lunedì 15 maggio 2017

L'ospite del mese ci porta a San Francisco, una città europea in America

Il mio amore smisurato per gli Stati Uniti vince quasi ogni anno sulle proposte di viaggio di mio marito, la meta delle vacanze estive appena trascorse è stata nuovamente l’America. Abbiamo visitato molte grandi città americane, mai però il lato ovest con le sue città a portata di uomo e i suoi National Park; quale ragione migliore per affrontare una nuova sfida?
Lo scorso agosto abbiamo volato su Las Vegas con volo diretto British Airways per poi ripartire dopo 21 giorni dalla bellissima San Francisco visitando città e parchi in autonomia. Il caldo di agosto in California, Nevada e Utah è micidiale, afa e appiccicume ci hanno accompagnato per tutto il tempo, ma per nostra grande sorpresa San Francisco è una città freschissima. Probabilmente la sua vicinanza con l’Oceano ed il suo essere molto al nord rispetto ai parchi la rendono una piacevole e rinfrescante scoperta. Tra tutte le città da noi visitate durante questo tour self and drive, San Francisco, amichevolmente Frisco, è quella che più ci ha colpito, che ci è rimasta nel cuore. Al nostro arrivo in città abbiamo avuto subito una sensazione di benessere e di voglia di scoprire la città, ci siamo sentiti a casa. Differentemente da Los Angeles, qui abbiamo trovato una città raccolta, con palazzi ottocenteschi e non super grattacieli. La modernità e la frenesia di Los Angeles qui è scomparsa, lasciando posto ad una città a portata di uomo.


San Francisco, che si stima consti di 43 colline, è una città compatta, e gran parte del suo centro si può semplicemente girare e scoprire a piedi. E’ situata all’estremità di una penisola racchiusa dall’Oceano Pacifico a ovest e dalla Baia a est, a nord è collegata dal Golden Gate Bridge alla riserva naturale della Point Reyes Peninsula ed a sud confina con l’industriale Silicon Valley.
Trascorriamo la nostra prima giornata a Frisco nella zona attorno a Union Square; qui si trovano molti dei più forniti negozi americani, inclusi Macy’s, Saks Fith Avenue e Gump’s. Dopo una bella sosta da The Cheesecake Factory proprio sopra Union Square ci dirigiamo a vedere il cambio di rotaia dei cable car a Powell Street. 






I cable car furono ideati per procedere in direzione unica e da qui la necessità di una piattaforma girevole ad ogni capolinea. Dopo la discesa di tutti i passeggeri, la carrozza viene spinta sulla piattaforma e fatta ruotare a mano dal controllore e dall’autista. Tutti i prossimi passeggeri attendono il loro turno mentre il giro a semi cerchio sia completato. Il biglietto è un po’ caro, 7$ a corsa, ma vale veramente la pena pagarlo e “appendersi” fuori come nei film americani. 
Passiamo il pomeriggio nel quartiere di Chinatown a nord di Union Square e facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici (bus 31 e 38 fino a St. Mary’s square) o tramite una breve passeggiata. La porta di accesso al quartiere è un portico con tegole verdi e due draghi posti ai lati per allontanare gli spiriti malvagi dalla zona. Qui si trova di tutto, dal negozietto che vende il liquore al serpente a sonagli ai cappelli di paglia, il ristorante takeaway di cibo cinese e gente che gioca lungo le strade con la dama cinese e al mahjong.



Dopo questo girovagare nei vicoli di Chinatown prendiamo i mezzi e ci dirigiamo al Pier 39,  nella zona del Fisherman’s Wharf per una bella passeggiata sul pontile al tramonto e una buona cenetta a base di zuppa di granchio.


Il Pier 39 è stata una vera scoperta, un pontile con molti localini e negozietti e banchine con una vera e propria colonia di leoni marini; da qui si ha una bellissima vista sulla baia di San Francisco e sull’isola di Alcatraz. I traghetti per il carcere dove è stato rinchiuso al Capone negli anni del proibizionismo americano, partono proprio da qui. La scelta per la nostra cena è ricaduta su uno dei molti locali con granchi freschi esposti in vetrina, qui una vera prelibatezza, piatto tipico come a Boston le red lobster. La zuppa di granchio è stata un’ottima scelta, servita all'interno di una pagnotta di pane sciapo, aromatizzata con erba cipollina e resa corposa con delle patate è un pasto completo che ti rimette al mondo. 




Il nostro secondo giorno a San Francisco ci vede turisti lungo la zona del municipio e del giardino botanico. Arriviamo dopo una bella passeggiata a Lombard Street, la strada più tortuosa del mondo, al City Hall. Inclinata di 27° la collina dove sorge Lombard street risultò troppo ripida per salirvi con la macchina, e negli anni Venti, la parte alla sommità di Russian Hill venne rimodellata, attenuando la vertiginosa pendenza con l’aggiunta di otto curve. Oggi le auto possono percorrerla solo in discesa a 8km orari. 



Da qui ci spostiamo al City Hall, terminato nel 1915 rifacendosi alla cupola di San Pietro in Vaticano e poi dritti ad Alamo Square per un bel pic nic.
San Francisco sorge su un terreno soggetto a forti terremoti, ma nonostante ciò troviamo ad attenderci ad Alamo Square molteplici esempi di architettura vittoriana, gothic revival e stick, le meravigliose Painted Ladies. Case del tardo ottocento costruite con un’ossatura in legno, una pianta analoga, ma con facciate differenti, accomunate tutte dall’uso di colori pastello ed elaborati ornamenti.



Il pomeriggio trascorre a cavallo di una bici noleggiata al Fisherman’s Wharf. Noleggiando la bicicletta, ad un costo secondo noi abbastanza elevato di 60 dollari per 3 ore in 2, ci viene consegnato un caschetto e una cartina con i migliori tour su due ruote, e decidiamo di seguire quello per Sausalito. Il percorso, di circa 2 ore, è di media difficoltà e la prima tappa è Fort Mason, luogo che riflette il passato militare di San Francisco. 



Gli edifici originari erano abitazioni private confiscate dallo stato americano per utilizzarle come avamposto militare; da qui moltissimi militari americani si imbarcarono per la Seconda Guerra Mondiale.  La città di pescatori di Sausalito è una vera e propria bomboniera che raggiungiamo percorrendo il famoso Golden Gate Bridge. Ponte color arancio simbolo indiscusso della città di San Francisco, inaugurato nel 1937 per unire la città alla contea di Marin. Una curiosità: per costruirlo ci vollero più di 4 anni e 35 milioni di dollari, oggi è il terzo ponte con la campata sospesa più lunga del mondo.


A Sausalito mangiamo dell’ottimo pesce appena pescato in una piccola trattoria a conduzione familiare e facciamo molte foto della baia. Qui ci accoglie un sole meraviglioso; è molto suggestivo attraversare il ponte con il freddo e la nebbia e arrivare di qua e trovarci davanti un bel sole caldo e un cielo limpido. Per il rientro in città decidiamo di scendere al porto e prendere uno dei molti battelli che fanno la spola fino al Pier 39 e rientrare in piena comodità e goderci un bel giretto in barca.

La giornata si conclude nel parco del Golden Gate con i suoi molti ettari di vegetazione e aiuole tenute in maniera spettacolare e riusciamo anche a vedere uno scoiattolo che mangia un frutto.
La nostra permanenza a San Francisco sta giungendo al termine, infatti oggi è il nostro ultimo giorno in città prima del volo intercontinentale che ci aspetterà l’indomani pomeriggio. Decidiamo di noleggiare un’auto tramite il sito Rentalcars e andare a fare una gita fuori porta… Silicon Valley per far felice mio marito e una mattina all’insegna della natura al vicino Sequoia National Park. Accendiamo il navigatore e impostiamo il percorso che prevede una toccata veloce alla Transamerica Pyramid nel quartiere degli affari di Frisco e poi diretti fino al Muir Wood.  Il grattacielo a forma di piramide della Transamerica è il più alto di San Francisco con i suoi 260 metri; disegnata dalla William Pereira & Associates, la piramide brulica di 1500 impiegati. Saliamo fino al 27° piano, proprio alla metà del fabbricato, e ci godiamo velocemente il nostro caffè con una splendida veduta sulla città.


Saliamo in auto e via al Sequoia National Park, parco meraviglioso con alberi di sequoia che svettano oltre le nuvole. Troviamo una vegetazione rigogliosa e ricca di fiori che si snoda lungo un percorso tortuoso. Facciamo moltissime foto, e camminiamo per km, ma ne vale veramente la pena. Mangiamo un boccone al volo e torniamo in auto, destinazione Silicon Valley e in special modo: HP Garage, Facebook e Google.



Il clima che ci accoglie nella Silicon Valley è mite e con un sole pallido, ma si sta veramente bene. La prima tappa è il famoso HP Garage dove è stata fondata l’HP e poi dritti alle sedi di Google, Apple Infinite Loop1 e Facebook che purtroppo troviamo chiuse al pubblico. Brevi  scatti rubati agli esterni e rientriamo in città. Sera cena veloce in hotel e poi a preparare le valige… Domani si rientra in Italia, ma con una certezza: San Francisco torneremo prima o poi.


2 commenti:

  1. Io non sono ancora stata negli Usa, ma SF mi ispira da sempre più di LA :-)!

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    1. San Francisco è una delle più belle città della costa ovest secondo me... è ricca di spirito spagnole/europeo ma anche fortemente americana!Marina

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