giovedì 28 aprile 2016

Food walking tour Colonia Roma a Città del Messico

Quando ho iniziato a programmare i nostri due giorni a Città del Messico non ho potuto fare a meno di pensare che un food tour per le strade della capitale del Paese con l'unica enogastronomia diventata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO fosse una meta obbligata per noi di Viaggi & Delizie. Una volta scoperti i tour organizzati da Sabores Mexico ci siamo trovati a dover scegliere tra il tour del Centro Storico e quello della Colonia Roma; la scelta è ricaduta sul ROMA FOODIE WALKING TOUR perchè avevamo voglia di scoprire un quartiere meno noto e più moderno rispetto al Centro Storico che avremmo comunque visitato in quanto ricco di beni culturali. La "Colonia Roma" è un quartiere residenziale borghese nato all'inizio del XX vicino al bosco de Chapultepec e attualmente in fase di rinascita, è infatti frequentato da intellettuali e bohemien e stanno sorgendo molti locali con cucina contemporanea, estera e cocktail bar.

horchata e agua de jamaica
Iniziamo il nostro tour da Tres Galeones un ristorante che combina i tacos della tradizione messicana con l'utilizzo di pesce, non così comune nella capitale che sorge a 2400 mslm. Assaggiamo anche due bevande che poi incontreremo ripetutamente durante le nostre tre settimane in Messico: la horchata una bevanda a base di acqua, zucchero e latte di un tubero arrivata in Messico dai conquistadores spagnoli e l'agua de jamaica un the di ibiscus servito anch'esso con ghiaccio.


Tacos di pesce Tres Galeones Città del Messico
Tacos di pesce Tres Galeones Città del Messico
Ci incamminiamo per le strade del quartiere Roma dove edifici dei primi anni del novecento si alternano ad palazzi modernissimi.
Palazzi del 900 e moderni in Colonia Roma Città del messico
Per le strade della Colonia Roma
La seconda tappa del food tour per la Colonia Roma è un bistrot francese, il Galia Chef. La cucina francese pare essere tornata molto di moda in Messico ma per noi che abitiamo a due passi dalla Francia non costituisce una grande attrattiva anche se fa un certo effetto vedere dall'altra parte del mondo prodotti che a volte si fa fatica a reperire in Italia come il Cassis o il Patè de Canard. Anche la selezione di vini e formaggi francesi è notevole!

I borghesi che si insediarono in questo quartiere ad inizio '900 si avvalsero di architetti che avevano il mito dell'Europa e degli stili che imperversavano in quel periodo nel nostro vecchio continente. Ecco quindi apparire anche palazzi in stile Art Nuveau.


Palazzo art nouveau Colonia Roma Città del Messico
Palazzo art nouveau Colonia Roma Città del Messico

Ci fermiamo al Cafè de Raiz per un assaggio di Comida Huasteca dove sono i tamales i protagonisti della tavola. La cultura enogastronomica preispanica faceva del mais, del cacao e del peperoncino i principali ingredienti per la maggior parte dei piatti che qui sono cucinati in stile "Veracruz". 
Il locale, pieno di libri, è perfetto per una colazione messicana con tamales dolci e salate e uova alla Mexicana. Ottima anche la cioccolata ed il caffè.


Plaza Luis Cabrera Colonia Roma Città del Messico
Plaza Luis Cabrera Colonia Roma Città del Messico
La Colonia Roma è ricca di parchi, fontane ed aiuole con piante e fiori così come volle Porfìrio Dìaz Presidente del Messico per oltre trentanni proprio durante l'era d'oro di questo quartiere. 


E' piacevole passeggiare in questi viali ombrosi ma è ancora più piacevole fermarsi per assaggiare una selezione di birre artigianali alla Cervecerìa La Graciela dove ogni settimana vengono prodotte a rotazione alcune tipologie di birra. 
Qui impariamo la frase d'ordinanza per scoprire quali marche o qualità di birre possiamo ordinare: "Che cellas tienes?".
La birra è molto amata in Messico ma di certo non è la bevanda più famosa: il mezcal e la tequila si contendono sicuramente il primato. Entrambi distillati prodotti con la pianta di agave, la tequila viene prodotta con la sola Agave Azul, una specie di agave caratteristica dello stato di Jalisco mentre il mezcal è tipico dello stato di Oaxacà dove i cuori delle piante, le pigne, vengono cotti tuttora in fosse scavate nel terreno con fuochi prodotti da legno resinoso e due cicli di distillazione. Assaggiamo il nostro primo mezcal da Escollo una mezcaleria e ristorante con cucina Oaxaquena, naturalmente con arancia e sal de gusano un composto fatto di peperoncino, sale e verme del mezcal, il gusano appunto, essicato.


Mezcal con arancia e sal de gusano
Altra tappa piena di sorprese è quella al Mercado Roma un mercato modernissimo dove oltre ad alcune specialità messicane biologiche ed artigianali in vendita, ci sono dei piccoli ristoranti dove grandi chef presentano qui alcuni dei loro piatti più noti in una edizione informale alla portata di tutti. Assaggiamo una tostadas da Azul Antojo, corner dello chef Ricardo Muñoz Zurita che gestisce ben tre ristoranti in città.


Tostadas con carnitas e cavolo rosso e verde
E per finire il nostro viaggio nella cultura enogastronomica Messicana cosa chiedere se non un caffè? Ci fermiamo da Espressarte e qui il caffè è un rito completamente diverso dal nostro espresso. Ogni miscela in vendita richiede una particolare macchina per il caffè e vengono suggeriti diversi abbinamenti e tazzine per esaltarne il gusto: mango, cacao e zucchero di canna grezzo.


Caffè abbinato a mango, zucchero di canna grezzo e cacao


martedì 26 aprile 2016

DelizieInViaggio ... chi come perchè #1

Ve lo ricordate vero il progetto che abbiamo lanciato su Instagram alcuni mesi fa per scoprire le DelizieInViaggio, ossia tutte le cose buone che assaggiamo durante i nostri viaggi, o che vorremmo far assaggiare a chi viaggia nei luoghi in cui viviamo?
Ebbene, in questi mesi molti amici (nuovi e di vecchia data) hanno partecipato inserendo l'hashtag #delizieinviaggio alle loro foto di Instagram.




Come avevamo promesso nel post di lancio "Tra tutte le fotografie re-postate verranno scelte tre tra quelle più amate dal pubblico e le ritroverete su un post, qui nel blog, insieme ad una piccola descrizione degli autori."

Ecco allora arrivato il momento di farvi vedere le prime tre foto selezionate e conoscere le prime tre ospiti del nostro spazio, che ringraziamo per la loro partecipazione: Marta, Alessandra e Martina






Marta Gianotti - The London Her


Raccontaci di te, chi sei e cosa fai...

Marta, blogger piemontese di 29 anni. Nella vita lavoro come educatrice ma da anni, grazie alla mia passione per i viaggi, ho iniziato a coltivare l'amore per il blogging. 

Nel 2012, quando mi trasferii a Londra, decisi di aprire il mio blog TheLondonHer, per raccontare la mia esperienza di italiana all'estero e per mostrare la capitale inglese in modo più autentico ed un po' lontano dai soliti sguardi turistici.

Il blog, da semplice passione si è trasformato pian piano in un piccolo grande lavoro in grado di darmi grosse soddisfazioni e riempire, quando non sono in viaggio, gli spazi liberi dal mio primario lavoro.

Il blog mi ha permesso di coltivare amicizie e nuove passioni, di condividere con altri il mio modo di viaggiare e di dare consigli a chi, come me, vorrebbe girare il mondo o vivere un'esperienza all'estero. Proprio riguardo a questo, a Gennaio è stato pubblicato il mio eBook "La mia Londra: storia di un'andata e un ritorno"; si tratta del racconto della mia esperienza londinese, un viaggio attraverso gli angoli più insoliti di Londra condito dalle mille emozioni provare lungo un'esperienza lontana da casa che consiglio a chiunque di poter provare anche solo per un po' lungo il corso della vita.



#Delizieinviaggio... quando viaggi cosa ti piace mangiare?

Quando viaggio adoro provare esperienze local. E cosa c'è di più autentico se non le tradizioni culinarie dei luoghi che si visitano?
Fino ad ora, qualunque sia stata la meta del mio viaggio, ho sempre cercato almeno una volta di godermi un pasto completamente tipico. Insomma, che si tratti di una primo, di un secondo o di un dolce io, da buona forchetta quale sono, non me lo lascio scappare!


Quale tra le #delizieinviaggio che hai assaggiato ricordi con più piacere e vorresti ri-mangiare?


Tra le #delizieinviaggio che più ricordo con piacere ci sono alcuni piatti della nostra tradizione italiana, che spesso dimentichiamo ma di cui dobbiamo davvero esser fieri.
Se guardo all'estero invece c'è un piatto vietnamita di cui vado davvero ghiotta. In lingua locale si chiama Bo Luc Lac e si tratta di uno spezzatino di manzo marinato nella salsa di soia e servito con varie verdure e riso o noodles in accompagnamento.


Hai mai provato a cucinare un piatto che hai scoperto in viaggio e che ti è piaciuto?


Io e il mio compagno ci cimentiamo spesso in cucina e proprio il Bo Lu Lac è il piatto che più volte abbiamo cercato di riprodurre. Amiamo molto anche la cucina messicana, abbiamo provato a preparare qualche piatto ma a volte è difficile reperire gli ingredienti giusti qui da noi.




Cosa suggerisci di fare a chi viaggia e cerca sempre il cibo come se fosse a casa?

Quando viaggio mi è spesso capitato di trovare altri connazionali ordinare piatti italiani anche in locali che non erano propriamente italiani. Li ho poi ovviamente sentiti lamentarsi dicendo che in quel dato ristorante o quella data città si mangi davvero male. Questo è proprio un aspetto del viaggiatore che non condivido. Io rispetto la volontà di cercare il cibo italiano anche fuori dal nostro Paese, l'unica cosa che consiglierei è di informarsi prima sulla qualità del locale che si sceglie perché il cibo italiano è davvero molto inflazionato all'estero, ma davvero pochi sono coloro che lo sanno davvero proporre

Perché i lettori dovrebbero partecipare a #delizieinviaggio?

Partecipare a #delizieinviaggio è come fare un viaggio attraverso le culture del mondo scoprendo i piatti di zone lontane, è sognare un giorno di provare un particolare cibo ed è scoprire che nelle diversità si possono trovare spunti e curiosità da copiare. Infondo, l'amore per il cibo credo sia qualcosa in grado di accomunare davvero molti popoli! 



Alessandra Cialone - Appunti di Consapevolezza


Raccontaci di te, chi sei e cosa fai...

Sono Alessandra e vengo da un paesino in provincia di Lecco, ma da poco trapiantata nell'hinterland milanese. Appassionata del mondo del benessere e della crescita personale, da qualche anno ho intrapreso un percorso di consapevolezza interiore: yoga, meditazione e tante letture di filosofia orientale. E dopo due anni di studio ho finalmente raggiunto l'obbiettivo di diventare un'operatrice delle discipline bionaturali specializzata nel massaggio. Travel addicted, ho sempre il desiderio di viaggiare e scorrazzare per il mondo (senza tralasciare "i viaggi a casa"): mi definisco una viaggiatrice curiosa, amo scoprire le culture e le loro tradizioni, ogni volta che parto lascio andare ogni pregiudizio e mi lascio conquistare totalmente, a 360 gradi. La fotografia è un'altra mia grande passione, e credo che in viaggio sia un prezioso strumento "per catturare attimi e non dimenticare". Da ultimo, adoro cucinare, sperimentare a casa ma soprattutto assaggiare piatti italiani o dal mondo quando sono in viaggio! Il mio blog "Appunti di Consapevolezza" racchiude le mie passioni per il viaggio e la cucina, condite con le mie emozioni e fotografie.

#Delizieinviaggio... quando viaggi cosa ti piace mangiare?


Quando sono in viaggio cerco il più possibile di assaggiare i piatti locali, ultimamente poi mi sto appassionando allo street food, il cibo di strada è perfetto quando si hanno tempi ridotti per le pause, oppure per scoprire cosa mangiano i locals, e magari...chiacchierarci insieme.

Quale tra le #delizieinviaggio che hai assaggiato ricordi con più piacere e vorresti ri-mangiare?

Beh, il pad thai è veramente gustoso, l'ho mangiato spessissimo nel mio ultimo viaggio in Thailandia: noodles, cipollotti, uova strapazzate, germogli di soia, gamberetti e/o pollo, tofu. Tutti saltati nella wok e serviti nel piatto con arachidi tritate. E' senza dubbio il piatto più particolare che ho mangiato nei miei viaggi e che vorrei ri-mangiare al più presto, in Thailandia, ovviamente :)

Hai mai provato a cucinare un piatto che hai scoperto in viaggio e che ti è piaciuto?

Assolutamente si. La passione per la cucina ed in particolare per la cucina dal mondo mi ha portato a sperimentare spessissimo in casa! Il piatto che cucino più spesso è la paella, provata per la prima volta a Barcellona, ma sperimento anche tanta cucina italiana, come i tortelli di zucca mantovani, una vera delizia! 

Cosa suggerisci di fare a chi viaggia e cerca sempre il cibo come se fosse a casa?

Premesso che per me la cucina italiana è la migliore al mondo, credo che viaggiare e non sperimentare la cucina locale sia un grande peccato, non solo perchè non si scoprono nuovi sapori, ma soprattutto perchè la cucina è una parte fondamentale di una cultura. E poi, diciamo la verità, è difficile trovare una buona cucina italiana all'estero! 
A queste persone suggerisco di provare, anche solo ad assaggiare: non tutti i piatti incontrano i nostri gusti, è normale, ma secondo me dire di no a prescindere è come viaggiare a metà.  E se poi scoprissi che quel piatto ti piace? 

Perché i lettori dovrebbero partecipare a #delizieinviaggio?

Il progetto #delizieinviaggio è utilissimo per chi ha voglia di sognare e ricordare il proprio viaggio, per far conoscere la cucina italiana o dal mondo, per ispirare gli altri e per essere ispirati. Ma soprattutto partecipare a #delizieinviaggio permette di conoscere tante persone e/o altri blogger appassionati di cibo e viaggi, come me e Viaggi & Delizie, che ringrazio tantissimo per questa intervista! 
Partecipare è semplice: basta condividere una foto sui vostri profili social (io uso spesso Instagram) aggiungendo il tag #delizieinviaggio! Cosa aspettate? Partecipate, perchè la condivisione è una delle cose più belle al mondo

Martina D'Aguanno

Raccontaci di te, chi sei e cosa fai...

Mi chiamo Martina, questo è un anno speciale perché ad agosto compio 40 anni ;)
Vivo a milano con il mio compagno e lavoro nel campo della comunicazione. Mi spiego: metto in relazione le aziende e i giornalisti, ma che blogger e i Social media influencer.
Qualche anno fa il mio lavoro rientrava sotto il cappello delle pubbliche relazioni, oggi li scenario è molto più ampio e stimolante. 
Sono una runner per passione e mi sto preparando alla maratona di New York e sono a metà del percorso per diventare sommelier professionista. 
E una viaggiatrice onnivora, viaggio tanto e assaggio tutto!


#Delizieinviaggio... quando viaggi cosa ti piace mangiare?

Un Paese si racconta attraverso il suo cibo, solo assaggiando le ricette locali si "assaggia" davvero un luogo. Questo vale per le nostre meravigliose regioni quanto per lontani Paesi esotici.

Quale tra le #delizieinviaggio che hai assaggiato ricordi con più piacere e vorresti ri-mangiare?

Ho la fortuna di aver viaggiato tanto, fin da bambina. Il piatto che però mi è rimasto nel cuore è il cous cous, tanto tunisino quanto marocchino. Purtroppo non ho una foto di piatti di cous cous, ma del tipico tè alla menta che viene sempre offerto dopo.


Hai mai provato a cucinare un piatto che hai scoperto in viaggio e che ti è piaciuto?


Due cose completamente diverse, i pancake americani (che mi riescono molto bene) e il cous cous (mi piace proprio; ogni tanto invito gli amici e il cous cous al centro del tavolo diventa un ottimo piatto unico che ognuno arricchisce e interpreta come vuole).



Cosa suggerisci di fare a chi viaggia e cerca sempre il cibo come se fosse a casa?

Direi di lasciarsi andare, eliminare qualche freno mentale e farsi catturare completamente dal luogo e dal momento che si sta vivendo. Il cibo è condivisione per eccellenza, è il modo più facile e diretto per condividere un Paese e trarre il massimo da ogni esperienza di viaggio. 


Perché i lettori dovrebbero partecipare a #delizieinviaggio?

Per trovare ispirazione da chi è profondamente appassionato di cibo e viaggio, il miglior binomio possibile. Questa passione è piacevolmente contagiosa. 

domenica 24 aprile 2016

Alkmaar and the most visited cheese market in the world

If you are in the Netherlands  between April and September, plan a visit to visit Alkmaar, a town located in the northwest of the country. In fact, from the first Friday of April to the first Friday in September,  in Alkmaar square Waagtoren (tower weighs), is held the largest  and most visited cheese  market in the world.
This market, in fact, attracts around 100,000 visitors every year from all over the world.


The market starts at 10:00 a.m. with the sound of the bell, very often rung by well-known personalities of the television or sports, invited by the local authority.
We, at Viaggi & Delizie, were the guests too; we have not rung the bell, but we were allowed to enter the square and to attend each transaction; we had as guide the head of the carriers who very kindly told us about the  various operations.




The work starts very early on Friday morning, when the trucks that carry about 30 thousand kg of cheese arrive in the center of Alkmaar, and as well when wearers arrive, divided into 4 teams differentiated by the color of caps: red, yellow, green and blue. The carriers teams receive information, by the head of all the teams wearing an orange hat and carrying a walking stick, about the number of kilograms of cheese that are available that morning and guests present at the market.


Negotiations begin with the checks by inspectors and traders: visual inspections but also touch, smell and taste inspections. After that, inspectors and traders agree on the price per kg: they clap each others hand and declare the price agreed to define the sale of the stock. Then activities continue with the weighing of the cheese: the carriers, who load the strock on the sedan, start at a brisk pace and cadence to the weighing station(Waag). Usually the load is approximately 120kg, but it's good to make sure of an official weighing.


At the weigh, the manager once collected the money, while now symbolically wears a bag of coins on his belt, but the payments follow other paths. Still he fills out a sheet with the number of cheese pieces and weight which then will be used to settle payments between buyers and sellers.


After weighing the cheese is brought back to the square by the carriers and loaded on carts of buyers pushed by hand until then to trucks that will deliver the cheese to shops.
At 12:30 p.m. the market ends and the square is back clear again, even from the stalls placed along the perimeter of the same, to make space for the bustle of tourists and outdoor area of cafes, until the next Friday.


After having fun to watch the comings and goings of the carriers and the interesting talks, you have to buy a piece of cheese from "Frau Antje", the lovely girls typically dressed selling cheese slices or from one of the stalls that are located along the canal. Then you may enter the headquarters of the Tourist Office and go up to the first floor: here is the cheese museum that offers insight into how this typical product is prepared , what equipment is used and how much milk is needed to make a round shape.



mercoledì 20 aprile 2016

Le cose che ti fanno stare meglio, My Ideal Traveling

Ci sono momenti, nella vita o anche soltanto in un anno, in cui ti rendi conto che alcune cose sono prioritarie rispetto ad altre e solitamente quelle prioritarie sono proprio le cose che ti fanno stare meglio. Una di queste, per me, è il viaggiare e questa volta ho un suggerimento  che mi è stato dato, che reputo prezioso e che non vedo l'ora di provare, il #myidealtraveling insomma!

Mi capita spesso in primavera, con l'uscita dal letargo invernale, e mi è capitato qualche settimana fa più di altri anni, di prendere una decisione che ha impatto sulla mia salute e sul mio benessere psicofisico.


Esco da un inverno piuttosto travagliato non solo nell'aspetto fisico quando nella sfera psicologica: tensioni e stress, si sa, non fanno mai bene, ma lo scorso inverno devo dire di aver tirato un po' troppo la corda. Per fortuna il nostro corpo ci manda segnali ben chiari e proprio grazie a questi segnali mi sono imposta di rallentare i ritmi e prendermi più cura di me stessa.




Cercando qualche informazione, mi sono resa conto che l'epidemia che colpisce le nuove generazioni si può riassumere nella parola IPOKINESI, vale a dire poco movimento.

Ore seduti ad una scrivania, ore trascorse in auto o sui mezzi pubblici, il ritmo pressante del lavoro e della società stessa che richiedono attenzione e presenza costante a mille mila eventi ed impegni, non fanno affatto bene alla nostra salute.




Ecco allora che riducendo lo stress, dosando in modo corretto cibo e attività fisica e bevendo molta acqua (tisane incluse) ci si può riequilibrare.
Nulla lasciato al caso però, nulla "fai da te", ma con la guida e l'attenzione di esperti nel settore.





Voglio però ancora regalarmi del benessere e per questo ho iniziato a documentarmi per un'esperienza che farò in autunno (altro cambio di stagione, altra botta di vita necessaria) con My Ideal Traveling in Lombardia, tra il Lago di Como e di Lecco. Intanto questa è una zona che amo particolarmente, già di suo mi trasmette pace e tranquillità.



Ho voglia di prendermi un po' cura di me, e anche di farmi coccolare e pertanto ho scelto il centro Tisana Detox, che con un programma HEALTHEATARIAN mi aiuterà a definire ancora meglio uno stile di vita salutare e sano, volto a raggiungere il benessere psico-fisico che desidero.




Un benessere che parte dall'alimentazione, senza dubbio: cosa mangiamo, quanto mangiamo e quando mangiamo; un benessere che continua con l'attività fisica: senza eccedere rischiando di farsi più male che bene, ma definendo programmi mirati per ciò che desideriamo ottenere; un benessere che arriva anche dalla mente: rilassamento e meditazione per liberare la nostra mente dallo stress e dalle tensioni psicologiche, evitando di accumulare energie negative all'interno di noi stessi.

La cosa interessante è che i pacchetti offerti dal centro Tisana Detox, da 4 o 7 giorni, vengono costruiti ad hoc in base alle esigenze di ognuno.

Per contribuire in tutto e per tutto al benessere, non potranno, ovviamente, mancare anche momenti di "coccole": trattamenti alla SPA, massaggi, body wrap e chi più ne ha più ne metta, per prepararsi al meglio alla ripresa prima dell'inverno.


Post scritto in collaborazione con My Ideal Travelling








lunedì 18 aprile 2016

Olanda on the road: cosa sapere

Sono appena rientrata da un on the road di pochi giorni in Olanda, ho ancora negli occhi il cielo azzurro, i prati verdi e puntinati di pecore e ho voglia di condividere con voi cosa sapere per intraprendere questo tipo di viaggio. A dispetto delle peggiori previsioni meteorologiche, abbiamo trovato 5 giorni stupendi, con sole a palla e cielo terso.



La scelta di visitare l'Olanda in modo diverso, ossia di evitare le grandi città e dedicarci ai paesi e alle campagne, è un format che ultimamente mi piace molto. Trovo che la "vita vera", quella delle comunità al di fuori della frenesia e del caos cittadino, sia molto più interessante. Innanzi tutto mi permette di staccare e di rilassarmi, e poi mi dà la possibilità di entrare più a contatto con le persone, che solitamente sono meno di corsa e hanno più tempo per scambiare quattro chiacchiere con me.

Ecco allora che appena atterrati a Schipol, l'aeroporto di Amsterdam, abbiamo ritirato la nostra autovettura prenotata con anticipo e siamo partiti alla scoperta dell'Olanda più insolita.
Una piccola parentesi per l'affitto dell'automobile: solitamente prenoto l'auto con largo anticipo sui siti canonici (questa volta ci siamo affidanti a Rentalcars.com) e in loco tendo ad acquistare l'assicurazione tutto compreso: meglio spendere qualche soldino in più ed evitare di avere il patema d'animo nel guidare o, addirittura come successe ad una mia amica, dover sborsare migliaia di euro in seguito ad un incidente.

Il consiglio che do sempre, che ho già dato anche riguardo agli on the road negli USA, è quello di dotarsi di un navigatore satellitare. Può essere che siate appassionati di cartine geografiche e preferiate seguire la strada sulla mappa, ma il GPS vi aiuterà sempre a districarvi, soprattutto se vi capiterà di infilarvi in qualche stretta strada di città senza sapere più da che parte girare.

Voglio fare un applauso gigante alle strade olandesi: in 5 giorni di percorrenza non abbiamo trovato una buca che sia una. Il manto stradale è perfetto, ben curato e scorrevole. Gli unici sobbalzi si hanno in prossimità dei semafori fuori città; proprio lì infatti, appena superata la linea di stop del semaforo, ci sono dei piccoli dossi che aiutano a rallentare. Fate attenzione quindi quando arrivate in prossimità di un semaforo a non accelerare, bensì a ridurre la velocità altrimenti vi troverete a volare come Bo e Luke in Hazzard fin oltre l'incrocio!

Le autostrade sono gratuite e curate nei minimi dettagli. Fate attenzione però ai limiti di velocità (c'è sovente il rischio di essere intercettati da qualche radar per il controllo della velocità): in città il limite massimo è 50 km/h, fuori città 80 km/h e sulle autostrade 120 Km/h, tranne su alcune tratte a sud in cui si aumenta a 130 Km/h o a nord in cui si diminuisce a 100 km/h.



Alzate sempre lo sguardo quando siete in autostrada: spesso, sui pannelli luminosi piazzati a distanza regolare, compare un limite diverso dal solito; si tratta di limiti più bassi nel caso il traffico sia più intenso. Fate attenzione anche quando vedete una X rossa su uno di quei pannelli, vuol dire che da lì in avanti non si può transitare su quella corsia.

In città prestate rigorosa attenzione ai pedoni e alle biciclette, che quasi sempre hanno la precedenza. In alcuni casi gli incroci con le piste ciclabili sono regolati da semafori: in questo caso se è verde per voi avete la priorità, ma nel caso in cui gli incroci non siano regolati, dovete cedere il passaggio.



Attenzione anche quando svoltate! Fate sempre attenzione che nella pista ciclabile che scorre accanto alla vostra carreggiata non stiano transitando biciclette. Parlo per esperienza personale... un pomeriggio, tornando a casa, ero in procinto di svoltare a destra verso l'ingresso del parcheggio e non mi sono accorta di un ciclista che sopraggiungeva, se non all'ultimo momento. Questo signore mi ha incenerita con lo sguardo e mi sono sentita piccola piccola. Questo per dire che voi, autisti, in confronto ai ciclisti non siete nulla!

Per quanto riguarda i parcheggi, fate attenzione in città: assicuratevi sempre, chiedendo a qualcuno, di poter lasciare l'auto anche nei parcheggi a pagamento. A Leida, per poco, occupavo il posto della polizia municipale senza rendermene conto!
In molti luoghi ci sono parcheggi sotterranei, prediligete quelli, in modo da essere certi di poter tranquillamente sostare a vostro piacimento. 
I parcheggi sono piuttosto cari, una manovra questa per disincentivare l'utilizzo dell'automobile che sembra prendere sempre più piede anche in un paese prettamente votato allo spostamento su due ruote.



Se vi trovate poi a percorrere le strade e le autostrade olandesi durante la primavera, buttate un occhio ai campi che costeggiano la strada: vedrete tripudi di colori meravigliosi grazie a iris, tulipani e giacinti che vengono coltivati per i bulbi.






sabato 16 aprile 2016

Wonderful Polynesia

One of our month guest, some times ago, talked about wonderful Polinesia and how nice is to take a break there...

Have you ever thought "soon I will drop everything and run to Bora Bora"?


Seeing those very famous and exotic islands  has always been one of my dreams and the honeymoon has given me the opportunity to achieve it.

After a plane trip with multiple stops that brings you to 12-hour time difference from Italy, we ended up in a real earthly paradise: small islands surrounded by crystal clear waters where the white sandy beaches vie for space with large areas of lush vegetation.


In order to enjoy our holiday as near as possible to the sea, we have chosen the accommodation in overwaters: those spectacular rooms positioned on stilts that appear in all Polynesian photos.
The magic of opening your eyes in the morning and seeing the fish swimming undisturbed under the floor (almost completely in glass) and the ability to fall asleep lulled only by the lapping of the waves, is priceless.
So if we take the trouble to go up there, it really worth spending a few euros more and choose this type of accommodation.

As to the food, the local cuisine is made of simple ingredients but often mixed together in order to give the tourists the elegant and refined dishes with French influence.
Many resorts provide the full board or half board. Given our experience, I would recommend half board for dinner as, at lucht, you often are away from the hotel involved in the many activities and tours that are organized.

On these occasions you can eat freshly caught fish and fresh fruit (delicious!).


Surely the most characteristic excursion is the one that brought us into contact (in the true sense of the word) with sharks and rays.
At first I was very scared and hesitant but now, remembering that beautiful day in the middle of the sea, I'm really happy to have found the courage to do it.


The tour around the island is very interesting as well and allows you to discover how the local population lives.
Small villages are places totally safe and quiet so tourists are free to move about alone and interact directly with the locals, buy in small shops and be enchanted by the stories of traditions.


For those who are not scared by long air travel, Polynesia is really a place to go!

venerdì 15 aprile 2016

Cipro ad ottobre tra mare e trekking con l'Ospite del Mese

Perché  ho scelto l’isola di Cipro per le vacanze estive? Perché per motivi di lavoro non ho potuto andare in vacanza prima! quindi ho pensato “dove posso andare ad ottobre al calduccio, con un bel mare e senza spendere molto”? Ora posso dirvi che Cipro è il posto ideale per una vacanza non proprio in alta stagione!

Dislocata a sud della Turchia, Cipro è la terza isola come grandezza del Mar Mediterraneo dopo Sicilia e Sardegna ed nel periodo autunnale offre temperature dai 30 ai 35 gradi. E' divisa in due dalla cosiddetta linea verde: la parte sud, cioè circa il 60% della superficie dell'isola, è sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, mentre la parte nord turco-cipriota si autodefinisce Repubblica Turca di Cipro del Nord e copre circa il 40% della superficie totale dell'isola.

Cipro è un’isola polivalente: mare con acque trasparenti, spiagge belle e, fuori stagione, quasi deserte (tranne le più gettonate come Nissi Beach, Coral Beach e alcune altre dove il turismo la fa da padrone ) e montagne per il trekking (monti Troodos). 


Cipro - Nissi Beach
Chi ama la bicicletta sceglierà la penisola di Akamas e Kavo Greco o altri percorsi bellissimi su sterrato e asfalto; c’è solo l’imbarazzo della scelta e le bici si possono affittare sul posto: ovviamente sono delle mountain bike. 


Cipro - Penisola di Akamas
Se si cerca un po' di cultura la risposta sono i siti archeologici come Salamina nella parte turca, le tombe dei Re, il parco di Kato Pafos con le rovine delle ville romane e bellissime pavimentazioni a mosaico e non ultima l’antica città di Kurion o il tempio di Apollo Ylatis.


Cipro - Sito Archeologico di Salamina


Cipro - Tombe dei Re a Pafos

Sconsiglio vivamente di soggiornare a Ayia Napa e Limassol (troppo turistiche e quasi finte) dove ci sono solo grandi alberghi, ristoranti, negozi e molti divertimenti. 
Chi, come me, desidera qualcosa di tranquillo, Protaras è molto più indicata. Qui abbiamo pernottato 3 notti in un appartamento dei Kokkinos Hotels Apartments a 45 euro a notte, colazione compresa, nel centro del paese, con piscina ma molto semplice rispetto ai grandi hotel con sfarzose piscine e giardini di palme. Mi chiedo sempre cosa serva spendere tanto se si sfrutta così poco la struttura: parto al mattino e torno la sera per riposarmi e non ho bisogno di tanti comfort, solo di un letto comodo!

Polys è una cittadina della penisola di Akamas con la sua piazzetta piena di taverna; qui abbiamo alloggiato in un appartamento su due piani a 50 euro a notte, con colazione e piscina Bougainvillea Hotel Apartments & Villas a pochi minuti, a piedi, dal centro.
Anche a Paphos abbiamo soggiornato in un hotel semplice con piscina, ma lì c’è dappertutto anche se noi con il mare così bello non le abbiamo mai utilizzate.



Vicolo di Nicosia
Nicosia è la capitale ed è anche l’ultima città al mondo divisa da un muro.
E' circondata da mura; la parte greca mi ha delusa un po’ invece nella parte turca molto bello il caravanserraglio ( con caffè e laboratori di artigianato), Selimiye, cattedrale gotica trasformata in Moschea.
Sempre nella parte turca siamo stati a Famagosta dove una parte della città è diventata zona cuscinetto presidiata dai militari e i suoi abitanti sono sfollati durante l’occupazione turca e ora i palazzi e le strutture turistiche sono fatiscenti (città fantasma).








La parte storica di Famagosta invece è molto bella e vale la pena di visitarla. 
È circondata da mura veneziane, il castello di Otello e la cattedrale gotica di Agios Nikolas simile a quella di Reims, ora è una Moschea col nome di Lala Mustafà Pasa e, certamente, non ha perso il suo fascino.


Cipro - Famagosta
Nell'isola ci sono ancora molti monasteri e chiese bizantine però difficili da visitare perché chiuse. Noi abbiamo visitato il monastero di Kykkos, sperduto nelle montagne ma molto bello.


Cipro - Monastero di Kykkos
Per quanto riguarda i trekking, che solitamente non mancano nei nostri viaggi, a Cipro abbiamo fatto solo una camminata molto semplice ai monti troodos, quella delle cascate di Caledonia (ci sono molti altri percorsi tutti molto ben segnalati da cartelli) e alla penisola di Akamas con partenza dai bagni di Afrodite fino alle spiagge Laguna blu e Fontana Amorosa (3 orette tra andata e ritorno),si può anche andare in mountainbike per chi è un po' allenato allo sterrato oppure per i più sedentari ci sono la jeep o i quad.


Cipro - Bagni di Afrodite 


Dimenticavo... la penisola di Akamas è riserva naturale e su una di queste spiagge le tartarughe vengono a deporre le uova : perché non assistere alla nascita delle tartarughe verdi? Noi purtroppo non le abbiamo viste ma la prossima volta chissà...

Salsa tzatziki
Salsa Tzatziki - Photo Credits Traaf
Parlando di cibo, io che adoro gli antipasti di solito faccio scorpacciate di tzatziki con la pita che è un pane piatto lievitato, la feta nell'insalata greca con le olive, i souvlaki (spiedini di carne di maiale), agnello al forno, moussaka, dolmas e tanto pesce. Anche il Kebab e la nostra pizza la fanno da padrone e ci sono ovviamente molte gelaterie.

Pork Souvlaki - Photo Credits esimpraim