giovedì 4 febbraio 2016

#ItaliainVino 6a tappa: il basso Garda

Un'altra tappa di #ItaliainVino ci porta oggi nel basso Garda, in provincia di Brescia.

Ho scoperto il Lugana soltanto alcuni anni fa, quando volando con AirDolomiti l'ho trovato nella cantina di bordo.
Una delle peculiarità di questa compagnia aerea, che io apprezzo moltissimo forse proprio per la mia passione legata al vino, è quella di avere sempre una fornitissima cantina di bordo e offrire ai propri clienti assaggi di vini noti ma anche meno conosciuti.

Visitando il Garda bresciano, quindi, e già conoscendo il vino principe della zona, sono stata felice di visitare una cantina e sentir raccontare da un produttore la propria storia.
La zona del Garda bresciano è molto vitata; le basse colline ricoperte di vigneti sono un piacevole colpo d'occhio e donano un'armonia al territorio che digrada verso il lago.

#Italiainvino Basso Garda


Dopo una spensierata passeggiata in bicicletta, siamo approdati alla cantina Perla del Garda, a Lonato, poco prima di pranzo.
Qui ci aspettava Giovanna Prandini, proprietaria della cantina nonché presidente della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda. Non nego che, come già per Marilena Barbera in Sicilia, ho un debole per le donne viticoltrici. Forse perchè anche io, nel mio piccolo, seguo le imprese del mio papà e cerco di ricalcarne i passi nella produzione familiare di vino.

L'azienda, come ci spiega Giovanna, nasce come fattoria e allevamento di mucche da latte; solo l'ultima generazione, la sua per intenderci, decide di iniziare con la produzione di vino, partendo dai 23 ettari di vigna vecchia.
Il progetto inizia negli anni '90 per dare il via al cantiere nei primi anni del 2000. La scelta è quella di andare verso la modernità, anche nell'edificio: non ricreare un "finto vecchio", bensì una struttura moderna sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista della lavorazione; la prima cosa che salta all'occhio seguendo le spiegazioni è il sistema di trasporto del vino, senza l'utilizzo di pompe, ma con un sistema di caduta.




La Cantina Perla del Garda, ci spiega ancora Giovanna, fa parte dei vignaioli indipendenti e non acquista uve o vino da altri produttori, ma coltiva le proprie vigne e cerca di esaltare al massimo la propria materia prima a Km 0.
Ovviamente, come ci si poteva aspettare, qui la regina è l'uva autoctona: il Trebbiano di Lugana, o Lugana, che si distingue dal Trebbiano toscano o il Trebbiano d'Abruzzo. E' un'uva molto simile al Verdicchio, piacevole per i vini giovani, ma anche "divertente" da invecchiare per creare vini più strutturati.
Tutti i Lugana sono vinificati in acciaio, salvo la versione Superiore che viene messa in legno, in questo caso barrique nuove e usate.




Il vigneto collinare in cui coltivano le uve, ad un'altitudine di 250 mt, ha un suolo diverso da quello classico in cui si coltiva il Lugana: non è solo di argilla, ma è calcareo-argilloso e minerale; questo conferisce ai vini rigore, poca indulgenza e molta verticalità.

Dei 30 ettari attualmente coltivati dall'azienda vinicola, 4 ettari (100 filari) sono stati convertiti in biologico; una sfida vera e propria, ci dice Giovanna che è sempre stata un po' scettica, ma ha voluto fare un tentativo.





La cantina produce anche vini rosati e rossi e anche per questi la raccolta avviene in modo completamente manuale, con molta attenzione alla scelta delle uve quando arrivano in cantina: per il Merlot, ad esempio, viene tolto il peduncolo per evitare di dare un gusto vegetale poco elegante al vino. i vini rossi vengono affinati in tonneaux.

Passeggiando in cantina tra botti e tini e poi uscendo all'aria aperta per ammirare le vigne e le viti, il tempo scorre velocemente. Giovanna è una persona con la quale starei a discorrere per ore, precisa, preparata e umile al tempo stesso.
Ci spiega ancora che spesso la cantina viene utilizzata per mostre ed esposizioni: proprio nel momento della visita, nella zona di rappresentanza, sono esposte moto d'epoca di un loro amico che fa il fabbro dal 2007.

Rientriamo per assaggiare i vini, abbinati ad alcuni piatti delicati e perfetti per rifocillarci dopo la pedalata, senza però appesantirci perchè un'altra ci aspetta per tornare.
Assaggiamo allora il Lugana in tutte le sue versioni: un millesimato pas dosé del 2010  (che sta 33 mesi sui lieviti e non ha aggiunta di liquer), un Lugana Perla del 2014, un Lugana MadrePerla che sta 12 mesi sui lieviti e ovviamente un Lugana Superiore (10 mesi di legno).
Alla fine, per deliziare ulteriormente il palato, Giovanna ci fa assaggiare un Passito di Lugana, Riesling e Incrocio Manzoni che ben si abbina con i dolci e la frutta.







Cosa mi ha colpito di più di questa Cantina, oltre al modo di produrre il vino ed alla preparazione e professionalità? Ebbene, la bottiglia! Mi sono innamorata subito della forma della bottiglia, così diversa da tutte le classiche; anche questo è un segno di modernità e di apertura verso nuove esperienze.




Ubicazione: 25017 Lonato BS, Italia

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