mercoledì 6 dicembre 2017

Mangiare a... Ostia - Ristosalumeria

Giorni fa passeggiando per Ostia scopro un locale nuovo, che riporta questa frase:
''La cucina è scienza, sta al cuoco farla diventare arte''

Decido di provarlo, perchè condivido il pensiero del grande maestro Gualtiero Marchesi e il nome Ristosalumeria, oltre ad essere molto spiritoso, promette anche bene.


Di fianco all'entrata, sempre verso la strada, è possibile vedere la cucina; quasi un modo per dire ''non c'è nulla da nascondere''.
I cuochi, tutti giovani, intenti alle preparazioni, sembrano molto complici tra loro; si percepisce e si vede chiaramente che si divertono. Vi confesso che in quel momento mi è venuta quasi voglia di provare a chiedere se avessero bisogno di personale per candidarmi. 

Ma passiamo al cibo!
La filosofia del locale è incentrata su una ristorazione legata alla tradizione norcina italiana, ma con una particolare attenzione all'impiattamento e alla ricerca di ricette nuove ed innovative. 
Tutti i salumi sono forniti dal Salumificio Pedrazzoli di Mantova, che vanta un'esperienza pluriennale nell'allevamento biologico e a filiera chiusa, e il menu curato dallo chef Salvatore Piazzolla esalta i prodotti.


Per iniziare la cena, ci lasciamo tentare da un tagliere di salumi e uno di formaggi e, consigliati dalla cameriera Katerina, optiamo per un vino rosso Asiotus (nome latino del Gufo, presente sull'etichetta), composto da uve Cabernet, Merlot e Shiraz, con un sentore di ciliegia che gli dà una caratteristica molto particolare, ma assolutamente non dolce; sembra sia uno dei vini preferiti dalle donne, ma posso garantirvi che è stato apprezzato anche agli uomini del nostro tavolo.







Tra i piatti principali c'è un'ottima scelta di primi, secondi caldi o freddi e panini  o hamburger gourmet.
Abbiamo provato gli spaghetti alla chitarra con polpette, un piatto che a me ricorda molto le domeniche a pranzo dai nonni, i bocconcini di maiale al miele e zenzero in salsa di soia, un abbinamento decisamente interessante e con la carne tenera, magra ma non stopposa, il filetto di maiale in crosta di senape rustica ed erbe aromatiche con flangè di asparagi, un accostamento tra tradizione e ricerca di qualcosa di nuovo molto ben riuscito e l'hamburger che qui si trova, oltre che in versione panino, anche in versione senza glutine. 








Di contorno abbiamo optato per i carciofi spellati al burro. Da romana quale sono,  mangio i carciofi in tutti i modi, ma così non mi era ancora mai capitato: veramente buoni, curiosi e  da provare a replicarli a casa.



Alcuni dei piatti tipici del locale e che vi consiglio caldamente sono l'Amatriciana mantecata nella forma di formaggio e il sushi di salumi, che va mangiato da destra a sinistra per rispettare il crescendo di sapori.





Veniamo ora ai dolci, anche questi molto particolari e ricercati: la scelta , tra gli altri, comprende la crema al mascarpone con cioccolato e zenzero, la cheesecake con frutti di bosco e la bavarese al caffè affumicata con gelè all'arancio; per quest'ultima bisogna rompere la colatura di cioccolata e poi gustare tutto l'insieme, davvero molto delizioso. 









Per concludere poi in bellezza la serata siamo passati ai liquori: io ho optato per il liquore con nocciole di Chiavari, conosco bene la zona e soprattutto le nocciole, ed ho apprezzato; ma mi hanno detto che anche la grappa allo zafferano e la sambuca allo zafferano sono molto particolari.

Se siete appassionati di lirica, poi, durante la serata avrete la possibilità di ascoltare Katerina, una ragazza greca che è in Italia per studiare canto e lavora qui come cameriera per pagarsi gli studi; fidatevi sempre dei suoi consigli su cibo e vino e lasciatevi emozionare dalla sua voce.

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