacevolissima passeggiata di circa mezz'ora vi porta a Borj Nord, la fortezza saadita che ospita un' esposizione di armi. 
La vista è mozzafiato e lo sguardo spazia su tutta Fes: la Ville Nouvelle, con i suoi grandi viali alberati ; il mellah, il quartiere ebraico; Fes el Bali, la più grande città medievale araba al mondo. 

Panorama da Borj Nord



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