lunedì 31 ottobre 2016

Staufen, la porta di ingresso meridionale della Foresta Nera

Staufen, prima tappa della nostra settimana nello Schwarzwald è una graziosissima cittadina collocata tra il confine meridionale della regione della Foresta Nera caratterizzata da boschi ed allevamenti di bovini e la Valle del Reno con i suoi campi coltivati a grano, verdure e vigneti. Queste zone sono dette anche Terre del Markgräfler

Fu qui che morì il Dottor Faust, medico, dentista e ciarlatano protagonista di molte leggende del '500. Egli vendette la propria anima al diavolo in cambio di conoscenze scientifiche e per questo finì la sua vita nel modo più crudele immaginabile proprio in una delle casette colorate del centro della città "vecchia".
Staufen - Città Vecchia
Staufen - Città vecchia
Passeggiando tra le viette del centro, caratterizzate da un canale di scolo dove CAT amava rinfrescarsi le zampe ed abbeverarsi, quasi ad ogni angolo della città è possibile vedere le rovine del castello.


Staufen - Città vecchia e vista sulle rovine del castello
Staufen - Città vecchia e vista sulle rovine del castello
Salendo sulla collina dove sorgono le rovine del castello si incontrato i vigneti per cui Staufen è così nota. Qui si coltivavano, oltre 5000 anni fa, le uve bianche Chasselas (in tedesco Gutedel) mentre ad oggi i vitigni più diffusi sono il Müller-Thurgau, il Riesling, il Silvaner e il Gewürztraminer, mentre è più difficile, ma non impossibile, trovare vini rossi in quanto le temperature rigide impediscono una completa maturazione delle uve di Portugieser, Spätburgunder (nome con cui è noto in Germania il Pinot Nero) e Trollinger.


Vigneti sulla collina di Staufen
Vigneti sulla collina di Staufen
La salita sulla collina è abbastanza impegnativa, volendo si può anche percorrere un anello che non raggiunge la sommità di essa rimanendo a quote più basse e passando tra i vigneti. Le rovine in cima non sono imperdibili, il forte infatti è molto lesionato ma sicuramente la vista da lassù merita un po' di fatica! Se dopo questa "ascensione" vi è venuto un po' di appetito questa sarà la migliore occasione per gustare la famosa Torta Foresta Nera Schwarzwalder Kirschtorte in quanto difficilmente riuscirete ad approcciarla dopo una cena tipica del Baden - Wurttemberg. La famosa torta tipica della zona è fatta con un pan di spagna al cioccolato intervallato da strati di panna montata e da uno strato di composta di ciliege. Io ho assaggiato quella del Cafè Faller proprio nel centro di Staufen mentre i miei compagni di viaggio assaggiavano altre specialità locali tra cui una ottima torta di mele. 

Torta Foresta Nera o Schwarzwalder Kirschtorte
Torta Foresta Nera o Schwarzwalder Kirschtorte 
Nelle vicinanze del nostro hotel Am Felsenkeller situato nella periferia di Staufen al di là del fiume Neumagen, part
oni moltissimi sentieri alcuni dei quali si addentrano nella Foresta Nera. Difficile consigliarvene uno perché ogni volta che ci siamo diretti da quella parte abbiamo deciso strada facendo quale sentiero seguire, ispirati dal quello che potevamo scorgere di volta in volta in quella direzione. Di certo non ci si può annoiare e non so dirvi quanti giorni ci vorrebbero per esplorarli tutti.


Prima di dedicarci alla scoperta dei dintorni di Staufen, a pochi chilometri dall'abitato, ci siamo fermati nel paesello di Ehrenkirchen e abbiamo raggiunto, con un po di fatica perché scarsamente segnalata, la collina e la cappella Ölbergkapelle dalla quale si può godere di una magnifica vista sul Markgräflerland, la regione vitivinicola della Foresta Nera meridionale.

Olbergkapelle di Ehrenkirchen
Olbergkapelle di Ehrenkirchen
Veduta panoramica su Markgräflerland da Olbergkapelle
Veduta panoramica su Markgräflerland da Olbergkapelle




Cascata di Todtnau
Ad una mezzoretta di auto da Staufen sorgono le Todtnauer Wasserfall, le cascate alte circa 100 metri, sono quelle con salto singolo più alto della Germania. Noi le abbiamo visitate con un abito molto suggestivo: la neve! Già sul piccolo passo che da Staufen conduce a Todtnau abbiamo incontrato un po' di neve sulla strada e i pini imbiancati. La visita (almeno in bassa stagione) è ad ingresso libero, vi è però una cassetta in cui è possibile depositare una sorta di offerta per la manutenzione del sito. 
Un sentiero ad anello consente di arrivare fino in cima alla cascata, attraversarla con un ponticello e ridiscendere dall'altro lato.

Un'altra attrazione di Todtnau è la Hasenhorm Coaster una sorta di montagna russa in cui però sono gli avventori stessi a decidere attraverso un freno, a quale velocità lanciare la propria vettura sulla pista di 3Km che dalla cima della montagna, raggiungibile con la seggiovia, porta alla base. La discesa è divertente sia per gli adulti che per i bambini e nel nostro caso, a parte la lunga attesa al freddo, è stata impreziosita dal bianco panorama innevato.


video


Nei dintorni, con un tempo migliore, ci sono molti itinerari da fare a piedi ed in bicicletta oltre che un parco di downhill. 

Altro posto splendido da visitare ad una cinquantina di chilometri da Staufenè il Lago di Schluchsee attorno al quale si snodano diversi itinerari per passeggiare, stavolta in pianura lungo il lago o nel bosco, perfetti da percorrere in estate o come noi immersi nella neve. Durante l'inverno parte dei sentieri si trasformano in piste da sci di fondo mentre nella bella stagione è possibile attraversare il lago con i battelli oltreché individualmente con canoe o SUP. Il giro completo del lago è di circa 20Km e l'ideale è quindi percorrerlo in bicicletta magari fermandosi a pranzo in uno dei ristoranti che propongono cucina tipica della Foresta Nera sulle sponde del lago. Non possiamo suggerirne uno in particolare perché a fine aprile era, sfortunatamente, tutto chiuso!



Veduta panoramica del Lago di Schluchsee in una fredda giornata primaverile
Veduta panoramica del Lago di Schluchsee in una fredda giornata primaverile
Abbiamo invece provato molti dei pochi ristoranti nel centro nella cittadina di Staufen. Abbiamo sorprendentemente mangiato molto bene in tutti, spendendo un po' troppo a nostro avviso ma con un servizio decisamente ottimo, il più accessibile è risultato il Korn Haus mentre un po' più carucci il Die Krone e il Fauststube.
I piatti tipici non sono molti, non può mancare la cotoletta, la Wiener Schnitzel o in versione Cordon Bleau. Ottimi anche gli altri piatti di carne composti da filetti di manzo o maiale e verdure e gli spaetzle una pasta condita con un sugo di panna. Imperdibile anche la zuppa di asparagi bianchi che in primavera troverete in tutti i ristoranti. Ho personalmente molto gradito la qualità del servizio ed il fatto che tutti i piatti fossero preceduti da una insalata mista inclusa nel prezzo, cosa che anche in Italia dovremmo a mio avviso imparare!


Piatti tipici della Foresta Nera: Cotoletta, Cordon Bleau, Filetto di Manzo, Zuppa di asparagi bianchi e Spaetzle
Piatti tipici della Foresta Nera: Cotoletta, Cordon Bleau, Filetto di Manzo, Zuppa di asparagi bianchi e Spaetzle



venerdì 28 ottobre 2016


Continua la nostra avventura attraverso i Food Tour. Dopo aver parlato di quanto ci piacciono e avervi spiegato il perchè ci piacciono, abbiamo ricevuto alcune richieste da voi lettori per andare un po' più in dettaglio nell'argomento.
Questa è una cosa che non può che farci piacere: il contatto con il lettore, l'interesse e l'entusiasmo che ci trasmettete è l'energia che ci fa ancor più venir voglia di scrivere! 

Oggi affrontiamo allora uno degli argomenti principali relativi ai Food Tour: cosa dobbiamo aspettarci quando ne cerchiamo, scegliamo e prenotiamo uno?
Grazie anche al Food Tour a cui ho appena avuto l'occasione di partecipare nei giorni scorsi, a Porto in Portogallo, ho riflettuto su questa domanda in modo da darvi una visione più esaustiva possibile.

Cosa aspettarsi?
Ovviamente ogni città è diversa, è diversa la cultura, è diverso il cibo e sono diverse le persone. Non potete certo aspettarvi, quindi, di trovare lo stesso modus operandi ovunque. Ma anche nella stessa città, non aspettatevi di trovare le cose uguali se scegliete un Food Tour piuttosto che un altro perchè ogni guida avrà il suo stile, le sue preferenze e conoscerà meglio una zona piuttosto che l'altra. E' quindi molto difficile generalizzare, ma ci possono essere alcune cose che sono simili, ad esempio come sono strutturati i Food Tour.

Food tour = walking tour?
Innanzi tutto dobbiamo precisare che spesso e volentieri i Food Tour si svolgono a piedi. 
Sono quindi dei walking tour? Se trovo un'offerta su internet che mi parla di walking tour, posso aspettarmi la stessa cosa di un food tour? La risposta è ovviamente NO, food tour non è uguale a walking tour.
Anche perchè ci è già successo di venire a conoscenza - sebbene non li abbiamo ancora provati - di Food Tour che si svolgono grazie al supporto di un mezzo che trasporta i partecipanti da un luogo all'altro.




Mangerò abbastanza?
I Food Tour sono spesso piuttosto cari. Questa è in effetti la prima cosa che salta all'occhio quando si cerca un food tour e si valuta quale scegliere. Ma se ci soffermiamo a pensare che, solitamente, in un Food Tour che si rispetti, sono previste 5 o 6 soste e serviti non meno di 6-8 cibi tipici, è facile pensare a quanto si debba spendere. Calcolate che l'organizzatore deve pagare il ristoratore e deve anche includere una percentuale per sé. Ma state tranquilli, il Food Tour sostituisce ampiamente un pasto e vi permette di mangiare e bere ben più di quanto avreste mangiato o bevuto in un pranzo o cena.

Ma in pratica cosa accade?
Al momento della prenotazione vi verrà comunicato il luogo dove trovarsi per iniziare il tour [spesso il locale dove si effettua la prima degustazione oppure ad una stazione della metropolitana o ad una fermata centrale dei mezzi pubblici], a meno che non ci sia l'opzione del pick-up in hotel. 
Dopo di che, la guida introdurrà la città in cui vi trovate, tanto dal punto di vista storico e culturale che culinario, e poi si procederà alla degustazione.
Alcuni tour prevedono pochi spostamenti e più degustazioni per locale, altri invece una degustazione per ogni luogo e più passi da fare in giro per la città. Anche il numero di degustazioni varia da un tour all'altro, così come la natura. 
C'è da dire che quasi tutti i Food Tour a cui abbiamo partecipato fino ad ora prevedevano anche alternative per persone con intolleranze e allergie, con l'accortezza di comunicare le necessità con alcuni giorni di anticipo rispetto al tour stesso.




In alcuni locali che visiterete ci sarà la possibilità di acquistare souvenir enogastronomici. Anche qui, in base al tempo previsto in ogni tour, potrete fare shopping subito dopo la degustazione oppure tornerete per conto vostro in un secondo tempo; in ogni caso, per i partecipanti al Food Tour, c'è sempre una percentuale di sconto, che vi verrà riconosciuta presentando il biglietto del tour oppure un coupon che il gestore del locale vi consegnerà durante la degustazione.

lunedì 24 ottobre 2016

A place to stay in Val di Non : Agritur Tempo delle Mele


Do you remember the movie from early 80ies  with Sophie Marceau and Pierre Cosso called "The Party"?
In Italy the title of the movie was "Il tempo delle mele" (Apples' time) and as soon as I reached this Agritur in Samoclevo - Caldes, in the Non Valley in Trentino region I started thinking to that super famouns song: Reality.

Well, this was just a young age memory; here the apples have a real connection with territory and people: Val di Non is one of the larger producer of apple in Italy and Agritur Tempo delle Mele,  a welcoming family-run farm where you can stay both in summer and during the winter ones, literally lies among apple trees.

The rooms are all furnished with simple elegance and the materials used make the tourist feel in harmony with the surrounding environment.
Each of the room is  not only identified by the number but also by a specific name.
On the second floor there are those devoted to the seasons, while the third floor rooms have names that evoke myths and legends.




The food that can be enjoyed in the charming restaurant directly overlooking the garden evoke the local traditions and allow you to discover original combinations that highlight the best flavor of each ingredient.
We were lucky enough to find ourselves in Val di Sole during the days of the Casolet (a local and well known cheese)  fair that took place in Male.
Thanks to this event, most of the dishes we enjoyed at Il tempo delle Mele had this cheese as the main ingredient.




One of the benefit of being guest at Agritur, is  the indoor spa that you cannot miss. Sauna, turkish bath and massage are the best way to relax and regenerate body and mind, with great views of the orchards, the apple trees surrounding the house and the Trentino mountains.








sabato 22 ottobre 2016

Mangiare nelle Langhe e nel Roero


Spesso quando si chiede consiglio su "dove mangiare nelle Langhe o ad Alba" ci si sente rispondere che in questa zona è difficile non mangiare bene per cui "un posto vale l'altro". Si tratta sicuramente di una mezza verità, per chi viene da lontano infatti assaggiare un piatto di battuta di Fassona o dei Tajarin con il tartufo, accompagnati da un buon nebbiolo e finire il pasto con un bönet potrebbe essere sufficiente. Per chi invece come noi capita spesso nelle Langhe, la ricerca dell'originalità e della qualità sono essenziali per non tornare a casa delusi... ecco quindi che abbiamo deciso di racchiudere in un post alcuni dei ristoranti in cui ci siamo trovati bene e che aggiorneremo costantemente. Proprio perché ci piace scoprire nuovi luoghi e provare nuovi sapori.

Sinio

Nella nostra puntatina autunnale per assaggiare e comprare il vino a Monforte o Serralunga d'Alba spesso ci concediamo una cenetta al Ristorante Luna a Sinio, classica cucina piemontese o meglio langarola con quattro-cinque antipasti tra cui non può mai mancare la battuta di carne crudauna insalata fredda di verdure e coniglio o formaggio, il vitel tonnèlo sformatino (flan) di verdure con bagna caöda o fonduta, cui si aggiungono naturalmente piatti stagionali e varianti sul tema dei classici antipasti piemontesi. Si prosegue poi con un paio di primi: i più gettonati sono gli agnolotti alla piemontese, farciti con un ripieno di carne di arrosti misti e talvolta conditi con lo stesso sugo di arrosto o con il ragù, gli agnolotti del plin, di dimensioni più piccole ed il cui ripieno è anch'esso con carni arrostite ma con l'aggiunta di verdure stufate ed infine i tajarin, dei tagliolini finissimi fatti con una pasta molto ricca di uova e spesso conditi qui nelle Langhe solo con burro ed una generosa grattata di Tartufo Bianco di Alba (NB la grattata di tartufo spesso costa quanto l'intero pranzo, portandovi quindi a raddoppiare la cifra che spenderete; valutate attentamente e non esitate a chiedere chiarimenti se non vi viene specificato, difficilmente sarà gratuita).

Tajarin al Tartufo Bianco di Alba - Photo Credits Patrizia Torti


Dogliani

Nella zona di Dogliani potrete gustare le specialità langarole all'Agriturismo La Pieve, un tempo chiesa per l'evangelizzazione della Valle del Rea e poi passata ai Marchesi di Saluzzo con la città di Dogliani. Dotato di sette camere arredate con mobili antichi (una adatta ad accogliere persone diversamente abili) e un appartamento, l'agriturismo può ospitare fino a sessanta commensali per pranzi e cene con cucina tipica piemontese, paste fresche fatte in casa accompagnate dal vino Dogliani DOCG prodotto all'interno dell'azienda e terminare con i dolci tipici del territorio quali Bönet, semifreddo alle nocciole e al torrone e Mattone.

Bönet e Semifreddo al torrone

Per un altro indirizzo a Dogliani per gustare piatti della tradizione, ma con un tocco più raffinato e ricercato, vi consigliamo Il verso del Ghiottone.
Il locale si trova nel centro del paese, ma è quasi nascosto e se non lo si va a cercare appositamente è difficile che ci si imbatta nell'insegna. L'interno è molto curato, un misto tra modernità e tradizione. Quello che abbiamo apprezzato notevolmente è la distanza tra un tavolo e l'altro che permette di conversare amabilmente senza essere disturbati dal vociare del tavolo accanto.
La carta dei vini è importante, come ci si aspetta che sia per i ristoranti di questa zona.
Le pietanze, molto ben presentate e gustose, interpretano bene le materie prime del territorio.





Serravalle Langhe

A Serravalle Langhe, non distante da Dogliani e anche da Barolo, abbiamo pranzato al ristorante La Coccinella e ne siamo rimaste soddisfatte.
Durante una giornata nelle Langhe con alcuni amici svedesi, siamo approdati in questo locale grazie al suggerimento di un'amica foodblogger e il consiglio è stato eccellente.
Il ristorante si trova sulla via provinciale che attraversa il paese nella parte bassa ed ha un parcheggio molto comodo. L'interno è ben curato, con credenze antiche ornate da piatti, tazze e zuppiere dei servizi "belli" delle nonne.
Il primo piatto che si trova in tavola fa normalmente parte di uno di quesi servizi, e ognuno avrà un decoro ed una forma diversa: un bel modo per accogliere i clienti e farli sentire a casa.
Il cibo è buono, molto bren presentato e la carta dei vini è notevole. Le porzioni non sono estremamente abbondanti, pertanto il menu degustazione che viene proposto può essere affrontato tranquillamente, senza temere di non riuscire ad apprezzare il dolce.




Alba

Se invece vi trovate ad Alba e magari avete trascorso il pomeriggio alla scoperta dei suoi resti Romani e Medievali con Alba Sotterranea , forse avete già gustato un pranzo o una cena tradizionale langarola e potreste voler provare qualcosa di diverso. In questo caso il nostro consiglio non può che essere di guidare per circa 10Km in direzione Bra fino a raggiungere Casa Scaparone

Casa Scaparone è una azienda agricola e agriturismo con camere nato nel 2000 dal restauro di un gruppo di antiche case poste su una collina di Alba e abitate per secoli dalla famiglia nobile Scaparone. 
Attorno all'agriturismo è sorta poi l'azienda agricola per la produzione dei beni di necessari alla preparazione dei pasti: vino, formaggi e naturalmente un orto per frutta e verdura fresche e conserve, tutti in vendita presso la struttura e recentemente anche on-line. 
Con gli anni poi la scoperta dell'agricoltura biologica e biodinamica ha portato ad una svolta verso la cucina vegetale. Recentemente in azienda agricola è iniziata anche la coltivazione di grani antichi oramai giunti a circa 10 ettari di terreno, dai cui vengono ricavate le paste in vendita e a menù presso l'agriturismo, tutto ciò finalizzato a realizzare il difficile ideale di armonia tra Uomo e Terra, Piante e Animali.


Il bellissimo pergolato nel cortile dell'agriturismo si presta alle cene estive così come a concerti e mostre. 
Dehor con pergolato nel cortile di Casa Scaparone
Noi in una sera di primavera abbiamo preferito cenare all'interno, in una delle bellissime sale, arredate in modo davvero particolare, con mobili ed oggetti antichi. Accanto a noi una tavolata di tedeschi festeggiavano un matrimonio. Sì, qui gli ospiti stranieri sono all'ordine del giorno e si respira un'atmosfera davvero cosmopolita.
Non essendo vegetariani scegliamo alcuni piatti pescandoli sia dal menù tradizionale che dal menù vegetariano.
Antipasti e Primi di Casa Scaparone
Terminiamo la cena con dolci meno tradizionali ma anch'essi Vegetarian.
Dolci Vegan di Casa Scaparone


Castagnito

Non distante da Alba, più precisamente a Castagnito, un altro ristorante un po' fuori dalle righe ci ha piacevolmente sorprese. Si tratta dell'Ostu del Djun, il cui titolare Luciano Marsaglia, cuore granata DOC è sicuramente l'artefice del successo del suo locale. Forse un po' troppo esuberante per qualcuno, sicuramente ospitale per altri. Qui il menù non esiste o chissà dove è sepolto, l'oste vi proporrà i piatti a voce e anche i vini, serviti in bottiglioni magnum, in piemontese pintùn, si devono condividere con i tavoli vicini. L'arredo, i soprammobili, le candele, tutto è un po' eccessivo e disordinato ma accogliente come la casa di una nonna. 



La cucina invece è quella della tradizione con battuta di fassona, acciughe al verde, tajarin e agnolotti del plin al sugo di arrosto e secondi sostanziosi come lo stinco di vitello, il coniglio, l'osso con midollo. Ottimo il mattone di torrone con nocciole delle Langhe servito con coltello e batticarne per assaggiarne quanto si vuole prima del caffè! D'estate sono disponibili tavoli all'aperto sotto l'aia.




mercoledì 19 ottobre 2016

Visitare una città dal lato gastronomico: perché scegliere un Food Tour



Quando pianifichiamo il viaggio in una nuova città, anche solo per un weekend lungo, cerchiamo di sfruttare al massimo il tempo e soprattutto non ci lasciamo cogliere impreparate: ebbene sì, apparteniamo praticamene tutte alla categoria di coloro che non partono senza avere per lo meno una bozza di programma
Poi magari ci ritagliamo anche un po' di tempo libero per perderci tra le vie del centro o per approfittare di un museo inaspettato o magari di una coccola in un caffè, una pasticceria o in un centro benessere...


Nel programma che pianifichiamo prima della partenza cerchiamo sempre di includere un tour gastronomico, un Food Tour, per non dimenticare una parte della cultura che definisce il luogo che stiamo per visitare.

La cosa che più ci impressiona, ogni volta, è che si possono scoprire molte più cose di quelle che si immaginano, molte ricette e molti prodotti culinari che non si sapeva fossero originari di una tal zona.

Durante uno dei nostri primi Food Tour a Los Angeles con Melting Pot , abbiamo scoperto cibi provenienti dalla cultura messicana, che fortemente ha influenzato e ancora influenza questa città. Abbiamo conosciuto meglio le origini dell città degli angeli e ci siamo lasciate guidare alla scoperta di sapori che non associavamo agli Stati Uniti: decisamente una bella sorpresa.


Pensando al cibo degli Stati Uniti, si pensa immeditatamente all'hamburger, non è forse vero? Ma a Los Angeles abbiamo assaggiato tutto tranne gli hamburger; abbiamo infatti scoperto che in East Los Angeles i tamales ad esempio o il dulce de leche sono la regola e che i prodotti per cucinare questi piatti di chiara influenza messicana si trovano facilmente al mercato.



Un altro aspetto che caratterizza i Food Tour è proprio quello del mercato. Sovente le degustazioni vengono abbinate ad una passeggiata nei mercati della zona, per comprendere ancora meglio come vengono cucinate le pietanze, partendo proprio dalle materie prime. 
Per conoscere l'anima di una città nel migliore dei modi, non c'è altro da fare che entrare in un mercato ed osservare le persone che fanno acquisti, la merce esposta sulle bancarelle e lasciarsi travolgere da profumi e, talvolta, odori anche poco piacevoli. Ricordo bene questa ultima sensazione che provai visitando il mercato di Maeklong, in Thailandia!



I Food Tour ci fanno fare un tuffo nelle eccellenze locali, quelle che per ben che ti documenti, non riusciresti a reperire facilmente, soprattutto accanto alle attrazioni turistiche, e non sapresti neppure da dove cominciare.
Da turista in una città nuova non è così semplice trovare cibo autentico ed evitare le "trappole": spesso e volentieri si trovano i prodotti tipici ma di qualità piuttosto bassa e ad un prezzo più alto del dovuto.



Un'altro risvolto positivo dei Food Tour è quella di poter parlare con una persona del luogo, competente in materia di cibo, che sa esattamente dove indirizzarti se sei alla ricerca di un ristorante particolare o di un caffè caratteristico dove riprendere fiato tra una visita e l'altra. 
Solitamente la guida non si limita a spiegarti quello che assaggi durante il Food Tour o ad accompagnarti da un luogo all'altro, ma è ben felice di darti qualche consiglio per i pasti durante giorni seguenti oppure indicarti i migliori e più autentici negozi dove acquistare un souvenir gastronomico da portare a casa per ricordare il viaggio nel migliore dei modi.




lunedì 17 ottobre 2016

Percorsi: un modo diverso di mangiare a Trastevere

Trastevere è uno dei quartieri più famosi di Roma, girare tra le sue vie ha sempre un fascino particolare, in tutte le stagioni ed a tutte le ore del giorno e della sera.



Si mescola il romanesco con le mille lingue parlate dai turisti, i camerieri di fronte ai ristoranti salutano e fanno complimenti alle ragazze per invogliarle ad entrare, si respira un'aria diversa di mondo; anche io, che vivo a Roma, quando giro per Trastevere mi sento una turista.







Tra una passeggiata e l'altra mi sono ritrovata in Via della Luce, con un discreto appetito, di fronte ad un locale veramente particolare: di sicuro non la solita trattoria che si può trovare in zona, ma un qualcosa di più elegante, ricercato, volendo anche romantico, ma allo stesso tempo alternativo; vi ho incuriosito? 



Credits: Percorsi

Già il nome è molto particolarePercorsi. Entrando vi troverete in una calda atmosfera, tra poltrone di pelle e bottiglie di liquori di ogni tipo.



Credits: Percorsi

Credits: Percorsi

Potete andare sia per una cena che per un dopo cena, magari dopo essere stati in uno dei vari teatri presenti in zona che propongono spettacoli di piccole compagnie teatrali molto valide.


Se optate per il dopocena, potrete scegliere tra una varietà di cocktail molto particolari; io non sono esperta, quindi ho chiesto consiglio e devo ammettere che il personale è molto competente e, come si dice a Roma "c'ha preso!"



Credits: Percorsi

Credits: Percorsi


Se invece optate per una cena allora preparatevi: è qui che tutto diventa particolare, o meglio insolito. Nel menù troverete degli abbinamenti, appunto percorsi di gusto, tra Hamburger e Cocktail.

Devo essere sincera: per me mangiare carne e bere un cocktail invece che vino è stato veramente insolito, ma posso dire che gli abbinamenti sono molto gustosi, ben fatti e le cose diverse mi piacciono alquanto!






Sono stata in questo locale più di una volta ed ho provato due diversi menu. La cosa che vi consiglio più caldamente di provare sono le patate fritte con le salse: deliziose! Non posso consigliare un menù rispetto ad un'altro; i sapori sono molto particolari, la mia intenzione è tornare ancora fino a  provarli tutti. 
Per ora ho provato quello ''Toscano'' con carne di Chianina e quello ''Scozzese'' con Black Angus, ma sono curiosa di provare quello di Cervo e Cinghiale. 
So che i proprietari sono sempre alla ricerca di carni ed abbinamenti particolari, si sta parlando di carne di Canguro e questo mi incuriosisce molto anche perchè, nonostante sia una meta in cui vorrei andare, non so se riuscirò mai a visitare l' Australia
Anche per questo vi consiglio questo locale, potrete assaggiare qualcosa che non si trova ovunque e perchè no, prendere spunto per il futuro viaggio!




sabato 15 ottobre 2016

Lessons Learnt from Travelling


"Travel brings back power and love to your life" 
Rumi


The more I travel , the more I learn that there is so much more I need to learn. Each day my #BucketList grows and my daydreams included an unlimited bank account, unlimited flight tickets and a 200 page passport. Hi there I am Verushka Ramasami , I am a lifestyle blogger from South Africa whose blog has a focus on Travel , Food and Culture. By day , I work as a lecturer at a local college lecturing Travel and Tourism and by night or every spare minute inbetween is spent on my blog or online.













Having lived in London for several years, I had the chance to travel extensively with my only regret been not starting my blog earlier. In 2010, I returned home to South Africa and started my life her all over again. My blog was a way of sharing my world with the world. I started to discover South Africa through the eyes of a tourist.



I have my parents to thank for passing on the #TravelBug rather early on in my life causing a severe case of wanderlust. Both my parents have travelled fairly extensively and as young kids My travels have taken me to some pretty amazing places locally and internationally and all of my travels have taught me some life lessons along the way:


Priorities change - these days all I think about is saving , working hard and planning travel. Trips to the mall and spending money do not interest me.
Collect memories not things - Travel has taught me that I do not need to buy things to hoard ans collect but rather collect precious memories.
Life is all about experiences - everytime I go out I want to discover new experiences and not do the same old things over and over.
Travel light through life - through my travels I have learnt to travel light figuratively and literally. Getting rid of excess baggage and things and situations that hold you back.



Education - When we travel we learn not only about ourselves but we get to experience a whole new world one so different from our own.
Appreciate where we come from - the only way to learn about your home country is to leave it and then come back and see it through new eyes.
The value of relationships - you learn to appreciate those who support your dreams. And most of the time your cheerleaders are people who you have never met a thousand miles away. As your circle becomes smaller it becomes stronger.

The power of Social Media - never in a million years would I have thought how much of an impact social media would make and be apart of my life. I have discovered so many amazing bloggers online and their blogs allow me to travel with them. On my travels I have met some amazing people and social media helps me keep in touch with them.

Everyone has a story - and sometimes we need to stop talking and listen so that we can learn.

Be a kind human - everyone we meet is fighting a battle so a kind word , a smile is sometimes all you need to do.



When I travel I ...

  • Take a million pictures.
  • Love trying out local food.
  • Buy a magnet.
  • Want to experience life as a local.
  • Explore the not so popular spots.
  • Love making friends with locals.
  • Save a coin from local currency.
  • Read up on my destination loads.
  • I always create a new hashtag ie #SpicegoddessInAbuDhabi #SpicegoddessInKerala.
  • Bring home a local magazine or newspaper.




















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Hello everyone :)
I am Verushka from South Africa. By day I am a Travel and Tourism Lecturer and by night a Lifestyle Blogger. My blog focuses on food, travel and culture. I love sharing my world with the world.
Bitten by the Travel Bug at a young age my wanderlust desire has increased over the years. I prefer slow travel and enjoy company when I travel. I believe it is important to travel locally before seeing the rest of the world.
I have travelled to 19 counteries and still got a very long #BucketList to go through.