martedì 30 giugno 2015

La Semplicità del Molise a tavola

Non sono una foodblogger, sono una blogger di viaggi che ama mangiare, cucinare e scoprire le destinazioni anche attraverso i sapori.
E sono una donna che riceve sempre con piacere gli amici a casa, all'ultimo 
momento davanti ad un piatto di pasta inventato con gli ingredienti disponibili, oppure con una tavola apparecchiata secondo i sacri crismi ed un menu definito con anticipo quando si programmano gli incontri per tempo.

In un caso o nell'altro, per me la tavola è da sempre convivialità: sul tavolo si cucina, si prepara, ci si siede per mangiare e bere, ci si rilassa sorseggiando il caffè o la grappa e si chiacchiera a fine pasto.

Qualche giorno fa ho invitato alcuni amici a cena e ho deciso di cucinare loro una ricetta semplice e gustosa con la Pasta La Molisana.

Dopo la visita a Campobasso mi sono spesso interrogata su quale formato avrei 
affrontato per primo; i fusilli e le linguine a cui sono più abituata oppure lo spaghetto quadrato che tanto mi ha stregata durante il viaggio in Molise ovvero i paccheri e i fusilloni nella loro "veste" elegante?

La scelta è ricaduta proprio su questi ultimi, accompagnati da un sugo semplice e genuino come gli ingredienti presi direttamente dal mio orto.




INGREDIENTI per 4 persone

- 250 g di Fusilloni La Molisana Extra Lusso

- 1 cipolla

- 100 g di pancetta affumicata a dadini

- 8 zucchine medie

- 5 o 6 fiori di zucchina

- caciocavallo grattugiato per le cialdine croccanti

PREPARAZIONE

In una padella soffriggere la pancetta con la cipolla; quando quest'ultima è 
imbiondita, aggiungere le zucchine tagliate a cubetti. 

Cuocere le zucchine a fuoco vivace per alcuni minuti e poi coprire abbassando la fiamma per una decina di minuti. Le zucchine non devono cuocere troppo, ma rimanere croccanti. 

Nel frattempo buttare la pasta ed utilizzare un po' dell'acqua di cottura per 
ammorbidire il sugo nel caso si asciugasse troppo. 

Pochi minuti prima di terminare la cottura delle zucchine aggiungere i fiori di zucchina tagliati a striscioline.

In una padella antiaderente a parte preparare le cialdine di caciocavallo: disporre un cucchiaio di caciocavallo grattugiato sulla superficie della padella ben calda e attendere che si sciolga; con una paletta girare la cialdina e farla dorare anche dall'altro lato.

Una volta terminata la cottura della pasta, scolarla e passarla in padella con il sugo. 
Servire calda guarnendo con le cialdine di caciocavallo.




Se volete leggere il mio itinerario in Molise, andate sul Blog di Pasta La Molisana e scoprirete i miei suggerimenti per visitare questa bellissima regione.

sabato 27 giugno 2015

Exploring Liguria: Vessalico and its garlic fair

As usual, every year on July the 2nd we go to Vessalico Garlic Fair.



Right here, in this area of the Ligurian hinterland, located in Val d'Arroscia (Imperia), every year there is the typpical "Garlic Fair".
In the park of the town, the Park Canavai, for a day the producers of garlic exhibit the fruits of the earth well prepared, sorted and above all beautifully intertwined.
The braids of garlic are a real sight to behold.
Garlic of Vessalico is recognized as a Slow Food Presidium and is rich in important properties for our health [despite the smell that may be unpleasant to someone].
It is recommended in cases of hypertension, colds, intestinal problems .... but not for digestive disorders ;)

We reach Vessalico with friends passing through Mondovì and down from Colle di Nava, required if you want to go from Piemonte to Liguria.
The morning is is usually dedicated to the garlic and to local products. Although this village is not particularly well known, we are surprised by how many people always come here every July the 2nd for the fair.

After a pleasant walk to meet the various exhibitors, last year our choice felt on the producer Martini Nino and we stocked up on garlic for the full year!


For lunch we usually move from Vessalico towards Alta Val D'Arroscia passing Pieve di Teco and reaching Montegrosso Pian Latte, till '' Osteria del Rododendro".

If you decide to follow our suggestion and go there, you will be greeted by two very kind gentlemen who serve with great professionalism bestowing information on what they serve and the ingredients used by the two chefs, Mrs. Maria Grazia and Mrs. Barbara, that they really know how to cook with the local products.
You should not miss the rabbit [a typical ingredient of Ligurian cuisine]; we tasted as a starter in a roll with herbs, and as a main course with olives.

But a special mention goes to the spectacular desserts and chestnut ice cream with crispy wafer cherished by drops of honey: a treat indeed!


The wine was a pleasant surprise as well: we tasted the local Ormeasco of Pornassio. It 's a wine made with grapes from the vine, native and very old.

We liked it so much that after lunch the tour ended at the proucer Guglierame for a taste and purchase to take home with garlic.

giovedì 25 giugno 2015

Il Garda Trentino e le sue eccellenze

Durante il blogtour #myaktivgarda, oltre ad aver scoperto l'Aktivhotel Santa Lucia, un hotel bike-friendly, con wellness a due passi dal Lago di Garda, ad aver  provato diversi sport ed aver scoperto la vacanza attiva, oltre ad aver degustato vini nuovi con vitigni autoctoni ed agricoltura biodinamica presso le Cantine Pisoni e ad aver assaggiato una cucina gardense rivisitata in maniera molto originale in una atmosfera elegante e romantica al Ristorante Al Forte Alto di Torbole abbiamo anche scoperto eccellenze gastronomiche che non conoscevamo e non ci aspettavamo.

Se trascorrete qualche giorno di vacanza in zona Garda Trentino, non fatevi mancare una pausa ristoro presso Agraria di Riva del Garda. Questo punto vendita modernissimo e super fornito di prodotti locali è di fatto lo show room di una cooperativa di oltre 350 soci viticoltori ed olivicoltori che conferiscono qui i loro prodotti in cambio di tecnologie per valorizzare i prodotti coltivati secondo tradizione.

Qui troverete vino, olio, salumi, carni e formaggi, oltre a confetture, mieli e sott'oli tutti rigorosamente a chilometro zero. Un fiore all'occhiello è sicuramente l'olio 46° parallelo la cui particolarità e quella di essere l'olio di oliva extravergine coltivato più a Nord in assoluto, laddove appunto passa il 46° parallelo tra Pietramurata e Busa del Garda.



La storia del vino inizia nel 1957 ma è dagli anni 2000 che si specializza nelle "bollicine" TRENTODOC con il primo  BreZZaRiva e successivamente con l'introduzione di BluRiva e RosaRiva.



Un'altro posto che merita una pausa merenda è la torrefazione Omkafè, un'attività nata nel 1947 dal sogno di Ottorino Martinelli come una caffetteria in centro a Riva del Garda e gestita ancora oggi dalla famiglia ed in particolare da Lorenzo, che vi guiderà in un viaggio nel prodotto, raccontandovi con una passione che trapela ad ogni parola tutta la storia dell'azienda e del processo produttivo del caffè. 
E' Lorenzo che ogni anno vola in centro America ed in Asia per scegliere quali caffè acquistare e che una volta rientrato in sede non si perde il test, o cupping, di ogni campione di caffè raccolto.
Nella nuova e modernissima sede di Arco potrete visitare il museo del caffè dove ammirerete macchine per il caffè antiche e una raccolta di più di 200 campioni di caffè provenienti da tutto il mondo oltre alla storia dell'azienda, raccontata attraverso il packaging e le immagini.


Nel negozio al piano terra invece troverete un sacco di prodotti a base di caffè e poi tutte le miscele prodotte dalla torrefazione. Ma non solo caffè, anche cioccolati, tè ed infusi, dolci e biscotti ed una serie di oggetti per gli amanti del caffè: tazze, mug, vassoi, macinadosatori, pressa-caffè e macchine professionali. Noi ci siamo stati in primavera ed abbiamo assaggiato una fantastica colomba farcita con crema al caffè!


Qui alla torrefazione Omkafè si organizzano anche corsi di degustazione del caffè per appassionati e professionisti. La torrefazione è inoltre attenta all'ambiente producendo la totalità delle miscele con energia rinnovabile, grazie ad un impianto fotovoltaico.

Un'altra delle eccellenze conosciute sul Garda è l'Azienda Agricola Troticoltura Armanini
Francesco Armanini ha ideato per noi un menù realizzato dallo chef Stefano Nicolodi dell'Aktivhotel Santa Lucia di Torbole tutto a base di prodotti da loro allevati e preparati per farci scoprire anche le novità, ideate in occasione del 50° esimo anniversario dell'azienda, nel 2013.

Abbiamo iniziato con un piatto di antipasti formato da Tartare di salmerino affumicato a freddo con insalata di finocchi e arance, Conchiglione "monograno Felicetti”, mousse di ricotta e uova di trota, Carpaccio di trota e salmerino affumicati a caldo con burro alle erbe, “El Sisam” di trota e salmerino marinati.


Siamo passati poi ad un piatto della tradizione mediterranea, la cui versione lacustre non aveva proprio nulla da invidiare a quella di mare: Spaghetti di farro "monograno Felicetti” alle sarde del Lago di Garda.


Per finire abbiamo gustato un bis costituito da un Trancio di trota salmonata al sesamo e da un Trancio di salmerino al vapore con crema di broccolo romanesco. Sapori molto delicati per chiudere in bellezza un menù che mi ha sorpresa piacevolmente. 
Non sono abituata a mangiare pesce di lago, ma dopo queste scoperte sicuramente lo rivaluterò. Questi pesci infatti, allevati con acque di montagna negli allevamenti del Trentino, permettono di avere prodotti sempre freschi e naturali. 

Nella sede di Storo e più precisamente nella Casa del Gusto è possibile assaggiare ed acquistare tutti i prodotti Armanini, accompagnati dalle specialità gastronomiche trentine. Lì si organizzano anche visite guidate all'allevamento (minimo 10 persone) per scoprire il ciclo produttivo e praticare la pesca sportiva.

Post scritto a seguito della partecipazione a #myaktivgarda: BT organizzato da Ilenia Morandi, alias GardaMio in collaborazione con l'Aktivhotel Santa Lucia di Torbole.

martedì 23 giugno 2015

Il Castello di Montecavallo, la 3a Tappa di #ItaliainVino

La terza tappa del nostro progetto #ItaliainVino ci porta, grazie al blogtour #galbielladagustare, a Vigliano Biellese
Le colline della zona nascondono, immerso nel verde, il Castello di Montecavallo, costruito dalla famiglia Avogadro intorno al 1830, sui resti di una residenza fortificata risalente al medioevo.
La particolarità del castello è lo stile neogotico, simbolo di avanguardia per quell'epoca, di cui rappresenta una delle poche testimonianze in tutto il Biellese. 
Castello di Montecavallo


Il Castello di Montecavallo è circondato da giardini e bei cortili, che nascondono prospettive interessanti, come la limonaia, con le bellissime volte inondate di luce, o la piccola cappella di famiglia.

Castello di Montecavallo - Limonaia

Castello di Montecavallo - Cappella
Gli alberi fioriti , in contrasto con i mattoni rossi, incorniciano angoli suggestivi di questo bellissimo luogo, che vi consigliamo di visitare anche per la possibilità di conoscere i vini pregiati che l’attuale proprietaria, Maria Chiara Reda, produce qui, continuando con passione ed energia, la tradizione vitivinicola di famiglia.  

Angoli fioriti nascondono il Castello di Montecavallo 
I racconti appassionati della proprietaria accompagnano la visita alla vecchia cantina (visite e degustazioni su prenotazione),  dove sono conservati i vecchi tini in legno di castagno e le botti d’epoca, e all’interessante ghiacciaia ottocentesca. 

Castello di Montecavallo - Cantine
Si passa poi alla cantina nuova che, a seguito del successo della produzione del Cajanto, primo vino ad essere commercializzato dall'azienda, fu sistemata nei locali dove un tempo furono le scuderie. 
Il Cajanto infatti venne inizialmente vinificato e imbottigliato altrove, perché le strutture del castello non erano a norma. Per questo motivo al vino non poté essere dato il nome di  Castello di Montecavallo, come la proprietà da cui proviene, e per questo la proprietaria scelse questo nome quasi spagnoleggiante, che nel suo linguaggio di bambina significava cavallo, nome mantenuto poi anche in seguito, a testimonianza del fatto che in questo vino a tutto pasto, dal colore rosso rubino e dal profumo intenso, c'è un pezzo di storia e di vita famigliare. 

Castello di Montecavallo - Cantine
L'azienda vitivinicola Reda produce annualmente circa 10 mila bottiglie e tutti i vini sono rigorosamente autoctoni, provenienti dai frutti della vigna, rigogliosa grazie alla particolare conformazione del terreno i cui sedimenti contengono il "ferretto", una sostanza che crea un apporto organico minerale particolarmente adatto alla coltivazione della vite, soprattutto del nebbiolo.

Dopo la ristrutturazione dei locali, l'azienda ottiene il DOC con il Montecavallo, un vino elegante, ottenuto da un'attenta selezione vendemmiale di uve proprie di nebbiolo in purezza. 
    
Montecavallo e Cajanto, vini prodotti dall'Azienda Vitivinicola Reda

La degustazione, dove i vini si accompagnano ai salumi della zona, prevede anche il Kylix, il cui nome deriva dal nome greco della coppa di terracotta nella quale gli antichi greci servivano il vino, un omaggio della proprietaria alla Grecia, terra nella quale ha vissuto per un periodo della sua vita. 
Il Kylix è un vino rosato "estivo", che si accompagna a cibi leggeri e può essere bevuto anche come aperitivo.

Castello di Montecavallo - degustazione 

La produzione dell'azienda comprende anche l'Aralcader, uno sforzato di nebbiolo, dedicato alla mamma di Anna Maria (Aralcader è il suo nome letto al contrario) e il Biondin, uno sforzato bianco di erbaluce, adatto soprattutto ad accompagnarsi ai formaggi.  

Insomma, come racconta Anna Maria, in ogni vino c'è un pezzo della sua vita e c'è la volontà di continuare con passione a soddisfare un pubblico un po' di nicchia, senza "volare troppo alto" e allargarsi a produzioni più industriali.

La stessa passione con la quale Anna Maria ha deciso di aprire il Castello di Montecavallo, aiutata dall'amica Ferdinanda,  anche come B&B, con due stanze per gli ospiti, e come agriturismo, che offre una cucina basata su prodotti dell'orto e prodotti a chilometro zero. 



domenica 21 giugno 2015

Caserta and the silk production of San Leucio

Thinking about Caserta, we usually figure out the famous royal Palace.

But you don't only have such beauty and impressive palace; there is much more to discover around and we would like to introduce you to an area of Caserta city, located just a few kilometers from the center towards the hill, which is not as famous and popular but which played an important role in the era of the royal palace and the Bourbons: San Leucio.





The village of San Leucio was recognized, along with the Royal Palace, UNESCO World Heritage Site, but unfortunately not everyone who visits the royal palace knows its existence. 
In the village of San Leucio, which was recently renovated and opened to the public for visits, there were the silk factories for the Bourbon court.

Inside the complex, in fact, you can visit the workshops where silks was produced and  that made San Leucio products famous throughout the whole Europe. 
Several machines have been expertly restored and are still working, showing the visitors how the activities were carried out during the golden years of the silk factories.





The impressive thing about this village is the modern conception that Charles of Bourbon created in the late 1700s: a colony that would welcome the poor families of the kingdom and could give them a job.

Around the silk factories, then, houses were built and entrusted to workers. 
The enlightened king thought also to give employees' children the opportunity to access to primary school and  to built a hospice to accommodate invalids who got hurt in silk factories and could no longer support themselves by working.




If you're planning to visit Caserta and its Reggia, remember to dedicate a few hours in this picturesque and equally charming village.


credits Google Map

venerdì 19 giugno 2015

Una nuova avventura, anzi due!

Si parte!
Si, sicuramente quando voi mi leggerete io sarò in volo.
Stamattina parto per la Vacanza con la V maiuscola, non è una pura è semplice vacanza estiva.

Sarà che ho preso l'abitudine dai paesi nordici e ho anticipato le ferie, sarà che unisco l'utile al dilettevole, ma io quest'anno saluto tutti, chiudo bottega e mi faccio quasi tre settimane di vacanza dall'altra parte del mondo.

Unisco l'utile al dilettevole ho scritto, perché la Vacanza che sto iniziando oggi è nata grazie ad un evento a cui parteciperò la prossima settimana.
Vi ho già accennato qua e là di uno dei miei impegni, un impegno al servizio nella comunità nel Lions Clubs International.
Noi Lion, siamo talvolta troppo schivi, oppure ci sentiamo guardati quasi un po' strani quando facciamo outing ed ammettiamo di far parte di uno dei quasi 47000 club in 210 paesi del mondo. No, non sto dando i numeri a caso, credetemi, negli ultimi giorni ho dedicato a questi  numeri e a queste informazioni  buona parte delle mie serate per preparare tutto prima della partenza.

Ecco, allora smetto di fare la misteriosa e vi racconto dove andrò, cosa farò e il perché e il per come...



Dal 26 al 30 giugno 2015, migliaia di Lion da tutto il mondo si incontreranno alla 98ma Convention del Lions Clubs International a Honolulu, alle Hawaii. E, per la prima volta, parteciperò anche io!

Dopo le attività di club, quelle di distretto, quelle di multidistretto con il mio primo Congresso Nazionale a Taormina nel 2013, quest'anno parteciperò ad un evento internazionale.
Sono già stata più di una volta in visita alla sede centrale di Oak Brook, fuori Chicago, e l'emozione lì è stata forte, Ora so che quello che mi aspetta la prossima settimana ad Honolulu sarà di dimensioni esponenzialmente maggiori.

Perché la decisione di partecipare alla mia prima LCIConvention proprio alle Hawaii? Perché come ben sapete, se mi seguite da un po', il mio sogno è quello di visitare tutti e 50 gli stati americani. Quest'estate arriverò al giro di boa della metà...sarò a 25!

E poi anche perché con il prossimo anno sociale [che inizierà il 1 luglio] farò parte di un'altra bella avventura nell'Associazione. Il Governatore Eletto mi ha chiesto di essere il Segretario Distrettuale ed io, con orgoglio e [non lo nascondo] un pizzico di preoccupazione ho accettato. Preoccupazione perché ho capito sin da subito che l'impegno è tanto, ma se lo si fa con piacere e soprattutto avendo al fianco persone con le quali si sta bene, tutto diventa piacevole e anche un pochino più facile.




Ecco allora perché i prossimi giorni mi vedrete spuntare a Los Angeles prima e alle Hawaii dopo sui vari social. 
Se siete curiosi come me di scoprire queste meravigliose isole... seguitemi!!!

Nel frattempo vi lascio con un paio di esempi su cosa fanno i soci del Lions Clubs International nel nostro distretto, perché noi non siamo [come è purtroppo luogo comune] quelli che "se la tirano" e si riuniscono "solo per mangiare"! 


mercoledì 17 giugno 2015

Slow Train Valtellina Valposchiavo for EXPO: un viaggio nel lusso tra le Alpi italo-svizzere



Viaggi e Delizie ha avuto il privilegio di partecipare al debutto di Slow Train for Expo, progetto voluto e finanziato da Provincia di Sondrio e Regione Valposchiavo con il Distretto Culturale della Valtellina, patrocinato da Padiglione Italia in Expo 2015, dal Canton Grigioni, dal Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi, dalla fondazione AEM e dal FAI.

[...] Un viaggio tra cultura, natura ed enogastronomia a bordo di un treno d’epoca che partendo da EXPO porta direttamente al cuore delle Alpi, da una parte all’altra del confine italo-svizzero, con Chef Stellati Michelin che si esibiscono con un menù sorprendente accompagnato da pregiati vini valtellinesi, abbinati ad hoc per ogni portata” [...]. 



 
Così recitava l’invito e,  tra i tanti treni regionali e passanti ferroviari in transito nella stazione di Rho Fiera gremita di turisti, lo slow train non passa certo inosservato. 

Le tre carrozze sono interamente adibite a ristorante e a tutti i passeggeri è assegnato un posto attorno a tavoli finemente apparecchiati. 

A occuparsi della mise en place è infatti Artigianato Artistico di Confartigianato Imprese Sondrio

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni ma allo stesso tempo, rotto il ghiaccio grazie al primo di tanti brindisi con un bicchiere di buon spumante Brut Rosé, si entra subito in sintonia con gli altri commensali aiutati dal personale di bordo del treno che ci invita alla socializzazione.

Il servizio di ristorazione è garantito dagli allievi del polo di formazione professionale Valtellina, vestiti con abiti della tradizione locale.



Anche i piatti in cui vengono serviti gli Amuse bouche (filetti di manzo bio della Valposchiavo) dello chef stellato valtellinese Gianni Tarabini e i Capuns della tradizione grigionese su fonduta di formaggi bio della Valposchiavo dello chef Marco Valli, sono degni di nota, sono infatti realizzati dalla Nuova Serpentino d’Italia, azienda storica della Valmalenco.


A rendere ancora più speciale questo viaggio inaugurale è la partecipazione dello Chef Enrico Derflingher, conosciuto in tutto il mondo per essere stato il primo cuoco italiano della Regina Elisabetta d’Inghilterra e del Presidente Americano George Bush senior e nominato per ben quattro volte tra i dieci migliori chef del pianeta! Suo il Risotto Royal Baby con bottarga di lavarello del Lario che, accompagnato dal vino Valtellina Superiore La Gatta Docg 2011, non può che lasciare tutti soddisfatti.



Mentre dal finestrino scorre il paesaggio del lago di Como, il pranzo prosegue con il secondo piatto, realizzato dallo Chef Michele Pedrazzini, ovvero un’ottima Costina di maiale marinata nella birra Legnone, servita con polenta rossa di Tirano e croccantini di grano saraceno e accompagnata da un altro vino valtellinese, il Uì Sassella Vigna 298.




Si chiude in bellezza con i Biscutin de Prost (dolce tipico valchiavennasco) e L’orto nel latte, un dolce sui generis con ortaggi e frutta, realizzato dallo chef Gianni Tarabini, titolare della cucina del ristorante La Presef, presso La Fiorida di Mantello, in provincia di Sondrio, e da Martina Riva. Ad accompagnarli, il vino simbolo della Valtellina, lo Sfursat o Sforzato delle Cantine Plozza. Una curiosità? Ogni piatto era diverso dall'altro!



Il viaggio inaugurale dello Slow Train sarebbe dovuto proseguire fino a Tirano, sfortunatamente però poco dopo Morbegno il treno si è fermato, probabilmente a causa un guasto sulla rete ferroviaria. 


I bus sostitutivi, messi  disposizione dall'organizzazione, non ci hanno permesso di ammirare appieno i suggestivi paesaggi valtellinesi e i terrazzamenti vitati e l'atmosfera non è la stessa che avremmo avuto sullo slow-train. A causa del ritardo accumulato, inoltre, anche la prevista visita guidata della città di destinazione e dei suoi monumenti più significativi si è ridotta alla brevissima sosta a Palazzo Foppoli e alla mostra lì allestita per l’occasione dall’Artigianato Artistico della Provincia di Sondrio-Confartigianato Sondrio. Benché questo inconveniente non abbia compromesso l'esito della giornata, riteniamo utile raccontarlo per mettere in luce la precarietà dei collegamenti tra Milano e la Valtellina, costituiti da un'unica superstrada e da un'unico binario ferroviario.

Imprevisti dimenticati una volta saliti a bordo del Trenino Rosso del Bernina: patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2008 che abbiamo avuto il grande piacere di sperimentare un paio di anni fa in un viaggio incantato tra paesaggi innevati fino a St. Moritz e che ci vien voglia di ripetere...

Dopo essere usciti dalla città di Tirano, subito appare il paesaggio della Val Poschiavo: una perla di luminosa ed inenarrabile bellezza.  
Il nostro assaggio di trenino termina poco dopo a Le Prese, località affacciata sul Lago di Poschiavo

Qui, dopo tante ore passate seduti, ci si può immergere in questi paesaggi, concedendosi una passeggiata tra il verde del bellissimo parco privato del lussuoso Hotel Le Prese, sorseggiando uno spumante di Valtellina La Perla Extra Brut.


Sulla terrazza panoramica dell’albergo, dopo un breve intervento da parte degli organizzatori dell’evento, i rappresentanti delle istituzioni, gli operatori turistici e i giornalisti di parte italiana e svizzera, si conclude la giornata degustando i prodotti biologici della Smart Valley 100% Bio, quali ad esempio la tartara di salmerino di lago con spuma allo yogurt, gli sciatt al bitto e farina di grano saraceno, la polenta mogna ai funghi e altre delizie, accompagnati da vini valtellinesi e succhi della Valposchiavo. Tutto si può dire tranne che si trattasse di light dinner come scritto nel programma!

L'esperienza Slow Train in vendita sul sito www.slow-train.it è acquistabile in uno dei tre pacchetti studiati per scoprire la Valtellina e la Valposchiavo:
- Valposchiavo + UNESCO, a bordo del Trenino Rosso del Bernina, fino a St. Moritz con alloggio nel lussuoso hotel Le Prese;
- Valle del Valtellina Casera e del Bitto storico: tour enogastronomico tra alpeggi e tradizione ed alloggio presso l'agriturismo La Fiorida casa dello Chef Gianni Tarabini;
- Valtellina + Valposchiavo: alla scoperta delle due valli tra natura ed enogastronomia.
Impossibile tornare a casa senza sentire una sensazione di sazietà e appagamento sotto tutti i punti di vista. Non resta che sperare che l’iniziativa decolli e conquisti i tanti visitatori in arrivo a Milano da tutte le parti del mondo, così come è stato per noi! Intanto segnatevi le prossime date: 17 e 29 giugno!

Post scritto a seguito della partecipazione al viaggio inaugurale di Slow Train invitati dalla Regione Valposchiavo.

lunedì 15 giugno 2015

L'ospite del mese: Roma vista attraverso gli occhi di un maratoneta

Per chi come me ama la corsa ed è interessato a tutto ciò che riguarda la storia, un buon modo per unire le due passioni è partecipare alle manifestazioni podistiche e alle maratone che un po’ ovunque vengono organizzate in piccole e grandi città.


Nel corso degli anni ho partecipato a diverse maratone ma una di quelle più suggestive è senza dubbio quella di Roma che, attraverso i classici 42 km, porta podisti di tutto il mondo alla scoperta della nostra meravigliosa capitale.

Credits to Runner's World

Già dalla partenza, situata lungo i Fori Imperiali accanto al Colosseo, si capisce quanto sia magica l’atmosfera che si respirerà lungo tutto il percorso che però va detto non è dei più facili: la strada percorsa dagli atleti si snoda nel cuore della città e non è del tutto pianeggiante; inoltre si percorrono diversi tratti lastricati con blocchetti di pietra, i così detti “Sanpietrini”, che rendono la corsa più impegnativa rispetto ad altri terreni.
Consiglio quindi di non guardare troppo il cronometro ma di ammirare la sequenza di punti di interesse storico e artistico che si susseguono lungo il tracciato della maratona come ad esempio il Foro Romano, il Vittoriano (Altare della Patria), Piazza di Spagna, Castel Sant'Angelo, la Fontana di Trevi e l’emozionate passaggio attraverso Via della Conciliazione che conduce verso Piazza San Pietro.

Altare della Patria
Castel Sant'Angelo
Fontana di Trevi
Lungo Tevere
Via della Conciliazione
Piazza San Pietro

E’ una vera “passeggiata” all'interno della storia che si conclude con l’arrivo in Via dei Fori Imperiali e lascia ad ogni partecipante un bellissimo ricordo, oltre che, ovviamente, la soddisfazione di aver concluso una delle maratone più importanti e famose del mondo.



Franco è un ragioniere che da qualche anno si gode la meritata pensione. E’ un amante degli sport, in particolare dello sci, della vela e del podismo ed è proprio grazie a quest’ultimo che negli ultimi anni ha avuto occasione di girare il mondo. Oggi ci ha raccontato di Roma, chissà se più avanti ci racconterà di qualche altra maratona…





domenica 14 giugno 2015

Ospite del mese: giugno 2015

A metà mese torna puntuale il nostro appuntamento consueto con l'ospite.
A giugno ospitiamo un brillante e sportivo signore modenese...Franco, il papà di Elisa!

Iniziamo a scoprire qualcosa di lui...




Franco è un ragioniere che da qualche anno si gode la meritata pensione. E’ un amante degli sport, in particolare dello sci, della vela e del podismo ed è proprio grazie a quest’ultimo che negli ultimi anni ha avuto occasione di girare il mondo. Domani ci racconterà una città vista dagli occhi di un maratoneta; curiosi di scoprire dove ci porterà?  E chissà se più avanti ci racconterà di qualche altra maratona…


venerdì 12 giugno 2015

Monreale and its cathedral

Not far from Palermo,  up to the hill behind the town, there is a town that holds a great treasure: Monreale.

Upon arriving in Palermo we decided to dedicate the rest of the day visiting Monreale.

Apart from the ups and downs to reach Monreale, once we arrived we were lucky to find a parking place.
Warning: in Palermo and surroundings is not easy to find a car park; if you decide to rent a car, choose a small and manageable one.

The famous Cathedral of Monreale is located in the center of town. It is impressive and definitely you can not miss it.
It overlooks two squares: from one you have the entrance of the Cathedral and the other one is where you find the entrance to the Cloister.



We recommend visiting  the Cloister before anything else, since it has fixed opening hours and to access it you have to pay a ticket [€ 6.00].
It's well worth a visit for its uniqueness and the quiet that you can feel while walking under the colonnade.



The columns of the cloister are all different; all tops are different and are true masterpieces. The arches that surmount the columns are on Arabic fashion: a clear sign of Arab-Norman architecture.
The garden inside the cloister is a bit '"mangy".
Some trees, deciduous, were reduced to  trunk and branches, but in the precise center there is a palm tree which is also a symbol of the cloister: it has multiple trunks and branches; an original palm tree indeed!



After walking in the cloister enough time to enjoy the quite and beauty of the columns is time to enter the cathedral.
There isn't a direct passage, but you need to go out on the square Guglielmo II and cross the side door of the church, which is located instead in Piazza Vittorio Emanuele.

The main door of the cathedral, which is under the porch of Piazza Guglielmo II has a really impressive bronze panel depicting the Norman symbols  [lion and griffin] and was created by Bonanno da Pisa.
This big door, however, is open only on special occasions.

You have then to enter through the side door and lean out over the central nave; you will immediately be dazzled by the sunlight reflected on the golden mosaics.
In this church, in fact, everything you see on the walls and on the floor is made up of mosaics.
The huge Christ Pantocrator behind the main altar is impressive in size and precision: it looks like a painting!



The Cathedral of Monreale is the Christian church with more square meters of mosaics better preserved in the world. 
About 6,000 square meters of tiles cover the walls and the ceiling, many more than the mosaics of San Marco in Venice, which has about 4000 square meters.
We specified "Christian church" because in fact when we saw the mosaics of the transept our thinking immediately goes to Istanbul and Hagia Sophia.
The 10,000 square meters of mosaics of the mosque in Istanbul [no longer Christian church as originally built] are unfortunately in large measure covered by the symbols of the Muslim religion and therefore can no longer compete with what you can see in Monreale.


In addition to the beautiful mosaics depicting scenes from the Old and New Testament, in the Cathedral you can also see the tombs of the Norman kings William I and William II, in the right corner of the transept, the Chapel of the Crucified and the Treasury in the left transept  [ticket € 5.00]

What we liked the most? The mosaics are certainly impressive, but the thing that we liked to Monreale found it on the square outside the cathedral: boys playing football, safely without danger and without thoughts.







credits Google Map