giovedì 30 aprile 2015

A cavallo con uno sguardo al Garda

Non andavo a cavallo dai tempi delle scuole superiori, quando con le amiche del liceo ogni tanto organizzavamo una domenica al maneggio.
Ricordo l'entusiasmo per le cavalcate e l'amore per i cavalli... ancora adesso quando passo accanto ad un maneggio o ad un ricovero per cavalli mi fermo per annusare l'aria; l'odore è inconfondibile e [sarà un po' come per le madeleines di Proust] la mia mente torna agli anni spensierati da teenager.

Ho avuto l'opportunità di cavalcare di nuovo durante il week-end con #GardaGreen, proprio per scoprire un turismo slow e green nel basso Garda, sulle pendici del Monte Baldo.
A pochi chilometri dal lago c'è un territorio di colline e montagne da scoprire e per me che conoscevo il Garda principalmente per le cittadine affacciate sulle sue acque, è stata un'esperienza unica.


Il Ranch Barlot si trova a Caprino Veronese, a mezza collina, e si affaccia sulla valle sottostante.
Quando arriviamo i cavalli sono già in fermento. Il sig. Angelo e la figlia Silvia stanno preparandoli e basta un'occhiata e due parole scambiate con noi del gruppo per comprendere quale cavallo affidarci.

Il sig. Angelo gestisce questo ranch da alcuni decenni, quando con i figli ancora piccoli decide di dare una svolta alla sua vita e dedicarsi agli animali che ama da sempre. Non è semplice all'inizio, come in tutte le cose sai cosa lasci ma non sai mai cosa trovi e non sai soprattutto se quello che stai per intraprendere riuscirà a far in modo che la tua famiglia e i tuoi figli riusciranno a condurre una vita serena.
E' Silvia, la figlia minore, che racconta con orgoglio le avventure del papà che ha sempre ammirato e che ha deciso di seguire nella sua impresa. E' l'emozione che traspare dalle parole, mentre siamo a tavola dopo la cavalcata, che mi fa comprendere meglio di ogni altra cosa quello che vuol dire amare il proprio lavoro, la propria vita all'aria aperta e soprattutto gli animali.

I cavalli, come tutti gli altri animali, "sentono" chi sta loro accanto. Basta uno schiocco di lingua o una parola detta in modo deciso perché rispondano e reagiscono agli stimoli.

Una volta in groppa ammetto di essere inizialmente intimorita: non ricordavo quanto fosse alto da terra stare seduta su un cavallo e non ricordo il senso di fiducia che bisogna dare all'animale e soprattutto la decisione con cui bisogna tenere le redini.



Dopo un breve momento di istruzioni e qualche giro nel recinto per prendere dimestichezza con briglie, staffe e soprattutto cavalli, siamo pronti a partire in passeggiata. Uno dietro l'altro ci avviamo, sempre scortati da Angelo e Silvia e ben saldi in sella. 
Il "ben saldi in sella" per me si riduce a un dolore lancinante alle gambe per la tensione, soprattutto nei tratti di discesa quando vedi il cavallo che abbassa la testa e la terra laggiù in basso, Ma dopo la prima pausa per sgranchirsi le gambe, si risale in sella più tranquilli.




Il mio cavallo, Apache, è perfetto...non potrei chiedere di meglio. Docile e sicuro, mi fa capire con dei movimenti del capo quando non tengo bene le briglie e dopo una mezz'ora recupero quella fiducia che avevo ai tempi della scuola e mi lascio portare.
E' lì che allora mi guardo intorno, nei boschi e nei prati che attraversiamo, per godermi la natura e la tranquillità di una passeggiata a cavallo.




La cavalcata non è solamente un momento per entrare in contatto con il cavallo e apprezzare questa armonia uomo-animale, ma è anche stare bene in mezzo alla natura, tornare un po' alle origini.

Siete appassionati di serie TV? Avete visto "Ad un passo dal cielo" con Terence Hill? Ebbene il suo cavallo è proprio qui al Ranch Barlot. E' un animale bellissimo ed è anche un attore nato!


Google credits



martedì 28 aprile 2015

Mangiare (e dormire) a .... Trivero, Biella

Scoprire nuovi luoghi e culture, ricercare gusti e sapori sconosciuti… spesso si viaggia lontano, alla ricerca di tutto questo, e si dimenticano luoghi più vicini a noi, che invece possono sorprendere e regalare esperienze inaspettate.
E’ con questo pensiero che ho partecipato al blogtour #galbielladagustare, organizzato da GAL Montagne Biellesi e AlohaViaggi, grazie al quale ho scoperto un angolo di Piemonte che non conoscevo, ricco di bei luoghi e di interessanti proposte enogastronomiche.

Conoscete la paletta biellese? L'Agriturismo Cascina Il Faggio, gestito dai  simpatici Luca e Olivia, ci accoglie per conoscere questa eccellenza del Biellese, originaria di Coggiola, un insaccato che deve il suo nome al l’osso piatto della scapola del suino, che ricorda appunto una piccola pala.

Lo Chef Luciano Alberti ci racconta in modo appassionato la produzione della paletta, esperienza recente dello chef, dopo altre precedenti dedicate alla ristorazione, di come sia nata quasi per necessità, perché in passato (le prime notizie di questo prodotto risalgono al 1774) le parti migliori dell’animale finivano tutte in zone lontane (Emilia e Friuli) per sostenere produzioni di salumi più blasonate e non rimaneva, per le produzioni locali, che utilizzare questa parte meno nobile dell’animale. Il risultato comunque è stato ottimo e davvero mi sento di condividere il desiderio dei Biellesi di vedere questo prodotto riconosciuto e apprezzato a livello nazionale. 

Agriturismo Cascina Il Faggio-Lo Chef Luciano Alberti ci presenta la "paletta biellese"
La paletta può essere servita sia cotta che cruda. 
Lo chef ci propone, come primo assaggio, una millefoglie di paletta, dove l'insaccato è abbinato alle verdure, tra cui asparagi e fave e, secondo assaggio un po' più corposo, la paletta in versione "rosti". 

Millefoglie di paletta

Rosti di paletta
Interessanti anche i primi: agnolotti di paletta, proposta dello Chef Alberti, e un risotto con verdure e salame di paletta, proposto da Luca. Quest'ultimo è una rivisitazione della paniscia novarese (preparata con verdure, fagioli, cotica e salame d'la duja) sostituito, nel risotto di Luca, dal salame di paletta. 
Agnolotti con paletta e riso con verdure e salame di paletta

I piatti sono accompagnati da birre molto particolari prodotte dal Birrificio Beer In di Portula. Tra le tre birre proposte, sicuramente da citare la birra affumicata Rata Vuloira [che in piemontese significa pipistrello] una birra a bassa fermentazione, ambrata e dall'affumicato leggero. 

L'Agriturismo Cascina Il Faggio ci ospita anche per la prima notte del nostro blogtour. Il luogo è veramente un'oasi di pace e al mattino ci svegliamo con una vista mozzafiato sulla vallata. 
La posizione è strategica perchè, oltre a qualche sana mangiata, la zona offre molte possibilità per escursioni nella natura (l'Oasi Zegna è soltanto a qualche chilometro da qui), alternando attività sportive come trekking o moutain-bike.

Vista mozzafiato - Agriturismo Cascina Il Faggio

Agriturismo Cascina Il Faggio
L'agriturismo è dotato anche di una zona wellness, dove potrete scegliere tra
sauna finlandese e bagno turco.


Agriturismo Cascina Il Faggio - zona relax

Tra l'altro, dal nostro blogtour è passato ormai un mese e, nel frattempo è stata aperta anche la piscina esterna; forse il clima è ancora un po' estremo per un tuffo in piscina, ma potrebbe essere un'idea per un prossimo weekend estivo da queste parti.



domenica 26 aprile 2015

Where to stay in San Marino

San Marino, a State in our state, has always intrigued me.
When I found a coupon with a tempting offer I got it immediately: two nights with breakfast to be used within the next six months.
I parked it temporarily in the "important" mails folder in my inbox and I started flipping the calendar to search for the first available weekend.

Finally in April we were able to identify two days without commitments (very strange thing for us, you can bet!) and we left for the Monte Titano.
We stayed in a hotel that we can recommend to everyone, but especially to families with children: Centro Vacanze San Marino

We stayed there during the spring but looking at the buildings, the location, the organization and the activities proposed, I would say that in summer it must be really beautiful there.

It is a structure with several arrangements: caravan area, bungalows, stone built cottages furnished as the hotel rooms or the wooden ones equipped with a kitchenette.



No doubt a wide choice of possibilities to spend the holiday on their own also organizing meals or use the property as a hotel that offers both bed and breakfast and board solution.

We stayed in one of the brick houses; the very noticeable thing is the terrace in front of the door that allows you to enjoy the peace and tranquility of the place, entertain social relations with neighbors and observe the animals that are spread around in the property.
Upon our arrival, a beautiful peacock greeted us with his wheel, and not far from our house a field equipped for dogs training caught our attention during a lazy morning spent enjoying the spring sunshine.

While on our way to breakfast at the bar we skirted the pool area; pity that the temperature did not allow, but I would gladly have taken a bath in that gigantic irregular pool!



From what we have read in programs and brochures of the Holiday Centre, in summertime sports and recreational activities are very many.
The staff  is also very helpful and always ready to give valuable suggestions: they recommended us a couple of restaurants where you can sample the local cuisine and we were not disappointed at all!

venerdì 24 aprile 2015

Parmigiano Reggiano - Caseifici Aperti 2015

http://parmigiano-reggiano.it/

Torna anche questa primavera #CaseificiAperti, l'evento che coinvolge decine di caseifici nelle provincie di Bologna, Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia.

http://parmigiano-reggiano.it/

Sabato 25 e domenica 26 aprile sarà possibile accedere ai caseifici e partecipare alle visite guidate che spiegano come viene realizzato questo buonissimo e prezioso formaggio. Si potrà inoltre accedere ai magazzini di stagionatura e partecipare a degustazioni guidate.


Qui potete trovare il nostro racconto dell'iniziativa dello scorso anno: Caseifici Aperti: alla scoperta del Parmigiano Reggiono (Viaggi&Delizie - 28 aprile 2014). Siamo stati prima a Zocca (MO) al Caseificio Rosola e poi abbiamo visitato l'Azienda Agricola Moscattini a Formigine (MO), davvero un'esperienza interessante e da ripetere!






mercoledì 22 aprile 2015

Tornano le Invasioni Digitali

Dal 24 aprile al 3 maggio tornano le Invasioni Digitali un progetto [...] rivolto a diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovativi rivolti alla co-creazione di valore culturale oltre che alla promozione e diffusione della cultura [...]. 

In questi giorni centinaia di beni culturali, musei e città verranno invase [in pace eh!!] da migliaia di visitatori armati di smartphone e tablet che avranno come obiettivo principale, oltre alla visita, quello di valorizzare il bene postando sui vari social netowork fotografie e video che ritraggano il bene scelto al fine di renderlo fruibile a tutto il mondo di internet.

Viaggi e Delizie partecipa attivamente per il terzo anno consecutivo a questo progetto: nel 2013 Paola ha avuto il ruolo di "invasore" al Museo del Gusto di Frossasco, invasione vorganizzata da Silvia Badriotto di Nuovi Turismi ed ambassador piemontese delle Invasioni Digitali. 



L'anno scorso poi abbiamo deciso di evolverci e di pianificare una "nostra" invasione. Abbiamo pensato all'Abbazia di Staffarda, un'abbazia cistercense a pochi chilometri da casa situata in un complesso dotato di chiostro e foresteria.  Grazie alla collaborazione dell'Ordine Mauriziano (proprietario del bene) e dell'associazione Dialogart che ha in gestione le visite, abbiamo fatto una visita dell'intero complesso ad un prezzo scontato di 3€.


E siccome si può sempre fare di più per questo anno abbiamo in programma ben due invasioni!

Federica ha pensato al Castello di Macello una costruzione fortificata a carattere militare nel XIII secolo, privata e visitabile solo nelle poche giornate di apertura domenicali. La Signora Gabriella, una dei quattro proprietari del castello, ma l'unica vera castellana, ha accolto con entusiasmo il progetto e non vede l'ora di condurci all'interno di quella che è la sua dimora e materia di studio da oltre trent'anni! La visita guidata, per questa occasione, avrà il costo di soli 3€.


Anna Maria invece ha pensato all'Ecomuseo del Feltrificio  Crumière di Villar Pellice. Il feltrificio Crumière, fondato nel 1904 e dedicato alla produzione di feltri per cartiere produsse a pieno ritmo fino all'inizio degli anni '80 quando non fu più ritenuto produttivo dal gruppo Alsazione che nel frattempo lo aveva acquisito. I quaranta dipendenti non si arresero alla volontà del gruppo e fondarono la Nuova Crumière una nuova società che ancora oggi gode di ottima salute. Contestualmente però alla fondazione della nuova azienda si preferì edificare dei fabbricati più moderni ed i capannoni abbandonati vennerò poi trasformati in un ecomuseo di archeologia industriale di proprietà del Comune di Villar Pellice, gestito da volontari e visitabile solo nei mesi estivi.


Anche qui avremo diritto ad una visita guidata personalizzata al costo promozionale di 3€ tenuta dai volontari dell'ecomuseo.

Se vi abbiamo incuriosito almeno un po', vi invitiamo ad iscrivervi agli eventi su Facebook e su Eventbrite allo scopo di sapere il numero esatto di partecipanti e meglio organizzare le visite!

Link all'iscrizione all'invasione al Castello di Macello:

Link all'iscrizione all'invasione all'Ecomuseo Feltrificio Crumière:


Vi aspettiamo numerosi! 
Annamaria, Federica, Simonetta e Paola

lunedì 20 aprile 2015

Mangiare a... Mauritius

Dico sinceramente che fermarmi a comprare qualcosa da mangiare per la strada non mi ha mai convinta neppure alle bancarelle del mercato.
A Mauritius, tuttavia, ho visto così tanti furgoncini per le strade e lungo le spiagge che mi sono lasciata andare. È così che il giorno del nostro arrivo, sulla spiaggia di Flic en Flac abbiamo pranzato " Streed food" con un bel contenitore di riso fritto guarnito da gamberetti, pollo e piselli cosparso da listarelle di porro e i bhaja, fagottini fritti di pasta besan con erbette.




In settimana, poi, scendendo verso Le Morne, ci siamo fermati ad una bancarella ed abbiamo pranzato con un bel piatto di frutta a pezzettoni (ananas, banane, mango...dolcissimi) ed abbiamo bevuto il miglior succo di canna da zucchero che io potessi immaginare... ancora adesso lo sogno! Tutto questo preceduto dal succo o latte di cocco fresco a far da aperitivo. Pranzo alternativo, che ne dite?




Sulla spiaggia di Flic en Flac si trova la casetta degli hamburger di Jeanno: uno dei migliori street food di Mauritius, caldamente suggeritoci dai locali. I ricchi hamburger sono preparati e venduti dal proprietario a partire dalle 5 del mattino, ora in cui i giovani escono dalla discoteca e prima di rincasare fanno colazione, poi per tutta la giornata fino ad ora tarda la sera. 
Si è fortunati se la coda non è troppo lunga e nell'attesa ci si chiede come da quella finestrella della casetta possa uscire così tanto mangiare pronto, appetitoso ed invitante.




Ma a Mauritius non c'è solo il cibo di strada e noi abbiamo pranzato in altre realtà di cui vi voglio parlare. 
Ogni volta che visitiamo altri paesi, ci piace assaggiare le specialità del luogo e per questo abbiamo scelto un piccolo ristorante tipico che propone la cucina Mauriziana il  "Canne a sucre" di Flic en Flac. E'un locale di tre o quattro tavoli, per cui è necessaria la prenotazione; la proprietaria, una signora molto simpatica, ti dà il benvenuto al bancone del bar con alti sgabelli dove gustare un aperitivo a base di frutta e dopo il pasto sorseggiare un ottimo rum. Il piatto principale è il riso bollito contornato da piatti di pesce in umido, salsiccia, melanzane piccanti,  insalata di polipo, pollo al sugo di pomodoro, vari tipi di salse e marmellate di frutta locale. Tutto questo cibo accompagnato da uno Shyraz del sud Africa [la vite non è coltivata a Mauritius]. Si termina con un dolce e il caffè, poi come vi ho detto al bancone viene servito il rum.




Ad Albion, sul lungomare, abbiamo pranzato a La Caze en Paille; il pesce ci ispirava e dove meglio mangiarlo se non su un'isola circondata dall'Oceano? 
La nostra scelta si è quindi orientata sulla zuppa di granchio, ma prima la proprietaria ha voluto farci assaggiare un fritto di calamari: una vera delizia!




Il giorno di Natale ci siamo concessi un signor ristorante: il Domaine Anna sempre a Flic en Flac. Già l'ubicazione del ristorante è splendida, si trova infatti in un'oasi di piante tropicali con giardini e gazebo sull'acqua, con percorsi in mezzo a felci e piante acquatiche e gode di una vista sul mare, posto più a valle, spettacolare. 



Si inizia con l'aperitivo a base di frutta (ananas e mango), l'antipasto è un gratin di frutti di mare, come piatto principale ci viene servita l'aragosta con verdure lesse ( patate, carote, banane ) e dei gamberoni alle alghe. Per finire una coppa di gelato ed il caffè.




Ma se vi trovate a Mauritius non lasciatevi sfuggire una giornata sull'Ile des deux Cocos, oltre a godere del relax potrete gustare gli ottimi piatti del buffet di cui vi abbiamo già parlato.
Insomma a Mauritius sia che si mangi per strada o in un noto ristorante è sempre un piacere per il palato.

venerdì 17 aprile 2015

The Girl's Guide to Homemaking

I bought a book some time ago and as I usually do, I left it on the shelf for a while. Then, one day, leaving to the seaside I picked it to start reading it while relaxing under the sun.

Amy Bratley's "The Girl's Guide to Homemaking" is a wonderful book that tells of a young woman who works at the London-based auction house Rosendale struggling with a broken heart and a rather ramshackle family situation . The protagonist, however, has inherited from her grandmother a beautiful book containing quotes and advices on the role of women at home from the 50ies.

"Being a housewife is not so bad compared to other career opportunities for women. Women should roll up their sleeves, stop dreaming of a career or just an office job, and devote themselves to the business and to bake cakes" I hate housekeeping, Peg Bracken, 1962


Credits goodreads.com


In the novel, in addition to suggestions from "good housewife" there are also some dessert recipes, cocktails or tips on how to sew aprons and coordinated handkerchiefs.

Driven by curiosity (and food love) I dabbled in trying one of the recipes:

CHOCOLATE TRUFFLES
Ingredients
210 g of dark chocolate
210 ml whipping cream
30g unsalted butter
Peanuts or raisins (optional)
Cocoa powder and / or hazelnuts

Preparation
Break up the chocolate and set aside.
In a saucepan, heat the cream to medium heat and once brought to a boil, add the chocolate into pieces.
Stir until the chocolate melt completely getting a mixture without lumps; then add the butter. Continue stirring until you have a creamy mixture.
Add peanut or raisins, or whatever your choice.
Allow the mixture to cool (to do faster you can even use the fridge); then, once cold, roll into balls with the help of a spoon.
Roll the truffles in cocoa powder or chopped hazelnuts.
Serve with a dollop of whipped cream with brandy.

I went for raisins and nuts to put in chocolate and I put the mixture to cool on the balcony.
Here you can look and judge the outcome. Who has tasted approved the choice for dessert.




"To prepare the perfect goodies, you need a happy atmosphere in the kitchen. Light the candles, put on a pretty gown and put a gentle relaxing music that helps you stir a delicious mix" Tips for a perfect house, 1959

mercoledì 15 aprile 2015

Sul Garda Trentino con l'ospite del mese per una vacanza ATTIVA!

Proprio così, quella che ci ha riservato il Lago di Garda Trentino, per chi come noi oltre ai viaggi e al cibo di qualità è appassionato di sport ed attività outdoor, è stata la possibilità di scoprire come una vacanza sul lago sia emozionante e ricca di esperienze sportive adrenaliniche.


Nelle giornate dal 27 febbraio al 1 marzo, Federica ed io invitati al blog tour #MYAKTIVGARDA a Torbole (TN) abbiamo potuto scoprire i brividi dell’affrontare una via ferrata che dalle rive del lago di Garda ti porta fino alla cima del monte Colodri, una rilassante escursione in MTB costeggiandone il lago, per poi solcarne le onde navigandoci in barca a vela.



LA VIA FERRATA

Per affrontare la via ferrata, ci siamo letteralmente affidati alle mani esperte di due guide alpine altamente professionali, simpatiche e, a detta delle ragazze che erano nel nostro gruppo anche “fighe”, Simone e Jiri.


Punto di partenza è il quartiere generale di Mountime, una palestra di arrampicata nel Comune di Arco dove le guide ci hanno fornito imbraco, moschettoni e caschetto ossia tutte le dotazioni tecniche e di sicurezza necessarie.



Piccolo briefing su come affrontare l’ascesa al monte Colodri e renderla assolutamente sicura e piacevole e poi pronti via si parte per quella che per me è stata la prima ferrata. Dopo aver percorso un sentiero sterrato di circa quindici minuti, si arriva ad un cavo d’acciaio che rappresenta l’inizio della via, qui si agganciano uno alla volta i due moschettoni, si mette il primo piede sulla roccia e che l’avventura abbia inizio...

Le nostre guide si distribuiscono una all'inizio del gruppo, per aprirci la via durante l’ascesa,  l’altra alla fine a chiudere lo stesso. Quella che hanno scelto per noi è una via per principianti, la possono percorre anche i bambini, ma la zona, ci dicono, offrire moltissime possibilità in base alla propria esperienza e preparazione fisica.

Inizialmente, tutti troppo concentrati sul dove mettere i piedi, sganciare e agganciare moschettoni e cercare di copiare i passi delle guide non ci rendiamo conto di cosa c'è attorno, ma appena Simone si ferma in un punto sicuro e ci dice giratevi … beh siamo di fronte ad un vero spettacolo della natura: in basso il lago che riflette i raggi del sole quasi ad accecarti e tutto intono montagne, dove per gli appassionati di sci alpinismo c’è il monte Stivo, che offre con oltre i suoi 2100 mt d’altezza una discesa in neve fresca assolutamente da provare. 
La nostra via ferrata continua ed un po’ alla volta prendiamo confidenza e dimestichezza così da poterci godere il panorama che ci circonda e lasciarci andare anche a qualche parola con le guide per farci raccontare qualcosa del loro magnifico lavoro.


La parete calcarea ha ben evidenti i segni dell’erosione dell’acqua, ma i nostri appigli sono talmente saldi e resistenti che dopo circa due ore dalla partenza siamo in cima. Il panorama ci ripaga di tutta la fatica, oltre che la veduta sul lago da qui si ha una insolita veduta del Castello di Arco abbarbicato su uno sperone di roccia. 



Dopo un po' di riposo e un selfie tutti insieme ci incamminiamo sul percorso che ci riporta a "terra", il Sentiero dei Lecci che si snoda tra pietre, muretti a secco ed olivi secolari.




LA MTB


L’esperienza che grazie a Carpentari Bike Shop abbiamo potuto provare è un percorso che dal Comune di Torbole, costeggiando il fiume Sarca, ci ha portati oltre a Dro, naturalmente passando per il Comune di Arco.



Le bici messe a disposizione erano indubbiamente di buon livello, la mia ad esempio era una front della SCOTT montata Shimano XT con forcella RockShox, ma è possibile affittare anche bici da corsa. A differenza della via ferrata, in bici ci sappiamo andare tutti, ma la differenza tra chi la utilizza per recarsi  al lavoro,  comprare il pane la mattina oppure da ciclista appassionato è talmente ampia che un bel giro, anche se di solo 15 km, accomuna le capacità ed esigenze di tutti. 




Anche in fatto di bici questa terra ha molto da offrire: decine di percorsi di vari gradi di difficoltà tra boschi, sentieri sterrati,  pini e olivi della zona se preferite la MTB oppure piste ciclabili su asfalto se preferite rimanere in ambiente urbano.

Proprio durante questa tranquilla biciclettata lungo il fiume mi è venuta l’idea di fare il “giro del lago” con la bici da corsa. I km da percorrere sono 160 e il periodo di migliore, per evitare troppe auto, è  verso marzo o aprile.



LA BARCA A VELA

Doveva essere un successo, lo è stato.

Le tappe di avvicinamento alla nostra ultima escursione, quella con la barca a vela di domenica mattina, sono state scandite da quello che è diventato il nostro motto “vestitevi bene che farà freddo…”.

Queste le parole che il Sig. Mauro di Maxi Garda ha iniziato a dirci il venerdì durante la conferenza di apertura del blog tour e che poi ha continuato a ripetere per i giorni successivi, forse per la paura che non fossimo abbastanza avventurosi! 


Noi, come bravi alunni al primo giorno di scuola, lo abbiamo seguito alla lettera perché il Sig. Mauro Testa non è solamente una persona innamorata della vela, ma un vero e proprio professionista a tutti gli effetti avendo partecipato a ben 3 Olimpiadi, due come atleta ed una come allenatore oltre a vantare nel suo palmares più volte la vittoria del campionato italiano e tre volte come vice campione europeo.

Salpati dal porto di Malcesine a bordo di Argentina un’imbarcazione Salona 45, cazziamo la randa e prendiamo il largo sul Lago di Garda.

Le vele si gonfiano grazie ai fantastici venti che soffiano su questo lago, il forte Pèler, la mattina, che soffia da nord e l'Ora, il pomeriggio, che soffia da sud.

La navigazione è estremamente piacevole ed emozionante per chi è salito per la prima volta su una vela e una gradita conferma per chi come noi già ne conosceva le belle sensazioni: spruzzi d’acqua e vento a sferzarti il viso.

Navigando sotto costa, possiamo godere appieno della magnifica vista che il lago offre sulle montagne innevate con relativi impianti di risalita per chi come noi è appassionato di sci che dai 100m del lago ti portano ai 1.760 delle cime del monte Baldo... sciare vista lago è impagabile ci dice Mauro e noi che non lo abbiamo mai sperimentato non possiamo che credergli!

Rimaniamo incantati dalle bellezze del borgo medievale di Malcesine e dal castello che si staglia sul lago, tutta la costa è un fiorire di piccole piazzette con ristorantini dotati di terrazze sospese sul lago. 



Circumnavigata l’isola del sogno, procediamo spediti di bolina e risaliamo il lago per far ritorno in porto.

Leonardo, lo skipper e ideatore di Svelando ci illustra il suo progetto di crociere sul Lago di Garda ancora in incubazione. Un modo davvero originale di pensare l'attività velica su queste acque: la possibilità cioè di unire la navigazione alla possibilità di visitare le località più pittoresche del lago e di assaggiare i prodotti enogastronomici tipici del Garda. Un bel progetto di cui spero di avere presto novità!




Alex ha sempre amato concedersi belle vacanze ma da quanto ha incontrato Federica ha dovuto mollare tutte le comodità e soprattutto il braccialetto All Inclusive per farle da autista in avventure On the road su mezzi di trasporto non sempre adatti come la Polo sulle strade sterrate namibiane e il coche cinese sulle affollatissime autostrade cubane. Molto amante degli sport in generale quello che pratica ormai 365 giorni all'anno è la bicicletta: dopo 15 anni ha mollato la mountain-bike per dedicarsi alla bici da corsa alla ricerca di nuove sfide.

#CATilcinghiale il suo Bovaro del Bernese è il suo compagno preferito di passeggiate domenicali in montagna ma anche di dormite sul divano. 

martedì 14 aprile 2015

Ospite del mese: aprile 2015

Questa volta l'ospite del mese lo abbiamo scelto vicino a noi: Alex è il compagno di Federica, una delle nostre blogger, che dopo due anni in veste di accompagnatore prova a scrivere per Viaggi & Delizie!

Alex ha sempre amato concedersi belle vacanze ma da quando ha incontrato Federica ha dovuto mollare tutte le comodità e soprattutto il braccialetto All Inclusive per farle da autista in avventure On the road su mezzi di trasporto non sempre adatti come la Polo sulle strade sterrate namibiane e il coche cinese sulle affollatissime autostrade cubane. Molto amante degli sport in generale quello che pratica ormai 365 giorni all'anno è la bicicletta: dopo 15 anni ha mollato la mountain-bike per dedicarsi alla bici da corsa alla ricerca di nuove sfide.

#CATilcinghiale il suo Bovaro del Bernese è il suo compagno preferito di passeggiate domenicali in montagna ma anche di dormite sul divano. 

sabato 11 aprile 2015

Gli Archi di Pasqua a San Biagio Platani

Dopo aver conosciuto Maria, una mia carissima amica proveniente da S.Biagio Platani in provincia di Agrigento, fui invitata a trascorrere alcuni giorni a casa sua in Sicilia, in occasione della Pasqua. Fu una vacanza piena di sorprese:conobbi infatti la sua bella famiglia, e scoprii un bel paese ricco di tradizioni.
Quale sorpresa per me trovarmi a S. Biagio Platani proprio in occasione della festa degli Archi  di Pasqua




La tradizione degli Archi di Pasqua risale alla metà del seicento ed è molto suggestiva e commovente. 
Consiste nella costruzione di grandiose strutture di archi, cupole e campanili con materiale povero ovvero canne, salici, pasta di pane. Anche a vederle lì posizionate lungo il Corso Umberto, pare impossibile che si possano realizzare simili strutture! 




Ogni anno l'estetica del Corso cambia ma resta invariato lo schema architettonico formato da una entrata, un viale e dall'arco. 
Un significato più profondo vede l'entrata come la facciata di una Chiesa, il viale come la navata e l'arco che rappresenta l'abside.

Il paese diviso in due Confraternite, i Signurari e i Madunnari, lavora per mesi ad intrecciare le canne, i salici ed a realizzare tutti gli addobbi che vengono posizionati lungo il viale sotto gli Archi. 





Ho visto lampadari stupendi realizzati con fave e fagioli, quadri fatti con la pasta di pane, e poi fontane, pozzi con secchi appesi alle catenelle, recinzioni di giardini, animali per i laghetti e personaggi, tutti realizzati con la pasta di pane.
Guardandosi intorno, ogni cosa è una meraviglia; la vista di giorno è spettacolare, ma diventa ancor più impressionante la sera con l'illuminazione!




Gli Archi sono pronti dalla mattina di Pasqua e accolgono cittadini e turisti che partecipano al rito religioso dell'incontro tra Gesù risorto e la Madonna, incontro che avviene nella parte centrale del Corso.





Lo spettacolo culturale ed artistico prosegue per alcune settimane dopo la Pasqua
Quest'anno la festa degli Archi di Pasqua è prevista dal 5 aprile al 3 maggio e dopo lo smantellamento dal Corso Umberto questa opera meravigliosa sarà conservata al Museo degli Archi di Pasqua.
Sicuramente ritornerò a S. Biagio Platani per una prossima edizione di questa bellissima festa e voi , se volete un consiglio, non perdetevi una delle tradizioni più belle della Sicilia e, io direi anche, della nostra bella Italia.

giovedì 9 aprile 2015

Il Distretto del Novese si presenta

Alcuni giorni fa abbiamo partecipato ad un evento decisamente originale e ben studiato, un evento per la promozione del territorio organizzato al di fuori dei soliti schemi: uno speed-date con i prodotti di eccellenza ed i luoghi di rilievo storico e culturale del Distretto del Novese.
Il Distretto del Novese si trova in Piemonte, in un'area equidistante da Torino, Milano e Genova. 

Abbiamo scoperto i prodotti ed i luoghi, nella splendida cornice della sala della Città del Gusto a Torino.



Come premessa possiamo solo dire che tutti i produttori con cui abbiamo parlato e gli operatori che ci hanno raccontato il territorio sono stati in grado di incuriosirci a sufficienza, tanto che ci siamo divertite ad immaginare una visita di due giorni nel Distretto, evidenziando i prodotti che maggiormente ci hanno attratte e i luoghi che vorremmo visitare.




La nostra gita di due giornate inizia da Pozzolo Formigaro che è conosciuta soprattutto per il suo Castello medievale, oggi sede del municipio, costruito con funzione di rocca difensiva di pianura. Ancora oggi è possibile vedere le scanalature all'interno delle quali scorrevano le catene che movimentavano il ponte levatoio; al tempo infatti il castello era circondato da un fossato, oggi completamente coperto. 
Non lontano dal Castello, un altro luogo di interesse, questa volta più goloso: è la Pasticceria Artigiana 3D che produce dolci tipici come i Barlocchini, dolci preparati con farina di mais e gli amaretti della Borlasca, dal nome dell'antica torre del paese, poi andata distrutta.   


























Dopo questa dolce pausa enogastronomica, possiamo dedicarci alla visita di un bel borgo del Novese, che si trova circa a 17 km più a sud: Francavilla Bisio.

Il simbolo di questo paese è il bel castello con torrione che risale al medioevo, visitabile solo dall'esterno in quanto proprietà ed abitazione privata. Il torrione fa bella mostra di sé e rievolca passaggi di mercanti che proprio da queste zone passavano per recarsi al mare lungo la famosa "via del sale"
Francavilla Bisio è anche un paese con una particolare tradizione culinaria; in uno dei suoi ristoranti, l'Agriturismo Cascina Roma, sono stati ripresi i piatti del passato e della tradizione, uno fra tutti i ravioli serviti nel tovagliolo. Una golosa idea per pranzare!
Oltre a passeggiare per le vie di questo paese, una tappa immancabile è la biblioteca: grazie ad una donazione di più di 400 libri è la biblioteca italiana più all'avanguardia nell'ambito dell' americanistica con parecchi volumi su JF Kennedy, alcuni tra i quali autografati dal famoso Presidente USA. Da 6 anni qui, a settembre, si tiene la giornata della Cultura Americana che nel 2015 sarà spostata all'Expo di Milano proprio in onore dell'esposizione.

Dopo il pranzo e la visita del paese, riprendiamo il nostro mezzo per spingerci ancora più a sud di circa 20 km, a Ovada: tappa interessante nel distretto del Novese, soprattutto se siete appassionati di vini
Qui si produce una delle DOCG del Piemonte: il Dolcetto di Ovada Superiore ed è presente un consorzio di produttori di recente fondazione che raggruppa una ventina di cantine.



Il Dolcetto più conosciuto in Piemonte è quello di Dogliani, che da pochi anni addirittura ha perso la denominazione Dolcetto tenendo solo più quella Dogliani tanto per rimarcare quanto si capisca di che tipo di vino e di uve stiamo parlando.
Incuriosite dal Dolcetto di Ovada Superiore, però, ci siam avvicinate al banco di assaggio e abbiamo scambiato due parole con le persone che rappresentavano il consorzio. 
E' interessante scoprire come la promozione del vino, in questo caso, porti anche alla promozione del cibo e dei ristoranti della zona. Su una brochure preparata dal consorzio, infatti, si trovano i vari ristoranti che servono il Dolcetto di Ovada come accompagnamento alle pietanze.
E' un buon prodotto, ma purtroppo deve fare i conti con il "cugino" più famoso. 
Proprio perché ha attirato l'attenzione e l'interesse, ne leggerete preso sulla rubrica #ItaliainVino.

Terminiamo la giornata a Silvano d'Orba, un paesino di circa 2000 abitanti che si trova a 10 km da Ovada, dove si producono le grappe Gualco, distillate in uno storico alambicco discontinuo a bagnomaria (la distilleria venne fondata nel 1870 e ormai in Italia sopravvivono pochi impianti di questo genere) , procedimento che consente di non assorbire odore di fumo o bruciato e prendere quindi cattivi gusti. 
Nell'alambicco sono caricati 200 kg di vinaccia e dalla distillazione escono 10/15 litri per ora di grappa che affluisce in contenitori differenziati, procedimento che consente più selezione e controllo del prodotto. 

Si producono grappe di vinacce aromatizzate e anche liquori a base di grappa, ottenuti dalla miscela di infusioni a freddo di erbe officinali, frutta e radici.
La grappa è tutelata dalla Regione Piemonte, con uno specifico decreto legge, come prodotto tipico, cosa pressoché unica tra i distillati (solo 2 grappe lo sono, sulle 130 tipologie prodotte in Italia). La produzione è destinata per il 65% al mercato italiano e per il 35% all'estero, tra cui spiccano Germania, Canada e Giappone.

E' possibile pernottare in distilleria in camere munite di tutti i principali servizi. La distilleria si può visitare tutto l'anno, per una visita guidata (di circa un' ora) occorre prenotare, mentre il negozio è aperto 7 giorni su 7.  




Il secondo giorno, partendo da Silvano d'Orba e trasferendoci per una 15ina di km verso est approdiamo a Gavi.
In posizione scenografica, posto su una rocca naturale che domina un territorio caratterizzato dall'incontro tra la pianura, le colline e, in lontananza, il mare, si trova il Forte di Gavi
Questa fortezza difensiva fu costruita dai genovesi nel luogo dove sorgeva un castello medievale ed ebbe, nel corso dei secoli, diversi ampliamenti, che proseguirono fino all'inizio del XIX secolo. Oggi è  possibile visitare gli spazi del forte basso e la polveriera del 1700, una delle poche visitabili in Italia.    Il 26 aprile, alle ore 10.30 e alle ore 15.00, il Forte di Gavi ospiterà quest'anno le #invasionidigitali. Un occasione per visitare la fortezza ed assistere alla rievocazione storica organizzata per ricordare la presenza di una guarnigione regia al forte dal 1915 al 1918.  



Ecco l'ora di una pausa gustosa: trasferiamoci più a sud di 10 km e troviamo Voltaggio.
A Voltaggio c'è un prodotto tipico: l'amaretto morbido, e il panificio Carrosio lo produce dal 1899; da 4 generazioni insomma.
Questo amaretto è innanzi tutto speciale per i suoi ingredienti: è fatto con mandorle italiane e non con le armelline [i semi contenuti all'interno del nocciolo dell'albicocca], inoltre non contiene farina né proteine del latte; è quindi perfetto per chi soffre di intolleranze!
L'intera produzione del panificio Carrosio è interamente a mano e la cottura avviene in un forno a mattoni, proprio come faceva il capostipite.
La cosa interessante qui, oltre al fatto che si possono trovare altri dolci tipici [prevalentemente liguri, data la vicinanza alla Liguria] ed il pane con il lievito madre, è che si organizzano delle cooking class per insegnare ai turisti come preparare gli amaretti o altri dolci su richiesta. Queste cooking class vengono organizzate ad hoc, anche solo per due persone; è sufficiente mettersi in contatto con i proprietari è definire giorno è orario. Queste "lezioni" sono però sospese durante il mese di agosto, quando il movimento dei turisti qui è piuttosto alto e gli amaretti sono molto richiesti.






Nel pomeriggio ci si può spingere ancora più ad est, verso il confine con la Liguria e quindi arrivare  in Val Borbera, a Mongiardino Ligure, presso l'Azienda Agricola e Caseificio Vallenostra, per assaggiare il Montebore, formaggio famoso e antico, risalente all'anno mille, recuperato in questi territori negli anni '70. La forma a castello (sono infatti forme diverse di formaggio sovrapposte) ricorda la torre diroccata del paese. E' prodotto per il 70% con latte di vacca e per il 30% con latte di pecora e la stagionatura va da un minimo di 20 giorni fino ad un massimo di 3/4 mesi. Considerato uno dei formaggi più rari al mondo, è presidio slow food




Mappa giorno 1


Mappa Giorno 2