sabato 26 marzo 2016

Dolce Pasqua!

Quando si parla di Pasqua a chi non viene in mente una dolce Pasqua fatta di cioccolato sotto forma di uovo, di colomba, di pastiera?
Sono tutti dolci della tradizione pasquale, ma avete mai pensato a quanti dolci tipici si possono trovare in tutta la nostra bella penisola per questa occasione? Noi abbiamo fatto un viaggio tra questi dolci e ve ne vogliamo descrivere alcuni passando tra le varie Regioni italiane.

In Piemonte troviamo il " Salame del Papa" : è un impasto di biscotti secchi sbriciolati con burro, nocciole piemontesi, cioccolato, cacao, uova e marsala. Si arrotola l'impasto nella carta "ghiaccio" a forma di salame, si pone in frigorifero per un paio d'ore poi si serve affettandolo proprio come un salame... Il classico salame di cioccolato che si prepara tutto l'anno, ma pochi sanno che la tradizione è quella pasquale!



In Valle d'Aosta il "Meculin" nato come dolce tipicamente natalizio, ma è poi divenuto il dolce di tutte le feste! La sua lievitazione dura 15 ore, poi glassato con miele e viene guarnito con crema o cioccolato o panna.

La classica "Colomba Milanese" dolce proposto dalla ditta Motta e diventato il simbolo della Pasqua in tutta Italia, è uno dei dolci tipici della Lombardia. Ma c'è anche l'Agnello di sfoglia, un dolce leggero farcito con crema pasticcera o al cioccolato.



In Liguria troviamo i "Cavagnetti": cestini di pasta frolla contenenti un uovo sodo colorato se si regalano ai bambini, due uova sode colorate se li si regala alle coppie. E per i single come ci si comporterà?

Spostandoci a nord est della penisola, in Trentino Alto Adige pare che la "Torta di rose" sia tipica di Pasqua. Si tratta di rose di pasta arrotolata e farcita dove predomina e conquista il sapore di latte e limone. Noi conoscevamo la torta di rose (e ogni tanto la prepariamo anche!) ma non sapevamo che fosse tipica di questo periodo.
Ben conosciamo, ivece, il dolce del Friuli Venezia Giulia: la " Gubana", una pasta sfoglia farcita di uova, zucchero, burro, noci, uvetta, pinoli, mandorle, arancia candita, cioccolato e scorza di cedro poi cotta in forno che è una botta di calorie ad ogni fetta!



In Veneto si può assaggiare la "Fugazza", un dolce semplice ma ricco di gusto, preparato con farina, burro, zucchero, uova e mandorle.

Spostiamoci verso il centro Italia. Cosa si può assaggiare qui a fine pasto di Pasqua?
In Emilia Romagna la "Colomba di Pavullo" è tra i dolci più famosi: un dolce a forma di Colomba formato da diversi strati di pasta guarnito di mele, pere, uvetta e pinoli.

In Toscana invece si mangia la "Schiaccia", pasta lievitata con poco zucchero, uova, burro, olio e anice. La abbiamo assaggiata anche fuori dal periodo pasquale e ci è piaciuta molto!

Nelle Marche invece si preparano le "Ciambelline di Pasqua", con farina, zucchero, burro, pinoli, scorza di limone e cannella. Mentre in Umbria la "Ciaramicola " è fatta con un impasto rosato (colore derivante dall'Alchermes) ricoperto da glassa di meringa e confettini di zucchero.

In Abruzzo si pensa ai bambini; si preparano infatti dei biscotti dolci di pasta frolla con cacao e mandorle:  i "Cavalli" e le "Pupe", a forma di bambola per le bambine e di cavalli per i bambini

Quello che ci ha sorpreso del Molise è l'utilizzo di ingredienti che farebbero pensare più ad una ricetta salata, che invece vengono impiegati per il "Cocolozzo": un dolce impasto di farina, pure' di patate, uova, burro, olio, zucchero e scorza di limone. 

Masseria Montepizzi: cocolozzo in lievitazione

Il ciambellone molto lievitato aromatizzato con cannella e vaniglia che si prepara in Lazio si chiama "Pizza di Pasqua". Viene servito a colazione nel giorno di Pasqua con uova sode, salumi e cioccolata calda fa iniziare la giornata con la carica giusta. Non abbiamo mai provato, ma abbiamo potuto sbirciare alcune fotografie di amici che consumavano la colazione di Pasqua e possiamo ben dire che è molto simile al brunch. Chissà se poi ce la si fa a continuare con il pranzo?

La Campania ha uno dei dolci tipici pasquali per eccellenza: la " Pastiera". E' un dolce che ormai si trova tutto l'anno, ma che impegna le famiglie nei giorni prima della ricorrenza perchè richiede una lavorazione piuttosto lunga e con numerosi passaggi: si deve preparare la pasta frolla  e poi riempirla di ricotta, crema pasticcera (qui c'è la diatriba... alcuni la mettono, altri no), il grano bollito nel latte, i canditi e le immancabili gocce di fiori d'arancio che contribuiscono al sapore tipico.



Le " Pennarelle " sono tipiche della Basilicata: più che un dolce è un pane dolce spennellato con tuorlo d'uovo a forma di treccia chiusa a cerchio e decorata con uova sode. Anche in Puglia si utilizzano le uova sode e quelle di cioccolato per decorare il dolce tipico: la " Scarcella"; si tratta di pasta frolla insaporita di scorza di limone e vaniglia, preparata a ciambella decorata con perline colorate.

La punta dello stivale, la Calabria, ha come dolce tipico di Pasqua la "Cuzzupa" , ciambella preparata a fine Quaresima, che può essere intrecciata oppure a forma di cuore che, anche qui, contiene sempre un uovo sodo.

E cosa si mangerà invece, per Pasqua, sulle isole? In Sardegna le "Pardulas", cestini di pasta ripieni di ricotta, uvetta, zafferano, scorza di limone cotti nel forno a legna e in Sicilia l' "Agnello Pasquale": agnellino di pasta di mandorle ripieno di pasta di pistacchio o marmellata di cedro.

Pardulas
Alla fine di questo bel viaggio goloso non possiamo tralasciare l'uovo di cioccolato, fondente, bianco o al latte. Perché senza uovo non è Pasqua, anche tra i grandi!

Voi conoscete qualcuno di questi dolci o avete altre dolcezze pasquali da suggerirci? Quali vi ispirano di più?
Noi, lo confessiamo, vorremmo assaggiarli tutti, perché ognuno  è una specialità!

mercoledì 23 marzo 2016

Barcellona itineraio tra il modernismo di Gaudì

Scrivere un post sul modernismo e sulle opere di Gaudì potrà essere considerato una delle cose più inutili per un blog di viaggi. Si trovano sul web e sulle guide cartacee, infatti, centinaia di informazioni, sicuramente più esaustive di quelle che troverete qui sulla città di Barcellona. 

Il motivo per cui però mi sono impelagata nella stesura di questo itinerario tra le opere del modernismo di Gaudì è quello di dissuadere chiunque volesse fare una ristretta selezione tra le tante cose de vedere a Barcellona. E' vero a volte i giorni a disposizione sono meno di quelli necessari, ci sono altre cose affascinanti oltre al modernismo, e si pensa di spezzare un po' le visite inserendo una passeggiata sulla Rambla e l'ingresso al Camp Nou, ma credetemi tutte le opere di Gaudì che vi elencherò sono assolutamente imperdibili, non solo per gli esperti d'arte ma principalmente per l'uomo comune, quello che come me, ama le cose belle e facili da capire! 


Barcellona itinerario tra il modernismo di Gaudì


Palau Güell 
Palau Güell è una delle prime opere commissionate ad Antoni Gaudi all'inizio della sua carriera da Eusebi Güell magnate dell'industria catalana. Il palazzo fu costruito tra il 1885 e il 1900 e doveva essere una estensione della dimora sulla Rambla della famiglia Güell. E' un esempio di Art Nouveau applicata agli edifici privati.



L'ingresso era, per il tempo in cui fu costruito, molto innovativo e consentiva l'entrata a palazzo dei proprietari direttamente in carrozza, dal piano strada si accedeva tramite una rampa con una leggera inclinazione alle rimesse delle carrozze e alle stalle.
Al piano nobile coesistevano la sala della musica, in realtà una sala polivalente, adatta anche alle cerimonie religiose, con un organo ancora funzionante e cappelle con posti per la famiglia e per la servitù. Il salone, di forma piramidale, è alto quasi tre piani e da un senso di spazio in realtà inesistente. Tutt'attorno le stanze private della famiglia e infine il terrazzo da cui è possibile ammirare i comignoli, tutti diversi che ci iniziano allo stile stravagante cui assisteremo nelle opere successive di Gaudì.



Biglietti acquistabili anche on line a 12€ e visite guidate in Inglese, Spagnolo, Catalano o Francese pianificate in settimana ed inclune nel prezzo o in alternativa audioguide, sempre incluse nel costo del biglietto.

Casa Batlló
Casa Batllo e il modernismo di Gaudì
Casa Batlló è un palazzo a scopo interamente abitativo rimodernato da Antoni Gaudì nel 1904 per l'industriale tessile Josep Batlló che successivamente prese la residenza al piano nobile, un tempo il primo piano, dove spicca la balconata in pietra arenaria con ampie finestre. La facciata su Passeig de Gràcia è caratterizzata da piastrelle di ceramica azzurre e blu che ricordano le squame di un rettile e culmina in un tetto ondulato dello stesso materiale, motivo per il quale il palazzo è anche chiamato casa del drac (casa del drago). Si tratta di uno degli edifici più bizzarri del mondo che unitamente alle vicine Casa Amatller e Casa Lleó Morera compongono la Manzana de la Discordia, il meglio dell'ecletticismo modernista a cura di tre famosi architetti: Gaudì, Montaner e Cadafalch in un unico isolato.

La visita è un esperienza unica, tutti i locali sono visitabili tranne alcuni appartamenti ancora abitati da privati. E' possibile muoversi tra le scale o con il bellissimo ascensore originale. Anche il cortile interno e i solai, adibiti a locali di servizio, sono fruibili al pubblico e attraverso i tablet inclusi nella visita è possibile vedere le stanze virtualmente liberate dalla folla.



Consiglio vivamente l'acquisto del biglietto on line 22,5€ l'intero, 27€ per il "salta coda" e 29€ per il biglietto con data ed ora aperti.

Casa Milà è un altro palazzo costruito tra il 1905 e il 1910 per ospitare appartamenti ed uffici. Il suo soprannome "La Pedrera" deriva proprio dalla sua facciata in pietra arenaria.
E' possibile visitare l'appartamento della Fundaciò Caixa Catalunya ancora perfettamente arredato e lo Spazio Gaudì, uno spazio dedicato alle opere di Gaudì allestito nella mansarda del palazzo.



Ma è sicuramente la terrazza il pezzo forte della visita. Caratterizzato da un pavimento irregolare ondulato e adornato da decide di comignoli che sembrano essere di guardia al palazzo.



Il biglietto di Casa Milà è anch'esso acquistabile on line a 20,5€ con audioguida inclusa, 27€ per la versione premium che vi farà saltare la coda e 39,5€ per il ticket day and night che consente un secondo ingresso in notturna fino a tre giorni prima e dopo la vostra visita diurna. Interessante anche la possibilità di coniugare la visita con una cena al Cafè de la Pedrera a 59€.

Parc Güell
Il Parc Güell sorge nel quartiere di Gràcia, un tempo località fuori dal comune di Barcelona e successivamente quartiere industriale. Qui Antoni Gaudì decise di cimentarsi con la progettazione di un giardino per l'amico e conte, l'industriale Eusebi Güell. Il progetto iniziale era quello di una città-giardino che doveva contenere abitazioni, scuole, una chiesa ed un parco. Solo uno dei lotti fu venduto però e vi furono costruite due case. Una di queste divenne abitazione di Gaudì per molti anni finché si spostò con la famiglia nel cantiere de La Sagrada Familia.  Nel 1922 fu acquistato dal Comune di Barcellona e adibito a parco pubblico, dal 2013 la parte monumentale è a pagamento. 


Insieme ad elementi architettonici classici quali ponti, scale, colonne, piazze e panchine al Parc Guell sono le sculture con motivi animali ricoperte di mosaici di pietre e cristallli colorati a fare da padroni, la più celebre è sicuramente la salamandra all'ingresso del parco che ne è diventata il simbolo.



Sagrada Familia
La Sagrada Familia è una basilica cattolica, ancora in costruzione, iniziata nel 1882. Lo stile inizialmente gotico fu completamente stravolto con l'avvento di Antoni Gaudì nel progetto che virò verso uno stile naturalista, ispirato cioè alle leggi e alle forme della natura. La sua conclusione è prevista per il 2026 ma è fortemente influenzata dai fondi raccolti dalla fondazione ecclesiastica che promuove la costruzione della chiesa.
Gaudì lavorò alla basilica per 40 anni dedicandovisi completamente per gli ultimi 15, con la sua presenza costante sul cantiere, molti dettagli vennero definiti in corso d'opera. La pianta della chiesa a croce latina prevede tre ingressi ma Gaudì riuscì a portarne a compimento solo uno, quello della Facciata della Natività. 
La navata principale fu progettata come una specie di bosco, le colonne infatti partono da terra come dei tronchi di alberi che biforcandosi vanno a sorreggere il soffitto di volte a forma di iperboli intrecciate.
La basilica avrà 18 torri di cui quella più alta, dedicata a Cristo, sulla navata centrale, sarà sormontata da una croce a sei bracci.


La visita è emozionantissima, non capita spesso di vedere un opera d'arte ancora incompiuta e per la quale ancora migliaia di persone lavorano proprio mentre ci si sta godendo il percorso. Il costo del biglietto (15€ l'ingresso, 22€ con audioguida, 24€ con visita guidata e 29€ l'ingresso comprensivo di accesso ad una delle torri) inoltre contribuisce proprio alla prosecuzione dei lavori facendoci sentire parte dell'opera stessa. 

lunedì 21 marzo 2016

L'entroterra ligure: Soldano

Amo il mare d'inverno. Mi rilassa e mi ricarica.
Con le belle giornate viene voglia di stare all'aperto anche se non si può ancora andare in spiaggia con costume e crema solare, e quindi sovente cerco di esplorare l'entroterra ligure alla scoperta di nuovi borghi tipici.




Lo scorso week-end la scelta è ricaduta su un paese poco distante da casa, Soldano.
Questo borgo, di circa 1000 abitanti, è situato nell'alta Val Crosia, proprio alle spalle di Vallecrosia, e si raggiunge dalla costa in una quindicina di minuti. Ci si inerpica per la strada che porta a Perinaldo, e subito dopo San Biago della Cima si approda a Soldano.

La conformazione del paese è alquanto particolare. Arrivando ci aspettavamo di trovare il centro sulla nostra destra e il primo pensiero all'ingresso in paese è stato quello di lasciare l'auto nel primo parcheggio. Incuriositi, però, abbiamo deciso di continuare più avanti ed abbiamo scoperto che, a differenza di tanti altri paesini liguri, qui a Soldano non mancano le aree di parcheggio: tutta la parte che costeggia la strada principale è adibita ad aree di sosta.

Dopo aver lasciato l'auto ci siamo stupiti nuovamente poiché la parte del borgo antico si estende verso l'alto sul lato sinistro della strada.
Abbiamo iniziato ad inerpicarci per i carrugi e siamo saliti cercando la piazza della chiesa, solitamente il punto centrale di un paese.



Le vecchie case che compongono ancora oggi il borgo storico sono per la maggior parte ristrutturate ed è un piacere vedere come questi piccoli centri abitati non cadano in rovina, ma si mantengano in buono stato. 




La cosa, però che più mi ha sorpreso qui è l'attenzione ai visitatori.
Lungo tutto il borgo medioevale troviamo pannelli esplicativi riguardo a porte antiche, vecchie chiese, fossati e sistemi di protezione che con chiare descrizioni e un po' di immaginazione ci aiutano a comprendere come fosse strutturato questo paese, quando era un borgo fortificato e quando gli abitanti delle coste si ritirarono verso l'entroterra per sfuggire alle razzie ed agli attacchi dei Saraceni.




Seguire i pannelli, che rimandano uno all'altro specificando anche il numero di passi per raggiungere la tappa successiva, è un ottimo modo per girare in lungo ed in largo tutto il borgo storico.

Si ha l'occasione di vedere anche la chiesa di San Giovanni Battista, barocca, che domina la piazza principale, e l'oratorio di San Giovanni Evangelista, del 1400, poco distante sulla stessa piazza che non è stato restaurato ancora come la parrocchiale.















Uno scorcio molto caratteristico lo offrono i giardini, a lato della piazza, con giochi per i bambini e un delizioso camminamento che in primavera ed estate, con le piante fogliate, offre riparo ed ombra.




La parte più caratteristica e piacevole di queste passeggiate è l'incontro con le persone che in questi borghi ci abitano. Oltre ad alcuni villeggianti che hanno qui la casa delle vacanze e ad alcuni stranieri che amano l'entroterra ligure, è ben frequente incontrare qualche signora di una certa età seduta su una panchina al sole e che ha piacere di scambiare due parole o qualche signore che al tavolino del bar osserva ci va e chi viene.


sabato 19 marzo 2016

A peaceful site in Biella area : Brich di Zumaglia

There are days where you would only stay quiet and enjoy the nature. You might be looking for a place where you can stay by yourself, as far as possible from the hustle and bustle. A place where you could maybe walking and moving, or sit on a bench reading a book.


This place exists, I immediately identified it when leaving the car in the parking lot not far from Ronco Biellese, and we started to walk down a road uphill.
A road rather comfortable, not a path. A road going up, but if you take it with the right pace and with no hurry it will turn into a pleasant walk because you can admire the statues, plants, trees and the vegetation around.

Our walk, during one day in the end of spring, was accompanied by fog and drizzle, the one for which you do not need an umbrella, just a waterproof jacket and a hat, the fog that almost transports you to another world of ladies, knights, prisoners and magicians.



And coming to the top of the Brich [which in Piedmontese means height, hill] we discover the fortress: a castle dating back to 1500 owned by bishops, nobles and powerful families.



When you find excellent actors telling you the story of the castle in verse and with a deep passion, you could even abseil down to the time and situations.
When they tell you that a walled army captain lived in this prison for more than twenty years, that a ghosts still roam the rooms, that a fire was shut down with wine cellars because there was not enough water, you find yourself caught to listen and imagine the story.

Today the castle and the park of the Brich come alive especially during the month of July when the Teatrando Association stages here a theater festival and a show of considerable success. An itinerant performance where the public walk around the park to attend more or less comic and funny scenes.
Walking down after the castle visit, we met a gentleman who was happily sitting on the toilet to undertake his daily needs and to read a newspaper :)



The beauty of the park lies in the fact that it is a great place to do outdoor sports. In summer it is easy to meet people walking briskly with Nordic walking equipments. And then there is a gymnastic route with signs suggesting the various exercises that help to move with more pleasure.

Inside the park there is also a food place and an hostel: the Farmhouse Ale that organizes parties and events, is a restaurant and it also offers a service of bed & breakfast.

giovedì 17 marzo 2016

Dormire a... Andalo

Oggi vi portiamo in Trentino e vi suggeriamo dove poter dormire se vi trovate ad Andalo, grazioso paesino dell'altopiano Brenta-Paganella, ottima meta per le vacanze estive ed invernali sia per i grandi sia per i più piccini (Andalo si trova infatti a soli 1040 m s.l.m.).

Di alberghi, B&B e residence ce ne sono davvero tanti e per tutti i gusti, la ricerca della sistemazione dove abbiamo trascorso i nostri quattro giorni di ferie ha richiesto tempo ma alla fine abbiamo trovato la soluzione ideale per le nostre esigenze: il Sassdei my Active Suite Hotel.


hotel andalo


La nuovissima struttura è situata di fronte agli impianti di risalita ma allo stesso tempo si trova a due passi dal centro e quindi comodissima a tutti i negozi e servizi. 

La camera che ci è stata assegnata era davvero ampia e arredata in modo moderno senza però dimenticare che siamo in Trentino e quindi non mancavano alcuni dettagli più tradizionali. Il tutto creava un'atmosfera davvero calda e rilassante, relax incrementato dalla gradevole scoperta di avere una piccola sauna proprio accanto alla doccia, un vero toccasana quando si rientra dopo una giornata trascorsa sugli sci o dopo una semplice passeggiata per le vie del paese.


hotel andalo

hotel andalo


Un'altra piacevolissima sorpresa ci è stata riservata al momento dei pasti: una cucina ottima ci ha permesso di assaggiare piatti curatissimi sia per la qualità sia per la presentazione (eh si perché diciamocelo, anche l'occhio vuole la sua parte).

Attraverso le varie portate siamo stati condotti alla scoperta di cibi locali a volte cucinati in modo tradizionale altre volte preparati con accostamenti all'apparenza insoliti ma tutti assolutamente buonissimi.

Tra questi non si può non nominare il risotto con le mele della Val di Non e il formaggio Casolet della Val di Sole, davvero squisito.

delizie del trentino


Ed ora vi lascio con una veloce carrellata di alcuni piatti del Sassdei my Active Suite Hotel: fanno venire l'acquolina in bocca!


delizie del trentino
Strangolapreti alla trentina con burro aromatizzato alla salvia
delizie del trentino
Pappardelle ai porcini del Parco Adamello Brenta
delizie del trentino
Gnocchi di patate trentine con crema al gorgonzola e noci del Bleggio
delizie del trentino
Stinco con la polenta di Storo
delizie del trentino
Speck della Val Rendena
delizie del trentino
Formaggio di malga alla piastra con verdure grigliate
delizie del trentino
Torta sacher
delizie del trentino
Torta Linzer alla cannella con salsa ai mirtilli


martedì 15 marzo 2016

Cina, le emozioni e i contrasti della terra del dragone raccontati dall'Ospite del Mese

"La Cina? No, Grazie". 
Questa sarebbe probabilmente stata la mia risposta se qualche tempo fa qualcuno mi avesse proposto una vacanza nella terra del dragone.
Poi il destino ha voluto che io e mia moglie Stefania ci lanciassimo nella splendida avventura di un'adozione internazionale; e sempre lui, il destino, ha voluto che il Paese del nostro bimbo fosse proprio la Cina.
Sono passati quasi 4 anni dal giorno del nostro incontro, mentre la scorsa estate abbiamo ascoltato le richieste di nostro figlio, ormai undicenne, ed abbiamo fatto il cosiddetto viaggio del "ritorno alle origini".





Due volte in Cina nel giro di pochi anni! Chi l'avrebbe mai detto? Il risultato è stato che la Cina e la sua cultura sono entrate gradualmente nel nostro DNA, fanno ormai parte della nostra vita e ce ne siamo pian piano innamorati. 






Vorrei raccontarvi qualcosa di questo secondo viaggio tralasciando, per non annoiarvi, la parte relativa all'aspetto familiare e vorrei invece soffermarmi su alcune curiosità (per noi occidentali) che mi hanno colpito.
Mentre scrivo cerco di ricordarmi le emozioni vissute, sicuramente tante. Ma la cosa che più mi frulla per la testa è che questa è una terra piena di contrasti incredibili. Su tutto.

Il primo impatto è sicuramente quello di un paese moderno ed in rapidissima evoluzione; l'aeroporto di Pechino è una struttura avveniristica e quando si percorre l'autostrada verso la città è tutto un susseguirsi di cantieri per nuove autostrade. Poi guardi da vicino le impalcature e scopri che sono fatte di bambù: sarà pure un materiale molto resistente ma mi crea ansia vedere gli operai arrampicati lassù. Ci manderei Guariniello a fare un sopralluogo sulla sicurezza...
Poi entri in città e percorri un dedalo di autostrade che si snodano tra grattacieli "alveari" (capisci subito perché una città considerata di media grandezza ha 12 milioni di abitanti!!).



Ti avvicini al centro e man mano il traffico si trasforma in una massa informe di lamiere, fumo e puzza che si muove a singhiozzo. Se/quando si muove... Dimenticatevi ogni minimo concetto di regole e di ordine: questa massa contiene cellule impazzite che zigzagano senza preavviso, spesso si tratta di veicoli a 2 ruote e 4 persone rigorosamente senza casco. Beh, credeteci o no, in tutta la vacanza non abbiamo visto il minimo incidente, solo parecchi spaventi per "quasi arrotamenti". Noi chiudevamo gli occhi per lo spavento, le guide che ci accompagnavano neanche una piega!




Tutto intorno i grattacieli alveari lasciano il posto a quelli legati al business e a modernissimi hotel.



Ma quando decidi di fare quattro passi e ti avventuri nei vicoli, a 50 metri dai grattacieli, ecco che ti imbatti nel contrasto (il nuovo contro il vecchio, la ricchezza contro la povertà) e d'incanto ti ritrovi in Cina. 
Mi è persino difficile da descrivere: ci trovi botteghe piccolissime e sporchissime all'interno delle quali alla rinfusa c'è di tutto e di più, e quello che non ci sta dentro sta fuori sul marciapiede (mi chiedo poi come facciano la sera a chiudere tutto), che si alternano con una serie di "tipici localini" che cucinano e servono cibo ed emettono un odore altrettanto tipico (eufemismo); in uno di questi ho rischiato di cadere scivolando sul pavimento bisunto. Fuori dai locali 4 tavoli in croce di legnaccio consumato e sporco su cui si appoggiano avventori di ogni età con in mano la loro ciotola di riso o di brodaglia.























Alzi di poco la testa e vedi le case fatiscenti, intonaci scrostati, piccoli balconi usati come ripostiglio di cose rotte e consumate, ammassi di fili elettrici arrotolati attorno ai pali e che tra un palo ed un altro passano aggrovigliati ad un palmo dal primo piano tanto che alcune persone ne approfittano e li usano come stendibiancheria (Guarinielloooo...!). Alzi ancora lo sguardo e (altro contrasto) noti che quasi tutte le finestre hanno la parabola ed il condizionatore. Mentre hai la testa alta non ti accorgi che da dietro arrivano motorini elettrici silenziosissimi che quando sono ad un centimetro da te suonano e tu ti ritrovi attaccato ai fili elettrici dallo spavento.





Un'altra forma di contrasto la definirei come duello tra ordine e caos. Della confusione ho già accennato parlando del traffico, qui aggiungerei qualcosa sulle persone in coda. Se non sono più che costretti i cinesi tendono a non fare la coda, non importa se davanti a loro ci sono 50 persone. Un giorno, arrivato il mio turno per prendere il biglietto della metropolitana, mentre stavo cercando di districarmi tra le istruzioni sulla macchina distributrice, arriva un ragazzo che mi si mette davanti come se fossi trasparente; lo tocco su una spalla e lo guardo in modo non molto amichevole. Anche lui mi guarda un attimo, poi se ne va (non saprò mai se ho rischiato la rissa). Fanno da contraltare gli aeroporti e le stazioni che sono veramente ben organizzati, i treni sono puntualissimi (e pulitissimi, pensate che nella tratta veloce Gungzhou-Guilin, circa 3 ore di viaggio, per ben 2 volte è passata un'assistente a lavare accuratamente il pavimento). Per strada non vedi una carta (ma neanche un cane, verrebbe facile l'ironia), i parchi sono curatissimi e le metropolitane sono veramente efficienti e facili da usare.

Concluderei questa breve carrellata con il contrasto tra materialismo e spiritualità. Sono ben note le tradizioni politiche e culturali cinesi che non lasciano molto spazio alla religione o alla spiritualità in genere. Infatti ovunque ti giri non fai che vedere i residui della rivoluzione culturale e le relative icone con scritte di cui immagini il significato. Vai negli uffici pubblici o nei locali (es. ristoranti) e respiri la cultura del "primeggiare ad ogni costo" (dappertutto trovi la foto del dipendente che ha appena ricevuto il premio settimanale per essersi contraddistinto come il migliore).
Poi vai nei luoghi di culto delle grandi città. 









Ne trovi di vari tipi: taoisti, induisti, buddisti e persino musulmani. E qui si apre un mondo che non ti aspetti: i templi sono quasi sempre affollatissimi indipendentemente dal giorno e dall'ora, ma quello che più sorprende è il silenzio e l'atmosfera mistica che pervade non solo i luoghi chiusi strettamente adibiti alla preghiera ma anche i cortili ove trovi qua e là delle grandi are in cui si bruciano incensi. Puoi vedere intere famiglie, persone giovani o anziane, tutte però hanno in comune gestualità che trasmettono una profondissima spiritualità e serenità. Entri in questi posti in punta dei piedi e spesso ti senti di troppo, vorresti catturare immagini ovunque con la fotocamera, ma spesso non lo fai per il profondo rispetto verso l'intimità di quelle persone. Non sono in grado di valutare le dimensioni di questo fenomeno religioso, sicuramente quello che c'è è comunque molto intenso.

Per la cronaca il nostro viaggio è iniziato a Guangzhou (l'antica Canton, nell'estremo sud) luogo di nascita di nostro figlio. La città di per sé non offre grandi attrazioni turistiche fatti salvi alcuni templi, la coloratissima crociera notturna sul Pearl River e la modernissima torre della TV alta più di 400 mt. da cui si osserva un panorama incredibile.




















Abbiamo poi proseguito per Guilin per navigare il fiume, attraverso un paesaggio entusiasmante fatto di foreste, colline e montagne dalla forma pittoresca tali che i cinesi le definiscono "le migliori sotto il cielo". La passeggiata tra le strette ed antiche vie di Yangshuo è stata veramente piacevole.


  

Terza tappa è stata l'antica capitale cinese Xi'an il cui corpo centrale è circondato dalle antichissime e possenti mura tutt'oggi intatte. Le abbiamo percorse tutte in bicicletta (14 Km.). Ovviamente non poteva mancare la visita al famosissimo esercito di terracotta.





Ultima tappa, Pechino: la Grande Muraglia, il Tempio del Cielo, il Palazzo d'Estate, la Città Proibita ed il Tempio dei Lama sono un must. Un suggerimento: non fatevi abbindolare dal Mercato della Seta (famoso per i "tarocchi" a prezzi stracciati): i tarocchi sono sempre tali, la qualità è spesso relativa ed i cinesi si sono fatti furbi nel senso che i prezzi non sono più così bassi, e se contratti troppo... ti mandano a stendere! Alla prossima!





  





Per Sandro viaggiare rappresenta la possibilità di catturare, con la sua fotocamera, l’essenza di un luogo attraverso le immagini, ma soprattutto attraverso i volti e le scene del quotidiano che legano la nostra memoria al viaggio. E da qualche anno il suo viaggiare ha assunto un carattere ancora più intenso…. grazie all’arrivo in famiglia del suo bimbo, esperienza bellissima di un’adozione internazionale che ha condiviso con la moglie Stefania.