venerdì 29 luglio 2016

Nagasaki e Hiroshima : per non dimenticare

Pianificando l'itinerario per il viaggio in Giappone, Hiroshima era tra le prime città in cui avevo deciso di fare tappa.
Non si può visitare il Giappone senza vedere almeno una delle città che abbiamo studiato a scuola durante le ore di storia contemporanea. Non si possono non visitare per quel motivo, ma anche e soprattutto perchè non si possono dimenticare gli orrori che la Seconda Guerra Mondiale ha seminato nel mondo.
Dopo la visita a Pearl Harbor dello scorso anno durante il viaggio alle Hawaii, in cui avevo visto quanto la barbarie nipponica avesse colpito l'esercito americano e quei giovani ragazzi affondati insieme alla loro nave solo per la colpa di servire il proprio stato, non potevo esimermi quest'anno dal visitare quello che la trucida decisione americana aveva fatto alla popolazione della terra del sol levante.

Durante i giorni a Fukuoka, è maturata l'idea di fare una gita anche a Nagasaki. Mi trovavo già sull'isola di Kyushu, a 2 ore e mezza di treno da Nagasaki e avevo una giornata piuttosto tranquilla tra quelle dedicate alla Convention Internazionale del Lions Clubs International.

Pensato, detto, fatto... un gruppetto di amici si aggrega e approva la mia decisione pertanto si parte in treno alla volta di Nagasaki. Purtroppo la giornata è piovosa e non riusciamo a sfruttarla nel migliore dei modi, ma riusciamo nell'intento primario ossia quello di visitare il memoriale ed il museo e di vedere l'ipocentro su cui scoppiò la terribile bomba gialla: il  Fat Man.


La visita al museo di Nagasaki è una delle più pesanti che io abbia mai fatto; pesante per le immagini ma anche per le didascalie e i racconti che qui testimoniano la decisione da parte degli americani di sganciare la bomba quel terribile 9 agosto 1945. 
Nagasaki, tra l'altro, non era una delle città deputate al bombardamento, ma solo una sfortunata situazione climatica sulla città di Kokura [che era il bersaglio definito perchè sede degli arsenali navali giapponesi] fece deviare la decisione.



Visitando questi musei, la domanda che ci si pone sempre è PERCHE'? Oppure ERA DAVVERO NECESSARIO?
Non spetta a me dare una risposta, perchè ben si sa che il Giappone non era propenso alla resa e anche dopo la prima bomba sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945 non aveva vacillato.
Quello che resta in testa come domanda, però, è il perchè colpire così tante vittime civili innocenti?
I bambini, le testimonianze dei bambini e i loro abiti e le loro attrezzature scolastiche si ritrovano più di tutto tra i reperti chiusi nelle teche del museo. Le scuole in Giappone, già allora, erano numerosissime: il Giappone è uno dei paesi più scolarizzati al mondo, dove la cultura media è di gran lunga sopra la norma anche di stati occidentali e avanzati in Europa e in America.



Leggendo la guida del Giappone, mi ero sorpresa trovando la descrizione del Museo di Nagasaki menzionato come "il più orribile museo al mondo", ma dopo averlo visitato capisco l'accezione dell'aggettivo: è davvero orribile vedere gli effetti delle radiazioni sulle persone sopravvissute, atrocità quasi peggiori di quelle che sono toccate a coloro che erano vicino all'ipocentro e pertanto sono morte subito.

Sono scene toccanti anche quelle che si trovano al museo di Hiroshima, sebbene questo sia molto più piccolo e abbia meno reperti. Qui la parte più triste è data dalla storia di Sadako Sasaki, una bambina colpita dalla radiazioni e ammalatasi gravemente la quale credeva che piegano 1000 gru origami avrebbe potuto guarire e sopravvivere.

Le gru create da Sadako
Proprio a lei e a tutti gli altri bambini morti durante lo scoppio della bomba Fat Boy, è dedicato il monumento ai bambini nel parco di Hiroshima.

Monumento ai bambini - Hiroshima
Visitare gli ipocentri, le zone dove sono realmente esplose (a circa 500 mt di altezza dal suolo) le bombe è un altro momento commovente.
Ho visto quello di Nagasaki sotto la pioggia e quello di Hiroshima in una tiepida serata estiva. Entrambi ti fanno riflettere, ti fanno pensare a vite, edifici, natura spazzati via in un piccolo istante e ti fa comprendere quanto la crudeltà umana non abbia limiti in nessun senso e in nessun luogo.

Ipocentro - Nagasaki
Nagasaki e Hiroshima sono due tappe fondamentali di un qualsivoglia itinerario in Giappone. Una sola o entrambe vanno visitate, per commemorare quello che è accaduto più di 70 anni fa e per non dimenticare. Mai.

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