martedì 15 novembre 2016

Alle Azzorre con l'ospite del mese

Dopo un anno passato in Sicilia ed un altro in quel di Nicosia (Cipro) dove a maggio 2015 è nato il nostro bimbo Lorenzo, sempre per motivi di lavoro, ci siamo trasferiti a Lisbona.
Visto che anche il Portogallo ha parecchio da offrire dal punto di vista turistico, stiamo cercando di visitarlo il più possibile. Viaggiare al suo interno non è molto difficoltoso, le distanze sono abbastanza contenute. Anche l’isola di Madeira, che abbiamo visitato a giugno, è a poco più di un’ora di volo.
L’unico posto che necessita di spostamenti e tempi leggermente più lunghi è l’arcipelago delle isole Azzorre. Abbiamo deciso quindi di passare qui le nostre vacanze “estive” che in realtà abbiamo svolto tra fine settembre ed inizio ottobre.
Queste isole sono situate nel mezzo dell’Oceano Atlantico, a poco più di due ore di volo da Lisbona e, facendo parte del Portogallo, costituiscono il punto più occidentale di tutta Europa.
L’arcipelago è formato da nove isole, raggruppate sostanzialmente in tre gruppi: il gruppo orientale formato da Sao Miguel (la più grande delle isole) e Santa Maria, quello centrale con Terceira, Graciosa, Sao Jorge, Pico e Faial e quello occidentale con le remote Flores e Corvo.
Diciamo subito che, a nostro parere, per visitarle tutte in maniera esaustiva servirebbero almeno tre/quattro settimane. Avendo a disposizione due settimane e viaggiando con Lorenzo che ora ha un anno e mezzo, ci siamo “concentrati” sulle cinque isole più grandi, quelle che sono più facilmente raggiungibili.
Apriamo una parentesi sui collegamenti aerei che sono a dir poco eccellenti. Da Lisbona a Ponta Delgada, capoluogo di Sao Miguel e città più grande dell’arcipelago, volano TAP, SATA, EasyJet e Ryanair. Dall’Italia, bisogna chiaramente raggiungere prima Lisbona (TAP, EasyJet e Ryanair da Milano). I collegamenti aerei tra le isole vengono operati da SATA con apparecchi turboelica, per quello che abbiamo potuto vedere noi, sempre in orario ed a basso costo o via nave.
Premettiamo che non siamo esperti di trekking e che, comunque, non sarebbe stato alla nostra portata con passeggino al seguito. Di conseguenza abbiamo previsto su ogni isola visitata il noleggio di un’autovettura che ci permettesse, rispetto alle molteplici gite organizzate, di avere assoluta libertà sulle tempistiche e sui luoghi da visitare.
A nostro parere, organizzare una vacanza “fai da te” alle Azzorre non è troppo banale: nel nostro caso, spostandoci su cinque isole diverse, abbiamo prenotato sei hotel, cinque voli aerei, uno spostamento in nave e cinque macchine a noleggio. Niente di infattibile ma sicuramente più complesso che prenotare due settimane alla pensione “Bellaria” in Riviera. Per avere le dovute informazioni, abbiamo comprato l’unica guida delle Azzorre in inglese che abbiamo trovato qui a Lisbona: è una guida della Bradt (Azores, D. Sayers), secondo noi nulla di eccezionale ma non avevamo alternative.
In questo racconto non vogliamo soffermarci sulla geologia o sulla storia di questo arcipelago (potete informarvi ampiamente online o sulle guide) ma vorremmo cercare di trasmettervi il più possibile le sensazioni che abbiamo provato vedendo paesaggi incantevoli, mangiando ottimo cibo, incontrando le persone autoctone. Cercheremo di elencarvi quelli che, secondo noi, sono posti “irrinunciabili” da vedere o visitare.

Il modo più semplice di iniziare la visita dell’arcipelago è quello di partire da Sao Miguel per il semplice fatto che, come detto, ha collegamenti aerei frequenti con Lisbona ed il resto di Europa. Noi abbiamo previsto sei notti in questa isola che, a parte essere la più grande, è quella che ha sicuramente più da offrire sotto ogni punto di vista. Ci è sembrato intelligente, per motivi prettamente logistici, dormire le prime tre notti nella parte est dell’isola, dalle parti di Furnas. In questa parte dell’isola non ci si può esimere di visitare la stessa Furnas, nota località termale ricca di “caldeiras”, ovvero piccoli crateri nel terreno da dove esce acqua calda o vapore.


Le caldeiras di Lagoa do Furnas
Le caldeiras di Lagoa do Furnas
Il parco termale “Terra Nostra” a Furnas
Il parco termale “Terra Nostra” a Furnas
Questa intensa attività geotermica permette alle acque di Furnas di essere particolarmente calde e ricche di zolfo e agli abitanti locali di cuocere in appositi buchi nel terreno il famoso cozido, uno stufato misto di carni e vegetali che rimane appunto sepolto in appositi pentoloni per varie ore nel terreno caldo fino alla completa cottura.


Preparazione del Cozido
Preparazione del Cozido
Viaggiando attraverso la parte orientale di Sao Miguel si nota subito una vegetazione lussureggiante con infinite tonalità di verde, ortensie ed azalee selvatiche che però, da quanto sono ordinate, sembrano piantate ad hoc sui cigli delle strade, boschi ed animali al pascolo.
Suggestiva è la vista dall’alto del Lagoa da Furnas, un piccolo lago appena fuori dal paese con le relative caldeiras.
Le successive (e ultime tre notti) su questa isola le abbiamo trascorse a Ponta Delgada che, come accennato prima, è il capoluogo di Sao Miguel e allo stesso tempo (di gran lunga) la città più grossa delle Azzorre con i suoi circa 70.000 abitanti. La città in sé non ha moltissimo da offrire, si può visitare il centro in un paio di ore ma è la migliore base di partenza per le escursioni nella parte centrale e occidentale dell’isola.


Ponta Delgada, Praça Gonçalo Velho
Ponta Delgada, Praça Gonçalo Velho
Nella parte centrale di Sao Miguel è fin troppo facile rimanere folgorati dalla bellezza di Lagoa do Fogo, un lago di origine vulcanica che, se visto con il sole, ha le acque di molteplici tonalità di blu e verde. Se doveste, come è capitato a noi, passarci mentre il lago è immerso nelle nubi, non scoraggiatevi e provate a ritornarci, se potete, dopo poche ore: visto il meteo pazzerello della zona, avrete grossa probabilità di ammirare la sua bellezza sotto il sole.


Lagoa do Fogo
Lagoa do Fogo
Un altro posto indiscutibilmente meraviglioso è Caldeira Velha (Velha significa vecchia in portoghese). Trattasi di una caldeira le cui acque vengono incanalate in due differenti vasche, una intorno ai 25 °C e a circa 38 °C, dove immergersi e rilassarsi all’interno di in una foresta lussureggiante. E’ un posto che, da quanto è bello, sembra quasi finto e, se visitato fuori dai periodi di ressa, ti “costringe” a rimanerci per molto tempo al fine di goderlo appieno.


Nella parte ovest dell’isola, l’attrattiva principale è Sete Cidades. Questo piccolo villaggio è stato costruito vicino a due laghi, il Lagoa Azul (Azzurro) ed il Lagoa Verde, divisi da un ponte carrabile che, in effetti, hanno le acque dei due differenti colori. Ci sono sulle colline circostanti numerosi “miradouri” (punti panoramici) da cui è possibile ammirare questo paesaggio stupendo.


Sete Cidades, Lagoa Azul e Lagoa Verde
Sete Cidades, Lagoa Azul e Lagoa Verde
Se passate in una bella giornata estiva da queste parti, potrebbe valere la pena fermarsi a fare un bagno nelle piscine naturali formate dalle rocce nei pressi di Mosteiros.

Da qui in poi abbiamo trascorso due notti su ognuna delle restanti quattro isole visitate in modo da riservarci circa un giorno e mezzo ad isola, al netto degli spostamenti, per avere la possibilità di girarle praticamente in toto.

La seconda isola che abbiamo visitato è Terceira. Un volo della durata di circa 30 minuti da Ponta Delgada fa raggiungere comodamente questa isola che è quella più orientale del gruppo centrale delle Azzorre ed ex base NATO.
Una volta atterrati si nota subito la differenza con Sao Miguel: Terceira è più piccola, più rurale, forse meno turistica. A nostro parere la perla di questa isola è proprio il suo capoluogo patrimonio UNESCO, “Angra do Heroismo”, che si sviluppa in maniera ordinata e variopinta ai piedi del “Monte do Brasil”, una specie di “panettone” alto 205 metri (che in realtà è ciò che resta di un vulcano di tufo) da cui si ammira una splendida vista della città stessa.


Angra do Heroismo, Praça Velha
Angra do Heroismo, Praça Velha
Angra do Heroismo, Lungomare
Angra do Heroismo, Lungomare
Angra do Heroismo e Monte do Brasil
Angra do Heroismo e Monte do Brasil
Il giorno seguente abbiamo noleggiato un’auto e compiuto il giro dell’isola sia sulla costa che sulle alture al suo interno: si incontrano piccoli paesi dove ci sono più trattori che auto e animali che pascolano nei campi vicini alle poche case. Segnaliamo, sempre se la giornata lo permette, delle meravigliose piscine naturali dove poter fare il bagno riparati dalle onde oceaniche nei pressi di Biscoitos, sulla costa settentrionale.

Un altro veloce volo da meno di 20 minuti ci ha portato a Velas, capoluogo dell’isola di Sao Jorge. Questa è forse l’isola meno turistica di quelle da noi visitate. La vita qui scorre veramente lenta, crediamo che il 95% della popolazione si dedichi ad attività agricole o allevi animali anche perché il fiore all’occhiello di questo posto è proprio il formaggio “Sao Jorge” prodotto in piccole aziende locali ed esportato in tutto il Portogallo e non solo. Dal punto di vista turistico e naturalistico segnaliamo il faro abbandonato dopo il forte terremoto del 1980: si raggiunge dopo una decina di km strada sterrata attraverso pascoli, è un luogo strano, quasi spettrale, da cui si ammirano bellissimi paesaggi.


Sao Jorge, faro abbandonato
Sao Jorge, faro abbandonato
Il giorno seguente, abbiamo visitato la parte est dell’isola, anch’essa prettamente rurale e punteggiata da piccoli villaggi. Anche per merito di un meteo tipico della zona (leggera pioggia e un po’ di vento) abbiamo compreso cosa vuol dire veramente la potenza della natura, dell’oceano: onde di alcuni metri sferzavano le coste ed invadevano i piccoli porticcioli. Il nostro pensiero di “cittadini padani” è andato a quelle giornate, probabilmente invernali, dove gli abitanti della Azzorre devono convivere con tempeste e mareggiate che sicuramente non sono neppure minimamente paragonabili al poco che abbiamo visto noi.


 La potenza dell’oceano
 La potenza dell’oceano
Uno dei paesaggi di Sao Jorge che ci rimarrà più nel cuore sarà sicuramente la vista di Pico (il monte dell’omonima isola di cui parleremo tra poco) al tramonto dal nostro hotel.


Tramonto vista Pico
Tramonto vista Pico
Sao Jorge e Pico sono distanti circa 35 km ma non sono collegati da un volo diretto: per questo motivo la si raggiunge tornando a Terceira e prendendo un secondo volo.
Pico è sia il nome dell’isola che quello del vulcano che la sovrasta, alto 2.351 m (monte più alto del Portogallo). Per questo motivo si può tranquillamente affermare che “Pico è Pico”, cioè l’isola non può prescindere dalla sua imponente montagna che la domina e ne ha regolato la vita da sempre con le sue eruzioni.
Abbiamo avuto la fortuna di vedere la vetta di Pico scoperta dalle nuvole (cosa non così scontata anche durante le giornate di sole): è imponente, maestosa. Si può arrivare in macchina sino a circa 1.200 m per vederla da più vicino e per ammirare il panorama sottostante che si estende fino alle isole di Faial e Sao Jorge. La scalata per raggiungere la vetta è chiaramente dedicata a persone esperte.
Monte Pico
Monte Pico
Vista dal monte Pico su Madalena e isola di Faial
Vista dal monte Pico su Madalena e isola di Faial
Pico è anche “vino”: la produzione di vini bianchi e rossi è molto rinomata e le sue vigne, coltivate su terreni lavici, sono patrimonio UNESCO. Come si può vedere nella foto, i coltivatori locali usano le pietre laviche provenienti dal vulcano per costruire dei muretti senza fisse geometrie che in qualche modo proteggono le viti dal vento marittimo ma lasciano passare il sole necessario alla maturazione.
Le vigne di Pico
Le vigne di Pico
Faial è l’ultima isola che abbiamo visitato durante la nostra vacanza. Il suo capoluogo, Horta, si trova a soli 8 km di mare da Pico ed è, quindi, facilmente raggiungibile da Madalena (il capoluogo di Pico) via traghetto in circa 20 minuti.
Horta è patrimonio dell’UNESCO e, a nostro parere, è una piccola perla nel mezzo dell’oceano. E’ sostanzialmente divisa in due parti, quella del centro con le sue chiese, i negozi, il nuovo porto e quella di “Porto Pim”, il vecchio porto incastonato in una magnifica baia sovrastata dal monte “Guia” da cui si gode un bellissimo paesaggio della città.


Horta, Porto Pim
Horta, Porto Pim
Horta vista dal monte Guia
Horta vista dal monte Guia
Faial è l’isola più piccole delle cinque che abbiamo visitato ma è senza dubbio quella che, insieme a Sao Miguel, ci ha dato le emozioni più forti.
Siamo rimasti a bocca aperta davanti alla maestosità di “Caldeira”, un gigantesco cratere nel centro dell’isola con un diametro di circa 2 km e una profondità di 400 m che ora è tutto ricoperto da una fitta vegetazione.


Faial, Caldeira
Faial, Caldeira
Un altro posto incredibile è il “Vulcao do Capelinhos” che si trova all’estremità ovest dell’isola. Qui l’ultima eruzione, durata più di un anno (settembre 1957 – ottobre 1958), è riuscita ad estendere di ben 2.4 km2 la superficie dell’isola stessa ed ha costretto circa 2.000 abitanti della zona ad emigrare.
Sulla superficie nera formata dai lapilli dell’eruzione citata è stato costruito un faro e da esso si può godere il fantastico panorama della colata lavica che entra nell’oceano.
Vulcao Capelinhos, faro e colata lavica
Vulcao Capelinhos, faro e colata lavica
Ed ora qualche considerazione... in primis, come credo si sia capito dal nostro racconto, consigliamo questa meta agli amanti della natura nelle sue molteplici forme. Anche se si ha, nella bella stagione, la possibilità di fare bagni nelle varie zone (spesso piscine naturali) protette dalle onde oceaniche, le Azzorre non si possono considerare una meta balneare. Abbiamo però visto molti turisti impegnati in immersioni che devono essere sicuramente meravigliose. Un’altra attività molto in voga in tutto l’arcipelago sono le gite in mare per l’avvistamento di delfini e balene: noi abbiamo preferito fare altro visto che abbiamo già avuto la fortuna di ammirare questi splendidi animali sia in Canada che in Islanda.
Le guide consigliano di recarsi alle Azzorre durante i mesi estivi per ovvi motivi: noi siamo stati molto contenti di esserci andati ad inizio autunno perché siamo riusciti a godere ancora di giornate splendide e calde con poca pioggia e serate intorno ai 18-20 °C e, allo stesso tempo, abbiamo evitato affollamenti che sicuramente si creano a luglio e agosto nei pressi delle “attrazioni” più gettonate e famose, soprattutto a Sao Miguel.
Le Azzorre sono molto famose per i loro percorsi di trekking (nella nostra guida ne erano segnalati parecchi): come detto prima, noi non ne abbiamo fatti ma siamo sicuri che ne valga ampiamente la pena. Allo stesso tempo è facilissimo e senza alcun pericolo (evitando le mulattiere) girare le isole in macchina.
I servizi sono di buon livello. I trasposti aerei e navali sono ottimi, sempre in orario (per quello che abbiamo visto noi) ed a basso costo. Noleggiare una macchina medio-piccola con assicurazioni CWD costa circa 50-70 Euro al giorno. Ci sono hotel di tutte le categorie, soprattutto nei capoluoghi delle varie isole: noi ci siamo trovati mediamente bene spendendo una media di 80 Euro a notte per una matrimoniale più colazione (Lorenzo non paga ancora). 
Il cibo è di altissimo livello. Se si sceglie il posto giusto (noi guardiamo molto TripAdvisor), si può mangiare pesce locale freschissimo e carne locale di manzo di una tenerezza incredibile con un prezzo compreso tra i 20 e i 30 Euro a persona con antipasto, dolce e vino. Consigliamo vivamente il pesce locale, le “Lapas” (molluschi locali) e il “Cozido” (di cui abbiamo parlato prima).
Al contrario del Portogallo continentale, abbiamo trovato molte persone che parlano inglese e, ad ogni modo, ci si capisce anche col portoghese senza grosse difficoltà.
Gli abitanti ci sono sembrati molto cordiali e aperti, come in Portogallo continentale. Forse nei piccoli paesini si può incontrare qualcuno che si capisce subito vedere i turisti come una scocciatura ma questo capita ovunque.
Come detto abbiamo trascorso la vacanza con Lorenzo che, avendo un anno e mezzo, purtroppo non ricorderà nulla ma che si è divertito un mondo nel poter ammirare mucche, cavalli, anatre, pesci e altri animali da vicino e che ha respirato un’aria salubre, ricca di iodio e senza inquinamento per due settimane. Riteniamo quindi che si possa affrontare un viaggio alle Azzorre con un bambino piccolo, rinunciando, chiaramente a trekking o escursioni impegnative.
Non abbiamo grosse informazioni sulle isole che non abbiamo visitato: due di esse (Santa Maria e Graciosa) sono vicine alle altre ma sono più piccole e le altre due (Flores e Corvo) sono notevolmente più distanti: chissà, forse un giorno saremo in grado di completare questo racconto anche con le isole mancanti.
In definitiva, se non avete voglia di spaparanzarvi in un qualunque villaggio turistico, se avete voglia di natura, di relax e di ottimo cibo, le Azzorre sono delle isole che sicuramente consigliamo di visitare e, soprattutto, di vivere.


Coppia da quasi 20 anni: Nicoletta è veneta ma, per amore, si è spostata in provincia di Milano dove vive con Claudio che, grazie al suo lavoro, può essere trasferito nei posti più disparati.
Dopo un anno passato in Sicilia e un altro a Nicosia (Cipro), dove nel 2015 è nato il loro bimbo Lorenzo, ora vivono a Lisbona cercando nel tempo libero di visitare il più possibile tutte le bellezze che il Portogallo offre.

Le loro mete preferite sono le città uniche ed affascinanti come New York, Boston, Philadelfia e Washington, le capitali europee come Londra, Parigi e Madrid ma anche viaggi immersi nella natura come il Canada coast to coast, l’Irlanda, le isole Azzorre e la magnifica Islanda.

Ubicazione: Azzorre, Portogallo

4 commenti:

  1. Racconto bellissimo, che posti stupendi!!
    e che bravi ad essere riusciti ad organizzare una vacanza così con un bimbo ancora piccino, io per ora mi sono fermata a Rimini o poco più in là ;-) :-D

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    1. Grazie mille! Ti assicuriamo che non è assolutamente difficile organizzare un viaggio simile, basta volerlo... :-) Claudio E Nicoletta

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. Che bello! Mi ispira moltissimo :)

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