venerdì 6 aprile 2018

Catania in un giorno: cosa fare e cosa vedere

Lo scorso anno, a fine estate, siamo stati in Sicilia per il matrimonio di amici e abbiamo approfittato per visitare una parte dell'isola sulla quale ancora non ci eravamo soffermati.


Invece di atterrare a Trapani, dove di solito ci dirigiamo quando scendiamo in Sicilia, abbiamo questa volta optato per l'aeroporto di Catania. Questo ci ha permesso di visitare anche questa città, che da quanto mi ricordavo di una fugace visita tanti anni fa, è tra le città siciliane che mi piacciono di più.



La Sicilia è facilmente raggiungibile via aereo da tutta Italia, ma l'alternativa interessante (soprattutto per le regioni del sud Italia) è quella di raggiungerla con i traghetti. Ci avete mai pensato? Ho scoperto ad esempio che da Napoli c'è un traghetto diretto sul porto di Catania. 



Abbiamo trascorso a Catania un giorno e mezzo e abbiamo constatato che è il tempo minimo per apprezzare la città, le sue attrazioni principali e godere della vita serale che è decisamente attiva.





Via Etnea

La tappa imperdibile a Catania è Via Etnea, con i suoi bei negozi, i bar e le gelaterie. Qui è d'obbligo una sosta per una classica granita siciliana. Quelle al pistacchio, alla mandorla o al gelso sono le più tipiche. Potete mangiarle da sole o accompagnarle con la brioscia col tuppo, servita tiepida che rende la pausa un pasto vero e proprio.
E' così che abbiamo iniziato noi la scoperta di Catania: una granita con brioscia da Scardaci Ice Café, suggeritoci come uno dei migliori bar per la granita sulla via Etnea. 





Dopo di che abbiamo passeggiato ammirando le vetrine, prima fino all'anfiteatro romano del II secolo in pietra lavica rivestita in marmo, poi più avanti fino a giungere a Villa Bellini, un tempo parco privato ora giardino pubblico di straordinaria bellezza, ideale per rilassarsi in mezzo al verde, godere dell'ombra seduti sulle panchine e fare conversazione con i locali che amano particolarmente discorrere con i forestieri.





Piazza Duomo

Percorrendo Via Etnea al contrario, si raggiunge piazza Duomo, senza dubbio il centro di Catania, sulla quale affacciano il Municipio, il Seminario dei Chierici e la Cattedrale.



Ma quello che rende unica e riconoscibile la piazza è sicuramente la Fontana dell'Elefante che svetta nel centro: il simbolo di Catania.
La volta precedente in cui ero stata in città, non ero riuscita a vederla in quanto era in fase di restauro. Questa volta invece ho potuto ammirare il bellissimo elefante nero con sopra l'obelisco egiziano, che si pensa provenire dal circo romano di Catania.


Il Duomo

La chiesa principale della città è dedicata alla santa protettrice di Catania: Sant'Agata. La Santa morì proprio a Catania dopo che, per far sì che ripudiasse la fede cattolica a cui si era votata, fu martirizzata con lo strappo delle mammelle attraverso delle tenaglie.
Proprio per questa terribile tortura, durante la festa di Sant'Agata si preparano dei tipici dolci, delle piccole cassatelle, che si chiamano appunto "Minne di Sant'Agata".
Il Duomo vale certamente una visita. Attenzione però, in quanto rispetta degli orari ben precisi e per accedervi è necessario entrare attraverso uno dei cancelli che cingono il giardino sul fianco sinistro.
All'interno, tra le varie cappelle, c'è anche quella dedicata a Sant'Agata che contiene un'urna con le reliquie della Santa stessa.



Mercato della Pescheria

Uscendo dal Duomo, sulla sinistra, all'angolo della Piazza c'è un grande arco. Avviati in quella direzione, passati accanto alla fontana ci siamo inoltrati in una delle zone più tipiche di Catania: il suggestivo e pittoresco mercato della pescheria.
Qui durante il giorno sono numerosi i banchi del pesce che fresco arriva dal porto poco distante. Anche la sera, una volta sbaraccato il mercato, la zona è piuttosto movimentata: qui infatti ci sono degli originali ristoranti di pesce che offrono porzioni da passeggio o che preparano i tipici piatti da street food catanese.


Teatro Bellini

Un'altra delle zone che mi sono piaciute molto di Catania, vuoi per i palazzi che in ogni angolo mostrano il barocco in tutte le sue forme, vuoi per i locali che sono frequentati da turisti ma anche dai catanesi, è quella accanto al Teatro Bellini.
Vincenzo Bellini è uno tra i personaggi più famosi della città di Catania. Nacque a Catania ad inizio ottocento, ma visse per la più parte della sua vita distante dalla città natale. Morì in Francia e fu tumulato nel famoso cimitero Père Lachaise di Parigi; solo 40 anni dopo la sua morte tornò a Catania e tutt'oggi le sue spoglie sono custodite all'interno del Duomo.
Fu senza dubbio un personaggio che diede grande rilievo alla città di Catania tanto che all'interno del Teatro a lui dedicato un'epigrafe cita "Questo teatro edificato a spese del Comune e dedicato al nome immortale di VINCENZO BELLINI fu solennemente aperto la sera del X Novembre MDCCCLXXXII ad ammaestramento e sollazzo del popolo e a perenne decoro della città."
Imponente come struttura, il Teatro si affaccia su una deliziosa piazzetta, anch'essa intitolata a Vincenzo Bellini nella quale si trova una fontana dov
e nuovamente, come già durante la mia visita al Duomo di Monreale, mi sono deliziata a veder giocare a pallone i ragazzini in una tiepida serata estiva.


Acitrezza e Aci Castello

Oltre a passeggiare per il centro di Catania e a trascorrere una serata sulla passeggiata lungomare di Viale Ruggero di Lauria, ci siamo spinti poco fuori Catania per una veloce visita a due cittadine famose nella zona: Acitrezza e Aci Castello.
Ad Aci Castello il monumento di maggior rilievo è il Castello normanno costruito a picco sul mare in pietra lavica con il suo aspetto massiccio e turrito. Al suo interno oggi si trova il Museo Civico di paleontologia, archeologia e mineralogia.



Acitrezza, invece, nasce come villaggio di pescatori e oltre ad essere divenuta famosa grazie al romanzo di Giovanni Verga "I Malavoglia" ed al film di Luchino Visconti "La terra trema", è un'importante cittadina turistica e balneare.
Spiccano e sono famosi i suoi faraglioni, enormi massi neri dell'Etna che, secondo il mito, sarebbero stati scagliati da Polifemo verso il fuggitivo Ulisse.


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