lunedì 22 febbraio 2016

Nero Norcia da Sagra a Mostra Mercato Internazionale

Tutto inizia a Norcia, negli anni '50, con la guerra finita da poco e tanta voglia di ricominciare: l'idea è quella di valorizzare i prodotti tipici del territorio, per recuperare quell'economia rurale provata dal periodo bellico ed una vita serena scandita dallo scorrere delle stagioni.

Credits: Panoramio

Credits: Panoramio
I primi anni della Sagra del Tartufo di Norcia, quindi, sono un po' improvvisati, ma con il tempo si cerca di migliorare l'organizzazione e di puntare sulla valorizzazione della manifestazione e dei prodotti tipici locali. 
Adesso, se vi trovate a Norcia l'ultimo fine settimana di febbraio o il primo di Marzo, entrando da una delle porte della città, oltre a sentire il tipico profumo di salumi, potete degustare i prodotti tipici del luogo.









La lenticchia di Castelluccio che, coltivata a 1500 m. s.l.m., non subisce alcun trattamento chimico-fisico ed ha una facilità di cottura e caratteristiche diverse dalle altre lenticchie; ha recentemente ottenuto il marchio IGP, che oltre a salvaguardare il prodotto è anche garanzia di qualità. I produttori sono anche sottoposti ai controlli dell’AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) che ne certifica la coltura biologica.

Il Prosciutto crudo di Norcia, detto ''violino di Norcia'' per la sua forma a ''pera'', anch'esso certificato IGP, senza additivi né conservanti, leggermente saporito, ma non salato, grazie alla lunga stagionatura. Vi consiglio di provarlo tagliato a mano.

La Caciotta, formaggio ottenuto da un misto di latte di pecora e mucca leggermente stagionato, ma anche le mozzarelle, la ricotta (io preferisco quella di pecora) la scamorza, il pecorino, molto più stagionato della caciotta e con un sapore molto diverso dal pecorino romano, ve lo consiglio sull' amatriciana.

Il miele ottenuto dai millefiori che sono nella piana di Castelluccio, (andateci a fine Giugno, lo spettacolo dei colori toglie il fiato) insieme a tutti i prodotti derivanti dall'apicoltura.

Ed in fine l’ "Oro nero della Valnerina”, il Tuber Melanosporum Vittadini, il Tartufo Nero di Norcia, che, insieme a quello di Alba, è la specie più pregiata del mondo. L'odore è inconfondibile, io ne vado matta, sugli gnocchi, sulla polenta, sulle fettuccine, sulla tagliata, con il risotto: insomma sta bene ovunque!

Credits: Enrica Corvino


Credits: Antonio Cinotti












Norcia, si sa, è terra di norcini famosi in tutto il mondo; troverete sempre tutto ciò che riguarda il maiale ma, durate la mostra, si alternano anche iniziative culturali e ambientali pensate per tutti i gusti, ma soprattutto per far trascorrere un fine settimana tra sapori tipici, storia, cultura e divertimento, in una cornice veramente suggestiva. 
Negli ultimi anni, si sono aggiunti anche stand gastronomici Nazionali, quindi troverete i sapori d'Italia tutti in un luogo!















Io ci vado tutti gli anni; i sapori sono ancora quelli di una volta, a me ricordano quando da piccola mi intrufolavo nella cantina dei miei nonni per sentire gli odori dei prosciutti e delle caciotte appesi, insomma l'odore delle cose buone....
Un suggerimento: non tralasciate di provare le confetture Sibilla, fatte solo con frutta del territorio e zucchero di canna, io ne vado matta!

Credits: Campagna Amica







mercoledì 17 febbraio 2016

Mangiare a Roma (centro)

Ci sono giorni in cui vorrei fuggire da Roma, sarà che viverci è così complicato...
Basta però una semplice passeggiata in centro a farmi far di nuovo pace con questa splendida città e con le sue contraddizioni; sarà merito dei monumenti? delle persone? o del fatto che, anche se sei appena uscita dal lavoro, due passi in centro ti fanno sentire in vacanza?

Quindi, con la scusa di andare a vedere com'è bella fontana di Trevi dopo i lavori di restauro, ho deciso di arrivare fino al Pantheon per gustarmi un'ottima cena al Pantha Rei.




Il ristorante è di fianco al Pantheon, in Via della Minerva 19, molto carino, accogliente e non turistico: vi sembrerà di entrare a casa di qualche fortunato amico che abita lì. Io se riesco cerco sempre di farmi dare un tavolo al piano di sopra, mi sembra di essere sul balcone di una tipica casa del centro di Roma.
La parte interessante è data anche dal fatto che organizzano spesso serate di musica dal vivo o di degustazione di vini con cibo a tema.

Credits: Pantha Rei

Ctedits: Pantha Rei

Ctedits: Pantha Rei

Ctedits: Pantha Rei
Passiamo però ora al Menù: tutti i piatti posso essere richiesti anche senza glutine tranne i fritti; io vi consiglio come antipasto scamorza pere e miele, un sapore molto particolare. 
In fondo è vero quando si dice ''al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere'' e il miele completa il tutto.

Poi la tipica pasta alla carbonara, o se preferite un primo di pesce, o il filetto servito con lardo di colonnata, o aceto balsamico o pepe verde; per me lardo grazie!
E per finire tiramisù tradizionale, tiramisù con cantucci e vin santo (consigliatissimo) e cuore morbido di cioccolato, perchè al cioccolato non si dice mai di no (quando l'ho preso non ho neppure fatto in tempo a fare la foto).

C'è possibilità di avere vino in mescita, ma io opto sempre per la bottiglia, visto che quando vado lì mi muovo con i mezzi, quindi non devo guidare.
Servono anche la pizza, che potete accompagnare con ottima birra (c'è pure senza glutine).













Allora...buon appetito! E se ci andate, ricordatevi di farci sapere cosa vi è piaciuto di più!

lunedì 15 febbraio 2016

A Barcellona con un insider: il nostro ospite del mese

I posti giusti a Barcellona

Una delle domande che più spesso mi viene fatta da amici e parenti che vengono a Barcellona è questa: “Dove possiamo andare a mangiare una buona paella? E la Sangria? E le patatas bravas? E la crema catalana?

Solitamente la loro vacanza si conclude in questo modo: hanno mangiato l’arroz negro, hanno bevuto il Vermut, hanno assaggiato l’escalivada, si portano a casa il torrone (alla crema catalana).

La Barcellona turistica e “commerciale” non mi piace più, non mi è mai piaciuta e quello che voglio fare quando viene qualcuno a trovarmi, è far conoscere le zone e i locali più autentici della città.
Basta Sangria sulla Rambla o Paella mangiata in un bar vicino al Parco Güell, la vera Barcellona è un’altra.
Per questo, voglio far scoprire le zone frequentate dalla gente del posto ed i locali del centro storico che hanno mantenuto la loro originalità.


Nel quartiere di Gracia tra tapas, birretta e musica dal vivo

Prima fra tutti, il quartiere di Gracia, il quartiere bohémien di Barcellona.
Quartiere fuori dal centro ma comunque facilmente raggiungibile anche a piedi.
Se visiti Casa Battló o la Pedrera e percorri Passeig de Gracia fino in fondo, arrivi a Plaça de la Vila de Gracia in 10 minuti.



Pur essendo conosciuto anche ai turisti, è un quartiere frequentato principalmente dai barcellonesi e passeggiando per le sue stradine e curiosando tra i suoi negozietti alternativi, hai la sensazione di vivere l’atmosfera tranquilla di quartiere… diménticati la confusione della Rambla!
Puoi goderti un’ottima birretta in una delle tante piazzette che caratterizzano il barrio, come Plaça de la Virreina o Plaça del Sol e gustarti qualche tapa tipica catalana.

Oltre alle tanto famose patatas bravas, quali tapas mangiare?

Puoi provare i buñuelos de bacalao (piccole polpette di baccalà fritte), l’escalivada (un piatto di verdure grigliate quali melanzana, cipolla, pomodoro e peperone), le melanzane fritte nel miele, l’escabeche del giorno (piatto di pollo o pesce o verdure cotti sottaceto) oppure i pimientos del padron.
Quest’ultimo piatto consiste in piccoli e dolci peperoni verdi…ma attenzione! Nel piatto, ce n’è sempre uno piccante!!









Nel quartiere di Gracia ti consiglio di andare in questi bar/ristoranti:
-    L’Anxoveta (Calle San Domenec, 14): qui puoi mangiare ottime tapas e anche gustosi piatti di pesce
-   Polleria Fontana ( Sant Lluís, 9 ): non si mangia pollo di fatto, ma gustosissime tapas, ricette della nonna!
-      Gata Mala ( Rabassa, 37 ): qui la tapa è gratis se prendi una birretta! ..e poi sono buoni anche i Gin tonic!

Se ti piace ascoltare musica dal vivo, qui c’è l’imbarazzo della scelta. Tra i tanti locali presenti in questo quartiere, ti segnalo il Black Café (Rabassa 39) dove ascoltare musica jazz e blues, il Puku Café (Guilleries 10) se preferisci la musica indie ed elettronica ed il Soda Acustic (Carrer de les Guilleries 6) dove organizzano concertini ogni fine settimana di ogni tipo di musica, tra cui jazz, gipsy, pop e folk... e poi ci sono anche le Jam Session


Tra pinchos e ristoranti esotici nei quartiere di Poble Sec e l’Eixample

Il quartiere di Poble Sec è famoso per i pinchos, ossia dei piccoli e creativi crostini di pane preparati con una grande varietà di ingredienti. Li puoi trovare con verdure, salmone, mini hamburger, butifarra, frittura, etc..
L’appuntamento è a Carrer Blai dove si trovano tutti i locali perfetti dove gustarsi un pincho + caña  (bicchiere piccolo di birra) a 1,5€ o 2€.


Nel quartiere Eixample (Dreta e Izquierda) ci sono un’infinità di locali e ristoranti dove mangiare piatti tipici di culture e paesi lontani. Di fatto, ristoranti indiani, giapponesi, peruviani e via dicendo, se ne trovano in tutta la città, ma nelle strade dei quartieri residenziali dell’Eixample si trovano ristoranti più curati, di una certa qualità e soprattutto poco conosciuti ai turisti.
Uno tra questi è ad esempio il Ristorante Me in Carrer de París, 162, dove si mangiano piatti vietnamiti fusi con la cucina peruviana e catalana.

Nelle stradine più nascoste del Raval

Il quartiere del Raval fino ad una quindicina di anni fa era considerato piuttosto pericoloso a causa dei numerosi furti e della gente poco raccomandabile che ci viveva.
Poi negli anni è stato completamente rinnovato ed attualmente è uno dei quartieri più alla moda di Barcellona.
Pur essendo in pieno centro storico però, ha mantenuto le sue caratteristiche di un tempo: è un quartiere multiculturale abitato principalmente da mediorientali ed asiatici: lo vedi dai negozi di carne halal (metodo di macellazione islamico), dai minimarket gestiti dai pakistani e dai numerosi ristoranti indiani.


Avrai questa sensazione soprattutto se ti allontani dalla Rambla e ti addentri nelle stradine più nascoste del quartiere. E’ qui che troverai locali molto particolari dove spizzicare qualche tapas o trascorrere un piacevole serata in compagnia.
Il locale che più adoro è il Bar Marsella (Sant Pau, 65): fondato nel 1820, famoso per essere stato frequentato dai poeti maledetti come Baudelaire e Hemingway. E’ un cocktail bar però di fatto è conosciuto per l’assenzio.

Tra gli altri bar/locali che ti raccomando ci sono :

-    il Nevermind (Taller, 68): se sei un’appassionato skater e ti piace la musica punk-rock, questo è il posto giusto per te! E’ aperto solo dalle 6 di sera e qui puoi gustarti una fresca birretta o un cocktail…se prendi da bere, in omaggio ti danno anche i pop-corn! ;)
-    il Bar Palosanto ( Rambla del Raval, 26 ): gestito da due venezuelani, qui puoi mangiare un’ottima tortilla di patate ed anche un gustosissimo panino con i calamari e la maionese con aglio caramellato (lo so, non è di certo un piatto leggero…ma così mangiano i catalani! ). Sono molto buoni anche gli hamburger . E ricorda! prima delle 22h il mojito, la caipirinha e la caipiroska vale 4€!
-    la Carmelitas Tapas & Vermut (Doctor Dou, 1 ): questo locale è l’ideale sia per mangiare qualche tapas sia per sorseggiare un buon cocktail. Ha una zona più tranquilla ed una più animata.

Vermut, arroz negro e mojitos tra Gotico e Born

Rimanendo in tema cocktail e serate, faccio un veloce tour tra i quartieri sicuramente più turistici del centro storico, il Gotico ed il Born.
Anche qui però, si trovano locali interessanti non ancora presi troppo dall’assalto dai turisti (ma comunque sempre molto pieni!!)
Il miglior Vermut puoi berlo al Bormuth (Carrer de Rec), se vuoi mangiare le migliori melanzane fritte al miele vai al Tantarantana (Carrer Tantarantana), dove ho portato anche Federica, se vuoi trascorrere una serata in uno storico locale catalano tra tapas e buon vino, vai al locale El Xampanyet (Carrer de Montcada).



Se vuoi gustarti un ottimo arroz negro, ossia riso al nero di seppia (ma anche una buona paella) io raccomando questi due locali: il Ristorante la Fonda (Carrer dels Escudellers nel Gotico) o il Ristorante Senyor Parellada ( Carrer de l’Argenteria nel Born), di cui vi ha già parlato sicuramente anche Federica! Entrambi all’apparenza risultano essere molto turistici ma hanno mantenuto la qualità della tipica cucina catalana ed offrono un ottimo rapporto qualità / prezzo.


Per digerire la paella con un mojito, raggiungi Carrer de la Mercè nel barrio Gotico: qui si trovano tre locali meravigliosi dove bere mojitos per 3,50€. Segnati questi nomi: Bar Sor Rita, El Bombón e  il El Rabipelao.

Questi locali sono solo alcuni dei tantissimi locali presenti in città, però sono quelli che ho provato e vissuto “like a local” e che consiglio.
E mi raccomando, oltre a mangiare e bere, godetevi anche la Barcellona più autentica scoprendo le piccolo viuzze del Raval, passeggiando tra le piazzette di Gracia, salendo ai Bunkers del Carmel per vedere Barcellona dall’alto! ;)




domenica 14 febbraio 2016

Ospite del mese: febbraio 2016

Questo mese ospitiamo Martina, una romagnola che ha fatto di Barcellona il suo posto nel mondo. 

"Mi sono innamorata di questa città nell'estate del 2006 dove avevo deciso di trascorrere i mesi estivi, ma poi c’è stato il colpo di fulmine e non sono più riuscita a stare senza di lei. 

Dopo anni di viaggi e vacanze trascorsi nella capitale catalana, ho deciso di trasferirmi definitivamente.
Vivo qui da novembre 2014 e mi occupo di Web Marketing e Social Media, mi godo la vita scaldata dal sole catalano e scrivo nel mio blog Photographer of Dreams.
Amo Barcellona per il suo essere così creativa, multiculturale e piena di opportunità, adoro la lingua spagnola e soprattutto le giornate calde anche in pieno inverno!
Il mio blog è dedicato principalmente a Barcellona, il mio obiettivo è quello di riuscire a creare un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono venire a vivere in città come ho fatto io. Puoi seguirmi sulla Pagina Facebook.
Ovviamente viaggiare è una delle mie più grandi passioni oltre alla fotografia e quando posso, preparo la valigia. Vorrei poter viaggiare sempre e scoprire paesi nuovi ogni giorno. Viaggiare arricchisce, apre la mente e permette di conoscere luoghi e culture lontani.
Il mio sogno più grande? Avere tutto il mondo nelle mie foto! ;) "

venerdì 12 febbraio 2016

Il lago di Bled, wellness e romanticismo in Slovenia

C’è un’immagine che sicuramente chi ha visitato la Slovenia non può dimenticare, un luogo perfetto, una cartolina che a seconda delle stagioni cambia colore. E’ il lago di Bled: un piccolo lago circondato da colline, un romantico isolotto con una piccola chiesetta proprio al centro e un castello, che sorge su un promontorio a strapiombo sulle sue acque. Noi ci siamo stati in inverno quando le sue acque grigie e tranquille mettono in risalto il bianco della neve.

Il lago di Bled ebbe origine dal ritiro del ghiacciaio di Bohinj ed è alimentato da sorgenti, alcune termali calde, che ne fanno un centro wellness tra i più apprezzati della Slovenia, già conosciuto al tempo dell’Impero asburgico.

Il romantico lago di Bled


Per avere il più bel colpo d’occhio sul lago, bisogna salire al Blejski Grad, il più antico castello della Slovenia, che lo domina dall’alto di una rupe a più di cento metri di altezza. Risale al 1011, ma fu ricostruito nel 1500 a seguito di un terremoto. Gli interni sono stati anch’essi ricostruiti ed oggi ospitano un piccolo museo dove si racconta la storia di Bled attraverso i reperti archeologici che vanno dall’età del bronzo al secolo scorso.  Le mura spesse del castello racchiudono anche una galleria delle erbe, una cantina e un ristorante panoramico. 

Blejski Grad, il Castello di Bled
Il lago di Bled è conosciuto anche per le sue leggende... sono ben due e hanno come protagonista l'isoletta al centro del lago che, pur piccolissima, è l'unica isola della Slovenia. Pare sia nata per una punizione divina, dovuta al disinteresse degli abitanti del luogo per la Cappella della Madonna, situata un tempo nei pascoli circostanti, che vennero allagati tanto da posizionarla in mezzo al lago. Oggi sull'isoletta si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, in stile gotico.  Una particolarità della chiesetta è la "campana dei desideri", che un'altra leggenda del luogo attribuisce ad una ricca vedova abitante del castello che la fece fondere in ricordo del marito morto. Nel trasportarla sull'isola la barca si capovolse e ancora oggi pare qualcuno ne abbia udito il suono dal fondo del lago. Quella che esiste ancora oggi, dono papale all'inconsolabile vedova, pare possa realizzare i desideri di coloro che la suonano. 
Come arrivare sull'isoletta?  Salendo su una pletna, la tipica imbarcazione a remi dal tettuccio colorato. 

Isoletta al centro del lago di Bled con la Chiesa di Santa Maria Assunta
Passeggiando per il centro di Bled si incontra un'altra bella chiesa, la parrocchiale di San Martino, in stile neogotico, costruita nel 1905. 

Chiesa parrocchiale di S.Martino, Bled

Per rilassarsi dopo una giornata trascorsa sul lago, e anche per riscaldarsi un po' dal freddo (noi abbiamo visitato Bled quando la temperatura era intorno a -10°) consigliamo qualche ora alle terme. Le sorgenti termali vengono convogliate in tre piscine, situate sulla sponda occidentale del lago. Noi abbiamo scelto lo Ziva Wellness Centre, Sava Hotels Resortsaccessibile anche per poche ore a chi non è ospite dell'hotel. Saune, bagni con erbe aromatiche e fieno, massaggi... insomma benessere per il corpo e per lo spirito o semplicemente, se avete poco tempo, un po' di relax in una delle piscine riscaldate a temperature che vanno dai 30° ai 36° (quelle più calde). 

Centro benessere Ziva, Bled - Piscine interne
La piccola piscina esterna in particolare offre una vista mozzafiato su Blejski Grad, arroccato sulla roccia a strapiombo sul lago. 

Centro benessere Ziva, Bled - piscina esterna

Blejski Grad visto dalle Terme Ziva

Il lago di Bled è un piccolo paradiso, un'ambientazione perfetta per un weekend romantico e rilassante ma anche un luogo dover poter praticare diverse attività sportive in ogni stagione: il vicino Parco Nazionale del Triglav offre itinerari per bellissime camminate e percorsi ciclistici mentre, in inverno, la stazione sciistica di Kranjska Gora è raggiungibile in soli 35 km.  

Per altre informazioni sulla Slovenia, leggi anche:
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Pirano, una stretta lingua di terra protesa verso il mare