giovedì 8 settembre 2016

Visitare Meknes, la più piccola delle città imperiali in Marocco

Meknes, la più piccola delle città imperiali, si trova in una tra le più belle zone del nord del Marocco, tra dolci colline coltivate a ulivi e vite. Bellissima e affascinante,  è immersa in un atmosfera tranquilla e persino un po’ sonnolenta, che rispetto al caos delle più conosciute Fes e Marrakech, consente di camminare tranquillamente tra i vicoli della sua medina e di apprezzare i suoi edifici storici, ricchi di mosaici di maiolica verde, complicati come ricami.
    

La storia di Meknes è legata al nome del sultano Moulay Ismail, che ne fece la capitale del regno tra il 1672 e il 1727.  Sultano autoritario (in realtà uno tra i peggiori tiranni del suo paese) dotato di un enorme harem (si parla di 600 mogli e oltre 700 figli) si racconta volesse sposare la figlia del re di Francia Luigi XIV e che, dopo il suo rifiuto, intendesse costruire il più grande palazzo reale del paese, superiore in dimensioni a quello di Versailles, come prova del suo potere. In realtà non fece in tempo a costruirlo ma riuscì comunque a trasformare quello che era un insediamento militare in una città “makhzen”, cioè imperiale e grandiosa:  un enorme cantiere, i cui lavori venivano seguiti personalmente dal sultano, per costruire le mura, moschee, mederse e giardini, con manodopera principalmente composta da schiavi e prigionieri di guerra.

Uno dei luoghi più belli della città vecchia è sicuramente la piazza El-Hedim, che ai tempi del sultano veniva utilizzata come deposito dei materiali da costruzione per la città. E’ una grande spianata, un po’ simile alla Jamaa El Fna di Marrakech, ma molto più tranquilla e frequentata soprattutto dalla gente del posto e meno dai turisti. 
Piazza El Hedim
Qui potete passeggiare, ascoltare i musicisti di strada, comprare le olive (che hanno fama di essere le più buone del Marocco) o salire su una delle terrazze a berè il tè e ammirare dall’alto la Bab el Mansour, una delle più belle porte del Marocco, decorata con maioliche verdi, che in passato fu luogo macabro in quanto vi si tenevano i processi e si appendevano le teste delle persone giustiziate. 

Bab El Mansour
Sul lato della piazza opposto alla porta, si entra a sinistra nella mellah, il quartiere ebraico e, sulla destra, nella medina, patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1996, con i souq e uno dei più prestigiosi monumenti della città, la medersa Bou Inania, una delle più belle scuole coraniche di tutto il Marocco, di cui oggi è possibile visitare le celle al secondo piano.  La medina è un piccolo gioiello, pochi turisti tra i vicoli scuri, scene di vita quotidiana che rendono l'atmosfera più vera.
Medina di Meknes


Poco lontano dalla medina, un altro luogo che non dovete perdere a Meknes: è il mausoleo di Moulay Ismail, che ospita la tomba del sultano, uno dei pochi luoghi religiosi a cui possono accedere anche i non mussulmani (è sufficiente togliersi le scarpe), escludendo la stanza dove si trovano le tombe, che invece è accessibile solo ai mussulmani. Un luogo suggestivo, impreziosito dai mosaici con le scritture del Corano, dove regna il silenzio. 



























Nella piazza accanto al Mausoleo, potete decidere di proseguire la visita della città imperiale facendo un giro in calesse (a piedi il tragitto è un po’ lungo, la strada che costeggia le mura è lunga più di 3 km). In alternativa, si parte anche da Piazza El Hedim: il giro dura circa un'ora escludendo eventuali soste presso i luoghi di interesse (se volete, il conducente vi attende durante la visita). 



Si costeggia Dar el Makhzen, il palazzo imperiale,  che non si può visitare perché è attualmente una delle residenze reali, e si arriva ad una gigantesca costruzione, Heri es-Souani (o Dar El Ma), che ospitava i granai reali, seminterrati, con mura spesse per mantenere la temperatura interna fresca e costante. Accanto ai granai si trovano le scuderie reali, un sistema di archi posti su 23 navate, che ben rappresentano le ambizioni imperiali di grandezza, visto che ospitavano i 12000 cavalli del possente esercito di Moulay Ismail. I giochi di luce tra le arcate creano un'atmosfera molto suggestiva.





Heri es-Souani (o Dar El Ma)
Ritornando verso Piazza El Hedim, si costeggia il bacino d'acqua dell'Agdal, un lago artificiale che serviva come riserva d'acqua e per l'irrigazione dei giardini dell'epoca. E' alimentato da 20 km di canali sotterranei e oggi è meta delle passeggiate serali di giovani e famiglie.   

A torto, non tutti i viaggi in Marocco prevedono la visita di Meknes, più piccola e meno turistica delle più famose città imperiali come Marrakech o Fes. E' invece una città da non perdere, ricca di architetture che ne ricordano il passato imperiale, con un'atmosfera autentica e a misura d'uomo, un volto diverso del Marocco...


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