giovedì 29 dicembre 2016

Mangiare a... Modena

Come sapete, ci piace andare in giro e provare le cucine tradizionali. Con questo racconto e con queste immagini vi vogliamo "far assaggiare" un pezzetto della cucina emiliana.

Vi portiamo quindi da Ca' Vecia, un ristorante che si trova a pochi chilometri dal centro di Modena e che rispetta in tutto e per tutto la tradizione: il ristorante è infatti una vecchia casa di campagna ristrutturata in stile rustico e propone tutti i piatti che caratterizzano la cucina di questa zona: tortellini e passatelli in brodo, tigelle e gnocco fritto, gramigna alla salsiccia e tanto altro.




Tortellini, passatelli e gramigna

Tigelle

I piatti tradizionali sono senza dubbio buonissimi e sempre molto apprezzati ma quello che ci è piaciuto di più e ci ha lasciati piacevolmente stupiti è la capacità di saper accostare i sapori classici a gusti nuovi e inaspettati e vi possiamo assicurare che il risultato è sublime.

Avete mai visto i tortellini verdi? Avete mai assaggiato i tortelloni al lime e pistacchio?
Ecco, qui trovate tutto questo!
Noi abbiamo optato per un tris di primi che prevedeva, oltre ai tortellini verdi conditi con i funghi (squisiti!), crepes agli asparagi e tortelloni con la pancetta.



Come secondo non potevamo non assaggiare la carne alla griglia che viene cucinata direttamente a vista nel grande camino a fianco dell'ingresso del ristorante.




Infine ci siamo lasciati tentare da un dolce e abbiamo scelto di provare la cheesecake (una nostra grande passione) ed è una delle più buone (forse addirittura la più buona) che abbiamo mai mangiato.



Per chi arriva da fuori città, accanto al ristorante, è stato appena aperto anche l'hotel. Abbiamo dato una sbirciatina e ci è sembrato molto moderno ed accogliente. 
Ad ogni piano le stanze sono arredate con colori differenti: giallo a piano terra, verde al primo piano e rosso all'ultimo piano e tutte le stanze hanno bellissime travi a vista che rendono il tutto molto caldo e familiare.





L'hotel è un'ottimo punto di partenza per visitare la zona: 




martedì 27 dicembre 2016

Balkan Bites Free Food Tour: itinerario gastronomico tra le vie di Sofia, Bulgaria


L’appuntamento è nel centro di Sofia, al Park Crystal (poco lontano dalla Chiesa Russa di S.Nicola), di fronte alla Statua di Stefan Stambolov, politico considerato uno dei padri fondatori della Bulgaria moderna, alle 2 del pomeriggio. Se preferite potete prenotare il tour con 24 ore di anticipo, altrimenti è sufficiente farvi trovare di fronte alla statua e lì troverete la guida pronta ad accompagnarvi nel Balkan Bites Sofia's FREE Food Tour, il primo food tour gratuito organizzato in Europa.  Un modo diverso di scoprire la città: il giro dura circa due ore, percorrendo a piedi le vie del centro, intervallato da 5 soste in diversi locali dove la guida (la nostra era la simpatica e preparata Elitsa), vi propone alcuni assaggi della cucina bulgara. Il tour è gratuito; se ritenete alla fine potete lasciare un contributo (ma assolutamente NON è un obbligo). 

Elitsa ci racconta la cucina bulgara
La cucina bulgara riflette la storia del paese, raccontata da Elitsa attraverso curiose notizie e aneddoti. Una  miscela di sapori traci, slavi, greci, orientali e tradizioni gastronomiche locali, con influenze più recenti legate all'epoca del comunismo: ha i colori della bandiera bulgara l'insalata shopska, diventata piatto nazionale ai tempi del regime, quando l'Agenzia Nazionale per la promozione turistica volle unificare le specialità regionali in piatti simbolo dell'identità nazionale, conosciuti e proposti in tutta la nazione. Come si prepara la shopska? Con pomodori, cetrioli, cipolle e sinise grattugiato, il formaggio bulgaro simile alla feta.  

Insalata "shopska" 

I racconti di Elitsa cominciano dall'epoca dei Traci, antico popolo di pastori vissuto nei territori della Bulgaria meridionale, a cui viene attribuita l’usanza di conservare il latte in sacche ricavate con la pelle degli animali, dove, a causa delle condizioni ambientali e della contaminazione da microrganismi, subiva processi di trasformazione in latte più acido e quindi in yogurt.
Lo yogurt bulgaro è oggi famoso in tutto il mondo ed è anche il segreto della longevità dei Bulgari, grazie al Lactobacillus bulgaricus, scoperto dal microbiologo Stamen Grigorov a fine ottocento, un bacillo che si sviluppa solo in Bulgaria in specifiche condizioni climatiche e che, impiegato nella produzione dello yogurt bulgaro, ne assicura le proprietà profilattiche e curative. La prima tappa del Balkan Bites Free Food Tour ci porta in un localino molto grazioso, Supa Star, una valida alternativa per un pasto veloce quando si è in giro per visitare la città. Qui si servono 6 varietà di quelle che sono uno dei must della cucina bulgara: le zuppe. La zuppa che assaggiamo è a base di yogurt ed è sicuramente la più famosa: la tarator, una zuppa fredda a base di yogurt, cetrioli tagliati a pezzetti, aglio, noci, aneto, olio vegetale e acqua.  


Partecipare ad un Food Tour vuol dire anche scoprire luoghi dove, da soli, non avreste mai pensato di fermarvi per assaggiare qualche specialità buonissima. E' il caso del piccolo locale situato in un sottopasso dove Elitsa ci porta ad assaggiare una delle più buone banitsa della città, una torta rustica di pasta fillo o sfoglia con uova e formaggio sirene.  





Sapete perché in Bulgaria tutti conoscono le canzoni degli Abba? Il merito è dei pomodori, una delle verdure più utilizzate in Bulgaria e, per la precisione, dei pomodori rosa, una varietà dolcissima e simile a piccole zucche. Durante il comunismo, i prodotti agricoli della Bulgaria erano esportabili soltanto nei paesi del blocco, ma accadde che un politico svedese, in visita nel paese, ebbe l’occasione di assaggiarli. Ne fu così entusiasta che, tornato in Svezia, favorì un’accordo economico di scambio tra i pomodori rosa e appunto... i dischi degli Abba che per anni furono l’unica occasione "legale" per i Bulgari di ascoltare musica occidentale, a quel tempo proibita. 
I pomodori rosa (quelli di Kurtovo Konare sono presidio Slow Food) si consumano freschi, ma si adattano egregiamente anche alla trasformazione in conserve, come la lutenitsa, a base di pomodori (si può fare anche con i normali pomodori rossi), peperoni, carote, melanzane, cipolla, aglio, pepe e olio. Ne esistono diverse varianti, in base alla consistenza, in alcuni casi anche in pezzi. 

Per assaggiare i crostoni di pane con la lutenitsa ci spostiamo al  Sun Moon, piccolo locale molto carino dove potrete eventualmente tornare per mangiare cucina bio, vegetariana e vegana.



E per un piccolo assaggio di hamburger di pollo, preparato con pane fatto in casa, ci spostiamo da Farmer's dove, oltre ai panini, si possono mangiare anche buonissime zuppe ed insalate.  Per accompagnarlo, assaggiamo l'ayran, una bevanda rinfrescante a base di acqua, yogurt e sale.  


Hadjidraganovite Izbi è l'ultima tappa del Balkan Bites Free Food Tour: un locale dall'atmosfera tradizionale (forse un po' a misura di turista), con pareti in pietra, decorate con oggetti di artigianato bulgaro e costumi tipici, dove si mangia cucina tipica bulgara accompagnata da una buona scelta di vini locali e spesso anche da musica dal vivo.


Qui assaggiamo il formaggio sirene in varie declinazioni, pezzetti molto morbidi e gustosi del formaggio da tavola bulgaro per eccellenza, di consistenza leggermente granulosa. Da provare con il sale colorato bulgaro, il sharena sol, un mix di sale e spezie, come la paprika e il timo, e fieno greco. 
Per concludere, si brinda insieme con un vino locale, molto secco, ottenuto utilizzando un vino base a cui è addizionata una miscela di diverse erbe, tra cui il pelin o artemisia. 


Partecipare ad un food tour è anche un' occasione per conoscere locali dove magari tornare per assaggiare qualche altra specialità della cucina locale. 
Hadjidraganovite Izbi propone solo cucina bulgara e così ci torniamo anche la sera per provare il karvarma, altro piatto nazionale bulgaro, uno spezzatino di maiale (ma alcune versioni propongono anche agnello o pollo) cucinato solitamente nella gyuweche, una pentola di terracotta, con cipolla o porri e verdure , a volte anche con uova. 


Se capitate a Sofia, vi consigliamo di dedicare un paio d'ore al Balkan Bites Sofia's FREE Food Tour: un modo semplice (si cammina nel centro della città e il tour non è molto impegnativo) e gratuito per capire meglio le abitudini e la cultura del paese... sbirciando in cucina grazie ai racconti e alle curiosità della simpatica Elitsa.

Altre cose da fare a Sofia:

giovedì 22 dicembre 2016

Prepararsi al meglio per un Food Tour


Dopo aver scandagliato la rete per trovare il Food Tour che fa al caso nostro e dopo aver prenotato il tour prescelto per tempo non ci resta altro da fare che attendere la data fatidica.
Quando scelgo il Food Tour, io amo iniziare a sbirciare sul sito, con maggiore attenzione, le foto che vengono pubblicate e magari cercare online racconti o fotografie di chi già ha partecipato in precedenza. In teoria lo faccio anche prima di prenotare, per avere un'idea di massima sulla soddisfazione di chi già ha fatto l'esperienza, ma nel "dopo prenotazione" l'attenzione si sposta soprattutto sui dettagli.

Ma per prepararmi al meglio, oltre a curiosare in rete, cerco anche di organizzarmi in modo da non farmi cogliere impreparata durante il tour stesso.
Innanzi tutto, dopo l'iscrizione, si riceve l'indirizzo esatto del punto di incontro. Ecco allora che vado a sbirciare su Google maps l'esatto punto in cui mi dovrò trovare - all'ora prestabilita in modo da non far tardare la partenza del tour e entrare subito nelle antipatie della guida e, soprattutto, dei miei compagni di tour.
Un suggerimento che posso darvi circa il localizzare il punto di incontro, è quello di attivare la funzione di Google maps che consente di guardarsi intorno come se fossimo già in strada: prendete qualche punto di riferimento (un negozio, una chiesa, un bar) in modo da essere più tranquilli e sicuri una volta che arriverete sul posto.

Alcuni giorni prima del tour mi premuro di controllare le previsioni del tempo. Solitamente i tour si tengono con ogni condizione atmosferica, a meno che non sia chiaramente specificato. Ciò vuol dire che anche se ci sarà la pioggia o la neve, il tour partirà come pianificato.
Ecco allora che, come per ogni altro tour a piedi, anche in questo caso dovremo essere preparati al meglio: scarpe comode, abbigliamento consono e cappellino nel caso facesse molto caldo o ombrello nel caso fosse prevista pioggia. E' pur vero che nei food tour si sta più all'interno che all'esterno, ma è sempre spiacevole bagnarsi o beccarsi un'insolazione durante il tragitto da un luogo all'altro!
A proposito di sole e tempo caldo: non dimenticate la crema protettiva; mai sottovalutare il fatto che ci si potrebbe fermare in una piazza sotto il sole ad ammirare un monumento o ad ascoltare la guida che ci racconta un aneddoto particolarmente interessante.
La questione scarpe [come già detto : scarpe comode] non è affatto da sottovalutare. E' vero che il food tour non è un walking tour, ma è anche vero che il 99% delle volte vi sposterete da un locale all'altro a piedi e in alcuni casi non saranno spostamenti brevi. Se ripenso al Food Tour di Porto, ad esempio, lì abbiamo camminato circa 3 km. Niente tacchi o scarpe che fanno male ai piedi, altrimenti non vi godrete il cibo!



Bene, siamo arrivati al giorno del tour.
Prima regola: non fate pasti abbondanti prima del Food Tour. Se il tour inizia in tarda mattinata, fate una colazione leggera, mentre se il tour è nel pomeriggio limitatevi ad un piccolo spuntino per il pranzo. 
Durante i Food Tour si mangia, e anche tanto! Non ho mai partecipato ad un tour alla fine del quale avessi ancora voglia di pranzare/cenare. Solitamente gli assaggi sono piuttosto sostanziosi pertanto se arriverete già appesantiti da un pasto precedente non riuscirete a godere appieno delle specialità locali.
Attenzione anche a non prendere impegni per cena, spesso non riuscirete più neppure a cenare!

Un ultimo suggerimento e poi sarete pronti ad iniziare: portate sempre con voi una bottiglietta d'acqua. E' vero che durante il tour non mancheranno mai le bevande, ma spostandosi da un luogo all'altro vi potrebbe venir sete e sarete preparati.

Ora non resta che iniziare... e buon Food Tour!



venerdì 16 dicembre 2016

I Mercatini di Natale... secondo noi


Manca ancora qualche settimana prima di Natale e ma già si pensa alle prossime vacanze e soprattutto a pianificare i viaggi invernali e alla corsa ai regali che inizierà tra non molto.
Ma inizierà presto anche la tradizionale corsa ai mercatini di Natale, che spopolano nei paesi nordici e stanno prendendo piede anche in Italia,

Noi di Viaggi & Delizie ne abbiamo visitati alcuni, e ve li raccontiamo in poche righe, per darvi un'idea su quale scegliere... se non l'avete ancora fatto! 
Anzi, se ne avete visitati altri, raccontateceli nei commenti; saranno un ottimo spunto anche per noi e per i nostri prossimi viaggi!



Svezia


I mercatini di Natale svedesi sono quanto di più vicino al paese di Babbo Natale io possa immaginare.
Le casette di legno, l'atmosfera ovattata e le mille mila lucine sugli alberi danno un tocco di magia e rischiarano le buie giornate svedesi.
Al parco dei divertimenti del Liseberg c'è uno dei mercatini più importanti della scandinavia, ma anche tra le strade e in alcuni palazzi del centro si possono trovare bancarelle di prodotti tipici e di dolciumi.
Per saperne di più, leggete il nostro racconto sui Mercatini di Natale a Goteborg.




Belgio

Il mercatino di Natale di Liegi, nel nord del Belgio, è quello che più si avvicina alla mia idea di "perfetto Mercatino di Natale". Il giusto mix tra cibo (che a volte prende il sopravvento su tutto il resto), oggettistica e idee regalo per Natale.
E' tutto concentrato in una delle maggiori piazze della città e offre quando di più tipico ci sia in Belgio per quanto riguarda la parte gastronomica, ospitando anche stand di altre nazioni.
Le bancarelle delle idee regalo invece spaziano dai prodotti low cost per un piccolo pensiero a gioielli anche di un certo valore, senza dimenticare il cioccolato!





Olanda


Il Mercatino di Natale di Maastricht è carino nella sua semplicità e nella sua dimensione ridotta.
Anche qui il cibo la fa da padrone, soprattutto i prodotti fritti che, si sa, in Olanda spopolano sempre!






Germania

A Berlino si organizzano più di 50 mercatini di Natale, ognuno in un angolo della città, a partire dall’ultima settimana di novembre fino ai primi giorni di gennaio.
Sicuramente da non perdere è mercatino WeinachtsZauber (Magia del Natale), a Gendarmenplatz, una delle più belle piazze della città. Tra le chiese gemelle del Deutscher Dom e del Franzoesischer Dom oltre 100 stand offrono oggetti tradizionali natalizi, dolci (pan pepato, mandorle tostate) e altri prodotti gastronomici come i bratwurst (salsicce tipiche tedesche) e naturalmente il gluchwein (vino caldo dolce e speziato) che servirà a scaldarvi...


Nella Postdamer Platz c'è invece il WinterWelt, l'appuntamento più amato dai giovani berlinesi. Oltre al mercatino, il divertimento è assicurato grazie alla pista per gonfiabili e slittini lunga 70 metri e alta 12 metri. Nelle vicinanze, non perdetevi le luci e gli addobbi delle vetrine del Sony Center.

Il mercatino più adatto alle famiglie è invece quello di AlexanderPlatz, con un grande albero di Natale, un presepe, giostre per i bimbi e pista da pattinaggio.

Location molto particolare per il City Weihnachtsmarkt che si svolge nei pressi della Gedachtniskirche, la chiesa simbolo di Berlino ovest, le cui rovine rimangono a testimonianza della distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Molto visitato, oltre che per le bancarelle,  anche per i numerosi eventi culturali e musicali che vi si organizzano.

 Se poi decidete di visitare i mercatini a fine anno, avrete un altro ottimo motivo per essere a Berlino… salutare l’anno nuovo sotto la Porta di Brandeburgo, indimenticabile!! 

Slovenia

Lubjana è una città che durante il periodo natalizio si veste di mille luci e colori, che rivestono gli edifici del suo centro storico e i suoi ponti sulla Ljubljanica, il fiume che scorre nel centro della città, in un’atmosfera magica.
Nel periodo natalizio Lubjana ospita il mercatino di Natale, che si svolge lungo le sponde della Ljubljanica, tra le piazze Breg e Presernov, e tantissime manifestazioni culturali e musicali. Lubjana infatti è una città molto viva e creativa, grazie anche anche agli studenti della sua università che la rendono una città giovane (la media dell'età è poco più di 30 anni). Concerti, esibizioni di artisti di strada, sfilate e cortei dedicati ai bambini, come quella di Babbo Gelo, e naturalmente gli addobbi, tra i più belli di questa parte d'europa, dell'artista Zmago Modic, che rendono ogni angolo del centro di Lubjana una cartolina natalizia.  



Gran Bretagna 

Birmingham, città situata nel cuore dell'Inghilterra, ogni anno nel periodo natalizio attira migliaia di visitatori da ogni parte del Regno Unito. Oltre ai classici addobbi natalizi tipici di tanti mercatini, ai Frankfurt Christmas Market and Craft Market è possibile fermarsi alle bancarelle che servono cibo e assaggiare diversi piatti della tradizione culinaria tedesca. Ma non è tutto, il cibo e le tradizioni della Germania si fondono con le usanze anglosassini e creano un mix di sapori nuovi tutti da scoprire.





Visitando Londra nel periodo natalizio, se si cammina lungo la riva del Tamigi, si viene sorpresi da una serie di allegre e colorate bancarelle: è il Southbank Christmas Market.
I mercatini sono parte di una più ampia serie di eventi organizzati in vista delle festività natalizie, assolutamente da non perdere se ci si visita Londra in questo periodo. Qui, come in altre parte della città, infatti le luci e le musiche del Natale rendo l'atmosfera ancora più magica.


Francia

Pochi giorni fa siamo stati ad Annecy, una graziosa cittadina nell'Alta Savoia che sorge sulle rive dell'omonimo lago. Località perfetta per una vacanza romantica grazie ai suoi canali che le fanno guadagnare il soprannome di Venezia di Savoia ma anche perfetta per una vacanza all'insegna delle attività all'aperto tra sport acquatici e sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike. Nel periodo natalizio Annecy ha ben due mercatini di Natale, i primi sorgono attorno alla piazza di St. Maurice e sono ricchi di prodotti artigianali ed idee regalo.

Mercatini di Natale di Annecy pl St Maurice


Tartiflette e Dion della Savoia
Gli altri mercatini sorgono invece nella zona commerciale di Place Francois de Menthon; lì oltre ai classici mercatini di Natale c'è un villaggio con specialità enogastronomiche dove assaggiare alcuni piatti della Savoia come le salsicce Dion o la Tartiflette: piatto di patate, pancetta e formaggio.  Un'altra cosa tipica è la birra verde e cioè aromatizzata al Genepì. Girando per i mercatini di Natale non può mancare poi un bicchiere di Vin Chaud o le varianti di succo d'arancia caldo o sidro per scaldarsi un po'.
Mercatini di Natale e Vin Chaud

Un altra città francese ricca di mercatini di Natale è la Capitale della Savoia: Chambery. Qui oltre all'artigianato locale questo anno troverete banchetti enogastronomici tipici di alcuni paesi stranieri quali la Scozia, il Canada ed altri ancora! Non dimenticate però un giro per le viuzze del centro e una visita al Castello dei Duchi di Savoia che secondo me meritano ben più dei mercatini!

Castello dei duchi di Savoia di Chambery



Italia


Brunico, carinissima cittadina della Val Pusteria ospita ogni anno bellissimi mercatini che riscaldano e animano le principali vie del centro. Qui si può acquistare graziosa oggettistica natalizia e si possono assaggiare numerose specialità gastronomiche tipiche del luogo.





Anche nel cuore della Pianura Padana non mancano i mercatini natalizi e quelli di Grazzano Visconti sono davvero suggestivi. Il grazioso borgo fa da cornice a bancarelle che vendono prodotti di artigianato locale e buon cibo. 
Da non perdere poi tutte le iniziative che fanno da contorno a questi caratteristici mercatini: mostra dei presepi, laboratori e attività per i bambini, mostre di pittura e tanto altro.






giovedì 15 dicembre 2016

La video intervista dell'ospite del mese: lo chef Manuel Marchetta

Entrare nella cucina di uno chef è entrare nel suo regno.
Sebbene la cucina dell'Ittiturismo Patrizia di Sanremo, regno dello chef Manuel Marchetta, sia a vista e dalla sala da pranzo si possa sbirciare la preparazione dei piatti e si sentano le comande e le richieste dello chef alla sua squadra, entrarci fisicamente è stato emozionante.

Godetevi allora la video intervista allo chef e un piccolo scorcio della cucina...



mercoledì 14 dicembre 2016

Ospite del mese: dicembre 2016

Eccoci all'ultimo ospite del mese del 2016.
Anche questo anno è andato alla grande: vi abbiamo fatto conoscere nuovi amici e scoprire luoghi affascinanti. Gli ospiti del mese del 2016 ci hanno suggerito viaggi ed hanno inspirato anche noi di Viaggi & Delizie. In fin dei conti è proprio per questo che amiamo ospitare gli amici: per farci raccontare un loro viaggio e prendere spunto per una nuova destinazione da visitare.

A dicembre il nostro ospite però racconta più le delizie, sebbene per andare a trovarlo [a meno che non abitiate in zona] un piccolo viaggetto bisogna farlo.

Lo chef Manuel Marchetta infatti lavora nella cucina del Ristorante Ittiturismo Patrizia a Sanremo.
Dopo aver lavorato al Ristorante Chez Gianni di Montecarlo e all'Abetone Restaurant di Londra, è tornato nella sua Liguria prima come Executive Chef al Ristorante Hambury di Ventimiglia ed ora crea splendidi piatti nella cucina del Ristorante Ittiturismo Patrizia a Sanremo.
Le creazioni dello chef sono belle da vedere, ma soprattutto ottime da gustare e abbinano i prodotti freschissimi del mare con primizie della terra ligure.

Domani non mancate ... la sorpresa è assicurata.