mercoledì 27 luglio 2016

La Concattedrale di Malta, gli Alberghi e l'Ordine dei Cavalieri

Sono un'appassionata degli ordini cavallereschi, tanto da preparare, per l'esame di maturità, una piccola tesina sui Cavalieri Templari che attirò l'attenzione di un paio di commissari e la fortuna di poterne parlare liberamente per alcuni minuti. Vi lascio quindi immaginare la mia curiosità ed il mio entusiasmo nel sapere che sarei andata laddove fu fondato l'Ordine dei Cavalieri di Malta.
Le due volte che mi sono recata a Malta, quindi, sono stata entusiasta di poter scoprire qualcosa di più anche sui Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni e di visitare la Concattedrale a Valletta, un tripudio di sfarzo e un esempio di quanto i vari stati competessero tra di loro in grandezza anche in una realtà così limitata.
La prima volta la visita alla Concattedrale è stata piuttosto veloce e sommaria, ma la seconda volta ho avuto l'opportunità di soffermarmi meglio in ogni cappella e di godere appieno del famoso quadro del Caravaggio che è presente qui nell'oratorio e che da solo vale il prezzo del biglietto di ingresso.


Ingresso della Concattedrale di San Giovanni
Durante il 1530 l'ordine di San Giovanni arrivò a Malta e installò il primo convento a Birgu, una delle tre città che si trovano di fronte a Valletta, ai tempi poco più che un piccolo villaggio di pescatori.
L'ordine era composto da cavalieri provenienti da 8 diversi stati ognuna con la propria lingua: una sorta di Babele, insomma, ma proprio per la differenza della lingua vennero divisi in 8 Lingue.
L'identità e l'origine di ogni cavaliere fece sì che ogni Lingua e ogni paese si mantenesse separato dagli altri e in questo modo nacquero diversi Alberghi e Ricoveri, uno per ogni stato anche per far sì che non si sentisse la mancanza di casa.
Passeggiando per le vie di Birgu si possono ancora riconoscere le antiche case che furono Alberghi per le varie Lingue e ci si può perdere tra quelle stradine tranquille ed assolate; sbirciare le caratteristiche architettoniche dei vari edifici è un bel modo per trascorrere una mezza giornata esplorando una parte dell'isola.




Nel 1571 l'Ordine spostò la sede principale a Valletta e dato che con la riforma del 1534 la Lingua inglese cessò di esistere, rimasero 7 nazioni rappresentate a Malta e tutte quante spostarono i loro Alberghi a Valletta.

Gli Alberghi ospitavano i cavalieri della Lingua, i quali facevano vita comune e consumavano insieme i pasti; a coloro che avevano delle rendite superiori a 200 pounds, però, non era concesso vivere negli Alberghi, bensì dovevano trovare una sistemazione a loro spese.
Alcuni Alberghi furono costruiti in modo da avere di fronte una piazza e ancora oggi, passeggiando per Valletta, si possono riconoscere l'Albergo di Castilla, l'Albergo di Aragona e l'Albergo di Auvergne con la loro imponenza e la piazza antistante.
L'Albergo d'Italia, invece, era situato in una delle vie principali ed oggi ospita il Ministero del Turismo maltese e l'ufficio del turismo VisitMalta.

Uno degli Alberghi che più mi ha impressionato è quello di Aragona, Catalogna e Navarra, situato in Independence Square, di fronte alla Cattedrale Anglicana. 
E' il più antico tra i sette Alberghi costruiti qui a Valletta e uno dei due che hanno mantenuto la loro forma originale. Attualmente questo Albergo ospita il Ministero per gli Affari della EU.

E' comunque nella Con-Cattedrale di San Giovanni che si possono ritrovare gli stili e le sfarzosità dei Cavalieri dell'Ordine e delle varie nazioni di provenienza.
Ogni Lingua ha una cappella lungo il perimetro della navata e in ogni cappella sono presenti sculture e dipinti di artisti noti e meno noti.
Il nome Concattedrale deriva dal fatto che era presente un'altra Cattedrale, di pari valore, quella di San Paolo a Mdina. Anche quest'ultima merita una visita e sebbene lo sfarzo e gli stucchi dorati non manchino nemmeno in questa chiesa, quella di Valletta è decisamente molto più imponente e maestosa.


Concattedrale di San Paolo a Mdina
All'interno della Concattedrale di San Giovanni non può non attirare l'attenzione la magnifica volta a botte affrescata da Mattia Preti raffigurante la vita di San Giovanni.




Gli stucchi dorati e le applicazioni in oro presenti su pareti e soffitto rendono talvolta opprimente l'ambiente. E' davvero impressionante pensare a quanti kg d'oro siano stati impiegati in un solo luogo.
Il tripudio di "preziosità" si ritrova poi sull'altare maggiore, dove pietre dure e lapislazzuli ornano le strutture architettoniche e il coro in marmi pregiati, opera di Giuseppe Mazzuoli, che merita una visita, incornicia con eleganza l'abside.




Ma la parte che più mi affascina e che starei a guardare per ore è il pavimento: è ricoperto di lapidi che commemorano tutti i cavalieri dell'Ordine defunti e sepolti qui; ognuna di esse ha una combinazione di marmi diversa e simboli e testo che appassionano davvero. Su ognuna di esse, però, compare sempre il teschio. Se visitate la Concattedrale di San Giovanni, provate a cercare il teschio su ogni lapide, non tutti sono in bella vista!



Quello che assolutamente non può mancare, però, è la croce dell'Ordine ospitaliero di San Giovanni, adottata dai cavalieri sin dal 1126.
Quella la si trova ovunque: sulle pareti, sul soffitto, sul pavimento e persino sui tappeti in gomma stesi per non calpestare le lapidi e rovinarle!

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