mercoledì 9 novembre 2016

Taste Porto : scoprire Porto con un Food Tour

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Che siamo #pazzeperifoodtour lo abbiamo già detto, e che quindi non perdiamo occasione di cercarne uno in ogni nuova città che visitiamo è quantomeno scontato.
Così è successo anche pianificando il viaggio a Porto a fine ottobre.
Solitamente ricerchiamo i food tour attraverso la rete; ce ne sono diversi e quello che ci ispira di più, che ci conquista al primo sguardo, è solitamente quello che scegliamo: anche con Taste Porto è andata così. Poche settimane dopo aver contattato i ragazzi di Taste Porto, poi, ci è arrivata la guida Lonely Planet "Porto Weekend" e...sorpresa!: anche lì viene citata questa agenzia per i Food Tour.

Sbrigate le formalità di prenotazione, online ma con un supporto decisamente invidiabile, abbiamo iniziato ad immaginare, guardando il loro video, le bontà che avremmo avuto modo di apprezzare in loco. Pochi giorni prima della partenza, poi, una loro mail ci ha ricordato l'appuntamento dando chiare spiegazioni su dove recarsi per l'inizio del tour.
Grazie anche alle fotografie apparse sul loro sito, non abbiamo faticato a riconoscere André, che con la sua maglietta di Taste Porto ci attende in Rua Santa Catarina.

Questo è stato un Food Tour davvero entusiasmante: André è un appassionato di cibo ed è entusiasta nel descrivere Porto; ti fa apprezzare ogni singolo angolo e ogni boccone che assaggi. 
Preparatevi a dovere: non mangiate troppo prima di iniziare il tour, perchè altrimenti potreste non farcela a terminare tutto! E preparatevi anche a scoprire un lato culinario e enologico insolito: non berrete il Porto, non mangerete trippa o francesinha, sebbene siano i piatti tipici della città, proprio perchè il Food Tour vuole farvi scoprire una parte culinaria ed enologica insolita.

La prima tappa del viaggio culinario ci porta allora alla Loja dos Pastei de Chaves. Chaves è una cittadina nel nord del Portogallo, poco distante dal confine con la Spagna. I Pastei qui hanno una lunga tradizione e sono preparati in modo particolare: la pasta sfoglia, croccante e burrosa, è ripiena di un trito di carne bovina. cucinata prima con aromi e spezie. 


Il locale che visitiamo è stato fondato da due fratelli di Chaves che hanno deciso di esportare al di fuori della loro cittadina questo cibo tipico. I Pastei de Chaves sono così apprezzati che in città sono stati aperti altri 6 punti vendita; in ognuno di questi, ogni mattina, i pasteis arrivano direttamente da Chaves , pronti per la cottura dell'ultimo momento.
Al primo sguardo, questi pasteis potrebbro ricordare le nostre sfogliatelle napoletane; la differenza però, oltre alla farcitura, sta anche nella pasta: in questo caso si tratta si una pasta sfoglia meno croccante rispetto a quella delle sfogliatelle.


Una breve passeggiata ci porta alla seconda tappa: il mercado do Bolhão. Nel frattempo si uniscono al tour 6 ragazzi provenienti dalla Svizzera, dal Liechtestien e dal Tirolo. E' piacevole vedere giovani e di sesso maschile appassionarsi alle tradizioni culinarie di altri paesi. Uno di loro ha vissuto sei mesi a Lisbona e quindi passeggiando tra una tappa e l'altra mi racconta altre sue esperienze con il cibo tipico portoghese.

Al mercado do Bolhão André ci spiega che questo luogo, aperto nel 1850, è da sempre un punto di riferimento della città. Le zone dei commercianti sono ben delimitate: da un lato ci sono i macellai, dall'altro i fiorai, al piano di sotto ci sono le pescherie e addirittura troviamo anche i barbieri; proprio tutto ciò di cui si ha bisogno! Dopo averlo ammirato dalla balconata al primo piano, scendiamo nel cuore del mercato dove, tra le bancarelle interne, troviamo la Bolhão Wine House.



André ci presenta Hugo, che con Patricia ha dato vita a questo piccolo locale nel quale fermarsi per bere un buon bicchiere di vino, assaggiare le sardine, un prodotto tipico del Portogallo, e guardare il via vai del mercato.
Questo locale appartiene alla famiglia di Hugo da generazioni; inizialmente era dedicato ad un altro tipo di commercio e soltanto recentemente, senza non poche peripezie, Hugo con la sua tenacia e la sua volontà lo ha convertito in un bar vineria. Qui si servono i vini ed i cibi di piccoli produttori; un modo per incentivare anche l'imprenditorialità locale.



Alle 17 suona la sirena: tutti fuori dal mercato, si chiude!
Il mercato è aperto ogni giorno feriale fino alle 17; il sabato è aperto solamente al mattino fino alle 13 e la domenica è chiuso del tutto. 
All'interno ci sono anche dei graziosi ristoranti, semplici ma genuini che spesso vanno ad acquistare i prodotti che sono loro ordinati sul momento. Proprio alle spalle di alcuni ristoranti, infatti, ci sono i banchi del pesce: provate ad ordinare un branzino, un'orata o un altro pesce del menù; lo vedrete arrivare fresco dalla pescheria alla cucina.

La passeggiata in città continua, ci si sposta in un altro locale caratteristico, uno di quelli che se non conosci non trovi facilmente: è in una stretta stradina alle spalle di Avenida dos Aliados, una delle vie principali della città, un viale alberato che termina di fronte al palazzo del comune.
Entriamo da Flor dos Congregados con un riverente timore: l'interno è in pietra e legno, con un bel bancone e un forno per il pane, luci soffuse e tavoli con una lastra di ardesia sotto le tovagliette rustiche. Questo è un posto che mette subito a proprio agio. 



Non appena ci sediamo, ci viene servito un vino rosso spumantizzato e un panino che ancora a guardare le foto ora mi viene l'acquolina. Eccoci pronti ad assaggiare la Bifana, questo panino gustoso con una farcitura di carne di maiale marinata e cotta in forno per ore e ore in modo da renderla tenerissima e arricchito di un secondo strato con fette di prosciutto crudo tagliato al coltello, per dare ancora più sapore. 
L'apoteosi del gusto, il massimo del sandwich.



Dopo tutti questi assaggi, André decreta che è tempo di fare una piccola pausa, guardarsi intorno in Avenida dos Aliados per scoprire i palazzi che costeggiano i viali e scorgere i tram storici sferragliare pieni di turisti ma anche di gente del luogo che rientra a casa in questo venerdì sera.


E cosa c'è di meglio per una pausa se non un ottimo cimbalinho? Sapete cos'è? E' il caffè espresso.
Proprio qui su Avenida dos Aliados c'è uno dei caffè storici di Porto: Guarany. Gli interni e gli arredamenti sono quelli originali del 1933, quando fu aperto, tranne un paio di dipinti alle pareti e... i camerieri! L'ironia di André è un di più nel tour, una cosa che rende leggera e piacevole anche la spiegazione più complessa e articolata.
Ma cimbalinho, perchè? Perchè le prime macchine per il caffè espresso che arrivavano dall'Italia erano quelle della famosa marca "Cimbali", semplice!



Dopo il caffè ci vuole un po' di dolcezza. Proseguiamo la nostra passeggiata tra le strade in salita alle spalle di Aliados scoprendo, cammin facendo, un negozio dove effettuare una degustazione guidata di Porto, un ristorante che serve solo pesce e che espone in vetrina pescato freschissimo, un ristorante tradizionale di petiscos [che vengono erroneamente associati alle tapas spagnole, ma invece sono porzioni ridotte di piatti da condividere tra i commensali, che possono essere offerti anche in versione "normale"], per arrivare infine su una deliziosa piazzetta alla Leitaria da Quinta do Paço.


Questo negozio, che nasce come latteria nel 1920 [stupende sono le fotografie antiche sulle pareti del locale], vende formaggi e dolci, ma la grande specialità qui sono gli èclair ripieni di crema chantilly e ricoperti con una glassa di diversi gusti.
Noi assaggiamo quelli al cioccolato e al limone e ci vengono serviti con un'aggiunta di crema chantilly nel caso non fossimo soddisfatti di quella già presente al loro interno. 
Una golosità inaudita: glicemia alle stelle, ma la bontà è indescrivibile. Credo che se abitassi a Porto, un giorno si e uno no sarei qui a fare merenda. Uscendo dal locale vengo attratta anche dal loro bolo del bolacha, ossia torta di biscotti, anch'essa famosa qui in Portogallo. Invitante anche lei e mi riprometto di assaggiarla nei giorni seguenti.


Si sta facendo sera, le luci nelle strade e nelle vetrine si accendono e durante l'ultima parte di passeggiata, nella zona più antica della città, la Ribeira, che scende verso il fiume Douro, André ci racconta di quanto qui, nel Medioevo, la comunità ebraica fosse potente e ben voluta dal re. Proprio da questa parte di città medievale ci affacciamo da un magnifico belvedere che ci permette di godere di una splendida vista fino anche a Vila Nova de Gaia, la zona dove sono presenti tutte le cantine produttrici di vino porto.

Terminiamo il nostro food tour, durato circa 4 ore, presso la Taberna do Largo dove assaggiamo formaggi, salumi e una varietà di vini provenienti dalle diverse are vinicole del Portogallo, tutti vini di piccoli produttori. Qui, per la prima volta, assaggio il vinho verde e scopro che una delle passioni dei tripeiros [come vengono chiamati e si chiamano confidenzialmente tra di loro gli abitanti di Porto] hanno una passione sfrenata per i lupini. Proprio grazie a questi piccoli chicchi dorati, attorno al tavolo, concludiamo con convivialità la nostra esperienza con Taste Porto e con i nostri compagni di tour, che li assaggiano per la prima volta.





Abbiamo già spiegato che il bello di partecipare ad un Food Tour in una città, ci dà la possibilità di viverla in modo più locale grazie agli accompagnatori. Un'altro bonus che immancabilmente ritroviamo partecipando a questi eventi è la possibilità di conoscere altri turisti che come noi sono appassionati di cibo, scambiare pareri e suggerimenti e talvolta scoprire nuovi amici.




Un grazie a Taste Porto Food Tour e in particolare ad Andrè per la splendida giornata, la preparazione e lo svolgimento impeccabile del Tour.

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