lunedì 27 marzo 2017

Una giornata a Napoli

Complice il buono di Trenitalia regalatomi per il mio compleanno, ho deciso di prendere il treno e vedere finalmente Napoli. 
Sì, lo ammetto, non ci ero mai stata! 
Mi sono regalata una giornata tra le vie di Napoli e il buon cibo, ovviamente senza glutine!

Da Roma in poco più di un'ora si arriva alla stazione di Napoli Centrale; io sono andata senza programmare nulla e arrivata in stazione la prima cosa che ho voluto fare è stata vedere il mare. Mi è capitato spesso di incontrare colleghi napoletani che si erano trasferiti a Roma: tutti hanno sempre detto che la cosa che mancava di più era il mare a portata di vista.

Dalla stazione ferroviaria si scende a metro Garibaldi, stazione di partenza della L1, considerata l'arteria principale che arriva fino a Piscinola e collega il centro cittadino con i quartieri alti e con la periferia Nord. 
Se andate a Napoli vi consiglio di vedere tutte le fermate della metropolitana: quella di Toledo è considerata la fermata metro più bella al mondo, ma tutta la linea è interessante in quanto fa parte del circuito delle stazioni dell’arte, in cui sono esposte opere di artisti contemporanei per favorirne la conoscenza e la diffusione.
Io, avendo poco tempo a disposizione, ho fatto la scelta di girare il più possibile a piedi, ma già il passaggio dalla stazione del treno a quella della metro merita una visita.









Sono scesa a Municipio, dove nei pressi si trovano il Molo Beverello,  Castel Nuovo (il famoso Maschio Angioino), lo storico teatro Mercadante, diversi alberghi, ma soprattutto, da lì, si vede il mare!












Dietro consiglio di un amico mi sono diretta verso Piazza del Plebiscito, ma prima di iniziare la passeggiata mi sono concessa un buon caffè! 
Devo essere sincera, sono scesa a Napoli soprattutto per provare il famoso caffè napoletano e la pizza, perchè mi hanno detto: ''è l'acqua di Napoli che fa la differenza''!

L'idea, come citato nella canzone "Reginella", è di passare in via Toledo, una delle più belle vie di Napoli secondo me (dovrò tornare per vederle tutte, ma per ora è lei che vince su quelle che ho visto). E' una via piena di negozi e andando verso Piazza Trieste e Trento, sulla destra troverete dei vicoletti bellissimi, in salita: siamo nei Quartieri Spagnoli chiamati così perchè costruiti durante la dominazione spagnola per ospitare i tanti militari inviati a reprimere eventuali rivolte o di passaggio.



Qui è pieno di negozi artigiani e di posti dove gustare le meraviglie culinarie napoletane; io ho cercato di passeggiare velocemente per non rischiare di dover tornare con la valigia pur essendo partita senza!

All'altezza dell'ingresso della Galleria Umberto I, dovete assolutamente fermarvi perchè sarete attratti da un buonissimo profumo di Sfogliatelle: non vi sarà difficile riconoscerlo; io purtroppo non ho potuto assaggiarle (non sono senza glutine) e mi sono accontentata di ''sniffare'' un po', ma voi andate e fatemi sapere!







Proseguendo vi troverete nella piazza che ospita la Fontana del Carciofo, nome derivante dalla forma della corolla da dove sgorga l'acqua: questa fontana è stata recentemente restaurata.



Salendo ancora finalmente si arriva a Piazza del Plebiscito, dove c'è il Palazzo Reale di Napoli e la Basilica Reale Pontificia San Francesco da Paola; la foto cerca di rendere l'idea di quello che si prova entrando in questa piazza, ma vi assicuro che è veramente spettacolare.








Nel frattempo è giunta l'ora del pranzo, quindi, direzione pizza!!!!
Nel tragitto mi godo un po' il panorama, il mare, un raggio di sole che ogni tanto fa capolino, il Vesuvio e in lontananza le isole di fronte al Golfo di Napoli.









Su Via Nazzario Sauro ci sono palazzi bellissimi affacciati sul golfo, mentre Via Partenope è caratterizzata da alberghi e ristorantini e da Castel dell'Ovo; questo è un posto dove potrei tranquillamente vivere, per la bellezza e la location, proprio sul mare.









Siamo in quello che è stato definito il ''Lungomare liberato'': infatti non ci sono auto, ma solo pedoni, biciclette, carrozzine; tutto molto rilassante ed immagino che nei giorni di festa sia pieno di gente
Io, durante una giornata infrasettimanale, ho trovato principalmente turisti o persone in pausa pranzo; cosa darei anche io per poter fare una bella pausa pranzo sul lungomare! Il pomeriggio prenderebbe sicuramente tutta un'altra piega.

Ma veniamo al secondo motivo per cui sono a Napoli, la pizza! Mi è stato consigliato un locale, più volte testato da un gruppo di amici celiaci che è proprio in Via Partenope 15/18 e si chiama Mammina.

Sono la prima cliente della giornata: scelgo il posto più vicino al mare e fortunatamente esce un bel raggio di sole che mi accompagna per tutta la durata del pranzo.
Per iniziare, un prosecco gentilmente offerto; ordino un misto fritti, per provare un po' tutto (anche su consiglio del cameriere) e alla fine la pizza Margherita, un classico. 
I fritti sono decisamente abbondanti, tanto che mi viene il dubbio che abbiano fatto una porzione doppia, oppure che vedendomi sola abbiano pensato di coccolarmi così; la pizza è veramente buona, finalmente la vera pizza napoletana anche senza glutine!


Credit: Mammina Napoli
Credit: Mammina Napoli








Da Mammina si trova di tutto: oltre alla pizza hanno anche primi piatti, secondi e dolci, con e senza glutine; io spero di riuscire a tornare per provare qualche primo molto interessante che ho visto sugli altri tavoli accanto al mio.













Non ho preso il caffè perchè a pranzo ho ricevuto una telefonata: vi ricordate il mio primo post sulla Basilicata? Massimo, il fotografo che mi ha ritratto mentre guardavo il verde della Basilicata è di Napoli e, sapendo che ero in zona, mi ha invitata per un caffè e per un giro nei punti meglio raggiungibili con la macchina: senza di lui non avrei potuto vedere alcuni splendidi panorami e conoscere tante cose.


Da via Petrarca, quartiere Posillipo, si vede il classico panorama del golfo, con il Vesuvio, Capri e Sorrento; peccato la giornata non fosse troppo limpida.



Passando dal lato opposto, sempre a Posillipo, lungo via Manzoni, si vede BagnoliFuorigrotta e la zona che stanno bonificando dove c'era l'Italsider; sullo sfondo si possono vedere PozzuoliProcida Ischia. Il piccolo isolotto, invece, è Nisida, che ospita il carcere minorile. 







Tornando indietro costeggiamo Villa Rosebery, la villa presidenziale, per scendere "da Giuseppone a Mare'' uno storico ristorante dove vorrei andare di sera, per vedere ''Quanno sponta la luna a Marechiare''. In foto si vede anche Villa Volpicelli ideale per godersi ''un posto al sole''. 














A Mergellina, in uno degli chalet abbiamo preso un caffè; lo ammetto, è tutta un'altra cosa! Intanto ti danno un bicchiere d'acqua senza doverlo chiedere, in alcuni posti addirittura frizzante. Posso chiaramente testimoniarlo visto che in tutta la giornata ho preso ben 4 caffè, tutti molto densi e bollenti, come piacciono a me.



Risaliamo in macchina direzione Vomero e, a San Martino, vediamo il cuore di Napoli: il centro storico. Spaccanapoli è la strada dritta che si vede sulla destra, in fondo il Centro Direzionale costruito dall'architetto giapponese Kenzo Tange completato nel 1995. 






Massimo è veramente un ottimo cicerone; dovendo tornare a lavoro, mi dà un passaggio ai confini della zona ztl, da cui proseguo a piedi, un po' senza meta, lasciandomi ispirare dalle stradine che mi sembrano più interessanti.
Percorro Via dei Tribunali fino a Via Duomo, deviando per vedere la Chiesa di San Domenico Maggiore (nella piazza omonima) e il Museo Cappella Sansevero dove si trova il Cristo velato (purtroppo per la fila non sono riuscita a vederlo, ma anche qui mi sono ripromessa di tornare).





















Dopo aver visto il Duomo e aver tanto camminato un caffè e una Zeppola di San Giuseppe me le merito proprio, quindi a Via Floria  mi fermo da Rescigno per una merenda rifocillante, sempre senza glutine e per prendere qualcosa da portare ai miei genitori: opto per due ''Biancaneve'', brioche morbide ripiene di crema di latte, secondo i miei molto buone, nonostante abbiano dovuto affrontare un'altra ora insieme a me in giro per i negozi di Via Duomo e il viaggio di ritorno a Roma.





Infine, dopo una giornata tra bei posti, buon cibo, bella gente, tornata in stazione nell'attesa della partenza del treno posso godere dell'allegria e della musica napoletana, grazie anche alla presenza del pianoforte a disposizione.







giovedì 23 marzo 2017

Free Sofia Tour: sulle tracce del comunismo a Sofia

Dilagano nei paesi ex-sovietici, sono i walking tours che riscoprono percorsi alternativi, tra i luoghi e le architetture del comunismo e, attraverso aneddoti  e storie di vita comune, cercano di ripercorrere, tralasciando le opinioni, il passato comunista delle città che hanno fatto parte dell’orbita sovietica.
Incuriositi, durante i nostri due giorni trascorsi a Sofia, decidiamo di conoscere un po’ del passato ex-sovietico della città, un periodo di storia di 45 anni, tra il 1944 e il 1989, partecipando al Communist Walking Tour organizzato da Free Sofia Tour, un associazione no profit di giovani che intendono promuovere la loro città da un punto di vista turistico. Il giro dura meno di 3 ore  ed è gratuito (se volete potete lasciare un contributo a fine percorso). Il meeting point è proprio di fronte ad uno dei simboli del comunismo: un pezzo di muro di Berlino che si trova nel Yuzhen Park (o South Park), un grande parco che inizia da Piazza Bulgaria, ricca di fontane, e  termina nella parte più a sud della città.


L’enorme edificio (dal gusto estetico un po' discutibile) che si incontra alle spalle delle fontane è il Palazzo Nazionale della Cultura (NDK), costruito nel 1981 per celebrare i 1300 anni dalla nascita della nazione Bulgara. Furono usate 10000 tonnellate di acciaio (3000 in più della Tour Eiffel) e si dice che gli scavi siano stati chiusi sotterrando addirittura draghe e altri macchinari, per terminare il palazzo in tempo per le celebrazioni. 


Lyudmila Zhivkova, ministro della cultura e figlia del leader del partito comunista del tempo Todor Zhivkov, fu incaricata della costruzione del palazzo. Giovane donna molto colta, amante dell’arte ed aperta alle culture straniere, esperta di esoterismo e spiritualità, Lyudmila era una figura controversa all’interno del ex-blocco sovietico e non piaceva ai burocrati del partito…. scomparve nello stesso anno dell’inaugurazione del palazzo, ufficialmente per una breve malattia, ma molti sostengono che la morte non fu naturale, destino comune a molti personaggi "scomodi" del tempo. Oggi il palazzo è un centro culturale multifunzionale dove si organizzano esposizioni d’arte, festival cinematografici e concerti. Se ci andate la sera, quando è illuminato, vi sembrerà persino bello!


Sapete cos'è l'ombrello bulgaro?  E’ un ombrello dotato  di un meccanismo che consente di sparare proiettili contenenti ricina, un potente veleno naturale. Entriamo nelle atmosfere da spy story e ci spostiamo in Ulitsa Malko Tarnovo, una via grigia ed inquietante dove si trovava la sede della polizia segreta Bulgara. Dietro una piccola porticina si trovavano le stanze degli interrogatori del KDS, i servizi segreti bulgari, implacabili nel perseguitare i nemici anche al di fuori dei confini nazionali. Fu un ombrello bulgaro ad uccidere lo scrittore dissidente Georgi Markov, avvelenato a Londra il 7 settembre 1978, un “regalo” proprio nel giorno del compleanno del leader del partito Todor Zivkov, a cui lo scrittore si era sempre opposto. 


Piazza Nezavisimost (Piazza dell’Indipendenza) è il fulcro nevralgico di Sofia, trionfo dell’architettura in stile staliniano: grandi spazi ed edifici enormi che dovevano esprimere il potere sovietico. L’edificio in fondo alla Piazza è la vecchia sede del Partito Comunista sovietico dove la nostra guida Elitsa ci racconta i risvolti positivi e negativi del socialismo reale nella vita quotidiana della popolazione bulgara. Sulla cima del palazzo svettava una stella rossa, rimossa nel 1989 e oggi sostituita dalla bandiera nazionale. 



I magazzini TZUM, inaugurati nel 1957 e gestiti dallo stato, sono un’altra delle strutture che ricordano gli antichi fasti dell’epoca sovietica. Gli scaffali dei suoi negozi erano tristemente vuoti e spesso la popolazione entrava soltanto per poter salire e scendere dalle sue scale mobili. Ancora oggi non andateci per fare shopping: anche se i magazzini sono stati ristrutturati i negozi sono pochi e il centro sopravvive più che altro per la curiosità dei turisti. 



Il tour si sposta in Battenberg Square dove possiamo soltanto immaginare, grazie al racconto di Elitsa, il Mausoleo Georgi Dimitrov, padre della Bulgaria comunista, al governo dal 1946 al 1949. Come molti dei simboli del comunismo, fu distrutto completamente nel 1999, dopo giorni di tentativi e centinaia di chili di tritolo, tra l'ironia della popolazione: per giorni infatti, dopo l'esplosione, il mausoleo rispuntava intatto tra le polveri. Ma il simbolo dell'epoca comunista che nessuno riuscirà mai a distruggere è la trabi, ormai diventata il mito dell'epoca del socialismo reale. 



Prodotta nella Germania dell’Est, dalla VEB Sachsenring Automobilwerke Zwickau, la Trabant era snobbata all'ovest ma amata tra i confini delle Repubbliche Socialiste ex-sovietiche perchè rappresentava l'unica possibilità di muoversi con una certa libertà (almeno tra i confini dell'area sotto dominio sovietico). Per costruirla si sopperiva alla mancanza del costoso acciaio utilizzando il Duroplast, un materiale plastico contenente resina rafforzata con lana o cotone. Non raggiungeva i 100 km/orari e inquinava tantissimo; per averla i Bulgari dovevano aspettare anche fino a dieci anni tra il momento dell'ordine e quello della consegna. 




Il walking tour si conclude con piccolo giro per le vie della città in trabi: non possiamo guidarla ma possiamo almeno provare ad immaginare come poteva essere un viaggio in questa piccola macchinetta di cartone, con cambio leva vicino al volante e struttura interna veramente molto "basic".  Se siete a Sofia, e avete qualche ora libera, vi consigliamo questo tour divertente e ironico che racconta, senza giudizi, un pezzo di storia e di cultura di questo paese. 

Altre cose da fare a Sofia:  
Balkan Bites Free Food Tour: itinerario gastronomico tra le vie di Sofia, Bulgaria,