giovedì 12 febbraio 2015

Maastricht, una giornata nel cuore dell'Europa

Edifici storici, negozi di classe, ristoranti, street food e tante biciclette: questa è Maastricht, una delle più antiche città dei Paesi Bassi.





Questa cittadina, nota a tutti per il famoso Trattato del 1992 in cui si definirono i parametri economici per entrare a far parte dell'Unione Europea, è piacevolmente visitabile in una giornata, a piedi o in bicicletta.
Il centro storico non è particolarmente grande e per le visite ci si può affidare all'ufficio del Turismo, VVVMaastricht  in Kleine Staat 1, che organizza passeggiate guidate oppure propone delle visite in autonomia con il supporto di una piccola brochure.


Mappa Dell'Ufficio del Turismo (VVV)
Noi abbiamo scelto la seconda opzione, per poter scoprire Maastricht al nostro ritmo, fermandoci per delle piccole pause gastronomiche qua e là e approfittandone anche per dare un’occhiata al mercatino di Natale su Vrijthof, dato che l'abbiamo visitata all'inizio di dicembre.

Mi piace particolarmente scoprire i piccoli angoli e talvolta camminare col naso all'insù per esplorare le città da una diversa prospettiva. E qui mi sono divertita veramente, perché oltre ad essere ricca di monumenti e chiese, Maastricht ha dei bellissimi palazzi e delle piazzette intime e particolari.


Se volete esplorare la città con noi, iniziamo la passeggiata dall'ufficio del turismo. Questo ex palazzo di giustizia, in stile gotico, sul lato sinistro mostra ancora le intelaiature lignee classiche degli edifici del XVI secolo. 





Incamminandoci lungo Kleine Staat, giriamo a sinistra in Maastrichter Smedenstraat e ci inoltriamo per le strade della parte più antica della città, quella originariamente fortificata dai romani.

Poco più avanti, sulla destra, prendiamo Havenstraat e poi giriamo subito nella prima stradina a sinistra: ecco il luogo che ho preferito in assoluto, la piazzetta Op de Thermen. Perchè io l'abbia preferito è facilmente intuibile: un piazza racchiusa tra le case, tranquilla, romantica, con quella quiete e quel silenzio in cui ci stai bene. Il nome deriva dal fatto che proprio qui erano edificate le antiche terme gallo-romane.





Lasciata [a malincuore] la piazzetta continuiamo fino alla fine di Morenstraatje e giriamo a destra su Stokstraat. Questa è la via dei negozi esclusivi.
Maastricht ha un centro pedonale molto ricco di negozi ed è piacevole passeggiare anche soltanto per guardare le vetrine e sorseggiare un caffè.


A proposito di caffè, il mio consiglio è di accompagnarlo con un waffel: anche qui, come in Belgio, questi dolci sono molto comuni. Pinky è uno dei luoghi ideali e offre i waffel migliori della città; c'è più di un negozio nel centro, ma se volete sedervi per mangiare con calma vi suggerisco di andare in quello che affaccia al nr 1 di Vrithof, la piazza centrale.





Ma continuando la nostra passeggiata su Stokstraat arriviamo all'incrocio con Plankstraate; percorrendola per un breve tratto giungiamo in una delle piazze principali della città: Onze Lieve Vrouweplein. Su questa piazza sorge la Basilica di Nostra Signora che esteriormente assomiglia più a una fortificazione che ad una chiesa. L'interno però è molto suggestivo, soprattutto per il fatto che per accedervi bisogna passare attraverso la cappella votiva "Stella del Mare" piuttosto buia rischiarata soltanto dalle centinaia di candele accese dai fedeli. Purtroppo durante la nostra visita era in corso la messa e quindi non ci è stato possibile fotografare, ma soltanto sbirciare l'interno dal fondo della navata centrale.





Usciamo dalla chiesa e ci dirigiamo verso la Mosa, il fiume che attraversa Maastricht.
Appena dietro la chiesa c'è un piccolo edificio piuttosto curioso... e goloso. Si tratta di una postazione di guardia, qui infatti c'era una delle antiche porte della città, ed al suo interno oggi c'è una super gelateria. Quando siamo passati noi faceva un po' freddino, quindi niente gelato, ma l'aspetto dalle vetrine era alquanto invitante!




Girando nella seconda traversa a destra ci troviamo a salire alcuni scalini che ci portano a uno dei Bastioni della città, costruito come parte del primo muro di cinta durante il medioevo.
Anche qui è carino scoprire i piccoli giardini e gli appartamenti che affacciano sul bastione. Devo dire che una casa qui non mi dispiacerebbe per nulla!



Alla fine della cinta muraria scendiamo verso la Porta dell'Inferno [Helpoort], la più antica d'Olanda. Originariamente questa porta aveva una saracinesca, oggi il passaggio è aperto a pedoni e mezzi di trasporto, ma si vedono ancora le scanalature al suo interno.





Oltrepassata la porta ci troviamo di fronte la Pesthuys [Casa della Peste], un antico mulino ad acqua usato come cartiera. Il suo nome deriva dalle baracche degli appestati che si trovavano nei dintorni.

Procedendo sulla destra attraversiamo un ponticello e costeggiamo il piccolo canale nel senso contrario alla corrente; passiamo accanto ad un edificio allegro, soprattutto per le imposte colorate di rosso e di bianco: l'antico monastero Faliezusterksklooster. Le persiane sono in tipico stile rinascimentale della Mosa.



Superiamo la Begijnenstraat e giriamo a destra nella Sint Pieterstraat. Qui si ritrovano i resti della prima cinta muraria che possiamo costeggiare percorrendo un tratto di Lang Grachtje sulla sinistra. Questa parte, con le antiche mura, deve essere bellissima in primavera e in estate quando le piante rampicanti che la ricoprono mostrano le loro belle foglie verdi e i loro fiori profumati.



Fate attenzione! ad un certo punto girate verso destra, su Hilariusstraatje; questa viuzza è davvero minuscola, ma bella perché poco conosciuta. Amo sempre scoprire questi posti anonimi che rispecchiano la vita reale delle città.





Dopo aver percorso Hilariusstraatje giriamo a sinistra e percorriamo Tafelstraat, con i suoi edifici imponenti, fino ad arrivare al viale di tigli di Grote Tafelstraat. Questo parrebbe essere uno dei luoghi più belli della città, incrocio di cinque strade, un tempo luogo dove sorgeva la porta dei conciatori. Sarà per l'aspetto spoglio degli alberi e per il fatto che non c'è molta gente in giro, ma io non ho trovato tutto quel granché... magari tornandoci in estate potrei scoprire un altro aspetto della zona.

Da Tafelstraat giriamo in Achter de Molens e continuiamo dritto fino a Klein Grachtje seguendo ancora il primo muro di cinta. Procediamo nella Verwerhoek costeggiando il fiume Jeker e alla fine della strada svoltiamo a sinistra in Leculenstraat; questo è il quartiere studentesco, dove si trovano l'Università di Maastricht, la Scuola di Arte Drammatica, il Conservatorio e l'Accademia Jan van Eyck.

A destra imbocchiamo la Bouillonstraat e ci dirigiamo verso la salita per arrivare a Sint Servaasklooster, costeggiando edifici dedicati al posto di guardia e alle canoniche ottocentesche che fecero parte del capitolo di San Servazio.
Arriviamo così in piazza Henric van Veldekeplein, dedicata al primo poeta di lingua olandese la cui statua si trova nel centro dei giardini.

Questa piazzetta si trova alle spalle della Chiesa di San Giovanni [Sint-Janskerk] famosissima per la sua imponente torre rossa alta 70 metri.



Sulla sinistra ecco finalmente la Sint Servaasbasiliek [Basilica di San Servazio] che sorge sulla tomba del santo appunto, primo vescovo di Maastricht e patrono della città. Anche questa chiesa ha un aspetto imponente e molto simile a una fortezza come già la Onze Lieve Vrouwebasiliek. L'interno merita una visita: le vetrate, l'altare e l'imponente organo sono davvero notevoli.




Scendendo verso Vrijthof, la famosa piazza centrale, iniziamo a pensare al pranzo. Un tipico street food olandese è quello che si può acquistare presso le Friture: patate fritte, crocchette di carne e di patate, wurstel... una gioia per il palato e per il colesterolo, insomma!

Decidiamo di lasciare a dopo la passeggiata su Vrijthof e ci dirigiamo verso Markt, la piazza del Municipio, per concederci un cartoccio di patate fritte, ma con un tocco tipico di Maastricht: il Zuurvlees, uno spezzatino di carne di cavallo e di manzo cotto con ginepro, alloro, chiodi di garofano, pane speziato sminuzzato e composta di mele servito nel cartoccio sopra le patate fritte





Dopo pranzo continuiamo a passeggiare su Vrijthof; c'è il mercatino di Natale ed è carino osservare i prodotti tipici in vendita e altre specialità di streetfood che si possono assaggiare: la patata fritta a spirale arrotolata su un bastoncino e passata nella paprika, il panino con l'aringa cruda e i pezzetti di cipolla e i dolci fritti che ricordano tanto i nostri bomboloni, ma hanno una pasta più compatta.



Proseguiamo la nostra esplorazione vagando per le stradine nei dintorni di Vrijthof e arriviamo a una chiesa che, dopo essere stata sconsacrata, è stata adibita a libreria. E' enorme e al fondo, dove una volta c'era l'altare, c'è un bar; un'ottima idea per girare in mezzo alla cultura e poi sedersi a sorseggiare un caffè caldo nelle giornate invernali.




Come alternativa per scaldarsi un po', dopo aver passeggiato per Grote Staat ed aver guardato un po' di negozi, ci si può fermare accanto al ponte sulla Mosa, il St. Servaasbrug, per una tazza di Gluhwein alla cannella.


Per cena ci concediamo un pasto "esotico" al ristorante indonesiano Gadjah Mas, al nr. 42 di Rechtstraat, la seconda strada sulla destra superato il St. Servaasbrug. 

La cucina indonesiana è per me una piacevole scoperta; nonostante ami e abbia assaggiato diverse cucine asiatiche, questa mi era sconosciuta. La soluzione migliore, secondo me, è prendere il menu proposto con diversi assaggi. Inizialmente ci siamo spaventati vedendo arrivare così tante portate per due persone soltanto, ma è stato piacevole spaziare dall'agrodolce al piccante, dal caldo al freddo, ed apprezzare il cibo di questa ex colonia che influenza ancora la cultura olandese a tavola.






Ubicazione: Maastricht, Paesi Bassi

2 commenti:

  1. Sai che aspettavo questo post!
    Bene.. posso puntare Maastricht per un week end :)

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  2. Assolutamente si...più che consigliato :)

    RispondiElimina

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