giovedì 24 maggio 2018

Le Navettes: i biscotti tipici di Marsiglia

Durante il nostro mini viaggio Provenza On The Road, siamo approdate a Marsiglia.
Era da tanto che volevo visitare questa città, raccontatami da mia mamma che qui trascorse alcune estati da bambina a casa degli zii.
Da quando poi, nel 2013, è diventata Capitale Europea della Cultura, ho seguito più attentamente i suoi sviluppi ed i suoi cambiamenti in attesa di poterli vedere dal vivo.

Prima di partire ci eravamo documentate su quanto di tipico potesse proporci la parte culinaria della città e oltre alla ben nota Bouillabaisse, che abbiamo avuto modo di degustare al ristorante Miramar grazie all'Ufficio del Turismo di Marsiglia, abbiamo scoperto che un'altra prelibatezza tipica è rappresentata dalle Navettes, ossia biscotti a forma di piccola barca.


Li abbiamo cercati in una delle panetterie storiche e li abbiamo acquistati per la colazione. Mi ha stupito parecchio il prezzo, non certamente popolare: 2€ a biscotto! Erano nella versione gigante, ossia un biscotto solo è sufficiente per una persona a colazione, ma visto la semplicità degli ingredienti e quanto mi sono piaciuti, ho provato a replicarli a casa.

Gli ingredienti sono davvero quelli base per i biscotti, l'unico ingrediente che potreste non avere in casa è l'essenza di fiori d'arancio che dona alle Navettes il loro gusto caratteristico.
Se volete provare a prepararle, eccovi la ricetta semplicissima e veloce.
Ahh... la mia ha l'aggiunta di un ingrediente segreto (che poi tanto segreto non è più visto che ve lo dico). Provate ad indovinare quale è, scrivetecelo nei commenti!!


Ingredienti

  • 350 gr di farina 0
  • 150 gr di semola rimacinata
  • 200 gr di zucchero
  • 70 gr di burro (o in alternativa 50 ml di olio di oliva)
  • 3 cucchiai di acqua ai fiori d'arancio
  • la buccia grattugiata di 1 arancia
  • 2 uova
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • latte qb per dorare le navettes
Ingredienti necessari per preparare le Navettes


Preparazione

1) Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

2) Aggiungere il sale, l'acqua di fiori d'arancio, la buccia grattugiata dell'arancia e l'olio d'oliva (o il burro fuso)

3) Aggiungere progressivamente le farine e il lievito poi terminare di impastare a mano su una spianatoia e, con l'impasto, formare una palla

4) Lasciare riposare la palla per una mezz'ora

5) Tagliare dei pezzi di impasto e rollarli per ottenere tanti cilindretti di circa 10 cm.

6) Pizzicare le estremità dei cilindretti per dare una forma affusolata e con un coltello con lama tagliente incideteli sulla lunghezza.

7) Spennellare i biscotti con il latte e infornare a forno caldo per 20 minuti a 180°

8) Lasciar raffreddare e gustare.

I biscotti si possono conservare fino a 2 settimane ben chiusi  in una scatola ermetica.

Navettes pronte da infornare

 

lunedì 21 maggio 2018

La mancia nel mondo

Quante volte vi siete trovati a cercare su google, all'ultimo momento proprio prima di pagare il conto al ristorante o in un bar all'estero, se fosse il caso oppure quanto lasciare di mancia al cameriere?
A noi è successo più di una volta e quindi abbiamo pensato che un riepilogo, anche in previsione delle imminenti vacanze estive, potesse essere una buona idea.

Credits Jenny Downing

Abbiamo scelto i paesi più gettonati dagli italiani per le vacanze estive e anche qualche altro paese in cui siamo state e per i quali abbiamo esperienza diretta.



FRANCIA
Solitamente nei ristoranti e café francesi il servizio è sempre compreso nel conto.
Se però il cliente è stato particolarmente soddisfatto può lasciare una piccola "pourboire" (che letteralmente significa per bere) che dimostra quanto il cameriere sia stato gradito; ovviamente parliamo di pochi spiccioli, magari il resto che vi viene restituito.

SPAGNA
In Spagna il servizio è incluso nel conto. Ma anche qui lasciare una mancia, sebbene non sia dovuta, è segno di apprezzamento per il servizio nei ristoranti. Nei bar invece non è abitudine lasciarla.
Ma quanto lasciare nei ristoranti? Per quelli un po' più eleganti si può pensare ad un massimo di 10% sul conto, mentre in quelli più semplici si può arrotondare all'euro successivo.

PORTOGALLO
In Portogallo è buon uso lasciare 50 centesimi o 1 euro al ristorante, soprattutto in quelli turistici dove ci si aspetta che i visitatori ringrazino in questo modo.
Nei locali non turistici, invece, non si è tenuti a dare la mancia.
Per i ristoranti di alto livello, invece, vige la consuetudine di lasciare sempre almeno il 10% del conto, soprattutto se ritenete che il servizio sia stato di vostro gradimento. Controllate però che non vi sia già stato addebitato sul conto.
Nel caso in cui si paghi con la carta di credito, il consiglio è di lasciare la mancia in contanti.

GERMANIA
Anche in Germania la questione mancia è simile a Francia e Spagna. Non è affatto obbligatoria ma è molto gradita. Nei ristoranti non è abitudine lasciarla, mentre è più comune nei bar dove solitamente si può arrotondare la cifra.
Anche per i taxi è opportuno, sebbene non obbligatorio, lasciare un 10% di mancia all'autista.

GRAN BRETAGNA
Diverso è invece il discorso nel Regno Unito. Qui controllate sempre quando vi portano il conto al ristorante: se il servizio è già conteggiato non è necessario lasciarla, mentre se il servizio non è incluso si deve lasciare una cifra pari almeno al 10%.
Questo vale per i ristoranti, ma non per i pub dove solitamente non si usa lasciare la mancia.

MALTA
Malta, si sa, ha parecchi usi e costumi britannici. Anche la mancia funziona come nel Regno Unito: nel caso in cui il servizio è incluso nel conto, quindi ben specificato sulla ricevuta, non è necessario lasciare la mancia. In alternativa si calcola circa il 10% del conto e lo si può lasciare in contanti o anche tramite carta di credito.

GRECIA
In Grecia, come in Italia, il coperto ed il servizio sono sempre inclusi nel conto, nonostante talvolta non siano specificati sulla ricevuta.
Potete quindi lasciare la mancia a vostro piacimento e a vostra discrezione. Anche qui vige la regola che se il servizio è piaciuto si può arrotondare il conto oppure lasciare qualche euro.

TURCHIA
Nei locali turchi più easy e frequentati principalmente da locali, non è abitudine lasciare la mancia, sebbene sia sempre gradita. Discorso a parte invece va fatto per i ristoranti di livello più alto dove è buona regola aggiungere 10-15% al totale, da lasciare sempre in contanti a parte, anche quando pagate con la carta di credito.

OLANDA
In Olanda il servizio è incluso e la mancia normalmente non si lascia. Questo fatto salvo per i ristoranti di alto livello dove solitamente si lascia un 5-10% del conto.

STATI UNITI
Una delle destinazioni più prese d'assalto dagli italiani negli ultimi anni, sono gli Stati Uniti e qui ci si interroga sempre circa la mancia si o la mancia no.
Negli Stati Uniti la mancia è un obbligo.
Inutile fare i "furbetti", rischiereste solo di fare brutta figura per niente.
I camerieri, negli Stati Uniti, hanno una paga base super minima, pertanto si mantengono proprio grazie alle mance. Ovviamente quando lasciate la mancia al cameriere dovete considerare che l'importo non è solo per lui, ma deve condividerlo con i ragazzi in cucina e al bar. 1 dollaro quindi non è proprio contemplato.
Per regolarvi, calcolate sempre il 18-20% del conto totale, con un minimo del 10-15% se il servizio è stato insufficiente.


PAESI ASIATICI
Negli ultimi tempi anche l'Asia è meta consueta degli italiani in vacanza. 
In linea di massima, parlando di mancia, sono pochi gli stati in cui la mancia non venga riconosciuta come prassi: Singapore, Taiwan, Cina e Giappone infatti sono rare eccezioni.
In tutti gli altri paesi, lasciare la mancia è un gesto molto importante, significativo e rispettato: rispecchia l'apprezzamento del cliente verso il servizio ricevuto. 
Oltre a questo, nei paesi asiatici gli stipendi medi dei camerieri sono piuttosto bassi, quindi un piccolo extra concorre ulteriormente ad aiutarli e sono un notevole valore aggiunto. Anche qui è buona prassi lasciare dal 5 al 10% circa del conto. Una mancia troppo bassa significherebbe che non siete stati soddisfatti del servizio, mentre una troppo alta potrebbe rimarcare la discriminazione tra turisti e locali.


Nel caso in cui abbiate esperienze diverse circa le mance nei paesi citati oppure vogliate lasciare le vostre impressioni su altri paesi che non abbiamo menzionato, siate gentili e lasciateci un commento qui sotto! Ve ne saremo grate e ne faremo tesoro per i nostri prossimi viaggi.





lunedì 14 maggio 2018

Estate 2018: le mete imperdibili a suon di musica

E' arrivato il momento tanto atteso, quello della prenotazione per le vacanze estive.
Se ancora avete dei dubbi e siete incerti su dove trascorrere le vacanze estive, eccovi alcuni suggerimenti sulle mete più cool dell'estate 2018, scelte dalla travel community di Pirati in Viaggio grazie agli eventi musicali, ai festival ed ai concerti imperdibili.


New Orleans, USA

La città più famosa al mondo per la musica jazz è senza dubbio una delle mete più gettonate per gli amanti di questa musica. La vita della città si basa completamente sul jazz ed è pertanto una di quelle mete per le quali non è necessario pianificare nulla, bisogna solo lasciarsi trasportare dalla sua magia, dai volantino che si trovano per strada e che pubblicizzano un concerto o un evento e farsi coinvolgere dall'anima musicale della città.

Ma anche se non siete super appassionati di Jazz, New Orleans può essere la vostra meta ideale: dal 5 all'8 luglio farà tappa qui l'Essence Festival che dal 1994 ospita 4 giorni di musica per tutti i gusti. Tra gli artisti che si esibiranno quest'anno, troverete anche Mary J. Blige, Snoop Dogg, The Roots e Janet Jackson.


New Orleans . Credits Pedro Szekeley


Boom, BELGIO

Restando in Europa possiamo suggerire, a fine luglio, uno dei più grandi e famosi festival di musica elettonica e dance europei: il Tomorrowland.

Dal 2005 è l'evento clou per gli appassionati del genere e le ultime edizioni hanno visto più di 180.000 partecipanti.
12 palchi che ospitano esibizioni contemporanee, spettacoli di luci e di colori, artisti internazioniali del calibro di Martin Garrix, Carl Cox, Charlotte de Witte e Alesso [per citarne alcuni]: un'atmosfera fiabesca che è super raccomandata.
Per sfruttare al meglio il viaggio verso Boom, tappa imperdibile è ovviamente la capitale, Bruxelles. Qui ci si potrà divertire a visitare siti storici o a perdersi tra le cioccolaterie e le birrerie per assaggiare le famose birre belghe.

Interno di una cioccolateria a Bruxelles

Lisbona, PORTOGALLO

Lisbona è una delle mete del 2018, non solo per l'estate. Il 23, 24, 29 e 30 giugno però il Parque De Bela Vista, poco fuori dal cuore centrale della città, ospiterà il festival Rock in Rio, evento che ha fatto ballre generazioni di rockers e che è stato ospitato in città come RIo de Janeiro, Madrid e Las Vegas.

Questo evento è stato immortalato in numerosi video musicali delle rock band più famose e ogni anno la partecipazione è davvero numerosa.
Non solo pastel de nata e azulejos, allora, per chi questa estate andrà a visitare la capitale del Portogallo.
Se poi ci si vuole spingere più a nord di Lisbona, non deve mancare una tappa a Porto, la capitale del vino omonimo, pianificando magari un Food Tour come quello che abbiamo provato noi di Viaggi & Delizie.



New York City, USA

Anche a New York questa estate c'è di che ballare!

D'altronde la grande mela è una città che non dorme mai e c'è davvero l'imbarazzo della scelta tra locali, concerti ed eventi musicali di ogni genere e tipo.
Per chi ama la musica jazz, il quartiere tra la Christopher Street Station e la 9th Street Station è il luogo ideale per trovare locali jazz sotterranei con un'atmosfera particolare: lo Small Jazz Club ha una notevole offerta e se non si è del tutto convinti offre la possibilità di sperimentare una serata in live streaming sul proprio sito web.
Gli amanti della musica elettronica invece possono trovare centinaia di locali a Brooklyn [Tunnel, Output e Twilo per citare alcuni nomi] oppure a Williamsburg dove si trova la scena indiscussa del genere da Verboten.
La cosa più bella, nel visitare New York è perdersi tra le sue strade perchè alla fine ad ogni incrocio, in ogni quartiere troverete sempre qualche locale che attirerà la vostra attenzione.
Se volete però qualche informazione su cosa e dove mangiare, nel nostro post Mangiare a New York avete qualche dettaglio in più su locali provati da noi.



Perugia, ITALIA

Non ci sono solo mete straniere tra quelle imperdibili per la musica durante l'estate 2018. Anche in Italia si possono trovare entusiasmanti esperienze. Ecco allora che a luglio, a Perugia, ha luogo il più che noto "Umbria Jazz Festival" organizzato dal 1973 e nel tempo diventato uno dei più importanti festival del mondo. Vi hanno partecipato e vi partecipano ogni anno big di calibro internazionale come BB King e James Brown, Elton John e Alicia Keys. Il cuore del festival è lo stadio di Santa Giuliana, ma in tutta la città ci sono concerti gratuiti che spesso si tengono in luoghi affascinanti come ad esempio i giardini Carducci. Proprio questi eventi collaterali permettono di scoprire questa bellissima città e assaggiare i prodotti tipici.





Monaco di Baviera, GERMANIA


Terminiamo questo elenco di suggerimenti con la Germania, dove il Rockavaria, a Monaco di Baviera, è il festival imperdibile per gli amanti del genere rock: gruppi famosi e scenari da togliere il fiato. Quest'anno, sul palco della Konigsplatz, il 9 e 10 giugno saliranno le leggende del rock: Iron Maiden, Toten Hosen e Limp Bizkit per citarne alcuni.
La posizione centrale del festival, permette di fare delle pause tra un gruppo e l'altro per godersi le bellezze di Monaco, rilassarsi in uno dei parchi urbani più grandi al mondo, l'Englischer Gaten, o rinfrescarsi in una birreria all'aperto o al Backstage, il locale rock tra i più trendy del momento.



giovedì 10 maggio 2018

Mangiare a... Milano senza Glutine

Non essendo mai stata a Milano, a Marzo ho deciso di coinvolgere Paola in un fine settimana alla scoperta della città e di posti dove poter provare la cucina locale rigorosamente senza glutine.




Un piatto classico a Milano è l'Orecchia d'elefante, ci hanno consigliato il Ristorantino della carne, ne hanno 30 tipi con e senza glutine.
Dal menu si può scegliere tra antipasti, primi, secondi e un'ampia scelta di carne cotta su pietra lavica.


In foto trovate come antipasto lardo di colonnata su bruschetta con miele di castagno e crostini di polenta con lardo nostrano.







Altro piatti tipico milanese è il riso al salto, nasce come un piatto di recupero, per riciclare il risotto alla milanese avanzato, viene schiacciato e saltato in padella con burro, in modo da creare una crosticina croccante.





Passiamo ora al piatto forte: le orecchie d'elefante; sono le classiche cotolette alla milanese con l'osso di carne di vitella e doppia panatura, cotta poi in abbondante burro chiarificato, così la panatura rimane croccante e non si stacca dalla carne.
La scelta è stata difficile, abbiamo puntato ad un classico con patate saltate al rosmarino, a qualcosa di molto sostanzioso con spianata e pomodori secchi e ad un sapore un po' più sfizioso con cipolle di Tropea caramellate.







L'ultimo giorno a nostra disposizione, la domenica, abbiamo deciso di svegliarci con comodo e fare il Brunch domenicale

Da Pan per me trovate tutto esclusivamente senza glutine, sia dolce che salato. Il locale è piccolino e molto accogliente, ha anche uno spazio esterno, ma la cosa più particolare è il poter mangiare su un'altalena; ricordatevi, però, di chiederla al momento della prenotazione.













E' possibile scegliere tra 4 proposte per il brunch, che comprendono una bibita, il dolce e il caffè, io ho scelto un menu Americano con nidi di bacon e uova, club sandwich, patate al forno.







Per Paola un menu Norvegese con involtini di carpaccio di tonno affumicato con mela verde e riduzione di balsamico, sandwich di salmone con philadelphia, zucchine e pomodoro, patate al forno.







 

La mia prima escursione culinaria a Milano si conclude qui, ma sicuramente ci tornerò, visto che oltre al cibo ho apprezzato molto anche la città, se siete interessati ad altri locali milanesi (con proposte con e senza glutine) vi consiglio di dare un'occhiata al Food Tour che Viaggi & Delizie ha creato in centro a Milano.








lunedì 7 maggio 2018

Roussillon e le terre dell'ocra

Torniamo spesso e volentieri in Francia; per questioni di vicinanza al Piemonte infatti, spesso lo preferiamo ad altre regioni italiane quando abbiamo pochi giorni a disposizione. Dopo aver visitato le Gole del Verdon alcuni anni fa, eravamo rimasti incuriositi da altre formazioni naturali della zona del LuberonLe Sentier des Ocres che però non eravamo riusciti a vedere. Abbiamo così costruito un week end di primavera attorno a questa meraviglia della natura per poi scoprire come al solito, che la Provenza è tutta bella e ci sono un sacco di cose da scoprire e soprattutto che l'Ocra ha una storia pazzesca! 

Come già fatto in passato abbiamo scelto di alloggiare in una Chambre d'Hotes, una specie di B&B alla francese e questa volta, viaggiando oltre che con polpettina, con il nostro bambino peloso CAT, abbiamo preferito la campagna alla città, una tenuta in mezzo a vigneti ad una camera nel bellissimo borgo di Roussillon. Abbiamo quindi trovato, contattato e prenotato una camera presso Le Moulin de Lavon una bellissima struttura nelle campagne di Gargas. 

Le moulin de Lavon Chambre d'hotes nelle campagne di Gargas vicino a Roussillon
Le moulin de Lavon Chambre d'hotes nelle campagne di Gargas vicino a Roussillon

Oltre alla formula B&B, al Moulin è disponibile su prenotazione una cena a prezzo fisso costituita da quattro portate: un antipasto, un piatto principale, un'ampia scelta di formaggi, un dessert e vino rosso e rosè della zona. Abbiamo cenato lì due sere su tre e ci siamo pentiti di non aver prenotato anche per la terza sera. In bassa stagione nei dintorni infatti non vi era molto tra cui poter scegliere e la cucina della tenuta davvero interessante, con prodotti locali, oltre che comoda per una famiglia complicata come noi (con CAT al seguito non è facile scegliere ristoranti oppure dobbiamo rientrare in camera e lasciarlo lì avendo cura che non rimanga troppe ore da solo in un luogo ancora semi-sconosciuto). Il tagliere di formaggi poi era superlativo... così come i croissant della colazione serviti con le marmellate ed i mieli prodotti all'interno della tenuta.

Non siamo soliti ancora, cercare o chiedere strutture baby friendly perché la nostra polpettina Arianna ha solo diciotto mesi e finora non ha espresso particolari esigenze. Senza nemmeno chiederlo, però, ci siamo trovati in un posto perfetto per lei. I proprietari hanno una bimba proprio della sua età ed abbiamo trovato un'attenzione particolare sia nella stanza (lettino da campeggio con lenzuola), che a tavola (piattino e bicchiere di plastica), che in cortile con molti giochi a disposizione.

Le Sentier des Ocres dista circa 5Km dal Moulin, prima di entrarvi però abbiamo fatto un giretto nel paesino di Roussillon, un graziosissimo borgo arroccato su una collina le cui abitazioni sono tutte intonacate con i colori derivati appunto dall'estrazione dell'Ocra. Uno dei plus beaux villages de FranceRoussillon ha sedotto numerosi artisti che qui hanno aperto diverse gallerie d'arte. Il suo centro storico è costituito da un dedalo di vicoli che si arrampicano su e giù per la Vaucluse.

Roussillon uno dei più belli Villaggi di Francia deve il suo nome ai giacimenti di Ocra
Roussillon uno dei più belli Villaggi di Francia deve il suo nome ai giacimenti di Ocra

Il sentiero dell'Ocra è un percorso all'interno di una ex cava di Ocra, un sito la cui storia inizia 230 milioni circa di anni fa quando la Provenza era ricoperta dal mare. Il sentiero (ingresso 2,5€ a testa per gli adulti, cani ammessi) è facilissimo da percorrere ma non è consentito l'uso di passeggini; noi lo abbiamo percorso con Arianna nel marsupio e CAT al guinzaglio. Ci sono anche delle scalinate da scendere e diverse panchine sulle quali riposare, le varianti sono due una da 30' e una da 60' circa.


Le Sentier des Ocres
Le sentier des ocres a Roussillon


Proseguendo sul sentiero compaiono formazioni rocciose in parte formate dall'acqua e dal vento ed in parte dall'uomo che per anni ha estratto da queste montagne l'Ocra per la produzione di colori per intonaci.

Uscendo dal sentiero le curiosità sull'Ocra sono talmente tante che una visita al  vicino Conservatoire des ocres et de la couleur, un museo che illustra il processo di estrazione dell'Ocra ed i suoi utilizzi, è dovuta. 

Il percorso di visita inizia dal 1785 anno in cui venne identificato un metodo per la separazione dell'ocra dalla sabbia, ma solo un secolo dopo, con l'arrivo della ferrovia, prese il via la sua industrializzazione che portò questa attività ad essere una delle voci di esportazione maggiore della zona, con circa 40.000 tonnellate annue prodotte nel 1929. La sede del museo è proprio una delle fabbriche che operarono nel ventesimo secolo fino al 1963 quando l'estrazione dell'Ocra ebbe fine a causa dell'avvento delle fibre sintetiche. 

L'Ocra veniva estratta nelle miniere della zona e trasportata alla fabbrica. Il primo passo era quello di svuotare le polveri estratte nelle vasche di lavaggio dove veniva unita acqua.


Vasche per il lavaggio dell'Ocra presso la fabbrica di Mathieu a Roussillon
Vasche per il lavaggio dell'Ocra presso la fabbrica di Mathieu a Roussillon
Dalle vasche più a monte il miscuglio di sabbia ed ocra fluiva nei bacini di decantazione più a valle, quando veniva tolto il tappo delle vasche, l'acqua fuoriusciva da esse e durante la notte l'ocra si sedimentava sul fondo seccandosi.


Cubi di Ocra ad asciugare al sole al Conservatoire des ocres et de la couleur di Roussillon
Cubi di Ocra ad asciugare al sole al Conservatoire des ocres et de la couleur di Roussillon

L'indomani il sedimento veniva tagliato a fette e poi a cubi che venivano lasciati ad asciugare al sole per diversi giorni. Una volta indurite, le mattonelle venivano frantumate nei mulini e le polveri, divise per tonalità diverse di colore, venivano vendute in sacchi per essere usate come tinta per pitture murali.


Sacchi di Ocra pronti per la spedizione al Conservatoire des ocres et de la couleur di Roussillon
Sacchi di Ocra pronti per la spedizione al Conservatoire des ocres et de la couleur di Roussillon

Un'altra tappa interessante sulla storia dell'Ocra è a Rustrel, circa 20Km da Roussillon, si tratta del cosiddetto Colorado Provencal (ingresso 5€ per auto) una miniera di Ocra a cielo aperto, dove la natura e l'uomo hanno contribuito equamente alla bellezza dei paesaggi. L'estrazione dell'Ocra in questa miniera è sempre stata fatta in modo artigianale da operai che spesso erano anche contadini con semplici strumenti quali piccone e scalpello. Il trasporto fino al punto di lavaggio e poi alle fabbriche invece cambiò parecchio nel corso degli anni: cavalli, vagoni del treno a vapore e infine camion a rimorchio. Una volta abbandonata, la miniera, è stata lasciata alle intemperie dove la natura si sta riappropriando dei suoi spazi con una flora e una fauna unici. 


Il Colorado Provencal una miniera di Ocra a cielo aperto a Rustrel
Il Colorado Provencal una miniera di Ocra a cielo aperto a Rustrel
Anche in questo sito esistono due percorsi uno più breve ed uno più completo e lungo che dopo aver attraversato "Le Sahara" sale sulle colline regalando una magnifica visuale dall'alto. Inutile dire che noi abbiamo percorso quello più lungo di circa 4Km.


Le Sahara del Colorado Provencal
Le desert blanc e le Sahara del Colorado Provencal


Chiminées des Fées nel Colorado Provencal
Chiminées des Fées nel Colorado Provencal

Viaggiando con polpettina e soprattutto con CAT abbiamo pianificato questa visita a Marzo per non farci sorprendere dal caldo secco che caratterizza la Provenza in piena estate. Ovviamente, con le dovute precauzioni, sappiamo che d'estate il fascino di queste terre non potrà che essere maggiore con il colore lilla della lavanda che immaginiamo spuntare un po' ovunque. Se decidete quindi di visitare le cave di Ocra unitamente alla fioritura della Lavanda non perdetevi il nostro itinerario sull'altopiano di Valensole.